FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Prologo

Genere: Malinconico, Mistero | Personaggi: Un po' tutti  | 
Avvertimenti: Shonen-ai | Stato: in fase di pubblicazione 

Prologo: 
Voci e melodie in una notte buia 

- Cos’è che ti spaventa in realtà?-
La voce della principessa era flebile, quasi simile ad un sussurro, ma lui era riuscito comunque a capire quella piccola frase. Non rispose subito, sorrise, come se fosse una domanda sciocca, ma quando aveva sentito quelle parole era, per un attimo, trasalito dallo stupore. Forse temeva che quella ragazzina dagli occhi verdi e tanto innocenti avesse capito ogni cosa.
- Nulla Sakura-chan, ero solo preoccupato che non ti svegliassi.- Mentiva e la ragazza se ne rese facilmente conto, aggrottò la fronte, ma non insistette.
- Grazie, ti preoccupi sempre di me e mi sei vicino. Grazie ancora Fay-san.-
Richiuse gli occhi velocemente e cadde in un sonno profondo. Il mago rimase sorpreso del momento di lucidità che aveva avuto; da quando erano giunti in quel mondo strano Sakura non era riuscita mai a svegliarsi del tutto. In un certo senso credeva che forse lo facesse apposta. Erano successe tante di quelle cose che tutti sarebbero crollati, ma lei aveva resistito per qualche giorno, giusto il tempo di trovare un posto in cui riposare tranquilla. Il mago si alzò dal letto della ragazza e uscì dalla stanza, chiudendo lentamente la porta. Ad aspettarlo fuori c’era un ragazzo molto spaventato e un uomo burbero fermo in un angolo con le braccia conserte, a cui rivolse un sorriso.
- Come sta la principessa?-


