FanFiction su Skip Beat - Stand By Me Capitolo 4

Stand by me

4. I nostri desideri 

Nonostante tutte le emozioni che quel bacio le aveva regalato, per tutto il resto della giornata Tsuruga Ren si era comportato come al solito. Gentile, affascinante e talmente galante da accontentarla in tutto. Erano usciti all'aria aperta e Kyoko aveva respirato il profumo di mare, fresco e frizzante. Poi erano andati in giro come persone normali, tra i negozi del piccolo villaggio attinente alla villa e divertendosi come due ragazzini. Ren non fu costretto a nascondersi, tutti erano gentili e per nulla invadenti, lei di certo poteva passare inosservata, una comune ragazza infortunata, ma di certo vedere un uomo come Tsuruga Ren avrebbe suscitato gridolini di eccitazione anche se non fosse stato un attore famoso. Solo la sera, al rientro dal giro turistico Kyoko scoprì che quello visitato non era un villaggio, ma parte integrante del giardino della villa e che tutte le persone che aveva incontrato facevano parte dello staff della magione, così quando mise il broncio come una bambina offesa, Ren fu costretto a dirle come realmente stavano le cose.
- Non volevo prenderti in giro, solo che non possiamo avventurarci oltre i cancelli della villa. Ho saputo che sull'isola sono arrivati parecchi giornalisti interessati a ciò che ti è accaduto.-
- Perchè? Non sono di certo un'attrice famosa!-
- Non ancora, ma di certo io e quel Fuwa siamo parecchio conosciuti.- Kyoko scattò come una molla. Provò a mettersi in piedi, ma fu doloroso e ricadde in avanti in malo modo.


Ren riuscì a sostenerla senza problemi prendendola in braccio e portandola sul letto. - Non sei in grado di fare questi gesti. Se fossi caduta di nuovo avresti rovinato ulteriormente il tuo bel visino.- La ragazza arrossì vistosamente, Ren era nuovamente al suo fianco e i loro visi di nuovo così vicini che iniziò a sperare in qualcosa. Si sarebbe fatta baciare di nuovo, senza dire nulla e senza riuscire a negarsi, poi però lui le toccò la fronte sfiorando la garza che nascondeva il taglio e i cinque punti di sutura che le avevano messo. Si era guardata di sfuggita allo specchio prima di uscire con Ren, si era occupata di tutto Yuki e lei non aveva avuto modo di vedersi o esaminare il suo corpo. Fortunatamente la cameriera le aveva detto che il dottore era stato molto accurato nel suturare la ferita e che non le sarebbe rimasta una cicatrice evidente sul viso. Inoltre le aveva fatto notare che le fasciature alle gambe servivano solo a mascherare i lividi che si erano formati durante la caduta e che la caviglia si sarebbe presto ripresa. Infine, nonostante avesse battuto forte la schiena, non avrebbe avuto problemi se si fosse sottoposta a qualche seduta di fisioterapia per alleviare i dolori. Ren la riportò alla realtà regalandole un casto bacio sulla fronte e chiedendole se aveva voglia di fare qualcosa prima di cena.
- Raccontami cosa è accaduto. Non dirmi che Sho ne ha combinata una delle sue?- Ren si alzò cercando di sviare il discorso, ma Kyoko si era resa conto che le stesse nascondendo qualcosa e provò a fermarlo tirandolo per la camicia. Si mise carponi sulle lenzuola, nonostante le ginocchia dolessero e provò a guardarlo con l'espressione più supplichevole che conoscesse. Ciò che Ren vide però furono due occhi languidi e un viso da cagnolino bastonato che non riuscì ad ignorare. Si lasciò ricadere supino sul letto e sbuffò, lasciando che Kyoko si avvicinasse a lui gattonando.
