FanFiction su Skip Beat - Stand By Me Capitolo 13

13. Ossessione 

Era un po' che continuava ad andare su e giu per il corridoio. Sho sedeva su una poltroncina con il mento poggiato sulle mani e i gomiti sulle cosce. Ormai teneva quella posizione da un po' e le gambe iniziavano a fargli male, ma non si mosse. Al contrario Ren era più agitato, non era riuscito a sapere nulla da quando Kyoko si era svegliata, continuava a vedere medici e infermieri entrare e uscire dalla stanza senza dire nulla e non lo sopportava. Il corridoio era affollato, ma per qualche ragione nessuno osava avvicinarsi a lui o al cantante e chiunque passasse continuava a schiacciarsi come un ombra verso il muro per stare il più lontano possibile da Ren.
- Mi dispiace.- La voce si Sho ruppe il silenzio, l'attore riuscì a fermarsi e guardare il biondo per qualche secondo. Era tornato quasi alla normalità, ma uno scuro alone continuava a deturpargli il viso, ma era diversa da quella di qualche ora prima. Ora Sho non era sconvolto o spaventato, era furioso e questo Ren lo percepiva sulla propria pelle. - Per il modo in cui ti ho avvertito e per come mi sono comportato. Non sono stato in grado di reggere alla situazione e quando mi hanno detto che era in coma, è stato come se il mondo fosse esploso. Non ho saputo mantenere la calma.-


- Credi che io sia stato in grado di mantenere la calma? Ho gridato e guidato come un pazzo pur di arrivare qui il prima possibile.- Nessuno dei due trovò strano il fatto che riuscissero a parlare tranquillamente, che non ci fosse nessun tipo di rivalità a dividerli e che, al contrario di quello che avrebbero mai pensato, erano in perfetta sintonia.
- Il fatto è che ho sempre dato Kyoko per scontata, lei ci sarebbe sempre stata e quando l'ho vista in quelle condizioni ho perso la testa, ma avrei dovuto stare più attento. Quel ragazzo che ho visto...- Non finì la frase, ma Ren capì cosa stava pensando e anche lui aveva gia stilato nella sua mente una lista di nomi. Chi era? Chi aveva messo le mani sulla sua Kyoko?
Passò ancora qualche ora e la sera sopraggiunse di nuovo. Non avevano mangiato nulla e la stanchezza iniziò a farsi sentire. Concentrati e persi completamente nei loro pensieri non notarono l'uomo che si stava avvicinando.
- Signor Tsuruga, non posso di certo dire che sono contento di incontrarla di nuovo.-
- Ispettore Taniguchi.- Ren si alzò di scatto incontrando ancora una volta quegli occhi attenti e vigili, fece un piccolo inchino e rimase in attesa.
- Dovremo scambiare due parole in privato, posso offrirle qualcosa da bere?-
Si sedettero in un piccolo bar non molto lontano dall'ospedale, lontani da occhi indiscreti e completamente soli, l'ispettore iniziò a sorseggiare un tè caldo e ci impiegò qualche minuto prima di iniziare a parlare. Ren non ordinò che un bicchiere d'acqua fresca, e rimase in attesa.
- Non appena ho ricevuto la segnalazione mi sono offerto per questo caso. Che sia un tentato suicidio o meno si deve far chiarezza sull'avvenimento, non crede?-
- Non è suicidio, Kyoko non si sarebbe mai fatta del male.- Lo disse con fermezza, ma per la prima volta era sicuro che quell'uomo davanti a lui fosse pienamente d'accordo.
- Le espongo i fatti e poi le farò delle domande.- Inforcò gli occhiali e tirò fuori un piccolo taccuino da cui iniziò a leggere. - Secondo la prima perizia sono emersi alcuni particolari che mi hanno lasciato perplesso. Non appena i paramedici sono arrivati sul posto hanno notato dei piccoli segni li legature sui polsi e sulle caviglie.-
- Non li ho notati.-
- Erano molto lievi, come quei fastidiosi segni che si creando quando si stringe troppo la cinghia di un orologio ad esempio, ma mi lasci continuare. Lo strano cocktail che la signorina Mogami ha assunto è sospetto. Le analisi di laboratorio hanno riscontrato dei medicinali antidepressivi che possono essere acquistati soltanto tramite ricetta medica e dai dati a mia disposizione, non ci sono prescrizioni di questi farmaci per la ragazza. Non puoi andare in farmacia e richiederli, quindi mi chiedo come se li sia procurati. Per caso la signorina conosce qualcuno che fa uso di tali sostanze?- Ren fece solo un cenno negativo con la testa e seguì i movimenti dell'uomo mentre annotava quella risposta. - Bene. Ora c'è da chiarire un'altra cosa. Abbiamo richiesto i tabulati telefonici del cellulare della ragazza, ci sono chiamate all'agenzia e a lei, signor Tsuruga, poi c'è una chiamata da un numero che non siamo riusciti a rintracciare, ne sa qualcosa?-
- No, ma Kyoko è stata scelta per essere la protagonista in un nuovo sceneggiato e potrebbe essere il numero di qualcuno del cast.-
- Quindi un collega? Potrebbe farmi dei nomi?-
- Si certo.- Riportò alla mente tutte le persone con cui Kyoko avrebbe potuto avere dei contatti, ma riuscì solo a ricordare il nome del regista, Sano. Si sforzò anche di ricordare il nome dei co-protagonista, ma fu decisamente più complicato. - Mi sembra fosse Takagi. Credo si siano sentiti un paio di volte.-
L'ispettore rimase in silenzio per qualche minuto, annotando tutto con precisione. Fin dall'inizio, da quando era stato contattato per indagare sull'intrusione al ristorante e sull'aggressione di Kyoko, qualcosa aveva stuzzicato il suo intuito. Per quanto un furto possa essere comune, le dinamiche di quella sera, l'essersi accaniti sulla ragazza senza un motivo preciso, erano punti che lo aveva incuriosito, così con il passare del tempo e con questa nuova aggressione, quelli che prima erano ipotesi ora erano certezze.
- Le dico cosa ho sempre sospettato signor Tsuruga. Dal principio c'è sempre stato qualcosa che non quadrava in tutta questa storia. Non ho mai dato peso alla piccola faida tra lei e il signor Fuwa, entrambi non avete nulla a che fare con questa storia, ma non ne siete completamente estranei.- Dentro Ren iniziarono a vorticare paura e rabbia, si mescolarono creando uno strano cocktail agrodolce che gli diedero alla testa, ma rimase in ascolto, catturato dalla voce ferma e decisa di un uomo che, forse, ci aveva visto giusto dal primo momento. - L'intrusione al ristorante e la prima aggressione della ragazza non erano casuali. I ladri dilettanti, se così vogliamo chiamarli, si assicurano che le case siano vuote prima di entrare e io sono certo che, la presenza della signorina Mogami in casa, non fosse un segreto. Infine, questa nuova aggressione, dove sembra che nessuno abbia notato nulla, è ancora più strana. Kyoko, e mi permetta di chiamarla per nome, ha lasciato entrare in casa il suo aggressore, quindi lo conosceva. Nessuno ha notato nulla quando è stata portata via di casa, quindi questa persona sapeva perfettamente come muoversi e ciò mi fa pensare che stesse programmando la cosa da molto tempo. Ora le mie ipotesi sono due ovvero abbiamo a che fare con una persona ossessionata da Kyoko, magari un fan, oppure da una ossessionata da lei, signor Tsuruga.-

