FanFiction su Skip Beat - Stand by Me Capitolo 9

9. Una voce oscura 

Indietreggiò quasi spaventata. Di certo non si sarebbe mai aspettata di vederlo alla sua porta, così all'improvviso, subito dopo la partenza di Ren. Il giovane attore sorrise e a Kyoko vennero i brividi lungo tutta la schiena. Il silenzio che si creò diede al ragazzo la spinta per entrare in casa e guardarsi intorno. Si aggirò per il salone osservando ogni cosa con attenzione e interesse.
- Non dirmi che ti ho infastidito. Non potevo proprio aspettare oltre. Sono impaziente di vederti all'opera.-
- Non credo sia il momento adatto.- Riuscì a tirare fuori quelle poche parole, cercando di sembrare sicura di se e soprattutto indifferente a quel comportamento sfrontato, ma Jun sembrò non notarla neanche.
- Ho portato il copione e ho segnato le parti che dovremo studiare insieme, quelle più importanti. Dobbiamo essere perfetti.- Completamente sconfitta, Kyoko chiuse la porta e decise di assecondarlo. Se si fosse impegnata al massimo, sarebbe riuscita a mandarlo via il prima possibile.


Cedette quindi e si sistemarono sul divano dove Jun le passò una della pagine del copione e Kyoko lo lesse. Mentre scorreva con gli occhi le battute, sentì lo sguardo del ragazzo fisso su di lei, percepì il gelo di quelle iridi chiari, così fuori dal comune per un giapponese e non riuscì a concentrarsi. Doveva a tutti i costi mandarlo via il prima possibile e richiamando nuovamente tutta la sua determinazione, prese a concentrarsi. La scena era esattamente la stessa vissuta qualche secondo prima. Nel copione Yumika andava ad aprire la porta trovandosi davanti Takumi, che senza chiedere nulla entrava nell'appartamento. Jun aveva modificato alcune frasi, ma ciò che accadeva nel drama era appena successo nella realtà.
- Stavi già recitando?-
- Perdonami, ma se ti avessi avvertita non avrebbe avuto lo stesso effetto. Hai agito proprio come Yumika, tanto che per un attimo pensavo avessi capito il mio piano.- Nonostante la tensione iniziale, Kyoko riuscì a riprendere il controllo di se stessa e si immerse nella recitazione dimenticando tutto il resto, persino il tempo, tanto che quando fu in grado di abbandonare Yumika per tornare se stessa, si rese conto che era ora di cena.
- Devo dire che sei eccezionale, riesci ad impersonare perfettamente un personaggio così enigmatico come Takumi.-
- Anche tu non sei male, dopo averti vita nei panni di ragazze forti e decise, non credevo possibile un simile cambiamento.- Infondo era normale che la pensasse così. Anche per lei era una novità, qualcosa che non aveva affrontato, ma di certo non sarebbero bastate le belle parole del suo collega a farle superare una prova così difficile. Doveva mettere tutta se stessa in gioco e sconvolgere il regista e il pubblico, facendo vedere finalmente che era un'attrice in grado di interpretare qualsiasi ruolo.
- Ormai è tardi, che ne dici se preparo qualcosa da mangiare?- Lo disse di getto senza pensarci molto su. Aver passato tanto tempo con quel giovane le era stato d'aiuto ed era riuscita persino a dimenticare quella brutta sensazione di disagio che lui le suscitava. Jun accettò subito, quasi lo avesse previsto e chiese cortesemente di andare in bagno. Kyoko si limitò ad indicargli la porta e si mise ai fornelli, nella speranza di tirar fuori qualcosa di buono e fare una bella impressione, ma forse avrebbe dovuto prestare più attenzione. Libero dallo sguardo della ragazza, Jun fece per avviarsi verso il bagno, ma non vi entrò.
Al contrario aprì la porta della camera da letto e vi si infilò dentro disinvolto. Prese ad osservare ogni angolo della stanza, dal letto enorme ai mobili moderni e sobri. Si avvicinò alla cassettiera e aprì uno dei cassetti affondando le mani in un maglione enorme che probabilmente era di Ren. Poi si avvicinò all'armadio e lo aprì, tirando fuori un completo elegante e decisamente costoso da uomo, che emanava il profumo di Tsuruga. Della presenza di Kyoko c'era poca traccia, ma infondo era normale. Trovò anche qualche suo vestiti, ma in confronto a quelli del divo li trovò decisamente sciatti e poveri. Prima che Kyoko potesse accorgersi della sua intrusione, uscì dalla stanza ed entrò nel bagno. Aprì un armadietto frugando tra i profumi e la schiuma da barba, li mise in disordine e richiuse. Infine tornò dalla ragazza, si appoggiò al banco della cucina e rimase ad osservarla per qualche minuto.