La voce di Shaoran tremava dall’ansia, erano giorni che si comportava così, Fay lo fissò sorridendo, ora aveva solo un occhio e ogni tanto faceva fatica a percepire le dimensioni e le distanze. Quello che aveva davanti era o no il ragazzo che conosceva come Shaoran?
- Ha solo qualche linea di febbre, vedrai che le passerà con un po’ di riposo.- Sorrise di nuovo, non lo aveva chiamato per nome, gli procurava uno strano effetto farlo, ma cercava di non darlo a vedere. Solo Kurogane se ne era accorto e gliene aveva parlato, ma come sempre lui era bravo a sviare la conversazione ed era riuscito a farlo arrabbiare dopo pochi secondi. - Dovresti andare a riposare anche tu ora, finchè Mokona non si sveglia non possiamo fare nulla, quindi evitiamo di sprecare energie inutilmente, va bene?- Con quel sorriso avrebbe potuto ingannare chiunque, tranne forse una persona, ma in quel momento gli importava solo di non far vedere al ragazzo il disagio che anche lui provava nel parlargli. Lo seguì con lo sguardo mentre entrava nella camera adiacente e chiudeva la porta. Rimase da solo con Kurogane, ancora fermo e serio in quell’angolo.
- Così facendo farai crescere i funghi Kuro-rin!- Ironizzò, ma lo sguardo del ninja non cambiò. Improvvisamente gli fece cenno di seguirlo e lui obbedì. Si ritrovarono nella stanza di Kurogane.
Quella era una piccola locanda con pochi ospiti ed erano riusciti ad ottenere quattro stanze singole in cui dormire, il denaro non era stato un problema, la moneta locale valeva molto poco e vendendo alcune loro cose e qualche abito erano riusciti a racimolare un bel gruzzolo, che forse non avrebbero speso completamente. Fay non era di certo meravigliato da quel gesto, quasi tutte le sere Kurogane lo portava nella sua stanza e rimaneva chiusi li per ore, a volte senza dire una parola, ma quello era i posto più sicuro per far cenare anche il mago. Come al solito il ninja si ferì il polso e aspettò che il mago si rifocillasse con l’unico sangue che gli era dato bere. Fay era ancora provato dallo scontro con Shaoran in cui aveva perso l’occhio e necessitava di quell’aiuto più spesso di quanto un vampiro normale dovesse fare, anche per questo il mago aveva fatto un piccolissimo incantesimo per far in modo che sul braccio del compagno rimanessero meno cicatrici possibili. Fay poggiò le labbra sul taglio e iniziò a rifocillarsi con quel nettare scarlatto che aveva imparato ad apprezzare.
- Non sei obbligato a farlo tutte le sere Kuro-sama.- Disse lui dopo essersi pulito la bocca con un piccolo fazzoletto di carta.
- Semplicemente non mi sembri stare molto bene… - rispose freddamente, ma riuscì solo a provocare una reazione ironica da parte del mago, che iniziò a sfregare il viso contro il petto del ninja come farebbe un gatto con il suo padrone.
- Oh Kuro-chi, sono così felice che ti preoccupi per me.- Rimase pronto per una reazione, si aspettava un bugno in testa o che estraesse la spada per farlo a pezzi, ma questa volta non accadde nulla. - Kuro-rin?- Lo chiamò di nuovo staccandosi da lui e cercò di capire a cosa stesse pensando mentre teneva le iridi scarlatte rivolte verso la finestra. - Kurogane c’è qualcosa che non va?- Sentendosi chiamare semplicemente per nome ebbe una piccola reazione, per qualche secondo spostò le iridi sul mago che lo osservava allibito, poi tornò a concentrarsi sul nulla fuori d quella stanza.
- Ho imparato a capirti, anche se non so niente di te, ma ho già detto che infondo questo non mi importa.-
- Dove vuoi arrivare?- Fay sembrava preoccupato, la voce del compagno era più fredda del solito e il cuore del mago aveva iniziato a battere veloce come un treno a pieni motori. Rimase in attesa di una spiegazione, senza capire perché si sentisse tanto agitato. 
- Neanche tu ci riesci, falso come sei. Neanche tu riesci considerarlo tale.- In quel momento Fay non seppe se essere offeso per quello che gli aveva detto o sorpreso perché se era accorto anche lui. Kurogane si riferiva a Shaoran, erano identici, ma non lo erano. Quello con cui stavano viaggiando ora no era lo stesso con cui avevano iniziato il viaggio.
- Io mi ero accorto che c’era qualcosa che non andava nel ragazzo, però non mi sono sforzato di capire cosa fosse…-
- Non darti tutte le colpe Kuro-tan, anche io avevo dei sospetti e non ho fatto nulla.- Si aspettò una risposta acida come al solito, o magari un qualche insulto sul fatto che lui non avesse mai detto la verità, invece Kurogane rimase in silenzio, Fay avvertì che in qualche modo lui si sentiva estremamente triste. - Da quando siamo giunti in questo paese non facciamo che essere tristi. Sorridi qualche volta Kupo-pippi o ti verranno le rughe!- Sfoggiò uno di quei sorrisi che lo avrebbero mandato su tutte le furie e non ricevendo ancora un briciolo di attenzione incalzò di nuovo. - Se ti senti solo Kuro-pon posso dormire con te stanotte.-
In pochi secondi si ritrovò sbalzato fuori dalla stanza con un sonoro calcio, Kurogane sbatté la porta intimandogli di andare ad infastidire qualcun altro. In fondo il mago era riuscito nel suo intendo, ma quello che aveva detto Kurogane non era sbagliato. Si alzò andando verso la sua stanza, quando la sua attenzione fu catturata da una dolce melodia, sembrava il suono di un pianoforte e gli tornarono alla mente i giorni passati nel paese di Outo, in quel bel locale che loro avevano comprato. Il suono proveniva dal piano inferiore, scese le scale lentamente e cercò con lo sguardo il pianoforte e la persona che lo stava suonando. Fece molta fatica a vedere in quell’oscurità e si chiese come potesse qualcuno suonare con quel buio opprimente. Dovette affidarsi all’udito, fino a che non andò a sbattere il ginocchio contro un tavolino. Si riprese a malapena, il tonfo si propagò per qualche secondo nella stanza.
- C’è qualcuno?- Oltre al suono dello strumento non sentì risposta. La melodia triste che stavano suonando riuscì ad appesantirgli il cuore e a spaventarlo. – E’ davvero una bella melodia, mi piacerebbe sapere chi la sta suonando.- Cercò di sembrare calmo e cordiale, ma dentro di se tremava. Solo dopo poco si rese conto che la melodia non proveniva da un punto preciso, ma era come se fosse tutto intorno a lui, come se le note volteggiassero dolcemente in tutta la stanza. – C’è…-
Fu interrotto da un leggero fascio di luce proveniente da una lampada ad olio, si voltò di scatto respirando affannosamente e cercando di capire chi fosse giunto alle sue spalle.
- Si può sapere perché devi rompermi le scatole anche da lontano. Che diavolo stai combinando?- La voce di Kurogane era severa e molto irritata, ma riuscì a rilassarlo leggermente.
- Kuro-pi sei venuto a cercarmi perché ti mancavo?-
- Quanto sei idiota, hai fatto un casino terribile! Si può sapere che diavolo hai da urlare? Vuoi svegliare tutta la città?-
- Ma io non ho gridato.- Rimasero a fissarsi per qualche istante, Fay sembrava molto provato e Kurogane riusciva persino a sentirlo.
- Ad ogni modo hai fatto un gran casino, per questo ora te ne vai in camera tua a dormire.- Lo prese per la manica del vestito e lo tirò verso di se, trascinandolo su per le scale e per il corridoio.
- Ma tu non l’hai sentito?-
- Io ti ho solo sentito gridare come un pazzo. Perché, che cosa avrei dovuto sentire?-
- Kuro-sama?- La voce di Fay si era fatta bassa e troppo smielata per i gusti del guerriero, capì che stava per prenderlo in giro di nuovo. - Mi fai dormire con te, credo di aver paura del buio.-
- Che ti divori maledetto scemo!-
Lo gridò gettando il mago nella sua camera e chiudendogli la porta in faccia. Lo sentì lamentarsi per qualche minuto buono, poi quando lo sentì calmarsi se ne tornò anche lui nella sua stanza.

Aveva appena salutato gli altri e si era buttato sul letto senza forze. Intorno a lui c’era un silenzio terribile, che gli provocava un grande ansia. Il paese in cui erano capitati sembrava molto lugubre, Mokona si era sentita male appena giunti e così anche Sakura e la cosa lo preoccupava non poco, senza contare che in fondo al cuore lui sapeva ogni cosa. Si era accorto che gli altri non riuscivano a considerarlo come il vero Shaoran e così anche la principessa, che in tutto il tempo gli aveva rivolto solo un paio di sguardi e detto si e no due parole a mezza bocca.
- Perché mi trattano così? Io so che è difficile, ma io sono quello vero. Sakura, perché… perché non mi guardi più?- Si fermò la testa con il cuscino e rimase fermo fino a che il sonno non prese il sopravvento sulla veglia, ma prima che potesse addormentarsi del tutto, riuscì a sentire un piccolo rumore provenire dalla stanza della principessa. I muri erano così sottili che era riuscito persino a sentirla respirare. - Sakura-hime siete sveglia?-
Si appoggiò alla parete per cercare di ascoltae meglio un’eventuale risposta. Percepì il respiro della ragazza dall’altra parte.
- Perché io….-
- Cosa state cercando di dirmi?-
- Perché io ti odio!-



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