Recensione Anime - Oreimo

“Sei un falso! La mia cara sorellina non si sognerebbe nemmeno di svegliarmi, prepararmi la colazione o farmi il bucato. Non fa che guardarmi dall'alto in basso e trattarmi come un idiota, oppure ignorarmi completamente... in pratica quello che sto cercando di dire è: non è possibile che la mia sorellina sia così adorabile!”
(sogno di Kyōsuke – Episodio 1)
Ore no imōto ga konna ni kawaii wake ga nai, tradotto letteralmente come “Non è possibile che mia sorella minore sia così carina”, è una serie anime trasmessa nell'arco di tre anni, dal 2010 al 2013, suddivisa in una prima stagione di 12 episodi prodotta da Anime International Company (AIC), quattro episodi aggiuntivi, che offrono un finale alternativo alla serie TV, una seconda stagione, che dallo studio AIC passa nelle mani di A-1 Pictures, composta da 13 episodi, per finire con altri tre episodi aggiuntivi pubblicati in streaming dal 17 agosto al 31 agosto 2013. Abbreviato con la più semplice e orecchiabile sigla di Oreimo, l'adattamento animato prende spunto da una serie di light novel scritta da Tsukasa Fushimi ed illustrata da Hiro Kanzaki che ci porta nella vita di un normalissimo liceale, Kyosuke Kosaka, alle prese con la quotidianità, ma soprattutto con la famosa e popolare sorella quattordicenne Kirino. Fredda, egocentrica e distaccata, Kirino è l'esatto contrario di ciò che Kyōsuke reputa una vera sorella minore. La distanza tra i due è talmente grande che sembrano due perfetti sconosciuti, eppure Kirino non è sempre stata così, Kyōsuke infatti ricorda che da bambina, era molto più legata a lui e non riesce proprio a ricordare cosa sia accaduto tra i due che li abbia fatti allontanare tanto. Eppure le cose tra loro sono destinate a cambiare e un giorno, Kyōsuke trova per caso all'ingresso uno strano DVD con all'interno un videogame per adulti dal titolo Imōto to Koishiyo! (Love with Little Sister!). La sconcertante scoperta fa si che Kyōsuke venga a conoscenza del più grande segreto di Kirino, ovvero che la ragazza è un otaku, adoratrice dell'anime majokko Hoshikuzu Witch Meruru (Stardust Witch Meruru) e soprattutto amante dei videogame moe, tutti a tema eroge, che hanno come protagoniste sorelle minori. Durante la notte Kirino sveglia in malo modo il fratello, lo porta nella sua stanza e gli rivela tutti i suoi hobby, obbligandolo a divenire il suo confidente privato. Quello è giorno che segna il totale cambiamento nella vita di Kyōsuke, il quale mantenendo fede al suo stato di fratello maggiore, cercherà in tutti i modi, arrivando persino ad umiliarsi, di aiutare la sorella a far collimare la sua vita da modella con la sua reale identità otaku.