- Spesso alcuni giornalisti si appostano sotto casa mia e mi sorvegliano. Sono forse l'unico attore che non è mai stato coinvolto in uno scandalo amoroso e quindi molti reporter vogliono cogliermi sul fatto, diciamo così. Così quando uno di loro mi ha visto uscire di casa a quell'ora, completamente sconvolto e...- In quel momento Kyoko vide per la prima volta, dipinto sul bellissimo viso di Tsuruga, un velo di imbarazzo rimanendone completamente rapita. - ...e in pigiama per di più spaiato, si è scatenato l'inferno.- La ragazza rimase per qualche secondo completamente stupita e nella sua mente iniziarono a prendere forma immagini di Ren in pigiama, con i pantaloni di un colore e la maglia di un altro, una visione completamente diversa da ciò che lui faceva vedere, in grado di essere affascinante anche con la febbre alta. Rise e non riuscì a trattenersi e il divertimento della ragazza fomentarono l'imbarazzo di lui che scattò come un felino e prendendola per le braccia la portò sotto di lui. - Sono corso da te, sarei venuto anche nudo, credi che avrei perso tempo a scegliere l'abito adatto per una situazione simile?- Kyoko non rispose, come poteva in quelle condizioni. Ren era sopra di lei, la teneva tra le braccia ed erano più vicini che mai tanto che lei poteva percepire il battito del cuore di lui sincronizzarsi con il suo. - Mi sono fatto fotografare e riprendere con addosso un pigiama sgualcito e scombinato, solo perchè tu mi hai chiamato. Dovresti prenderti la responsabilità di aver rovinato la mia immagine.-
- Cosa vuoi che faccia?- Ipnotizzata dagli occhi magnetici di Ren e da quel tocco per nulla rude o violento, ma delicato ed estremamente elettrizzante, svicolò leggermente dalla presa riuscendo a liberare una mano. - Tu mi hai già baciato e più di una volta e io non ho detto nulla.-
- Credi che mi basti rubarti un bacio per essere soddisfatto? Ho preso a pugni davanti a tutti quel bambino di Fuwa perchè voleva portarti via da me. Ci siamo azzuffati come gatti e se non fosse intervenuto il boss non so come sarebbe andata a finire. Si è presentato in ospedale dichiarando diritti su di te, come se tu gli appartenessi, urlando e sbraitando e dandomi la colpa per ciò che era accaduto. Così non ci ho visto e l'ho preso a schiaffi. Ora per colpa tua sono diventato un pazzo esaltato in pigiama che picchia bambini, ma per nessuna ragione al mondo gli avrei permesso di portarti via.-
- Hai picchiato Shotaro...- non capì neanche lei se fosse una domanda o una semplice affermazione, Il solo pensiero di vedere Ren e Sho litigare per lei, la fece sussultare, ma anche arrabbiare. Shotaro Fuwa era corso da lei e per fare cosa? Dimostrare a tutti che lei continuava ad appartenergli? Non poteva sopportarlo, non poteva credere che fosse riuscito persino a far arrabbiare tanto una persone come Tsuruga Ren. - Mi dispiace.- Furono le uniche parole che riuscì a pronunciare, le salirono le lacrime agli occhi e non fu in grado di reagire diversamente.
- A me non dispiace affatto! Non mi sarei mai fatto sopraffare da un ragazzino arrogante. Tu hai chiamato me non lui e se questo ha ferito il suo stupido ego, non posso farci nulla.- Ren si spostò leggermente riuscendo ad appoggiare la testa sul seno della ragazza e rimanendo accoccolato a lei come un bambino e Kyoko, con le mani ora libere, iniziò ad accarezzargli i capelli, come aveva fatto qualche tempo prima, quando lui le aveva chiesto di dormire sulle sue ginocchia. - Mi piace usarti come cuscino...posso baciarti di nuovo?- Non riuscì a rispondere, lo voleva con tutta se stessa e mai avrebbe creduto di poter sentire così forte un sentimento che non fosse la rabbia. Preponderante e offuscante, ogni parte di lei era predisposta per quel momento, lo desiderava con tutta se stessa. Così quando toccò nuovamente le labbra di Ren, si sentì pervasa da strani brividi e le si chiuse di nuovo lo stomaco, eppure fu così piacevole da sperare che quell'istante non finisse mai. Poi qualcosa cambiò, sentì Ren farsi più audace quando iniziò a toccarla, le sfiorò le gambe delicatamente, poi salì verso la pancia ed infine arrivò sul seno. Rimase immobile per qualche secondo, dando il tempo alla ragazza di rifiutarlo se quel contatto non le fosse piaciuto, ma Kyoko ormai non era più in grado di fare nulla se non sottostare alle sue emozioni e lui colse l'invito a continuare. Le slacciò i bottoni della camicetta e infilò la mano tastando la pelle morbida e calda di lei. - Sei sicura di questo? Non credo di essere in grado di fermarmi...- Kyoko avvertì il respiro affannoso del ragazzo sopra di lei, percepì i muscoli di lui fremere e il suo desiderio farsi sempre più forte. Iniziò a baciarla dappertutto, una volta libero della camicia, assaggiò la sua pelle avido e desideroso di averne sempre di più. Kyoko sentì la lingua di lui inumidirle i seni e gemette, lanciando i gridolino di piacere che diede a Ren la spinta per continuare. Concentrati solo su ciò che sarebbe accaduto, su fin dove il loro desiderio potesse spingersi non si resero conto di nulla, ne dei piccoli colpi sulla porta ne del fatto che si stesse aprendo.
