FanFiction su Fairy Tail - Tears of Blood Capitolo 19

19. Le parole che non riesco a dire... 

- Non può essere vero...- lo disse a mezza bocca, indietreggiando, quasi le gambe non riuscissero più a reggere il suo peso. Eppure l'espressione di Porlyusica non lasciava intendere altrimenti. - Dimmi che possiamo fare qualcosa.- La donna di Edoras abbassò lo sguardo, ci stava pensando da un po', ma non era riuscita a trovare una soluzione adatta a quella terribile situazione.
- Si, le estirpiamo quelle anime e non riuscirà più...-
- No!- Il grido di Lucy tolse il respiro a Yama. Si era intromesso con vigore e determinazione, non c'era altra possibilità di salvare la ragazza se non quella di esorcizzarla da tutte quelle anime estranee, ma lei era riuscita ad aprire gli occhi ed opporsi con le ultime forze che ancora riusciva a richiamare. - Ho promesso...-
- Promesso a chi?- Natsu si fece avanti e inginocchiandosi accanto al letto le sfiorò leggermente la mano gelida. Impresse in quelle parole tutta la gentilezza e la comprensione che poteva, anche se in cuor suo appoggiava le parole di Yama. A fatica la ragazza riuscì a spostare lo sguardo sul Dragon Slayer, certa che lui avrebbe capito.
- Ho promesso di dar loro una seconda possibilità. Volevo solo mostrargli che il mondo merita di vivere, ma sono troppo debole.- riuscì appena a coprirsi gli occhi per celare le lacrime e il dolore che quel corpo sopportava da troppo tempo. Presto il viso divenne umido e la pelle salata, intorno a lei, tutti rimasero senza parole. - So che è rischioso, ma non posso semplicemente abbandonarle. So cosa sta succedendo e mi sto opponendo, non ti fidi di me?-


Natsu guardò la donna medico, sperò con tutte le sue forze che qualcosa negli occhi scarlatti fosse cambiato, ma quando la vide accennare un no con la testa, si sentì mancare.
- Potete darci qualche minuto per favore.- Non servì una riposta, lentamente tutti presero l'uscita e nella stanza scese il silenzio. Natsu le strinse la mano e la portò verso il suo cuore. Provò a trasmettere alla compagna un po' di calore, ma lei sembrò non percepirlo affatto. Abbassò lo sguardo schermandosi il viso con i capelli arruffati e continuò a rimanere in silenzio. Solo quando la tensione dei suoi muscoli divenne insopportabile, sferrò un pugno con la mano libera sul pavimento e il tonfo riecheggiò per qualche secondo.
- Io mi fido di te. L'ho sempre fatto, dal primo momento che ci siamo visti. All'inizio mi divertivo da morire, eri così debole, ma così determinata che per nessuna ragione al mondo ti avrei lasciata indietro.- Anche nelle sue condizioni, Lucy riuscì a percepire i muscoli del compagno tesi e tremanti, tutto di lui era un fremito di dolore e indecisione. Natsu le lasciò la mano e la avvicinò al viso di lei, l'accarezzò delicatamente, provando ad asciugarle le lacrime. - Tu ti rendi conto che se non riesci a controllare questa cosa, quel mostro tornerà e io ti perderò e io non voglio perderti.- Non riuscì a resistere, si spostò su di lei e la baciò, saggiandole le labbra fredde e trasmettendole tutte quelle parole che non riusciva più a pronunciare. Lucy non riuscì a chiudere gli occhi e le vide, calde e grosse lacrime solcavano il viso del Dragon Slayer, mentre provava a farle cambiare idea con un quel gesto così dolce. Quando si staccò poggiò appena la fronte tra l'incavo della spalla di lei provando ad abbracciarla, così Lucy ricambiò quel gesto aggrappandosi al gilet. Natsu le sussurrò qualcosa all'orecchio, ma lei non riuscì a percepire che il respiro del ragazzo sfiorarle la pelle.