Una serie controversa

Giudicare Oreimo è decisamente complicato, la serie si presenta come una commedia semplice e fresca, incentrata sulle diatribe dei due fratelli Kosaka. Eppure il titolo, così lungo, ma decisamente forviante, porta lo spettatore a farsi una strana idea su come evolverà il rapporto dei due protagonisti. Inutile negare che fosse ovvio ai più che la storia girasse intorno ad un coinvolgimento amoroso dei due ragazzi, ma Oreimo stupisce il pubblico e nella visione degli episodi, si passa da un argomento ad un altro con grande ilarità e soprattutto con quel tocco demenziale ed esagerato, che fa subito dimenticare quel particolare incestuoso, che si era presupposto all'inizio. Si assiste al totale annientamento dell'orgoglio di Kyōsuke, pronto a tutto per difendere la sorellina che nonostante tutto, non abbandona quell'atteggiamento ostile e superbo nei confronti del ragazzo. Per aiutare Kirino ad aprirsi con gli altri e condividere la sua, seppur decisamente morbosa, passione per gli eroge (giochi a sfondo erotico), Kyōsuke sarà l'artefice dell'incontro tra la sorella e altre due ragazze otaku, la simpatica e occhialuta Saori e la tenebrosa Kuroneko, amante di serie anime completamente diverse da quelle di Kirino ed infatti, tra le due ragazze sarà guerra aperta dal primo incontro. Nel corso degli episodi, grazie agli sforzi del ragazzo, Kirino sembrerà aprirsi di più con lui e smussare quegli angoli del suo carattere che la rendevano irritante, riuscirà a condividere la sua passione anche la migliore amica Ayase, il quale rimarrà comunque convinta che il comportamento di Kirino sia causato dal fratello, e riuscirà a vivere a pieno la sua vita da otaku pubblicando una dōjinshi che diverrà una serie animata. I primi dodici episodi scorrono veloci e piacevoli, sicuramente non ci troviamo davanti una serie innovativa, trama basilare e semplice, ma fresca e simpatica. Tutti i personaggi, sebbene possano risultare più o meno simpatici, hanno la loro caratterizzazione e porteranno avanti le loro convinzioni, persino Kyōsuke, che può apparire come un personaggio succube e di poco spessore, si rivela essere una persona caparbia ed intelligente. Sebbene fin qui potrei dare alla serie un bel discreto meritato, le note difficili arrivano con la seconda stagione. La prima serie termina con quella che viene chiamata Good End Route. Kirino prende la decisione di andare in America per studiare ed allenarsi, ma dopo aver parlato con il fratello, rinuncia la suo sogno. Successivamente vengono trasmessi gli episodi speciali della True End Route, che raccontano la vera situazione, ovvero che Kiniro decide effettivamente di partire per inseguire il suo sogno, lasciando tutti gli amici e i suoi piaceri in Giappone. Kyōsuke sembra non gradire la decisione della sorella, ma le sue giornate continuano tranquillamente, sebbene leggermente nostalgiche. Si avvicina a Kuroneko, ora sua kohai, e i due si fidanzano. La storia tra i due sembra proseguire a gonfie vele e neanche il ritorno di Kirino a casa rovina le cose, nonostante sia evidente che la ragazza sia gelosa dell'amica. Da qui le cose prenderanno una piega un po' strana. Oreimo si trasforma in una serie harem, in poco tempo tutte le ragazze attorno al protagonista sembrano provare dei sentimenti per lui e le cose si scatenano quando Kuroneko, senza una motivazione apparente, lascia Kyōsuke. Tutto ciò che lo spettatore segue nella seconda stagione sono le vicende di questo povero ragazzo, circondato da giovane donzelle presuntuose ed egoiste, che cercano di circuirlo e trasformarlo in ciò che loro vogliono, perchè in realtà Oreimo è la trasposizione animata dell'egocentrismo e dell'egoismo e tutto questo lo scopriamo solo con la visione degli ultimi episodi speciali, in cui si mettono in chiaro molte cose, andanti in onda separatamente dalla seconda stagione.

