FanFiction su Junjou Romantica - Junjou Romance Capitolo 7

Capitolo 7 

La notizia esplose dopo qualche giorno, forte come un calamità naturale. Era a lezione di Kamijo-sensei, come al solito abbastanza distratto. Al suo fianco sedeva Sumi-senpai, si era ripreso dopo un’influenza molto ostica, ma era tornato lo stesso di sempre e Misaki era contento di non trovarsi sempre da solo. Mentre ascoltava il vuoto della sua mente al contrario delle parole del professore, il cellulare iniziò a vibrare insistentemente. Non poteva rispondere, ma si limitò a vedere chi lo stesse chiamando così ossessivamente, si preoccupò che potesse essere successo qualcosa ad Usagi-san. 
- Rispondi dai, ti copro io…- Sumi-senpai ammiccò malizioso, quasi avesse intuito il carattere di quella telefonata inusuale, ma non era Usagi-san al telefono. Misaki sgattaiolò sotto il banco e gattonò furtivo tra le borse dei compagni, uscendo dalla classe, sospirando che non lo avesse scoperto nessuno. Sollevò il cellulare e rispose all'ennesima chiamata.
- Pronto- Shuichi, è successo qualcosa?-
- Mi dispiace…- la voce del cantante sembrava supplichevole e sull’orlo del pianto, continuò a ripetere quelle parole come fossero l’unica cosa che sapesse dire. Misaki non riuscì a reagire ne tanto meno a capire il perché di quelle scuse improvvise.


- Shuichi un secondo, perché ti stai scusando?- in quel momento ricevette un avviso di chiamata di Usagi-san, ma decise di ignorarla. Era decisamente preoccupato per lo stato in cui percepiva essere il ragazzo all’altro capo del telefono.
- Mi dispiace Misaki, è tutta colpa mia. Mi dispiace…- Continuò a non capire, ma un rumore dall'altra parte lo fece trasalire, sentì la voce di Yuki-san che dava dell’idiota a Shuichi, sembrava molto arrabbiato con il ragazzo e poi prese il ricevitore e parlò.
- Ragazzo, torna subito a casa da Usami e non uscire. Cerca di non farti notare troppo e non parlare con nessuno. Usami ti spiegherà ogni cosa, questo brutto idiota ne ha fatta un’altra delle sue.- Cadde la linea, mentre una massa uniforme di persone uscivano dalla classe rumorose. Avevano tutti una faccia strana e curiosa, alcuni borbottavano tra loro furtivamente. Il cellulare di Misaki vibrò nuovamente, questa volta era Usagi, rispose senza pensarci su.
- Misaki grazie a Dio, ho avvertito Hiroki chiuditi nel suo studio e non farti vedere. Vengo a prenderti tra poco.-
- Usagi-san ma che succede? Mi ha appena chiamato Shuichi, non ha fatto che scusarsi.-
- Te lo spiego appena ci vediamo…- sembrava terribilmente in ansia, mai lo aveva sentito tanto agitato e riuscì a trasmetterla anche a lui. – Ora vai da Hiroki.- Riappese lasciando nella mente del giovane una miriade di domande senza risposte.
Passò tra la folla che stranamente continuava ad accalcarsi verso le finestre e si diresse verso lo studio di Kamijo-sensei. Non servì neanche bussare, Kamijo lo stava aspettando alla porta, lo tirò dentro senza troppi complimenti e richiuse dietro di se. Nello studio era presente anche Miyagi-sensei, aveva una sigaretta mezza consumata in bocca, ma spenta. Le finestre erano chiuse ed erano state tirate anche le tende.
- Mi spieghi come hai fatto a combinare questo casino?- Sbottò di colpo Hiroki. Misaki non ne capiva assolutamente il motivo, non sapeva proprio nulla, solo che tutti, quella mattina, erano strani.