- Ho portato la ce... oh! Mi dispiace tanto!- scattarono come se sotto di loro ci fossero i carboni ardenti. Ren si mise seduto e con il viso rosso, scappò in bagno, mentre Kyoko provò distrattamente a ricomporsi e cercare di far abbassare la temperatura del corpo. - Mi dispiace veramente tanto. Io non pensavo che... chiedo scusa!- Yuki si era coperta gli occhi, ma era comunque arrossita vistosamente e continuò ad inchinarsi in segno di scuse.
- Non preoccuparti, davvero non è successo nulla. Colpa nostra per non essere stati attenti.- Per Kyoko fu come tornare indietro nel tempo, a quando lavorava nel ryokan della famiglia di Sho. Era accaduto anche a lei di irrompere in una stanza e vedere qualcosa che non avrebbe dovuto e con il tempo aveva imparato a mantenere la calma, la stessa che aveva mostrato quella sera quando di era fiondata nel bagno preoccupata per Ren e lo aveva visto nudo. Eppure Yuki non era riuscita a contenersi e faticava a ritrovare la compostezza che una cameriera doveva sempre avere, almeno queste erano le parole che la madre di Sho le aveva sempre ripetuto.
- Tsuruga-sama non esce dal bagno. Deve davvero essere arrabbiato con me.- Se ne era accorta anche Kyoko, ormai erano passati più di dieci minuti e nel frattempo lei si era anche alzata per aiutare la ragazza. Il dolore alle gambe era quasi saprito e riuscire a fare qualche passo da sola le sembrò rassicurante, così riuscì persino ad aiutare Yuki a sistemare il tavolo per la cena.
- Lascia tutto qui. Ci penso io.- La congedò con il sorriso più dolce e rassicurante che riuscì a richiamare e una volta sola si rese effettivamente conto di quello che era accaduto tra lei e Ren e non riuscì a non prendere fuoco dall'imbarazzo. Si piegò in avanti poggiandosi al tavolo e si portò una mano al petto, lo stesso che poco prima Ren aveva toccato e persino baciato e si sentì le gambe molli, come se al posto delle ossa non ci fosse nulla. Nonostante tutto si fece coraggio e avanzando a tentoni si avvicinò alla porta del bagno, dall'interno percepì lo scroscio dell'acqua della doccia. - Tsuruga-san, va tutto bene?- La voce che le uscì dalla bocca era pregna d'imbarazzo, nonostante fosse ottusa e a volte decisamente tarda in questioni amorose, sapeva perfettamente perchè ora Ren stava facendo la doccia ed in effetti ne aveva un gran bisogno anche lei. - Ti va di mangiare qualcosa?-
- Credo di aver bisogno di qualche altro minuto.-
- Ti aspetto.- Passarono altri cinque minuti prima che Tsuruga riuscisse ad uscire. Kyoko si voltò appena a guardarlo, ancora indecisa su cosa dire o come comportarsi, ma anche lui rimase in silenzio riuscendo solo ad avvicinarsi al tavolo e sedersi tenendo lo sguardo basso. Aveva i capelli completamente bagnati e ogni tanto qualche gocciolina cadeva sui pantaloni creando un alone scuro. Kyoko sapeva di dover rompere in qualche modo quel silenzio imbarazzante, ma pensare a qualcosa di diverso che non fosse lui sopra di lei le sembrò impossibile. Così dopo aver ingoiato un paio di frasi senza senso buttò fuori la prima cosa che riuscì a pensare guardandolo. - Prenderai un raffreddore se non ti asciughi i capelli.- Lo disse quasi arrabbiata, anche se in realtà non era quello che voleva esprimere, ma ormai era diventato impossibile dimostrargli i suoi sentimenti correttamente. Nonostante tutto lui rise, e lo fece così spontaneamente che anche lei non riuscì a non farlo. Riuscirono a spezzare quel gelo che si era creato e persino a cenare come se non fosse accaduto nulla.

