FanFiction su Junjou Romantica - Junjou Romance Capitolo 6

Capitolo 6 

Aveva raccontato tutto a Nowaki comportandosi come un bambino alle prese con il suo nuovo giocattolo, non seppe spiegare a se stesso perché fosse tanto elettrizzato per ciò che era successo all’università, ma di certo non si aspettava di trovarli la mattina seguente ancora chiusi nello studio. Era arrivato abbastanza presto, aveva deciso di riordinare quella valanga di libri che riempivano sempre il loro studio, ma proprio mentre cercava di aprire la porta la trovò chiusa a chiave. I brividi freddi gli percorsero la schiena, poteva esserci solo un motivo per cui lo studio fosse chiuso e lui lo immaginava bene. Bussò più volte, ricevendo come risposta rumori di spostamenti improvvisi e qualche lamento incomprensibile. Dovette attendere un po’ prima che qualcuno aprisse, Hiroki era visibilmente contrariato e con una gran voglia di gridare contro all'irresponsabile professore, ma quando si trovò davanti il viso assonnato di Miyagi, l’unica cosa che riuscì a fare fu sorridere. Miyagi aveva allacciato di fretta la camicia scombinando tutti i bottoni, l’aveva lasciata trasbordante dai pantaloni slacciati e al rovescio. Lo studio era completamente a soqquadro e dietro un angolino intravide una testa castana nascondersi.


- Professore faccio finta di niente solo perché sono stato io ad incoraggiarla…- entrò chiudendo la porta, si avvicinò alla pila di libri che nascondevano Shinobu e lo tirò fuori a forza. Si ritrovò davanti un viso completamente paonazzo dall’imbarazzo. Lo aiutò a rivestirsi senza dire una parola, mentre anche Miyagi si dava una sistemata alla bene e meglio. - Se vai ora non dovresti incontrare nessuno… copriti che fa freddo.- Lo fece uscire osservando bene il corridoio e lo congedò di fretta seguendolo con gli occhi fino a che non lo vide scendere le scale. Poi tornò a concentrarsi sul suo irresponsabile mentore e incrociò le braccia sul petto guardandolo di traverso. – Professor Miyagi…- Il moro si preparò a ricevere una bella ramanzina infondo se la meritava, aveva fatto l’amore nel suo studio insieme ad un ragazzo molto più piccolo di lui e per di più ancora minorenne, meritava davvero di essere arrestato. – Crede che ci sia un posto dove posso sedermi che lei non ha toccato ieri sera?- Lo disse guardandosi intorno e scuotendo la testa rammaricato. – Che metto a fare in ordine, tanto dopo poco torna tutto peggio di prima.-
La giornata trascorse così, nessuno dei due fece riferimento all’inizio mattinata, infondo Hiroki doveva un favore a Miyagi, era stato lui a riordinare la libreria la sera della riappacificazione con Nowaki e non aveva chiesto nulla in cambio, quindi Hiroki si comportò esattamente allo stesso modo. Andò alla sua solita lezione incrociando Misaki per il corridoio. Gli chiese come stava andando il libro di Akihiko e Misaki gli rispose che il grande scrittore era entrato in un altro stadio oscuro e che erano notti che non dormiva decentemente. - Non so proprio come aiutarlo, Aikawa-san mi ha detto che la scadenza è molto vicina.-
- Vedrai che riuscirà in tempo… Akihiko fa sempre così. Ma parliamo di te, stai studiando adeguatamente per gli esami?-
- Mi sto impegnando molto, anche se ho riscontrato qualche difficoltà a memorizzare alcuni argomenti del suo programma sensei.- Hiroki lo guardò di sottecchi, quella di Misaki sembrava davvero una velata richiesta di aiuto. Sorrise tra se, fino a poco tempo fa non sarebbe riuscito neanche a parlare con il diavolo Kamijo, nomina che Hiroki adorava.
– Se hai problemi non devi far altro che chiedere, sono pur sempre un tuo insegnante e devo occuparmi di queste cose. Non aver paura di chiedere, di cosa hai bisogno di preciso?- Misaki gli elencò un paio di argomenti che proprio non aveva capito, Hiroki gli prestò un paio di appunti personali da consultare. Il ragazzo li sfogliò attentamente, la scrittura di Kamijo era perfetta e molto elegante, doveva essere nato in una buona famiglia. Lo aveva proprio giudicato male, forse era un po’ dispotico, ma parlarci era molto piacevole. A fine lezione Misaki lo salutò con molta gratitudine, e gli promise che si sarebbe impegnato ancora di più, di certo ora non poteva deluderlo dopo che era stato tanto disponibile ad aiutarlo.