- Troverò il modo per aiutarti, non ti lascerò andare.-

L'aria era densa e fastidiosa all'esterno dell'abitazione nella foresta. In un altro momento ne avrebbero goduto, ma quel giorno ogni cosa era sbagliata e fuori posto, compresi loro stessi, che inermi rimanevano in attesa.
- Possibile che non ci sia un modo per aiutarla?- Erza provò a smuovere la situazione, anche ripetere quella domanda era qualcosa che doveva fare.
- L'unico modo è privarla di tutto quello che ha assorbito, una volta fuori dal suo corpo le anime morranno e lei potrebbe salvarsi.-
- Potrebbe?- Le parole di Porlyusica misero in allarme tutti, ma fu Yama a rispondere per primo. L'idea di rimanere fermo a vedere quella ragazza morire, era qualcosa che proprio non riusciva ad accettare.
- Potrebbe, non siamo sicuri di cosa ci sia esattamente dentro di lei e non posso essere sicura che rimuovendole il collegamento con Seere si chiuda. Non posso assicurare nulla.- Varuna approfittò del momento per staccarsi dal gruppo. Tutta quella situazione era per lei assurda, ma ciò che non capiva era proprio il comportamento di suo fratello. Aveva osservato per anni i suoi consanguinei perire e mai si era affezionato tanto o opposto al destino. Non negò a se stessa di aver sperato che questa volta la situazione volgesse nel migliore dei modi, ma cosa potevano fare loro se era la diretta interessata ad apporsi per prima. Eppure qualcosa dentro di se continuava a fremere. Ci stava pensando da qualche minuto, era una soluzione, ma ciò che le mancava era la volontà di metterla in atto. Surya le si fece vicino, il ragazzino l'abbracciò stringendole la vita e poggiò il viso contro il grembo della sorella cercando attenzione.
- A cosa pensi sorella mia?-
- Una volta ho sentito dire che se si compie una buona azione si viene ricompensati. Io non credo in queste cose, l'unica cosa di cui ero certa era che avrei protetto te e Yama per sempre, ma ora per la prima volta penso che forse potrei fare qualcosa per qualcuno che non siate voi e non riesco a capirne il motivo.-
- Non capisco che vuoi dire.- Varuna lo accarezzò e lo baciò sulla fronte, spingendolo leggermente all'indietro per permettersi di svincolare dall'abbraccio del ragazzino.
- Non preoccuparti. Io ti amo come amo Yama, siete stati la mia unica ragione di vita. Ora però vorrei dare a questa mia lunga esistenza uno scopo.- Si chiuse in se stessa per evitare di cedere alle suppliche del ragazzino e si fece avanti, richiamando gli sguardi di tutti i presenti su di se. - Un modo c'è. Non posso assicurarvi che funzioni, ma dovremo provare.-

A fatica riuscì ad aprire gli occhi, ormai stanco di quei fastidiosi raggi di sole che sbucavano tra i ricami della tenda. Ogni muscolo del corpo era freddo, teso e dolorante, ma infondo non si era mosso per molto tempo e ormai la vecchiaia si faceva sentire. Riuscì a percepire la voce di una ragazza al suo fianco che parlava e poi una risposta da una voce maschile e rude.
- Si sta svegliando. Master?-
- Mirajane?- la voce del vecchio Makarov era impastata e rauca, chiese un bicchiere d'acqua e la ragazza lo porse con deferenza aiutandolo a bere. Il liquido scese giù per la vecchia gola e bruciò, neanche fosse alcool, ma dopo qualche secondo riuscì a sentirne i benefici. - Stavi cantando?-
- No Master, lo avete sognato.-
- Ho sentito la voce di una ragazza che cantava e mi ha colpito al cuore. Cosa è successo?-
- Natsu e gli altri hanno sconfitto Seere. Ora è tutto finito.- Mirajane lo disse sorridendo, provando ad infondere calore nella pelle diafana del vecchio e provato Master.