- C'è qualcosa in particolare che non mangi?-
- Non capisco se lo fai apposta oppure non ti ricordi di me?- Kyoko si bloccò di colpo, fissando il giovane non riuscendo a capire se quello che stava osservando fosse Jun o Takumi. Lo seguì con lo sguardo mentre si avvicinava a lei e le toglieva la pentola dalle mani. - Per un attimo ho creduto avessi capito ogni cosa, poi hai cambiato totalmente atteggiamento e ora torni ad avere paura di me. Non nego che la cosa mi ecciti, ma vorrei proprio capire cosa ti passa per quella testolina.- Kyoko si sentì spingere all'indietro con forza e sbatté con la schiena contro il frigorifero, dando a Jun la possibilità di bloccarla con il suo corpo. Era vicino, troppo per poterlo sopportare, ma per qualche ragione non riuscì a muoversi.
- Takagi-kun non capisco, cosa stai facendo?-
- Mi infastidisce che ti sia dimenticata di me. Certo hai Ren... il grande e bellissimo Ren, ma credevo di aver lasciato un segno nella tua memoria. Oppure devo sbatterti sul pavimento, proprio come quella sera o magari buttarti dalle scale?- Riemerse tutto con forza, ogni istante di quella sera al ristorante, ogni minuto dell'aggressione tornò a ferirle la mente e il corpo. Ricordò anche le voci di quegli uomini e di quel terzo individuo che più di tutti gli altri, l'aveva terrorizzata. Quella voce decisa e fredda, quel tono che era uguale a quello di Jun.
- Eri tu? Tu mi hai...-
- Oh si che ero io e avevo in mente tante cose da fare, ma si sei sfuggita. Che ne dici se finiamo ora quello che abbiamo iniziato!- Fu troppo veloce, tanto che Kyoko non riuscì a reagire e si sentì buttare a terra e sbattere il viso contro il pavimento. Proprio come quella sera rimane immobile, senza poter fare altro che subire. Jun si mise a cavalcioni sopra di lei, bloccandola completamente, fino a che lei non percepì sulla schiena qualcosa di appuntito e freddo.
 - Che stai facendo?-
- Voglio vedere i lividi che ti ho lasciato quella sera.- Stracciò la maglietta con la punta di un coltello affilato e le scoprì la schiena, toccandole la pelle e facendola tremare. Se si fosse mossa avventatamente lui l'avrebbe ferita, di questo ne era conscia, quindi rimase immobile, pronta a muoversi solo al momento opportuno e pregando che il suo cuore riuscisse a riprendere un battito regolare. Non si mosse neanche quando le mani di lui presero a toglierle la canottiera e a slacciarle il reggiseno. - Come hai fatto?-
- Fatto cosa?-
- Come puoi tu aver sedotto uno come Tsuruga Ren?- Era arrabbiato e Kyoko lo percepì chiaramente. Sentì la punta del colpetto toccarle la pelle, poi quel punto divenne caldo e iniziò a bruciare. L'aveva tagliata. - Non ci trovo nulla di attraente in te, niente che possa aver fatto girare la testa ad uno come lui. Oh certo, magari a letto sei brava, vogliamo provare?- Fu come se ogni parte di se stessa smettesse di funzionare. Il suo copro divenne pesante e quando lui la fece voltare di forza mettendola supina sul pavimento, Kyoko si lasciò manovrare come un giocattolo. Rimase a fissare quegli occhi freddi e taglienti, come se fossero l'unica cosa in quella stanza, come se non esistesse altro che quella malvagità dietro un viso tanto bello.
- Perchè mi fai questo?- Lo sussurrò, sentendo la gola chiusa e le labbra secche. - Cosa ti ho fatto per farmi odiare così?- Odio. Per lei questa era una parola ben conosciuta, ma mai avrebbe pensato che qualcuno potesse odiarla con un tale impeto. Aveva odiato Sho per averla ferita e gettata via come una bambola vecchia, ma ben presto aveva scoperto che quell'odio era solo un modo per mascherare il suo dolore. Solo che ora, nonostante si sforzasse di trovare una motivazione a quel comportamento, non riusciva proprio a capirlo.
- Esisti, tanto basta per odiarti.-