I giorni che stava vivendo erano veramente positivi, era sempre stato un ragazzo ottimista, ma non credeva che tutto potesse svolgersi sempre per il meglio. Rincasò presto quel giorno, aveva lasciato il pranzo pronto ad Usagi-san, ma era certo che non fosse stato capace di riscaldarlo e quindi decise di preparare una cena sostanziosa per farlo sentire meglio. Arrivato sotto casa non potè fare a meno di notare una grande auto lussuosa parcheggiata poco distante, non l’aveva mai vista e non notarla era veramente difficile. Sperò con tutto se stesso che non fosse stato un nuovo acquisto di Usagi-san o questa volta lo avrebbe veramente ucciso. Entrò in casa rimanendo colpito dal forte odore di tabacco che permeava la stanza.
- Sono a casa! Usagi-san ma quante sigarette hai fumato oggi?- Si meravigliava di quanto potesse essere sbadato, sarebbe bastato aprire una finestra ed evitare quella cortina di fumo che sicuramente avrebbe trovato in salotto. Quando vi entrò però non fu la cortina di fumo a lasciarlo stupito, a voltarsi verso di lui furono due occhi chiari come il sole pungenti ed estremamente maliziosi che lo fissavano. Due occhi che però non conosceva.
- Misaki…. Ben tornato!- vide Usagi-san scendere dal piano superiore sormontato da una montagna di libri che reggeva a malapena con le braccia.- Vieni, voglio presentarti una persona.- Akihiko poggiò la montagna di fogli a terra e fece cenno al giovane di avvicinarsi, allo stesso tempo lo sconosciuto si alzò dal divano porgendogli la mano per stringerla in segno di saluto. – Misaki, ti presento Yuki Eiri, è uno scrittore, stiamo lavorando allo stesso progetto.-
- Benvenuto Yuki-san, mi chiamo Takahashi Misaki.-
- Piacere di conoscerti.- Anche la voce, come tutto di quell’uomo era estremamente accattivante. Continuava a fissarlo come se non volesse lasciarlo andare, come se stesse, soltanto con gli occhi, facendogli capire che erano completamente su due livelli diversi. – Preparo subito del the.- Si staccò da quella morsa con una scusa, la prima che gli era passata per la mente. Lui non conosceva molti scrittori, se era un collega di Usagi-san doveva essere famoso tanto quanto lui, ma l’aura che lo circondava era completamente diversa. Mentre versava l’acqua nella teiera sentì le mani tremargli, lui lo stava osservando e lo sapeva bene. Sentì Usagi-san richiamarlo all'attenzione delicatamente, si scusò e tornarono al lavoro nuovamente.

