Nuovo libro di testo universitario: Sword Art Online

Leggendo la news proposta da Jigoku, proprio questa mattina, ho avuto da pensare.
Vi ripropongo una parte dell'articolo così come lo trovate nel sito sopra citato:



" Il docente Hirose Masahiro vuole forse gustarsi dei flame tra gli studenti universitari, certamente è già riuscito nell'impresa di attirare le attenzioni sui suoi corsi di letteratura moderna giapponese, difatti ha da poco inserito l'amato-odiato Sword Art Online tra i testi da consultare per seguire le sue lezioni. Presso l'Università degli Studi di Aichi, la Aichi Kyoiku Daigaku sita nella città di Kariya dell'omonima prefettura, i romanzi illustrati di Reki Kawahara, già autore di Accel World, saranno presi a riferimento assieme ad altre famose opere scelte in base ai temi trattati.... Hirose Masahiro condivide l'idea che sia fondamentale coinvolgere gli studenti, facendoli interessare alla letteratura anche sfruttando l'attrazione di bestseller e recenti fenomeni dal grande impatto culturale. A tal proposito, ricordiamo ancora una volta che nel paese del Sol Levante Sword Art Online è la raccolta di light novel più popolare e più venduta degli ultimi anni."

Ora riflettiamo un pò su. A chi non è capitato di dover leggere o comunque studiare un libro imposto da un insegnate, che sia stato alle superiori o all'università, e odiarlo a tal punto da non riuscire a superare il primo capitolo? A me purtroppo è capitato. Parlando soprattutto del periodo alle scuole superiori, il mio professore di italiano, se ne usciva bello e pimpante con un titolo nuovo da leggere ogni tre mesi. Io leggo con frequenza molti libri, ma essendo legata molto al diritto di scegliere cosa leggere, ogni volta che mi proponeva un titolo come "Il vecchio e il mare" di Emingway, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Sepulveda o "La scomparsa di Majorana" di Sciascia, qualcosa dentro di me urlava e si rifiutava di leggerli, tanto che puntualmente in classe c'era un solo alunno in grado di finire il libro per tempo ed era l'unico da cui tutti copiavano la scheda libro da compilare il relativo commento finale.
Ora nessuno qui mette in dubbio che siano titoli validi e soprattutto di autori che meritano di considerarsi tali, molto superiori agli pseudo scrittori di questi ultimi tempi, ma per la mentalità di una ragazzina sono decisamente pesanti e, probabilmente, se li avessi in mano ora li leggerei con un occhio più attento. Purtroppo la cosa che penalizza questo tipo di lettura è l'imposizione del titolo, non a caso mi è capitato di vedere un'udienza del programma Forum, proprio su questo argomento, che ha dato ragione al ragazzo a discapito della povera insegnante che cercava di fargli abbandonare Diabolik e concentrare su qualcosa di più stimolante.
Da lettrice di fumetti non sono d'accordo su quanto riferito dalla donna, ma capisco il suo punto di vita, ma tornando all'argomento di Sword Art Online, ciò che volevo dire prima di tutto questo girovagare era semplice: sicuramente non stiamo parlando di un opera di letteratura eccelsa, ma condivido a pieno la scelta del professor Masahiro ovvero voler attirare l'attenzione dei propri studenti, anche con opere poco intellettuali o storiche, e cercare in loro la voglia di impegnarsi e cercare di entrare nell'anima di un opera, qualunque essa sia.

Infondo, ammettiamolo, ci saremmo impegnati tutti di più se a scuola ci avessero fatto lettege Death Note!!

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