- Kamijo stai calmo, non credo che il ragazzo ne abbia alcuna colpa.- Addirittura anche Miyagi sembrava esserne al corrente, aveva bloccato Kamijo, ma anche lui aveva un viso tirato e decisamente contrariato.
- Io… io davvero non ho idea di cosa stia succedendo…- provò a difendersi debolmente, Kamijo gli voltò le spalle decisamente su tutte le furie, continuò a sbuffare come una locomotiva per qualche secondo. Poi Miyagi prese quello che sembrava un giornale dalla scrivania e lo tese al ragazzo. Misaki lo afferrò con poca convinzione, era uno di quei giornali di gossip, ma lui non li aveva mai letti e soprattutto non capiva cosa c’entrasse quello.
- Aprilo a pagina cinque…- fece come gli era stato ordinato e infine capì. Spalancò gli occhi che iniziarono a bruciargli come se fossero di fuoco, non fu in grado neanche di chiudere la bocca dallo stupore. Le mani che reggevano quel giornale iniziarono a tremargli rendendo difficile la lettura, ma ora non ne aveva più bisogno. Era anche in copertina, solo che non lo aveva notato prima, era praticamente dappertutto, scritto a caratteri cubitali.

 “Scandalo… il tradimento di Shindou Shuichi!” 
 “Il cantante tradisce il tanto amato scrittore di Love Story Yuki Eiri con un ragazzo qualunque” 
“Cosa ne sarà della storia d’amore più decantata degli ultimi tempi? Finirà tutto per una scappatella del giovane cantante?” 
“E chi è il ragazzo con cui è stato pizzicato?” 

Le parole si ripetevano sui fogli quasi tutte uguali e le foto erano dappertutto. Ritraevano lui e Shuichi quella sera davanti al carretto di ramen, quando Shuichi gli aveva preso le mani e avevano passato una bella serata insieme, ma quella che gli gelò il sangue fu la foto enorme di un bacio che non ci era mai stato.
- Io… questo… non è mai successo!- Il giornale gli cadde dalle mani e Misaki si ritrovò in ginocchio a dover osservare quella foto orribile quasi lo stesse prendendo in giro. – Siamo solo usciti, non è successo nulla tra noi… io…- Pianse. Le lacrime presero a scorrergli come fiumi sulle guance senza che se ne rendesse conto. Miyagi tentò di sorreggerlo e farlo calmare. Forse erano stati entrambi troppo duri con il ragazzo, ma quella non era decisamente una cosa da nulla. – Non ho tradito Usagi-san, non ho mai baciato nessuno.- Si portò le mani davanti al viso e continuò a piangere disperato, mentre Miyagi lo conduceva a sedersi sul divanetto. Hiroki non aveva detto una parola, la reazione di Misaki gli aveva stretto il cuore, ma non cercò di consolarlo. Rispose all'ennesima chiamata di Akihiko al cellulare, sentiva l’amico terribilmente agitato e continuava a ripetergli che forse era meglio non uscire di casa.
- Porto io il ragazzo a casa…- disse Miyagi interrompendo Hiroki e guadagnandosi la sua completa attenzione. – Ho già chiamato Shinobu, sta venendo qui con un cambio di vestiti e qualcosa per camuffare il ragazzo. Però i giornalisti non sono degli idioti…- non concluse la frase, infondo non ce n’era bisogno, avevano capito entrambi che se alcuni erano già arrivati davanti all'università, perché era quello il motivo dell’agitazione degli studenti che Misaki aveva notato, con molta probabilità erano già risaliti al nome di Misaki. Hiroki spiegò la cosa ad Akihiko che acconsentì. Poco dopo sentirono bussare, Miyagi corse ad aprire, trovandosi davanti un ragazzo con le guance rosse e il respiro velocizzato. Lo fece entrare senza perdere tempo.