Non ne riparlarono, sarebbe stato troppo riaffrontare subito quell'argomento, perché rievocarlo significava dover mettere in chiaro i loro sentimenti e per ora Kyoko non aveva la benché minima idea di cosa volesse o provasse. La serata passò veloce e tranquilla, riuscirono persino a guardare qualche episodio di Dark Moon e per Kyoko, rivedersi nei panni di Mio fu elettrizzante soprattutto perchè Ren continuava a farle i complimenti e questo, per lei, era più importante dello stesso ossigeno. Andava avanti in quel lavoro solo per essere lodata e apprezzata da lui, certo aveva imparato ad amare il lavoro dell'attrice, ma Ren era il suo sempai, la sua ancora di salvezza nei momenti difficili e i sentirsi apprezzata da un uomo come lui era qualcosa di prezioso. Quando sentì gli occhi pesanti e gli sbadigli incessanti, Ren la prese in braccio e la portò a letto. Ormai era diventato un gesto quasi normale, tanto che Kyoko si lasciò manovrare senza problemi. Ren le prese una camicia da notte dall'armadio e le chiese di indossarla, nel mentre lui si allontanò chiudendosi in bagno. Kyoko indossò il la camicia morbida e profumata, la sentì aderire al suo corpo perfettamente e gioì della delicatezza del tessuto. Poi si rannicchiò sotto le coperte provando a scaldare quel letto enorme, finchè non si rese conto che Ren era ancora con lei. Yuki le aveva gia detto che Tsuruga aveva dormito al suo fianco, ma ora che era sveglia aveva ancora intenzione di farlo? Le domande ebbero risposta quando Ren uscì dal bagno indossando un pigiama blu notte e si sdraiò accanto a lei.
- Non guardarmi in quel modo. Non ho alcuna intenzione di lasciarti da sola.- Le regalò un bacio veloce sulla punta del naso e si girò dalla parte opposta a lei, portando il braccio sotto il cuscino e sforzandosi di dormire. In realtà era più difficile di quanto avesse immaginato. Nelle notti precedenti Kyoko era incosciente e dormirle accanto era risultato semplice, anche se ogni tanto aveva ceduto all'impulso di toccarla. Ora però lei era sveglia, sdraiata dietro di lui e sapeva che lo stava guardando. Il suo cuore innamorato gli urlava di prenderla, di farla sua e di non lasciarla mai andare. Gli ordinava di voltarsi, baciarla e toccarla il prima possibile, ma la sua mente era conscia di non poterlo fare. Era gia stato troppo audace, certo Kyoko non lo aveva rifiutato, ma non poteva spingersi così il la solo perchè non riusciva a controllare i suoi ormoni. Si portò una mano alla bocca implorando il suo corpo di smettere di provocarlo, ma a destarlo da quell'ondata di pulsioni fuori controllo fu qualcosa di decisamente inaspettato. Percepì la mano di lei sfiorargli la schiena e le spalle e per un attimo il cuore di lui si fermò.
- E' così grande e forte, che sembra poter reggere il peso del mondo intero.- Ren si sentì stringere lla maglia del pigiama e si decise a voltarsi, incontrando gli occhi di Kyoko e il suo viso luminoso e bello. Non sembrava affatto imbarazzata, al contrario consapevole di ciò che stava facendo. In realtà per Kyoko non era stato facile convincersi a toccarlo. Fino a quel momento era stato sempre Ren a prendere l'iniziativa, ora però era stata lei a chiamarlo e soprattutto a provocarlo. - Volevo darti la buonanotte.-
- Vuoi davvero solo questo?-
- In realtà non lo so, ho solo reagito d'istinto. Non volevo che ti addormentassi.- Ren si spostò verso di lei, ma non la toccò, lasciò che fosse lei a muovere la mano, ad accarezzarlo in viso per la prima volta. Kyoko disegnò qualcosa con le dita, seguendo i lineamenti del suo viso e provocandogli un brivido di eccitazione. - Io voglio essere sincera con te, non so cosa sto provando in questo momento. Per tanto tempo, dopo Sho ho creduto di non poter mai e poi mai amare di nuovo qualcuno, perchè io amavo Sho...-
- Non dirmi queste cose proprio adesso, non...- Kyoko lo zittì con l'indice, toccando quella bocca che sembrava offesa in quel momento e gli chiese di rimanere in silenzio ancora un po'.