- Stanno tutti bene?-
- Si e poi anche Gray e Juvia si sono svegliati. Lucy è da Porlyusica per un malore, ma sono sicura che sia tutto sotto controllo.- Per qualche secondo Makarov non rispose, si limitò ad osservare il viso della ragazza e notare i lividi di una recente battaglia, per poi passare a Laxus, fermo contro una parete, anche lui con qualche segno evidente di uno scontro.
- Laxus avvicinati.- Il Dragon Slayer obbedì e si portò al fianco della ragazza che sedeva ai piedi del letto. Guardare suo nonno in quelle condizioni, smunto e debole, era qualcosa che gli feriva gli occhi e il cuore. L'immagine di un uomo potente e sicuro di se era sempre stata l'idea che aveva di lui, gli anni non lo avrebbero toccato, le sfide non lo avrebbero fermato. Invece ora era supino su un letto vecchio tanto quanto lui, debole e affranto. - Credo sia venuto il momento di prendere una decisione. Io non merito il titolo di Master, non dopo quello a cui vi ho costretti. Laxus tu prenderai il mio posto, so che ne hai le capacità. Riporta Fairy Tail allo splendore di un tempo, ricrea questa gilda senza segreti e presenze oscure. Fa che sia una gilda di cui andare fieri e orgogliosi.- Mirajane si portò le mani alle labbra sbalordita, ma nello stesso tempo affranta, spostò poi gli occhi su Laxus, ma non riuscì a capire dalla sua espressione che cosa stesse pensando. Il Dragon Slayer rimase immobile, con lo sguardo fisso sul vecchio e per un po' non rispose. Alla fine incrociò le braccia e accigliando lo sguardo sbuffò.
- Non ci penso neanche. La gilda è tua, sei stato tu a dire che saresti rimasto Master fino a che non avresti tirato le cuoia e mi pare tu sia vivo.- diede le spalle ad entrambi e non riuscì a scorgere lo sguardo sbalordito di Makarov, mentre provava a mettersi seduto sorretto dalla ragazza. - Io sarò Master, un giorno, ma non ora. Non hai fatto nulla per cui debba dimetterti. In una famiglia è normale che ci siano dei segreti, ma è altrettanto normale aiutarsi a vicenda. Se proprio vuoi farti perdonare riporta tu Fairy Tail allo splendore, io mi prederò solo i meriti che ne verranno.-
- Nessuno di noi ha rancore nei tuoi confronti Master. Stiamo tutti aspettando il suo ritorno.- Mirajane portò due dita alla fronte e chiamò Warren con il pensiero. Il compagno rispose attendendo le notizie che tenevano tutti sulle spine. - E' sveglio e sta bene.- In meno di un secondo, la mente di Makarov si riempì di urla di gioia, percepì i suoi figli che lo chiamavano e gli chiedevano di tornare da loro il prima possibile, così in ancor meno tempo il cuor del vecchio si scaldò di quell'amore che solo la sua famiglia sapeva donargli e i suoi occhi si riempirono di lacrime salate, ma dolci come mai ne aveva versate in tutta la sua lunga vita.

La rivelazione di Varuna lasciò tutti basiti, ma la ragazza non proseguì finché non fosse stata presente anche Lucy. Così rientrarono, ma questa volta la pazienza della vecchia maga arrivò al limite e scacciò tutti quelli che non erano utili per la situazione. Alla fine rimasero nella stanza solo Varuna e Yama, assieme a Lucy e Natsu.
- A cosa hai pensato?- Porlyusica si mise seduta su una vecchia sedia, a braccia conserte. Arcigna e seria come sempre, fissò le iridi scarlatte sulla ragazza e rimase in attesa. Varuna prese a torturarsi le mani, cercando le parole adatte per spiegare la situazione.