- Ho portato questa…- estrasse da una borsa una parrucca mora con l’antica acconciatura dei samurai. – Non ho avuto tempo per sistemarla, ma basta darle un taglio normale con le forbici. E questi…- fu il turno di un paio di occhiali da vista, dalla montatura spessa e bianca. – Sono senza graduazione, li ho presi dal cassetto di mio padre. Ho portato anche dei vestiti puliti e poi possiamo scambiarci i soprabiti. Di più non sono riuscito a fare Miyagi.-
- Ottimo lavoro Shinobu.- Miyagi passò la parrucca ad Hiroki chiedendogli di acconciarla in modo decente, magari facendola somigliare al suo taglio di capelli che avrebbe sicuramente coperto di più il viso al giovane, Shinobu si tolse il cappotto e rimase ad osservare il ragazzo ancora sotto shock seduto sul divano. Era rimasto completamente senza parole quando aveva ricevuto quella strana telefonata da Miyagi, ma aveva intuito che era accaduto qualcosa di davvero strano. Aveva iniziato a perquisire casa in cerca delle cose che gli aveva chiesto senza chiedersi oltre ed era uscito trafelato, correndo verso l’università. Poi le aveva notate, le edicole e ogni dove era pieno di locandine sul nuovo scandalo. Miyagi glielo aveva appena accennato, non conosceva il ragazzo della foto, ma non poteva non riconoscere Shindou Shuichi, di quei tempi non si sentivano altro che le sue canzoni in giro.
- Shinobu… grazie. Non avrei dovuto coinvolgerti, ma tu passi più inosservato.-
- Fuori è pieno di giornalisti, sono dappertutto. Non mi hanno fermato, ma osservano bene tutti quelli che entrano o escono.- Miyagi lo aveva ringraziato e questo per Shinobu era più che sufficiente, però non riuscì a non provare un po’ di compassione per quel ragazzo, vedendolo tanto disperato. Continuava a ripetere che erano tutte bugie, che lui e Shindou erano solo amici e non avrebbe mai fatto una cosa come quella. - Vedrai che le cose si risolveranno presto, cerca di tirarti su e reagire.- Erano le uniche parole che poteva riservargli, ma si rendeva conto che non era una voce che sarebbe caduta facilmente.

Furono pronti dopo qualche minuto, Hiroki aveva fatto un buon lavoro con la parrucca, il taglio diverso modificava completamente i lineamenti di Misaki e gli occhiali nascondevano metà del viso. I vestiti diversi e con il soprabito di Shinobu, era quasi irriconoscibile. Hiroki chiamò di nuovo Akihiko per dirgli che sarebbero partiti entro qualche minuto. L’università era in completo subbuglio, i ragazzi si ammassavano alle finestre per capire cosa stesse accadendo e le lezioni non erano proseguite per nulla. Tutti gli insegnanti avevano ricevuto una chiamata dal rettore per far si che l’università tornasse tranquilla, ma Miyagi ne approfittò per uscire.
- Aspettate!- Hiroki li aveva fermati prima che uscissero, era al telefono con Akihiko ed era abbastanza preoccupato, gli occhi pieni d’ansia.- I giornalisti sono sotto casa di Akihiko, meglio se andiamo da me.- Così uscirono tutti e quattro, Misaki si nascondeva dietro Miyagi, aveva smesso di colpo di parlare e si limitava a muoversi come una burattino. Fortunatamente il parcheggio degli insegnanti era privato, dovettero solo attraversare una parte del giardino del campus cercando di non dare nell'occhio e furono fortunati. Miyagi mise in moto e prese la strada verso casa di Hiroki.

Quando ne aveva ricevuto notizia, fu come se il cuore gli si fermasse all'improvviso. Lo aveva chiamato Isaka-san molto contrariato a metà mattina. Usami aveva risposto con poca voglia, ma quando aveva sentito quelle parole, il sangue gli si era gelato nelle vene.