I due scrittori discussero per tutto il resto del pomeriggio. Come era successo quando ad aiutarlo c’era Kamijo-sensei, Misaki non si intromise mai e rimase in silenzio cercando di servirli nel modo migliore, temendo che quello straniero dai capelli color dell’oro lo mangiasse al più piccolo errore. Il biondo inforcò un paio di occhiali sottili ed eleganti, che resero il suo viso ancora più sottile e iniziò a leggere dei fogli che Usami gli passava. Lavorava attento e serio, lui e Usami riuscivano persino ad assumere le stesse espressioni del viso e della postura, Misaki ne rimase quasi incantato. Il pomeriggio volò in poco tempo, Misaki aveva persino iniziato a cucinare per la sera e come era buona educazione chiese all'ospite se aveva il piacere di rimanere, anche se in cuor suo sperò che declinasse l’invito, si sentiva troppo a disagio con lui. Yuki Eiri era davvero una persona enigmatica, accettò l’invito senza troppi formalismi e con un sorriso sul viso.
- Mangiare ogni tanto qualcosa di commestibile non può che farmi bene.-
- Misaki è davvero un bravo cuoco, sarei già morto se non fosse per lui.- Usagi-san aveva prontamente risposto al posto di Misaki che era avvampato di colpo, si era reso conto che il ragazzo era in imbarazzo e voleva provare a dargli manforte, infondo Yuki Eiri era qualcuno che avrebbe potuto mettere in soggezione anche uno come lui. Il cellulare di Yuki squillò all'improvviso, una suoneria orecchiabile e movimentata che a Misaki sembrò familiare in qualche modo. Lo seguì mentre si alzava e si nascondeva in un angolo per rispondere, il giovane tese le orecchie, la sua curiosità era senza pari. Non sentì Yuki dire nulla, ma lo intravide spostare il cellulare a qualche centimetro dall'orecchio come se dall'altro capo gli stessero urlando contro.
- Finiscila di gridare, sono impegnato.- una risposta fredda e secca, come se fosse altamente infastidito. – Sono da un collega, resto a cena da lui per finire un lavoro, non avevi le registrazioni?- Spostò ancora di più l’apparecchio tappandosi un orecchio con l’altra mano e assumendo un’espressione davvero seccata e irritata. – Piantala! Tu hai il tuo lavoro da fare, sei una seccatura.- Si accese una sigaretta, forse la telefonata sarebbe andata per le lunghe, magari era una fidanzata in ansia per il ritardo, infondo era così un bell'uomo che era impossibile che fosse single. – Smettila… va bene! … Usami Akihiko...- la telefonata sembrò farsi più tranquilla perché Yuki fu in grado di riavvicinare il cellulare all'orecchio, lo vide sorridere di nascosto, forse quella telefonata non era tanto una seccatura come faceva intendere. – Si, fa come vuoi, ma cerca di non starmi troppo tra i piedi.- Chiuse la telefonata e si scusò per il trambusto. – Peggio di una donna isterica e gelosa.- Akihiko si limitò a sorridere a quell'affermazione e tornarono al lavoro.
Misaki non seppe proprio cosa pensare, al telefono era come se Yuki si fosse trasformato, aveva perso la sua aura terrificante ed era diventato simile ad Akihiko, ma l’illusione era durata solo qualche secondo.
– Sarebbe un disturbo se venisse a cena anche un’altra persona?- Lo chiese rivolgendosi a Misaki, il ragazzo fece un cenno deciso con la testa, si trattava sicuramente della stessa persona che lo aveva appena chiamato e la curiosità di vedere come fosse la fidanzata di uno scrittore la catturò subito.
- Certo, non ci sono problemi. Mangiare in compagnia è decisamente meglio.- Sorrise anche ad Akihiko, che aveva un’espressione non troppo stupita. Forse lui l’aveva già incontrata.
- Proprio una persona singolare.- disse ridendo tra se e rivolgendosi a Yuki. Lo scrittore dagli occhi chiari si stava massaggiando la radice del naso seriamente infastidito.
- E’ peggio di una donna isterica e gelosa, non so davvero come comportarmi.-
- Non negare che ti fa piacere Yuki, e poi è anche più discreto di quello che pensavi all'inizio, quando ci fu quel trambusto con i giornalisti e tutto il resto.- Sembravano molto in confidenza, Usagi-san di certo sapeva molte cose su di lui, anche se il discorso aveva preso un piega che insospettì il giovane. Stavano parlando di una qualche scandalo uscito sui giornali, lui non leggeva mai di quelle cose e soprattutto non si era mai interessato ai libri prima di conoscere Usagi-san, quindi non aveva la minima idea di cosa fosse accaduto.
- A me sembra sempre lo stesso idiota, continua a fare delle grandi stupidaggini e non fa che infastidirmi. A volte vorrei scappare lontano e levarmelo di torno.-
- Ma tanto riuscirebbe a trovarti comunque, come un cagnolino fedele. Non essere cattivo, lo sai anche tu quanto tiene a te e alla vostra relazione, dovresti essere più sincero con te stesso.- Yuki si spostò i capelli dal viso con un gesto elegante, ma i ciuffi dorati gli ricaddero nella stessa posizione solo leggermente più scompigliati, ma non meno belli. – Quanto tempo gli dai prima che arrivi?-
- Diciamo… tre… due… uno..- Yuki fece un gesto con il dito indicando la porta e contemporaneamente il campanello suonò. – Visto, troppo prevedibile.- Akihiko rise di gusto, Misaki non lo aveva mai visto tanto rilassato sul lavoro, evidentemente Yuki era meno terrificante di quanto lui si era immaginato. Il ragazzo corse ad aprire, pulendosi le mani con uno strofinaccio, che si portò dietro fino all'ingresso. Alzò il ricevitore chiedendo chi fosse, nel frattempo un’immagine si delineò sullo schermo, sembrava un ragazzo, era vestito con degli abiti strani e molto appariscenti, un zazzera di capelli rossi gli coprivano gli occhi.
- Sto cercando Yuki Eiri.-