- Io lo amavo, o almeno credevo di amarlo. Sarò un po' stupida e ci avrò messo tanto a capirlo, ma ora lo so. Quello che provo adesso è amore, non quello che sentivo per Sho. Io facevo di tutto per lui e non chiedevo niente in cambio, ma era sbagliato perchè io ora voglio qualcosa da te, è il corpo a chiederlo e non posso fermarlo. Io voglio qualcosa che a lui non avrei mai chiesto, qualcosa che è il mio cuore a pretendere e credo che sia questo il segno che ti fa capire di essere innamorata. Io ho chiamato te quella notte perchè mi fido di te e volevo vederti, volevo te come lo voglio ora.-
- Tu ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo?-
- Bhè io penso di si è solo che non sono molto brava in queste cose, quindi mi affido a te e...- Non riuscì a terminare la frase. Tutto ciò di cui Ren aveva bisogno era un segno che ciò che era successo fin ora non fosse stato solo per colpa della sua lussuria, e ora lo aveva ricevuto. Nonostante Kyoko fosse rossa in viso, e si fosse ristretta alle dimensioni di una bambola di porcellana, lui la baciò con tutta la passione che riuscì a trasmetterle. La strinse, la baciò e la toccò ovunque imprimendo ogni sua forma, ogni suo centimetro di pelle nella sua mente.
- Voglio che tu sia mia e solo mia, voglio davvero che tu mi appartenga... Dimmi che lo vuoi anche tu.- Si guardarono per qualche secondo, Kyoko aveva gli occhi pieni di lacrime e non riusciva a farle fermare, ma Ren non lo prese con un segno di insicurezza, al contrario quelle lacrime, che incorniciavano uno dei sorrisi più belli e luminosi che lui avesse mai visto, erano il segno che anche lei ricambiava i suoi sentimenti e finalmente potevano esprimerli come meglio credevano. Portandosi sopra di lei si infilò tra le sue gambe e si mise in ginocchio portando anche la ragazza a mettersi seduta. Le sfilò la camicia da notte e poi le chiese di fare lo stesso con lui. Kyoko reagì imbarazzata portando avanti le mani tremanti e riuscendo solo a sbottonare un paio di bottoni. Fu lui a finire il lavoro e tirò via quel pezzo di tessuto, come se fosse d'intralcio, si mosse in avanti e la portò di nuovo a sdraiarsi. Osservò con attenzione la pelle luminosa e il corpo perfetto di una ragazza in fiore, delicata ma allo stesso tempo attraente e provocante. Allo stesso tempo Kyoko era completamente rapita dalle sue emozioni, dai tremori e dai sospiri che non riusciva a controllare. Mai nella sua vita si era sentita così fuori controllo, mai avrebbe pensato che sarebbe stato così conturbante e tremendamente perverso amare qualcuno, tanto che persino guardarlo la faceva sussultare. Lo aveva gia visto nudo, lo aveva negato, ma aveva sbirciato quella sera pentendosi di non averlo fatto più a lungo, ma ora lui era davanti a lei, in ginocchio e nudo e lei poteva guardarlo senza sentirsi in colpa o imbarazzata, perchè conscia che lui ora era li per lei. Ren si piegò in avanti portandola ad allargare le gambe e cercando quell'intimità che non riusciva più a controllare. Eppure ci mise tempo, un tempo che sembrò infinito, terrorizzato dall'idea di farle del male o di non piacerle, ma alla fine lo fece e quando si rese conto che era sua, che era dentro di lei e poteva donarle il piacere più intenso che avrebbe mai potuto immaginare, tutto il mondo si dissolse. Esistevano solo loro due, esisteva solo il loro piacere e nulla lo avrebbe interrotto o corrotto. Cerano Ren e Kyoko, e c'era il loro amore, quello che finalmente erano riusciti ad esprimere. Eppure prima o poi sarebbero dovuti tornare alla realtà, quella fuori dal perimetro della villa che era diventato il rifugio dei loro sentimenti e dei loro desideri.



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