- Quel ragazzino ne ha combinata una grossa Akihiko, io lo sapevo che sarebbe stato un problema, è dappertutto, basta che ti colleghi ad internet e lo vedi.- e lo aveva fatto, Isaka-san gli aveva detto di scrivere semplicemente la parola Shindou e tutto era apparso davanti ai suoi occhi, la foto di quel bacio e lo scandalo che ne conseguiva. Poi il telefono aveva preso a squillare incessantemente, prima Aikawa-san, poi suo padre e suo fratello, poi Yuki e Shuichi che chiedeva scusa e infine, la telefonata peggiore di tutte. Era stanco di rispondere a quelle chiamate senza senso, aveva avvertito Hiroki e Misaki di stare attenti e per lui non c’era neanche da discuterne, era tutto una bugia, Misaki non avrebbe mai baciato un altro e poi lui sapeva che erano usciti insieme. Si dava la colpa per non essere stato più attento, ma avrebbe rimediato sicuramente. Alzò il ricevitore, sperando che Hiroki gli desse qualche buona notizia, ma la voce non era quella sperata, bensì una che conosceva bene.
- Akihiko? Sono Takahiro. Devi spiegarmi che diavolo sta succedendo, mia moglie quasi ha avuto un mancamento quando ha visto l’articolo!-
- Takahiro stai calmo.. è tutto…-
- Calmo? Come faccio a stare calmo Akihiko spiegamelo!- era furente, mai Usami lo aveva sentito gridare in quel modo. Takahiro che era sempre pacato e gentile, che era sempre stato dolce nei suoi confronti gli stava ora gridando contro e come dargli torto, infondo si trattava di suo fratello e lui lo aveva come tradito dandolo in pasto agli sciacalli. – Akihiko io mi fidavo di te, ti ho affidato mio fratello perché sei la persona che più stimo al mondo, il mio migliore amico. Misaki era così affezionato a te che pensavo fosse la cosa migliore farlo restare e ora questo? Ma ti rendi conto come mi sento? Sui giornali si parla del mio fratellino che bacia un altro ragazzo? Stiamo scherzando vero?-
- Takahiro non è come pensi, sono solo amici, conosco Shindo-kun e mi fido di Misaki non potrebbe mai…-
- Ma ti rendi conto Akihiko? Stiamo parlando di due ragazzi, non dovrebbe neanche porsi il problema e invece mi ritrovo su tutti i giornali il viso del mio fratellino che bacia un ragazzo. Non è ammissibile… è rivoltante!- Quell'ultima parola fu come una coltellata in pieno petto, Usami si portò una mano alla bocca, reprimendo un conato con tutte le sue forze. Lo stomaco sembrava essersi completamente aperto. – Questa non te la perdono Akihiko, vengo a prendermi Misaki e non ti permetterò di vederlo mai più. Fai in modo che questa storia venga insabbiata il prima possibile.-
- Mi dispiace…. Mi dispiace tanto Takahiro…- il suo cuore iniziò a piangere, ma dall'altra parte era già caduta la linea. Akihiko ricadde in ginocchio quasi le gambe non lo reggessero più, avrebbe voluto che quelle lacrime invisibili che gli solcavano il cuore, fossero vere, avrebbe voluto sfogarsi, ma dai suoi occhi non ne uscì neanche una, senza Misaki non aveva senso neanche disperarsi. Quelle parole continuarono ad echeggiare nella sua mente senza mai perdere potenza, ogni lettera era un colpo al cuore, ogni accusa fu come venire ucciso. Poi di nuovo il telefono prese a squillare, non seppe spiegarvi dove trovò la forza per alzare di nuovo la cornetta e rispondere. Questa volta era Hiroki e quella voce lo fece crollare nuovamente. - Non… non portare qui Misaki… posso affidarlo a te per un po’ Hiroki?-
- Akihiko cos’hai?-
- Ti prego… risolverò la questione, ma prenditi cura di Misaki… è meglio se… se non lo…- Sentì Hiroki fermare qualcuno e dirottarli verso casa sua con una scusa. Akihiko ringraziò il cielo di aver ritrovato un amico simile. Cadde seduto sul pavimento, chiudendosi come un riccio, quasi ad impedire che il dolore che gli dilaniava il petto, fuoriuscisse fuori dal suo corpo squarciato.