Era partito da qualche ora. L'auto procedeva a velocità moderata, tranquilla e silenziosa, al contrario del suo cuore che gridava come un ossesso. Era lavoro, lo capiva benissimo, ma lasciare Kyoko da sola per tutto quel tempo era qualcosa che non riusciva a farlo stare tranquillo. Si era abituato alla sua vicinanza, a vederla al mattino, a mangiare insieme e a dormire insieme, che ormai non ricordava più cosa significasse essere solo. Tirò fuori il cellulare e fece per comporre il numero della ragazza, ma si bloccò. Non voleva sembrare troppo apprensivo, chiamandola dopo solo qualche ora di lontananza, ma non riuscì comunque ad allontanare l'idea di sapere cosa stesse combinando, quindi prese a scorrere con la rubrica e avviò la chiamata. Quando ottenne una risposta, la voce all'altro capo del telefono gli sembrò decisamente stupita.
- Non volevo disturbarti, ma Kotonami-san vorrei chiederti un favore.- Attese qualche secondo nonostante la ragazza avesse subito risposto in modo positivo alla domanda. - Mi chiedevo se fossi disposta a stare con Kyoko, rimanere con lei nel nostro appartamento. Starò via molti giorni e non sono tranquillo a saperla sempre sola.- Kanae se lo aspettava, ma era rimasta comunque sorpresa di vedere il nome di Tsuruga comparire sullo schermo del suo cellulare. Non mise al corrente l'attore di aver già modificato la sua agenda in modo tale da potersi ricavare del tempo per andare a trovare la ragazza, ma di certo non si sarebbe aspettata che fosse lui in persona a chiederle una cosa del genere. - Te ne sarei estremamente grato se lo facessi. Non mi sento tranquillo.-
Ottenendo una risposta positiva, Ren salutò Kanae ringraziandola di cuore, ma ora avrebbe dovuto fare i conti con l'occhio felino e vispo di Yashiro che era già puntato su di lui. Vedendolo muovere le labbra, si rese conto che stava per uscirsene fuori con qualche frecciatina sarcastica o una battuta, ma lo fermò in tempo.
- Sono troppo possessivo?-
- Sei innamorato. Il grande attore Tsuruga Ren che muore di nostalgia dopo qualche ora di lontananza? Non me lo sarei mai aspettato.-
- Il fatto è che, non mi sento tranquillo. Se succedesse qualcosa non potrei fare nulla.-
- Non accadrà niente, pensa a finire il lavoro in tempo e vedrai che i giorni passeranno in fretta.- Forse, ma per Ren, il cui cuore in quel momento ricevette una fitta di dolore, fu difficile trattenersi dal saltar giù dalla macchina e tornare a casa.

- Io non ti conosco, non ho mai fatto nulla che possa averti offeso. Perchè dovrei meritarmi un simile trattamento?-
- Niente di male dici?- Jun piegò la schiena avvicinandosi al viso della ragazza e sussurrandole all'orecchio. - Quella sera sapevo benissimo chi eri e che eri in casa, non ho potuto resistere e quando sei caduta dalle scale ho seriamente sperato che fossi morta.- Si spostò appena, prendendola per i capelli e sbattendola così forte sul pavimento da farle perdere subito i sensi.
Così, quando Kanae arrivò all'appartamento e vide la porta spalancata, entrando di corsa e con il cuore in mano, notò subito il sangue sul pavimento della cucina. Di Kyoko non trovò alcuna traccia, provò a chiamarla al cellulare e a gridare il suo nome, allarmando tutti i vicini che si precipitarono nel corridoio per capire cosa stesse accadendo.
- Avete visto qualcuno uscire? Avere visto Kyoko che usciva di casa o qualcuno che entrava? Possibile che nessuno si sia accorto di nulla!- Lo gridò spaventata e decisamente fuori di se.
Quando la polizia arrivò, ormai era tardi e la mattina seguente Kyoko riaprì gli occhi in una stanza vuota e umida che non conosceva. Ed era sola.



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