- Si è qui, deve salire all'ultimo piano.- Non fece in tempo ad aprire il portone che un rumore fortissimo scosse il palazzo, come un razzo che saliva ad un velocità impressionante. Misaki se lo ritrovò davanti dopo pochi secondi con il fiatone, mentre si appoggiava alle ginocchia con le mani, leggermente piegato in avanti. Yuki comparve dietro Misaki e sentì solo un leggero stupido, provenire da lui. Il ragazzo alzò lo sguardo, due occhi grandi e lacrimosi lo sorpassarono per poggiarsi sulla figura di Yuki. In pochi secondi fu come se il giovane eseguisse una metamorfosi, si lanciò verso lo scrittore cinguettando il suo nome e facendosi talmente piccolo da aggrapparsi al collo dell’altro che, al contrario, non fece nulla.
- Mi sei mancato!!!!!- allungò l’ultima lettera all'infinito, ma la cosa non turbò affatto lo scrittore. Misaki impiegò molto a capire chi fosse quel ragazzo, perché di un uomo si trattava. Non lo aveva mai visto in quel modo, ma solo su un palco con il microfono in mano, circondato da un’aura irraggiungibile e dalle note delle sue canzoni che gli danzavano intorno fondendosi con il suo essere. 
- Da quando non ci si vede Shindou-kun!- Era giunto anche Usagi-san, lui non sembrava affatto sorpreso, anzi ne era estremamente divertito. Misaki al contrario era rimasto imbambolato alla porta senza riuscire a muoversi ne dire una parola. Lo aveva davvero riconosciuto, Shindou Shuichi, vocalist di uno dei suoi gruppi preferiti, i Bad Luck. Spalancò gli occhi, tanto da non riuscire più a chiuderli, continuando a guardare quel ragazzo che, incurante di tutto, si strusciava come un’anguilla al corpo di Yuki immobile. Akihiko li fece rientrare, Misaki lo seguì senza parlare, alla fine Yuki si staccò il simbionte di dosso, facendolo sedere sul divano a forza.
Shuichi si sistemò senza obiettare e salutò Akihiko con un semplice "Yo", come se si conoscessero da chissà quanto tempo, Yuki sbuffò, ma infondo sapeva di non poterci fare molto. Usagi-san richiamò Misaki ancora imbambolato e procedette con le dovute presentazioni tra i due ragazzi.
– Avanti Misaki non essere così timido.-
- Bhè magari l’ho lasciato un po’ frastornato, sono piombato in casa come una furia.-
- Meno male che ti rendi conto di quanto sei stupido.-
- Cattivo!!!!- Yuki era molto freddo con il ragazzo, ma Shuichi sembrava esserci abituato. I due ragazzi si salutarono con molta educazione e Misaki iniziò a rilassarsi, riuscendo a formulare una frase dopo tanto.
- No, non mi aspettavo di ricevere a casa persone tanto famose, se Usagi-san me lo avesse detto prima, mi sarei preparato a dovere anche con la cena.-
- Oh no, è colpa mia mi sono auto invitato, ma non vedo Yuki da tre giorni e non sono riuscito a resistere, mi dispiace.- L’imbarazzo iniziale era superato, ma Misaki faticava a capire cosa potesse unire Shuichi e Yuki, ricordò le parole di Usagi riguardo ad uno scandalo e non gli ci volle molto per capire, infondo era palese, anche se solo da parte del giovane cantante. Lui non si era mai interessato ai gossip e in quel periodo non conosceva i Bad Luck, non era di certo il tipo di ragazzo che seguiva le mode del momento, li aveva scoperti relativamente da poco.
- Noi lavoreremo per un altro po’. Misaki chiamaci quando è pronto.-
- Certo Usagi-san buon lavoro.- Per lasciare i ragazzi da soli, Usami e Yuki salirono al piano di sopra e si chiusero per un po’ nello studio. Misaki era emozionato, Shuichi al contrario completamente a suo agio. Decise che doveva iniziare in qualche modo una conversazione decente con lui, gli chiese la prima cosa che gli passò per la mente. – Preferisci qualcosa di particolare da mangiare Shindou-san?- era una richiesta stupida, ma pur sempre un inizio.
- Oh, per me nessun problema, sono sicuro che sarà tutto ottimo Misaki.- Era gentile, Misaki non se lo aspettava, lo aveva visto solo durante i concerti e gli era sembrata una persona completamente diversa. – Ah, ma non chiamarmi Shindou. Shuichi va più che bene, infondo ti ho chiamato solo con il tuo nome, spero non ti dia fastidio, ma abbiamo la stessa età più o meno.-
- Ma certo non c’è nessun problema. Sai, mi piacciono molto le tue canzoni.-
- Ti ringrazio, mi fa sempre piacere incontrare un fan, spero che la mia scenata di prima non ti abbia infastidito, è che ormai è una cosa di dominio pubblico e non ci faccio più caso e poi se mi conosci, non è una cosa nuova.- Si riferiva sicuramente al comportamento con Yuki, Usagi-san lo sapeva e a lui non dava fastidio. Certo per Misaki era ancora tutto molto strano, da quando viveva con Usami, le relazioni tra due uomini erano diventate una quotidianità e non si stupiva più come poteva esserlo prima.
- A dir la verità non lo sapevo, ma di certo non è una cosa che mi da fastidio perché…- si chiese se fosse normale parlare di quelle cose con una persona appena conosciuta, ma Shuichi non lo aveva nascosto e neanche se ne vergognava, perché avrebbe dovuto farlo anche lui. Infondo i sentimenti che provava erano veri. - … perché anche io e Usagi-san, insomma…- diventò rosso come il pomodoro che stava tagliuzzando. Shuichi afferrò subito e sorrise, come ad indicargli che aveva capito ogni cosa e non serviva altro.
- Posso darti una mano in qualche modo?- In quel momento, quasi lo avesse predetto o sentito in qualche modo, Yuki si affacciò dallo studio.
- Per carità, se non vuoi finire in ospedale non fargli toccare nulla di quello che dovrà essere cucinato.- Richiuse la porta, senza dar peso agli occhi pieni di lacrime che la sua frase avevano creato in Shuichi, il ragazzo assunse un aspetto infantile ed estremamente tenero. Misaki rise di gusto, anche se non aveva visto nessuna reazione in Yuki, aveva capito che comunque qualcosa li univa, sembrava conoscerlo molto bene.
- Yuki è così freddo con me quando lavora.-
- Anche Usagi-san a volte si isola quando deve terminare un lavoro, credo che sia una specie di deformazione professionale.- Risero di gusto, non era difficile comunicare con Shuichi, al contrario si trovavano perfettamente in sintonia.