Arrivarono a casa di Kamijo in pochissimo tempo. Miyagi aveva notato che Hiroki era molto turbato, ma decise di non chiedere oltre davanti al ragazzo. Entrarono in casa, un bellissimo appartamento che profumava di accogliente. Hiroki li fece accomodare e condusse Misaki a sedersi sul divano. Il ragazzo non aveva detto una sola parola, era inerme con gli occhi fissi su un punto imprecisato del nulla che lo attanagliava in quel momento.
- La ringrazio professore, per essersi preso un disturbo simile.-
- Kamijo non dirlo neanche, io torno all'università nella speranza di mettere tutto a tacere e mandare via quei paparazzi fastidiosi. Per qualsiasi cosa… puoi chiamarmi.-
- Grazie… e grazie anche a te Takatsuki-kun.- Hiroki sembrava seriamente provato, accompagnò all'uscita i due e li salutò di nuovo con molto rispetto. Entrambi si erano impegnati ad aiutarlo e questo non l’avrebbe dimenticato. Provò a concentrarsi su Misaki, ma il ragazzo non sembrò recepire nulla. Si sedette di fronte a lui cercando la sua attenzione, ma inutilmente.
- Se non hai colpe Akihiko metterà a tacere tutto in pochissimo tempo, vedrai che anche quel cantante e i suoi agenti staranno già provvedendo…. Misaki…- Avvertì la porta aprirsi e corse ad accogliere Nowaki. Lo aveva avvertito e ora aveva proprio bisogno di un po’ di sostegno. Il moro entrò trafelato chiedendo subito ad Hiro come stesse. - Io bene… solo un po’ confuso… quello che non riesco a raggiungere è lui…- indicò Misaki e Nowaki lo osservò bene. Il pallore del viso del ragazzo e gli occhi spenti lo preoccuparono non poco, gettò la borsa e lo avvicinò. Era gelido come il ghiaccio, quasi Nowaki temette di ferirsi le mani. Gli tolse gentilmente la parrucca e gli occhiali poggiandoli sul tavolinetto in vetro e provò nuovamente e richiamare la sua attenzione.
- E’ sotto shock Hiro-san… è davvero così grave la situazione?-
- Non so, credo che bloccarla ora che è sulla bocca di tutti sia impossibile. Forse ci si potrebbe concentrare su una di quelle foto, potrebbe essere ritoccata, ha detto di non averlo mai baciato.-
- Sono certo che Usami-san sa cosa fare, basta avere fiducia.- In quel momento Hiroki non potè far finta di non aver notato il tono di voce con cui Akihiko gli aveva chiesto di non portare Misaki a casa sua.
- Akihiko… lui era strano prima al telefono… - squillò proprio in quel momento. Hiroki corse a rispondere nell'altra stanza, lasciando Misaki alle cure di Nowaki che provava in tutti i modi a farlo rinsavire. - Akihiko! Come stai?-
- Hiroki io…- la voce era sofferente, come se riuscisse a trattenersi appena.
- Misaki è da me sta tranquillo…-
- Lui… Takahiro…-
- Akihiko hai sentito Takahiro!- in quel momento il dubbio divenne certezza, solo Takahiro avrebbe potuto ridurre Akihiko in quel modo. – Cosa ti ha detto Takahiro? Era arrabbiato?- come non esserlo, per uno che per anni non si era mai accorto dell’amore di Akihiko nei suoi confronti, trovarsi una simile notizia spiattellata ai quattro venti e poi sul suo amato fratellino, doveva essere stato un colpo duro da mandar giu.