- Ci pensavo da un po'. Lucy non è mai stata fisicamente nella dimensione di Seere, quindi questo significa che quel mondo è venuto a contatto con la sua anima e la sua magia. Seere scelse Carman, perché in lei c'era molto potere magico e quello stesso potere è presente anche in Lucy, ma proprio perché abbiamo a che fare con la magia che possiamo opporci. Se Lucy ne fosse priva, sia quelle anime che Seere non potrebbero resistere in lei.-
- Ma così facendo morirebbero e questo Lucy non lo vuole.- Natsu si pose in difesa della compagna, ormai era conscio che non fosse più in grado neanche di rispondere e capì che a stento riusciva a rimanere sveglia. - Si, ma qui entro in gioco io. Me ne farò carico.- Rimase stupita quando sia Yama che Natsu scattarono verso di lei sconvolti. Entrambi nello stesso istante, provarono con parole diverse a farle capire quanto sciocca fosse quell'affermazione. - Posso farlo.-
- E cosa cambierebbe. Lucy sarebbe salva, ma poi quella in pericolo saresti tu!- Gli occhi di Natsu si accesero di furore, non poteva in nessun modo permettere una cosa del genere. Spostò lo sguardo verso Yama cercando man forte e rimase sconvolto nel vederlo serio e pensieroso. - Non lo farai davvero? Non le permetterai una cosa del genere?- Yama non rispose e Varuna cercò di spiegarsi come meglio poteva.
- Non vuoi aiutare una tua compagna? Io posso...-
- Lo sei anche tu! Entrambi vi siete battuti in questa guerra e ora siamo tutti compagni. Per nessuna ragione al mondo sacrificherei te al posto di Lucy, lei non lo farebbe e non lo accetterebbe mai.- Solo a quel punto Porlyusica si alzò in piedi e zittì il Dragon Slayer con un gesto della mano, spostandolo indietro di qualche passo dalla ragazza.
- Cosa ti fa pensare che sia una soluzione?-
- Il mio corpo non è umano, posso cambiarlo e plasmarlo a seconda di ciò che ho bisogno. Dentro di me c'è anche un pezzo di Seere e io, a differenza di Lucy che ha assorbito tutto ciò che la circondava in quella dimensione, posso separarli. Dividerò quelle anime dalla presenza di Seere, non le darò modo di aprire alcun varco e custodirò le anime che lei tanto protegge.-
- Andiamo è una follia! Non puoi startene fermo e lasciarla fare!- Natsu provò a spronare Yama e continuare a vederlo inerme, non faceva che accrescere il tormento.
- Quello che hai detto ha senso, eppure entrambi i processi sono rischiosi per tutte e due.- Porlyusica prese la parola, bloccando ogni tentativo del Dragon Slayer di dire qualcosa e provando semplicemente a ragionare. - Non si tratta solo di estirpare gli estranei da Lucy. Si deve privarla della sua magia ed è già molto debole, senza contare che poi tu dovresti accoglierle e scacciare quell'impronta di Seere instillata ora dentro Lucy.-
- Perchè vuoi farlo Varuna?- Dopo minuti in cui non era più riuscito a parlare, Yama si fece avanti e prese la ragazza per un braccio tirandola verso di se. Le loro iridi identiche si studiarono per dei secondi interminabili, quasi non fossero necessarie le parole, ma bastasse solo lo sguardo per capirsi. - Se lo fai perchè pensi che io sia innamorato di Lucy allora...-
- Lo faccio per me, so che ti sei legato a quella ragazza ed ammetto di essere gelosa di lei, ma non fare nulla pur sapendo di poter tentare in qualche modo, mi renderebbe un mostro. Non voglio morire e lotterò fino alla fine e tu devi fidarti di me. Tu sai che quello che ho detto è possibile.- Yama portò la mano verso il viso della ragazza e l'accarezzò delicatamente. Sapeva ogni cosa, ma il pensiero di poterla perdere gli strinse il cuore, eppure cedette. Si allontanò da lei riuscendo solo a fare un cenno con la testa.