Il problema siscon

Per quanto si sforzi di far ridere come commedia, tutto ciò che rimane di Oreimo allo spettatore è un enorme groppo in gola e una immensa tristezza. Purtroppo per spiegare a fondo questa opinione non posso non svelare il finale della serie, ma per valutarla al meglio, si devono per forza mettere in chiaro alcune punti dolenti. Nonostante i molti personaggi che verranno inseriti nel corso degli episodi, tutto si concentra su quello che è in realtà il fulcro della serie, un triangolo amoroso tra Kyōsuke, Kirino e Manami, la migliore amica del ragazzo nonché innamorata di lui. Nonostante Manami nella prima stagione sia lasciata un po' in disparte, disegnata come un personaggio secondario e poco importante, ella è il motivo per cui Oreimo esiste come serie. Manami già da bambina aveva intuito lo strano affetto che legava Kirino al fratello e aveva espresso il suo disgusto in modo freddo e cinico. Non è strano che in una famiglia, il figlio minore elevi il maggiore ad un livello superiore rispetto al resto del mondo, tutti da bambini abbiamo avuto una persona che adoravamo e che volevamo solo per noi. Così per Kirino era il fratello, ma a quel tempo quell'infatuazione non era ne amore ne altro, solo un affetto sincero e genuino. Sentirsi disgustosa agli occhi di un'altra persona, che semplicemente per egoismo voleva allontanare la bambina dal fratello, ha trasformato Kirino nella ragazza dispotica ed egoista dei primi episodi della serie. Infatti ben presto ci accorgeremo che quel presupposto incestuoso che la serie aveva instillato in alcune persone, esiste ed è reale e non ci si sorprende quando Kyōsuke abbandona tutto per dichiararsi alla sorella che accetta il suo sentimento. Eppure tutto ciò che vedremo sarà Kyōsuke che ancora una volta eseguirà il volere di Kirino, farà tutto ciò che renderà felice la ragazza fino a quando la stessa Kirino non metterà fine alla sceneggiata per tornare alla loro vita quotidiana.

Come interpretare tutto ciò?

Oreimo può piacere o meno al pubblico, può essere giudicato per la componente siscon o per la trama scontata, ma non può essere giudicato per la psicologia dei personaggi. Se si guarda affondo, c'è qualcosa di studiato ed elaborato, qualcosa di terribilmente autentico. I personaggi che abbiamo davanti, esclusi forse quelli marginali e Saori, che come vedremo è decisamente più matura e consapevole della situazione, sono ragazzi adolescenti in preda alle loro indecisioni e alla loro immaturità. Abbiamo davanti una storia d'amore in cui è impossibile schierarsi per l'una o l'altra coppia. Sebbene il fidanzamento di Kyōsuke e Kuroneko sia stato un punto importante della trama, ciò che ci lascia è l'egoismo della ragazza che si sente talmente superiore da giudicare il rapporto tra il giovane e Kirino e gestirlo come lei crede giusto. Allo stesso modo Manami si svela per la ragazza ingenua e sciocca che è in realtà. Davanti a Kyōsuke si pone come una persona posata e tranquilla, ma in realtà è cieca davanti alla situazione e poco razionale. Il suo scontro con Kirino, peggiora la gia precaria situazione, sfidando la ragazza a monopolizzare nuovamente il fratello conscia del fatto che lui la seguirà sempre. In questo triangolo rimane bloccata anche Ayase, la quale una volta resosi conto dei sentimenti che prova per Kyōsuke, si confessa al giovane che ormai non può più tirarsi indietro. Infatti ora Kyōsuke sa che Kirino prova amore nei suoi confronti e lui non potrà mai e poi mai ferire la sorella, rifiuterà l'amore di Ayase, nonostante sia conscio che scegliere Kirino lo porterà a rimanere completamente solo e imprigionato nell'impossibilità di recidere il legame con la sorella.



Commento Finale

Supportato da un'ottima grafica, doppiaggio perfetto e buone colonne sonore, Oreimo è una di quelle serie difficili da interpretare ad una prima semplice visione. Con tanta tristezza e soprattutto rammarico, la serie si conclude con la sola vittoria di Kirino, l'unica che è riuscita ad ottenere esattamente tutto ciò che voleva, rimarcando ancora una volta il suo più totale e sfrenato egoismo. Tralasciando che sia o meno apprezzabile la componente siscon, che in realtà non è neanche esatto descrivere con questo termine, la serie si presenta come un complicato elaborato psicologico. Se si guarda tutto con serietà e attenzione, si scorgono alcuni passaggi davvero ben congegnati e si capisce anche il perchè non ci sia un'evoluzione nei personaggi. Una serie da vedere? Si, ma da visionare con l'accortezza che non tutto a volte ha un lieto fine.

Voto 6,5

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