- Lui… vuole…- e infine lo aveva fatto, aveva sputato tutto il veleno che si teneva dentro, ripetendo ogni singola lettera, ogni singola pausa in quelle frasi piene di odio e incomprensione, come se le avesse impresse a fuoco nella mente. Vomitò tutto il disprezzo che Takahiro aveva espresso per quelli come lui, una relazione tra due uomini era rivoltante!!
- Cosa? Takahiro ha detto questo?- Era furente, mai in vita sua Hiroki si era sentito tale. Un formicolio fastidioso alle mani gli rese difficile tenere fermo il cellulare all'orecchio. – Non posso crederci. Che … che…-
- Ha ragione…-
- No che non ha ragione Akihiko! Non ti permetto di dirlo in nessun modo, sei stato tu a dirmi che ci credevi in questa storia, che volevi lottare per i tuoi sentimenti, sono così dannatamente fragili?-
- Ho fatto del male a suo fratello minore, sono un…-
- Non voglio sentire queste stronzate Akihiko! Non dire neanche più una parola!- Lo aveva gridato. Nowaki era corso a vedere e ne era rimasto completamente stupido. Hiro-san era furente, ma allo stesso tempo distrutto. Gli occhi erano cerchiati di rosso, voleva piangere. – Adesso vengo li e ti prendo a calci hai capito! Non dire neanche più una parola!- Riagganciò di colpo e gettò il telefono a terra rompendolo. Nowaki cercò di fermarlo e capire, ma non riuscì a reggere quella furia che era diventata. – Vado da quell’idiota e gliene dico quattro, rimani non il ragazzo Nowaki e cerca di farlo riprendere.- Uscì sbattendo la porta, lasciando un mare di domande nel cuore di Nowaki che dovette accettare la situazione così come la vedeva in quel momento, senza poter reagire. Il moro cercò di restare calmo più che poteva, da quando conosceva Hiro-san non gli era mai capitata una cosa simile. Era come se la tranquillità, la normalità, che con tanta fatica avevano raggiunto, si fosse spezzata per colpa di una stupida bugia, come se fosse stato tutto un’illusione. Si sedette nuovamente a fianco del ragazzo, gli mise una mano tra i capelli cercando di tranquillizzarlo.
- Stai calmo, so che ora sembra tutto dannatamente sbagliato, ma restare inermi non serve a nulla.-
- Se…- ci era riuscito. Era stato in grado di richiamare indietro il ragazzo dovunque si fosse nascosto. Aveva la voce bassa e rotta dalle lacrime, ma stava reagendo ed era una cosa comunque abbastanza positiva. – Se… nii-chan lo viene a sapere… se lo viene a sapere… se la prenderà con Usagi-san.- Nowaki lo capì subito, ecco il motivo per cui Hiro-san era scappato in quel modo, ciò che il giovane temeva era sicuramente già accaduto e Hiroki non lo aveva sopportato.
- Perché non provi a parlare con tuo fratello? Credo che sia molto preoccupato per te ora.- Riuscì a convincerlo. Nowaki gli diede il permesso di usare il loro telefono di casa. Misaki sapeva di dover dare una spiegazione a suo fratello, ma non nascondeva di avere una paura folle della sua reazione. Cosa avrebbe pensato? Come avrebbe reagito nel vedere suo fratello baciare un ragazzo? Come avrebbe potuto reagire nel sapere che lui era innamorato di Usami Akihiko?
Avrebbe potuto benissimo non dirgli mai nulla della sua relazione con Usagi-san, ma ora continuare a nasconderla non aveva senso. Compose il numero a fatica e rimase in attesa, sentiva su di se lo sguardo accorato del ragazzo alle sue spalle. Attese e poi risposero, era la voce di una donna, quella della moglie di suo fratello.