- Natsu, se vuoi rispettare il volere di Lucy questo è l'unico modo possibile.- Porlyusica richiamò il ragazzo riportandolo con i piedi per terra. Il Dragon Slayer guardò la compagna sul letto, ormai aveva chiuso gli occhi e non sembrava fosse in grado di riaprirli, poi guardò Varuna e da lei percepì quella determinazione che lui non riusciva più a trovare.
- Va bene, ma se ti azzardi a morire o anche solo a cedere io...-
Non riuscì a finire la frase, infondo neanche lui sapeva cosa stava realmente dicendo. Ormai il tempo a loro disposizione era finito e tornare sulle proprie decisione, impossibile. Porlyusica decise che era meglio effettuare ogni cosa all'esterno, la natura, se benevola, forse li avrebbe aiutati.
Non ci volle molto per preparare il necessario. In un piccolo spiazzo erboso, circondati da vecchi alberi rigogliosi, Yama impresse un cerchio con la sua magia sul terreno, poi su ogni tronco nelle vicinanze disegnò un simbolo diverso, una croce, un quadrato in cui il centro era ben delineato dalle bisettrici, una stella a cinque punte e un pentagramma. Natsu sdraiò Lucy al centro del cerchio sul terreno e al suo fianco si inginocchiò Varuna. Porlyusica e i due ragazzi si sistemarono all'esterno, Yama dietro Lucy, Natsu alle spalle di Varuna, mentre la donna si frappose tra le due ragazze. Il biondo spostò le braccia in avanti con i palmi tesi e gli occhi chiusi. Il suo corpo iniziò ad illuminarsi e in quel momento Natsu si mise in ginocchio e sporgendosi in avanti toccò la mano di Varuna.
- Ti proteggerò, è una promessa.-
Poco dopo un fascio di luce dorata, ma fredda come il ghiaccio, colpì il corpo di Lucy, la schiena di lei si incurvò sollevandosi dal terreno e facendole aprire la bocca, da cui iniziò ad uscire un piccolo vapore bianco. - E' la sua magia, quando non uscirà più vorrà dire che l'avremo completamente privata dei suoi poteri.-
Il biondo, concentrandosi al massimo delle sue capacità, spostò la mano destra e con l'indice disegnò qualcosa nell'aria. In pochi secondi un cubo nero come la notte apparve sopra la ragazza ed attirò su di se il vapore bianco della magia di Lucy. Non ci volle molto, passarono pochi minuti quando dal corpo di lei, non uscì più nulla. Yama rilasciò il suo potere e portò il cubo al suo fianco. Quando la ragazza tornò con la schiena al terreno, Varuna si avvicinò e le pose entrambe le mani sul ventre e così Lucy iniziò a gridare. Spalancò gli occhi e la bocca e gridò di dolore, un lamento così forte ed intenso che per qualche secondi Natsu dovette tapparsi le orecchie. Varuna richiamò tutta la sua magia, si sollevò un vento caldo e delicato che le mosse i capelli in tutte le direzioni. Lentamente sembrò che Lucy riuscisse a calmarsi, concentrando lo sguardo il Dragon Slayer intravide qualcosa uscire dalla compagna e correre verso Varuna, una fascio di luce tenue e debole. Porlyusica guardò entrambi i ragazzi e loro capirono. Natsu si mise in piedi e il suo corpo si infiammò, così allo stesso modo anche Yama richiamò un fuoco nero.
- La vedo...- quando Varuna pronunciò quelle parole si piegò ancora di più verso Lucy e il viso perse colore. La fronte si imperlò di sudore e ogni muscolo del suo corpo fu scosso da brividi visibili. Poco dopo il corpo di Lucy fu ricoperto da un strano alone oscuro e tutti i presenti trattennero il fiato. - Devo solo strapparti via da lei!- Varuna lo gridò, ma nessuno riuscì a capire a chi si stesse riferendo, almeno fino a che Lucy non alzò il braccio e afferrò la gola della ragazza stringendo così forte da far apparire subito i lividi.
