Recensione Anime - Blood+

"Nankurunaisa, credo sia una delle parole più belle del mondo. forse perchè semplicemente è diventata la mia, parola. è giapponese e significa" Con il tempo si sistema tutto". Una più libera interpretazione è "Sopravvivi oggi per l'amore di domani" "
Blood+

Dal grande successo nel 2000 della pellicola Blood: The Last Vampire, film d'animazione del regista Mamoru Oshii e prodotto dalla Production I.G, nasce dalla stessa casa di produzione nel 2005 il serial anime Blood+ (Blood Plus). Come nel suddetto film, la storia ruota intorno alla figura di Saya Otonashi, ma la ritroveremo in una versione meno oscura e feroce. La nuova Saya ci viene presentata come una normale studentessa di quindici anni, che vive la sua vita assieme alla sua famiglia adottiva, composta dal padre e dai due fratelli, Riku e Kai. Purtroppo la quotidianità della ragazza viene interrotta con la comparsa di un terribile mostro che l'aggredisce a scuola, ma verrà salvata da un misterioso ed affascinante uomo di nome Hagi, che le farà conoscere la sua vera identità e ricordare il passato, a lei precluso per colpa di un'amnesia. Saya scopre che quelle grottesche creature altro non sono che vampiri, chiamati Chirotteri, e il suo sangue è l'unica arma in grado di ucciderli. In questo clima di confusione e terrore, Saya verrà avvicinata dalla Red Shield, gruppo di soldati americani che da tempo combatte queste strane creature. La vita della ragazza verrà così distrutta per ricomporsi nel corso degli episodi tra le battaglie e i dolori di ciò che lei è in realtà.



Alla ricerca di se stessi

Nonostante in questo periodo, lo sfruttamento e la trasformazione del vampiro sia stata estremamente utilizzata e ridicolizzata, basta fare un passo indietro nel tempo per trovarci faccia a faccia con la vera icona horror del vampirismo. I chirotteri sono mostri e come tali vengono caratterizzati, feroci e assetati di sangue, non seguono che il loro istinto e la loro bramosia. In alcun modo allo spettatore viene data la possibilità di affezionarsi a loro e vederli in altro modo se non come nemici. Sviluppato con una durata di 50 episodi, divisi in ben 4 stagioni, Blood+ racconta il cammino di Saya alla ricerca del suo passato ed è proprio lei il cardine di questa opera. Come detto poco fa, la protagonista è diversa dalla figura della Saya del film. Da semplice ragazzina affetta solo da amnesia, verrà catapultata in un mondo oscuro, che inizialmente sarà risvegliato solo dal sangue di Hagi. Ciò che possiamo notare è la sua crescita nel corso della storia. Non si butterà a capofitto in questa terribile guerra, bensì proverà ad uscirne, ma le forze in gioco sono troppo forti e fuori dalla sua portata. Solo con la perdita delle persone care, Saya si trasformerà in una macchina pur di completare il suo scopo, che dalla semplice vendetta si trasformerà in redenzione. Non sarà sola in questa lotta, al suo fianco troveremo il misterioso e taciturno Hagi. Verremo subito colpiti dalla sua mano bendata e misteriosa, che nasconde la sua natura, e dal suo sguardo fermo e ligio al suo dovere. Infatti lo vedremo dapprima come un servitore rispettoso del volere di Saya, rimanendo impassibile persino quando la ragazza non lo riconoscerà e scopriremo, con il tempo, la sua vera identità e il motivo per cui è sempre stato presente in ogni ricordo e in ogni momento della vita della ragazza. Infine a riportarla nel mondo che credeva reale, alla vita della ragazza comune, ci saranno i suoi fratelli. Entrambi si ritroveranno in quel mondo crudele e violento. Il maggiore Kai, viene visto come il comune adolescente ribelle, ma viene a conoscenza di questo mondo e delle creature che la sorella deve affrontare. Non le accetterà e per questo avrà delle ripercussioni anche con il suo rapporto con Saya, ma crescerà e maturerà, diventando l'ancora di salvezza per una famiglia ormai divisa. Così come il minore, Riku, che nonostante la giovane età sarà costretto a lottare e difendersi, affrontando la brutalità del mondo. Nonostante tutto persevereranno nel voler mantenere solida la loro famiglia, pur non avendo legami di sangue, aggrappandosi ad una delle parole che accompagneranno i ragazzi e la stessa Saya per tutta la durata della serie e che, alla fine, acquisterà un forte significato emotivo anche per lo spettatore: "Nankurunaisa, tutto alla fine andrà bene”. 