Mangiarono tutti insieme tranquillamente, l’atmosfera era rilassata e ilare. Shuichi continuava a fare battute divertenti e Misaki si sentì estremamente fortunato ad averlo incontrato, certo era tutto per merito di Usagi-san e avrebbe dovuto trovare presto un modo per ringraziarlo. Dopo cena i due scrittori tornarono a chiudersi nello studio e i due ragazzi rimasero nuovamente da soli, fu allora che Shuichi gli propose di uscire. - Infondo ne avranno per molto, noi potremo farci un giro da qualche parte. Ho lavorato talmente tanto all'ultimo singolo che ho bisogno di distrarmi un po’…- Uscire con una persona famosa sarebbe potuto essere un problema, Misaki dovette ragionarci parecchio su prima di decidere qualcosa. Alla fine acconsentì, avrebbero passeggiato un po’ e si sarebbero fermati a bere qualcosa, stranamente anche Akihiko fu d’accordo. Yuki non si dimostrò per niente interessato. Uscirono subito, Shuichi si era chiuso dentro ad un impermeabile scuro, cercando di non farsi notare troppo, ma forse l’impressione che dava era completamente il contrario di quella sperata. Era una persona estremamente divertente e solare, Misaki non si era mai confrontato con persone simili, ma si trovava molto a suo agio. Le strade non erano molto affollate, cosa decisamente positiva per il cantante. Si fermarono in un parco continuando a scherzare e a rilassarsi come se fossero amici da tanto tempo. Poi decisero di prendere qualcosa da bere, avrebbero dovuto fare attenzione a dove andavano, ma Shuichi aveva imparato a muoversi senza farsi vedere. Si fermarono in un posto strano, c’era un solo carretto di ramen e sakè, in quella che sembrava una strada completamente abbandonata. Shuichi conosceva bene il proprietario e lo salutò calorosamente ordinando da mangiare e bere, Misaki rifiutò qualsiasi cosa fosse alcolica.
- Vengo sempre qui con Hiro, tutte le volte che voglio rilassarmi, è un posto isolato ed è difficile che qualcuno venga a disturbare.- Misaki non afferrò subito chi fosse questo Hiro, fino a che non gi tornò il nome del chitarrista della band, Hiroshi Takano e sorrise senza chiedere altro. Rimasero un po’ lì, Shuichi beveva sakè quasi fosse acqua, ma ai primi cenni di cedimento Misaki gli ordinò di smettere. - Scusami… - Shuichi abbassò gli occhi verso le mani che reggevano un bicchiere stavolta pieno solo d’acqua fresca. Sembrava essersi depresso tutto d’improvviso, Misaki non potè non interessarsene. - … è che un po’ ho provato invidia nei tuoi confronti, Usami-san sembra davvero gentile.- A Misaki non servivano altre parole, anche lui aveva notato l’abisso che c’era tra i comportamenti di Usagi-san e Yuki, il modo in cui venivano trattati e come si atteggiavano l’uno verso l’altro.- Yuki non è una persona cattiva, ma è spesso fredda e indifferente nei miei confronti. Anche se ne abbiamo superate tante insieme…-
- Non conosco Yuki-san quindi magari le mie parole potrebbero sembrarti come frasi di comodo ma, credo che sia solo più riservato. Prima ho notato che anche se ti tratta in modo freddo, si vede chiaramente che ti conosce bene e ti vuole vicino o non ti avrebbe fatto venire stasera.- Misaki aveva la completa attenzione di Shuichi, quasi pendesse dalle sue labbra. – Anche tra me e Usagi-san non va sempre tutto bene. Ad esempio io mi sento molto inferiore rispetto a lui, sono ancora uno studente e non so neanche cosa voglio fare nella vita, mentre lui è uno scrittore famosissimo e molto popolare.-
- Non dire queste cose, quando ho conosciuto Yuki ero uno sbandato che non riusciva neanche a prendere una sufficienza al liceo, volevo solo suonare e cantare, non avevo un contratto ne una garanzia e mi comportavo da stupido, forse più di ora.-
- Ma sapevi cosa volevi e hai lottato per averlo, questo è lodevole!-
- Parli come se tu non avessi dovuto lottare per ciò che desideri, se mi hai detto che tra te e Usami non è sempre andata bene significa che hai lottato per averlo sempre vicino a te.- Era vero, aveva lottato contro il padre di Usami, che continuava a denigrarlo, aveva lottato contro se stesso per ammettere che era innamorato realmente. Sorrise, Shuichi lo capiva bene e lui ricambiava quella strana e improvvisa empatia, sembravano esattamente sullo stesso piano emotivo. – Allora facciamo così…- proruppe Shuichi afferrando entrambe le mani di Misaki e avvicinandosi al suo viso pericolosamente. – Da ora siamo amici e confidenti, ci aiuteremo nella conquista degli scrittori che amiamo e per raggiungere i nostri sogni. Siamo alleati!-
Risero di gusto, sembrava una completa stupidaggine, ma riusciva a farli stare decisamente meglio. Quello era l’inizio di una bella amicizia, ma non sapevano che quello era anche l’inizio per un grande disastro.