- Non ne sei in grado!- Quando Natsu sentì quella voce, provò a scattare in avanti, ma Yama lo bloccò con il solo sguardo. Non era Lucy a parlare e dover rimanere inerme, per lui era troppo difficile. - Non puoi vincere, sei solo un brutto scherzo della natura che non sa quale sia il suo posto. Tutti lo siete, tu e i tuoi fratelli!-
- Non più! Non più ormai! Abbiamo un futuro e voglio ottenerlo e tu ora dovrai scomparire per sempre!- Varuna gridò e come se avesse afferrato qualcosa dal corpo di Lucy, tirò all'indietro, portando con se una sfera scura e carica d'elettricità, tanto potente che la sua mano prese a sanguinare in pochi secondi. Fu costretta a lasciarla andare, ma nello stesso istante, Yama e Natsu colpirono con la loro magia i quattro simboli marchiati sui tronchi e il cerchio sul terreno fu investito di una luce purpurea che racchiuse le ragazza e la sfera al suo interno. Varuna ricadde sulla schiena cercando, prima di perdere i sensi, lo sguardo dei due ragazzi all'esterno e riuscendo solo a fare un gesto affermativo con il viso. A Natsu non servì altro. Guardò Yama e bastò quello. Il biondo intensificò la sua magia riuscendo a coprire da solo i quattro simboli che reggevano la barriera. Il Dragon Slayer allargò le gambe piegando le ginocchia e fissando attentamente quella sfera, che sembrava volesse prendere vita. Lingue di energia presero a fuoriuscire, formando quasi degli arti e per un istante, sembrò davvero che si stesse delineando una figura dalle fattezze umane.
- Questa è davvero la fine...- Natsu inspirò profondamente gonfiando la pancia. - Non ci farai più del male. Questa è l'ultima volta che toccherai un membro di Fairy Tail.- le fiamme presero vita, splendenti e potenti come non lo erano mai state. La terra prese a tremare, tanta era la determinazione che il Dragon Slayer stava imprimendo in quell'ultimo e decisivo attacco. - Karyū no...- dalla bocca del ragazzo un vortice di fiamme si formò per poi turbinare all'interno del cerchio in direzione della sfera di energia, per concludere definitamente il più oscuro capitolo della sua amata gilda. -... Hōkō!-
Le fiamme colpirono quella che altro non era che l'ultima riminiscenza dell'energia di Seere, sbattendola contro la barriera prese fuoco velocemente, consumandosi e disperdendosi. Per un istante a tutti sembrò di udire un grido di rabbia e disperazione. Quando le fiamme, il fumo e la polvere che si erano liberate si diradarono, rimasero solo le figure delle due ragazze al centro, Porlyusica riuscì a fatica a riprendere un regolare respiro e corse da loro per controllarne lo stato di salute. Prese Varuna per le spalle e cerco di farla rinvenire, lo notò subito, ma non disse nulla, infondo non era quella la sua priorità.
- I suoi capelli...- Natsu si era fiondato da Lucy prendendola tra le braccia e cercando il battito del suo cuore con la mano, ma non era riuscito a non notare la ragazza accanto alla vecchia maga.
- Ha perso tutto il suo potere demoniaco, non c'è più nulla in lei che la leghi a Seere. Ora è davvero finita.- Così quando i passi di Yama si fecero accanto al Dragon Slayer e lui lo guardò, notò lo stesso colore di capelli della sorella, un nero corvino, luminoso e naturale, così come le iridi non più malva, ma azzurre come il cielo d'estate e piene di lacrime, che presero a scivolargli giù per le guance con una naturalezza fuori dal comune.
- Come sta Varuna?-
- Dovremo aspettare che si svegli, ma dentro di se posso percepire una grande calma.- La vecchia le tastò il polso e la esaminò con cura, poi passò a Lucy, lasciando la ragazza tra le braccia del fratello che prese a coccolarla come una bambina.
- Senza la magia, potrà sopportare le anime che ha assorbito?- Natsu lo chiese preoccupato, eppure Varuna sembrava così tranquilla e rilassata, quasi dormisse beatamente.