Una lunga ed infinita battaglia

Purtroppo rispondere a questa domanda implica addentrarsi nella storia e svelare dei particolari che sono il fulcro del mistero impresso in questa serie. Tutto ciò che mi limiterò a dire è che la bellezza e la complessità dietro a ciò che possiamo definire l'antagonista della serie, è qualcosa di estremamente curato e ben studiato nel carattere e nella sua psicologia. Saya non dovrà lottare solo con la forza fisica, ma anche con la mente e dovrà affrontare piani e sotterfugi ben escogitati e per nulla scontati, perché i “mostri” non sono solo i chirotteri, che lei ha conosciuto in modo così brusco e violento, ma sono anche qualcosa di più composito e, talvolta, addirittura affascinante. Un altro aspetto positivo, oltre alla grande cura con cui vengono presentati e gestiti tutti i personaggi, a cui abbiamo solo lievemente accennato, è sicuramente l'ambientazione. La storia si snoda su tutto il territorio mondiale. Partendo da Okinawa in Giappone, in cui Saya viene, letteralmente, colpita dalla scoperta della sua natura e trascinata in battaglie sanguinose e dolorose, ci sposteremo ad Hanoi in Vietman, dove lentamente inizierà a fare i conti con il suo passato. Arriviamo poi a Kirov, in Russia, territorio di vicende sinistre e misteriose, passando poi per diverse città dell'Europa, dove tutto acquisirà un senso logico e prenderà forma, per arrivare all'agognato epilogo, per tutti i personaggi di rilievo, negli Stati Uniti. Scenari diversi, che formano un puzzle, in cui dapprima si fa fatica a recuperare i pezzi necessari per iniziare, ma che lentamente prende vita. Si riescono, infine, ad unire tutti quei piccoli tasselli e si arriva al completamento di un quadro preciso e ordinato.

Comparto tecnico altalenante

A coronare questa perfezione è doveroso un riconoscimento alle colonne sonore. In questo clima di orrore, mistero, diversità e crudeltà, l'eccezionale ed intensa colonna sonora firmata Hans Zimmer, compositore tedesco che ha creato le musiche di molti film di successo e le soundtrack di Call of Duty: Modern Warfare 2 e Crysis 2, crea un'atmosfera intensa ed emozionante, che riflette l'impegno e la passione del compositore. Purtroppo la perfezione a cui si mira porta a delle piccole conseguenze. Sul lato tecnico, la realizzazione di Blood+, può definirsi estremamente buona. Il design dei personaggi è preciso e dalle forme aggraziate, senza l'esagerato sfruttamento di personaggi bishonen, in quanto i lineamenti e le forme fisiche sono sempre ben congegnate. Le animazioni sono fluide, anche se non eccelse in alcuni punti e la scelta dell'uso di colori più vividi rispetto al film, suo predecessore, ha dato maggior rilievo alle ambientazioni e agli sfondi, riducendo l'uso di tinte scure e di scene in bianco e nero, solo per quanto riguarda la parte cruenta o durante alcuni flashback. Vanta una buona scelta nelle sigle d'apertura e chiusura, forti e decise le prime, delicate e malinconiche le seconde, puntualizzando i due aspetti principali di Saya, tanto forte quanto fragile. Eppure è proprio la volontà di voler dare ad ogni personaggio un'adeguata caratterizzazione psicologica, che il ritmo narrativo perde mordente. Non si può negare che, sebbene la serie parta veloce e ricca di dinamicità, tra il decimo e il ventesimo episodio, la tensione scema e il ritmo narrativo diventa più lento e in certi punti quasi noioso. Ad ogni modo è solo questione di tempo, basta tener duro per qualche episodio, che la narrazione riprende slancio riacquistando lo smalto iniziale.

Commento finale

In definitiva, Blood+, è forse una delle poche produzioni che riesce ad unire in modo così impeccabile diversi generi, passando dall'horror e all'azione, fino a sfiorare punte di profondo sentimentalismo e in modo così elegante, da far vibrare i cuori degli spettatori. Per questi motivi conquista un posto tra le serie che ogni appassionato di anime deve aver visto, con i suoi alti e bassi narrativi, non è comunque una serie che delude lo spettatore.

Voto 8

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