Recensione Anime - Hal

“Quando muoiono dove vanno le persone? Non vanno da nessuna parte. Restano sempre qui al nostro fianco.” 
discorso tra Hal e Tokio-san, il nonno d Kurumi

La vita ci dona tanti sentimenti, il più complicato e difficile da esprimere è sicuramente l'amore. Amare qualcuno ha molte sfaccettature, si litiga, ma si fa pace, si piange, ma poi torna sempre il sorriso. Trascorrere la vita con la persona scelta è una delle felicità più grandi che l'esistenza può regalarti, ma quando si perde quella persona come si fa ad andare avanti? Come si può continuare a vivere se ogni parte di se cerca disperatamente l'altra, senza poterla mai trovare e toccare? Hal è morto. Kurumi non può continuare a vivere senza di lui, la vita non ha più significato e si chiude nel proprio dolore, non mangia, non dorme, non sorride più. Ciò che il mondo ha perso è il viso gentile e sorridente di una ragazza innamorata e pur di farla tornare alla normalità, suo nonno prende una decisione importante. Trasformare un robot, un essere meccanico e privo di sentimenti, nel perduto amore di Kurumi, nella speranza che la ragazza accetti la perdita e torni alla sua vita quotidiana, torni a sorridere. Ma è davvero possibile accettarlo? Può davvero Kurumi rendersi conto in questo modo che la vita continua? E se le cose non fossero davvero così? Se Hal nascondesse un triste e doloroso segreto? Cosa è accaduto quel giorno, quando quell'aereo è esploso in cielo?


Superare una perdita  
Hal (ハル titolo originale Haru) è un film d'animazione del 2013 prodotto da Wit Studio e diretto da Ryōtarō Makihara. Per la durata di circa 60 minuti, la sceneggiatura di Izumi Kizara ci svela un modo non troppo lontano nel futuro, in cui esistono i robot e in cui si è addirittura in grado di sostituire una persona con un'intelligenza artificiale, rendendola uguale e premettendogli di sentire le emozioni di un essere umano. Hal deve salvare Kurumi, questa è la sua missione, deve provare in tutti i modi a far tornare il sorriso sul volto di quella ragazza, ma per lui le cose non saranno semplici. Il vero Hal non è sempre stato buono, al contrario nasconde segreti oscuri e dolorosi, ha vissuto nella violenza e nella povertà e spesso, tra lui e Kurumi, ci sono stati dei diverbi. Eppure litigare fa parte della convivenza, fa parte dell'amore, ma questo il robot Hal non può capirlo e l'unico modo che ha per conoscere meglio la situazione è provare ad assecondare quelle piccole promesse impresse sul cubo di rubik. Hal scoprirà però che non basterà risolvere l'enigma per aiutare Kurumi e dovrà impegnarsi a scoprire, poco a poco, tutti i dettagli sulla relazione dei due giovani. Lo spettatore rimarrà così coinvolto nei loro drammi e nel dolore di Kurumi, riuscendo ad emozionarsi e sperare che tutto si rivolva per il meglio.

 

Amare un robot 
Eppure la domanda sorge spontanea: si può davvero superare una perdita, se tutto ciò che vediamo, giorno dopo giorno, è il viso della persona amata e tragicamente scomparsa? Il film ci porta a domandarci se sia davvero giusto dare a Kurumi questa speranza, perchè vederla ridere e arrossire davanti ad una persona che sappiamo essere falsa, porterà di certo a conseguenze più drammatiche per lei, perchè prima o poi quella speranza diventerà realtà e in un modo o nell'altro non potrà mai superare la morte di Hal. Così, nel corso della visione, ci porremo una domanda, e se le cose non stessero davvero così?

   

Un'ora ben studiata 
Ryoutarou Makihara, addetto allo storyboard in alcuni episodi di Guilty Crown e The Tatami Galaxy, ha debuttato come regista in questo film dando vita alla sceneggiatura scritta da Izumi Kizara e creando un prodotto godibile e ben studiato, che instilla nei punti giusti domande e dubbi nella mente dello spettatore, senza mai eccedere nella drammaticità con l'esasperarazione dei sentimenti dei personaggi. Il character design dalle linee morbide e delicate è a cura della mangaka Io Sakisaka (Strobe Edge, Ao Haru Ride), creando personaggi dinamici e molto espressivi, abbelliti da un'ottima animazione. Altrettanto buono è il doppiaggio in cui troviamo le voci di Yoshimasa Hosoya nel ruolo di Hal, Yōko Hikasa come Kurumi e Mamoru Miyano nei panni dell'amiico di Hal, Ryu. Hikasa interpreta anche la theme song Owaranai Uta (Canzone Infinita), che regala al film quel tocco di dolcezza che ne chiude la visione. 

 

Commento finale  
Il lungometraggio Hal è sicuramente un film per tutti, in grado di emozionare e far riflettere. Una piccola perla dell'animazione, dalla trama abbastanza essenziale, che non pretende troppo se non strappare una lacrima di commozione. Decisamente 60 minuti ben spesi, nonostante la presenza di qualche piccola lacuna nella narrazione, che lascia allo spettatore alcune domande soprattutto sull'infanzia di Hal, ma che ad ogni modo non ne rovina la visione. Un film che merita di essere visto e di essere apprezzato nella sua semplicità.

Voto 7

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