- Non ne siamo privi, è solo la parte di Seere ad essersene andata. Lo sento anche dentro di me, c'è pace e tranquillità, qualcosa che non ho mai provato in tutta la mia vita e...- Yama portò una mano sul ventre di Varuna e chiuse gli occhi per qualche secondo, sorrise appena prima di riaprirli e continuare. - ...come pensavo ci è riuscita. Non solo le ha assorbite, ma è stata capace di plasmarle e dar loro una forma. Il desiderio di Lucy potrà essere esaudito.- Natsu lo guardò basito, quei discorsi erano davvero difficili da capire per lui, eppure si sforzò inarcando le sopracciglia e provando a fare un'espressione intelligente. Yama se ne accorse subito e lo invitò ad avvicinarsi a loro, gli prese la mano e la portò nello stesso punto in cui l'aveva lui poco prima. In un primo momento non sentì nulla, se non il borbottio di uno stomaco vuoto, poi però gli sembrò di sentire qualcosa colpirgli la mano, come un movimento sotto la pelle di lei. Rimanendo scettico, provò ad aspettare, ma quando il colpo divenne leggermente più forte, tirò indietro la mano incredulo.
- Ma è... si muove qualcosa!-
- Non è ancora formato, quello che hai sentito sono le anime che si stanno adattando, ma si, presto ci sarà qualcosa che si muoverà proprio in quel modo.- Yama rispose ridendo, l'espressione idiota dipinta sul viso di Natsu stava rimpiazzando tutta l'ansia e la paura che fino a quel momento aveva provato, infine il Dragon Slayer sorrise, mostrando tutti i denti e una gioia che ora, anche loro, potevano provare.
- Sono felice!-

Per un paio di giorni sia Lucy che Varuna dovettero rimanere sotto stretta osservazione della vecchia Porlyusica, ma alla fine riuscirono ad ottenere il benestare della donna, che le scacciò di casa non riuscendo più a sopportare la presenza di tutta quella gente. Una volta fuori si stupirono di non trovare nessuno, si guardarono negli occhi senza capire come fosse possibile.
- Non li abbiamo avvertiti.- Lucy si grattò la fronte, ma non riuscì a convincere se stessa. Sapeva che Natsu era stato fuori dalla casa per tutto il tempo, quindi non poteva credere al fatto che si fosse allontanato proprio in quel momento. - Torniamo alla gilda? Sicuramente avranno da fare per sistemarla.-
- Come ti senti Varuna?-
- Sto bene, ho un po' di nausea, ma credo anche di aver voglia di fragole.- Risero insieme e si incamminarono. Tutto il dolore era scomparso, Lucy si era completamente ripresa e in quei due giorni si era esercitata per riprendere padronanza della sua magia. Yama le aveva restituito i suoi poteri, ma ancora non era riuscita neanche ad evocare Plue. Le ragazze camminarono per la foresta e presto riuscirono ad intravedere le forme della città e in lontananza la gilda. Il cuore di Lucy prese a battere forte, fu come rivivere il primo giorno, come se entrasse per la prima volta in quella gilda meravigliosa. Aprirono la porta e subito una miriade di festoni e coriandoli le investirono, poi un grande applauso e un bentornate, gridato in coro. Una festa, ecco cos'era Fairy Tail, una grande festa in cui si innalzavano ai massimi livelli la fratellanza e la fiducia, l'affetto e l'amore, tra tutti i membri di quella grande famiglia.