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Informazioni sulla coppia crossover presente nella storia: Yuki Eiri e Shidou Shuichi di Gravitation.
Trama:
Shindo Shuichi è un ragazzo di 19 anni con la grande passione per la musica e insieme al suo amico d'infanzia Hiroshi ha formato una band: i Bad Luck. Una sera, in pieno ad una crisi artistica, Shuichi incontra lo scrittore Yuki Eiri il quale giocherà un ruolo fondamentale nella sua vita sia a livello musicale che a livello sentimentale. E' grazie a Yuki che i Bad Luck diventano famosi. Ma la fama attira gelosie e in mezzo a tanti problemi si aggiunge l'oscuro passato di Yuki e il suo difficile carattere...

Personaggi Principali:

Shuuichi Shindou, front-man dei Bad Luck. E' un adolescente determinato e caparbio, sa quello che vuole e non c'e' niente che non farebbe per salvare la persona che ama. Fa del suo meglio per rallegrare l'ambiente in cui si trova; spesso si dimostra piuttosto ottuso. E' innamorato perso di Yuki.

Yuki Eiri, famoso e affascinante scrittore di romanzi dal passato drammatico. Durante la sua adolescenza era una persona molto dolce e amabile, ma e' successo qualcosa che l'ha cambiato completamente. Adesso e' super-acido soprattutto quando si tratta punzecchiare Shuuichi.

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