- Sono Misaki…-
- Oh Misaki-kun! Come stai? Dove sei adesso?- Era preoccupata, lo sapeva già. - Sono a casa di un amico di Usagi-san, volevo… c’è nii-chan a casa?- Si sforzò ti impedire alla sua voce di tremare come il suo corpo in quel momento.
- Takahiro è partito poco fa, viene a prenderti Misaki. Era molto arrabbiato. Ho provato a farlo ragionare, ma non ne sono stata capace… -
- Quindi lo sa…-
- Sono sicurissima che è tutta una grande messa in scena. Usami-san starà sicuramente facendo qualcosa per arginare il tutto. Ho già sentito parlare di questo ragazzo, ma ho sempre avuto una buona opinione di lui!-
- Shuichi non c’entra niente!- Pettegola. Era la prima parola che gli era saltata alla mente, mentre sentiva quelle parole. Lo aveva gridato, lasciando basita la donna all'altro capo del telefono. Perché tutti dovevano pensare sempre male di tutti? Era una cosa infantile che non si sarebbe mai aspettato da lei. – Quella sera siamo usciti insieme è vero, ci stavamo semplicemente divertendo come amici e niente di più, non ho baciato Shuichi.-
- Ma certo che no Misaki, ma anche se fosse, cosa ci sarebbe di così sbagliato? Siete ragazzi e avete tutte le vostre esperienze da fare. Ho provato a spiegarlo a Takahiro, ma non ha voluto ascoltarmi, ho provato a dirgli che sicuramente non lo avresti fatto per rispetto di Usami-san.-
- Nee-chan che significa questo?- Era rimasto completamente stupito, era certo che avrebbe detto qualcosa di terribile, qualcosa che lo avrebbe ferito, invece lo stava difendendo e forse aveva capito ogni cosa.
- Takahiro si preoccupa per te e non vede altro. Io non gli ho mai detto niente, era una mia impressione e non volevo risultare impicciona, ma il tuo rapporto con Usami-san è bellissimo Misaki-kun e io ho sempre creduto che tu e lui foste… amanti.- Aveva detto quell'ultima parola con molta timidezza, abbassando la voce quasi ne avesse paura. Misaki ne era rimasto colpito, non riuscì a capire se piacevolmente o meno, ma lo aveva scosso. – Takahiro mi racconta spesso degli atteggiamenti di Usami-san e io non ho mai detto nulla, ma sono una donna e certe cose le capisco. Non lo conosco così bene, ma da quello che mi diceva Takahiro ho sempre creduto che Usami-san fosse innamorato di lui. Poi quando ti ho visto difenderlo in quel modo, quando mi sono accorta che volevi stare con lui… ammetto che ero felice, perché io sono la donna che ha portato via a quell'uomo la persona che amava e ho sempre sperato che trovasse qualcuno che lo rendesse felice e ho sperato potessi essere tu.-
- Nee-chan… sei veramente una persona meravigliosa. Mi dispiace non aver detto a nii-chan la verità prima. Quando pensi arriverà qui?-
- Ha preso un treno veloce, dovrebbe impiegarci relativamente poco, al massimo due ore…. Misaki-kun… combatti per ciò che ti rende felice, anche se questo potrebbe ferire Takahiro.- Riagganciò. Misaki aveva le lacrime agli occhi, Manami si era dimostrata una donna meravigliosa, aveva capito ogni cosa e voleva sostenerlo. Da quelle parole Misaki ne ricavò una grande forza. Si voltò infine verso il moro dietro di lui, fece un profondo inchino ringraziandolo di cuore.
- Ti accompagno a casa da Usami-san… Hiro-san è corso da lui molto arrabbiato.-
- Kamijo-sensei fa paura quando si arrabbia…- sorrise, era riuscito a scherzare e recuperare se stesso. Aveva dipinta sul viso una determinazione che lasciò basito Nowaki. Era cambiato improvvisamene, avrebbe reagito e lottato. Di questo, stranamente, Nowaki ne fu estremamente felice.



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