Quella sera finalmente Lucy riuscì a rientrare nel suo appartamento. Si fece un lungo e rilassante bagno caldo e infilò il pigiama. La festa del loro bentornato era stata divertente, ma sfiancante perché come al solito si era risolto in una rissa senza senso e in una gara di bevute, lasciando tutti sul pavimento senza forze. Si buttò sul letto e provò a rilassarsi, avrebbe voluto parlare con Natsu, stare un po' con lui, ma tirarlo fuori dalle discussioni con Gray era impossibile, senza contare che aveva continuato a prenderlo in giro per via della dichiarazione a Juvia. Era stato un bellissimo momento, le si era stretto il cuore sentendo quelle parole, e non negò a se stessa che infondo le sarebbe piaciuto sentirsi dire quelle stesse cose. Ci rimuginò ancora qualche minuto fino a che non fu distratta da un picchiettio alla finestra. Si voltò di scatto e lo vide. Appollaiato sul davanzale, Natsu rimase in attesa che Lucy lo facesse entrare. Si sedette sul letto e per un po' rimasero in silenzio.
- Come ti senti?-
- Meglio ora, sto recuperando la magia e presto riuscirò ad usare le chiavi. Happy?-
- L'ho lasciato dormire.- Natsu abbassò lo sguardo e prese a torturarsi le mani, per Lucy vederlo così in difficoltà era davvero una cosa nuova e pensò di stuzzicarlo ancora un po'.
- Pensi davvero quello che hai detto a Gray? Che ora è in trappola per via della dichiarazione?-
- Ah quello, era solo per dargli fastidio, se a lui sta bene allora...-
- E a te starebbe bene? Essere messo in trappola?- Natsu si voltò verso la ragazza, la guardò fisso negli occhi e le prese le mani. Lucy rimase inebetita, con il cuore che batteva all'impazzata e i brividi dietro la schiena.
- Non ricordi quello che ti ho detto da Porlyusica?- Lucy sforzò la mente a tornare a quel giorno, non ricordava molto a parte i dolori. Rivide per un attimo Natsu al suo fianco e il bacio tra le lacrime, ma le parole le sfuggirono. Nel vederla così il ragazzo sospirò e prese a grattarsi la testa arruffandosi tutti i capelli. - Ah è difficile se poi le cose non te le ricordi! Io ti ho detto che...- si morse le labbra e arrossì, non era proprio un comportamento da lui, ma a Lucy le si riempirono gli occhi di lacrime.- Io ti ho detto che...-
- Che mi ami?-
- Allora lo ricordavi?-
- No, ma è quello che vorrei tu mi dicessi.-
Forse non riusciva ancora a dirle tutto, forse c'era ancora quel velo di imbarazzo che lo bloccava, ma a volte le parole sono superflue. Infondo agire era la sua migliore caratteristica, quindi agì. La abbracciò portandola verso di se e la baciò con tutto il trasporto e la passione che poteva imprimere a quel gesto. La fece sdraiare e prese a percorrerle la pelle con le mani, senza lasciarne un millimetro, senza perdersi nulla. Non notando riserve in lei provò ad essere più audace, anche se il viso prese ad infiammarsi così come tutto il suo corpo.
- Sei bollente Natsu, rischi di bruciarmi.-
- Starò attento.- La baciò e l'accarezzò dappertutto, con dolcezza, ma anche con immensa passione. Ogni parte di Lucy rispondeva a quelle attenzioni e sentire la loro pelle a contatto lo entusiasmava sempre di più. Lo aveva sognato mille volte, negarlo era ormai da sciocchi, quelle forme e quel corpo caldo, erano ciò che più lo mandava in delirio, ma non si era mai permesso, non avrebbe mai rovinato la loro amicizia per un suo istinto. Eppure lei non lo scacciava, al contrario lo incoraggiava, quindi non esitò più. Sarebbe stata sua, in quel momento e per tutte le notti che sarebbero giunte, l'avrebbe posseduta per sempre e per sempre avrebbe provato quella felicità che gli riempiva il cuore e gli completava l'anima.
L'amava, si e da morire, e lei lo ricambiava. Tutto il loro mondo girava solo per quell'emozione e a loro stava benissimo così. Qualsiasi cosa fosse successa, questo non sarebbe mai cambiato.
Il giorno seguente, quando si svegliarono in quell'appartamento ricco di ricordi ed emozioni, si diedero il primo buongiorno della loro vita insieme.



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