FanFiction su Boku no Hero Academia - The Cruel Game Capitolo 9

9.Un’anima persa 

- Qualsiasi sia la mia colpa, non far pagare i miei sbagli ai ragazzi.-
- Mio adorato, non ripeterlo fino allo sfinimento. Proprio non riesci a capire.- Leyra si mosse sinuosa sul corpo dell’ex eroe. Il contatto fu strano e imbarazzante per lui allo stesso tempo. Continuava a voltare lo sguardo verso il giovane Midoriya senza mai vedere in lui una reazione o un sentimento. Izuku era spento e immobile.
- Perché il giovane Midoriya è in quello stato?-
- Il mio caro Izuku sta lottando.- Leyra si raccolse i capelli da un lato e guardò Izuku. Qualcosa nel suo sguardo divenne dolce e gentile e All Might lo notò. - Quando avrà accettato e compreso per bene ciò che è accaduto e ciò che accadrà starà meglio. Mi dispiace per ciò che ho dovuto fare e lui non sa ancora bene a cosa tiene di più.-
- Hai fatto del male alla giovane Uraraka e inizio a capire che hai costretto lui a fare qualcosa di brutto. Perché?- La donna si scostò di colpo facendo pressione sul torace del biondo che tossì. Lo sguardo che gli donò era iroso, ma anche pieno di rammarico. Lui davvero non riusciva a capire, non poteva vedere che una donna ferita la cui personalità cambiava così in fretta da renderlo totalmente inerme.
- Dopo aver convinto Shota a farmi tenere una lezione nella loro classe, ho toccato sia lei che Katsuki e ho impresso la mia unicità su di loro. Loro due si sono avvicinati e questo ha reso Izuku geloso e io ho usato quel sentimento. So di aver sbagliato, ma se non lo avessi fatto non sarei riuscita ad averlo completamente. Lui vuole aiutarmi, si è offerto di farlo, ma non avrebbe mai accettato di farti del male. Così l’ho distrutto.-
- Ti sei divertita nel farlo?-
- Diciamo che non è stato spiacevole.-

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Alla prossima

Originale - Obscure - Il gioco maledetto Capitolo 15


15.
L’Abisso

Scesi le scale con lentezza, ogni parte di me pesava il doppio del normale e sapevo che tutto era dovuto alla colpa che mi portavo dentro.
« Ti sei divertita?» lo dissi non appena mi trovai davanti la prigione di Hel. Per un attimo l'oscurità dietro le sbarre sembrò vibrare. « Immagino che per te sia una grande fonte di soddisfazione.»
« Sbagli se credi che lo faccia per puro divertimento.» la voce che provenne dall'abisso era di un ragazzo, ormai non facevo fatica a distinguere le ombre del mio passato e lo riconobbi subito.
« Come mai questo aspetto? Perchè proprio William?» la chioma bionda e morbida del giovane britannico spuntò dal nero profondo, lo vidi seduto in lontananza, con le braccia abbandonate in avanti senza forza e la testa penzolante.
« Perchè io posso dirti esattamente cosa ha provato quella ragazza. Infondo è proprio questo che vuoi sapere ora.» Alzò lo sguardo verso di me, era vuoto, spento. Mi tremarono le gambe al ricordo di quello che ci aveva uniti nella mia passata vita. Appoggiandomi alle sbarre tentai di allungare la mano verso di lui, fu istintivo e lui reagì. Si trascinò a stento verso di me finché le nostre dita non si sfiorarono. « Io in realtà non sapevo nulla di te, non ho pensato ad altri se non a me stesso. Tornai a casa solo perché volevo dichiarare a mio padre che non avevo bisogno di lui, che potevo vivere come volevo, anche se per farlo mi ero abbassato a cose disdicevoli. Eppure sapevo di poter abbandonare tutto tranne te. » mi strinse la mano, era così debole e gracile che se avessi stretto la mia l'avrei rotta.

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