Aprì gli occhi a fatica, la stanza era vuota e silenziosa e lei si sentì completamente abbandonata. Dolorante e confusa, provò a muoversi, ma i tubi e le sue precarie condizioni fisiche le impedirono ogni movimento. Cosa era accaduto? Ricordava ben poco, come se fosse stato tutto cancellato, ma pian piano, mentre provava a riportare alla mente i fatti, le lacrime presero a scenderle dagli occhi e un sentimento di terrore le invase il corpo. Era sicura di aver sentito la voce di Ren mentre dormiva, ma ora lui non c'era e la possibilità che si presentassero davanti a lei, ancora una volta, quegli occhi di ghiaccio la fecero agitare. Così, quando una delle macchine iniziò ad emettere uno strano rumore metallico, una ragazza si precipitò nella stanza per calmarla e rassicurarla.
- Dove sono?- La voce rauca e la gola secca resero quelle parole quasi irriconoscibili, ma l'infermiera fu gentile e porgendole un bicchiere d'acqua con una cannuccia le chiese di bere un po'.
- In ospedale non deve agitarsi. Ha avuto un malore, ma ora è tutto sotto controllo. Il dottore arriverà tra pochi minuti.- Non era stato un malore, di questo ne era certa. Nonostante avesse difficoltà a ricordare gli avvenimenti esatti, sapeva che tutto quel dolore e la paura provati fin ora, erano stati causati da una persona e lentamente, ricordò ne ricordò anche il motivo. Improvvisamente, contraria a tutte le sue aspettative, nella stanza entrò Shotaro. Si fiondò accanto al letto e dolcemente, accennò un abbraccio caldo e rassicurante. Le baciò la fronte e rimase immobile per qualche secondo senza dire nulla.
- Non dovevo entrare, ma non sono riuscito a fermare le mie gambe.-
- Le tue lunghe gambe.-
Abbozzò un sorriso, ma non si mosse. Per Kyoko vederlo in quello stato, scarmigliato e pallido come un cencio era qualcosa di inusuale. Avere vicino quella persona, che non era mai stato in grado di consolarla o rassicurarla, era qualcosa di unico. Sho la baciò di nuovo, dolce e delicato, che quasi lei non riuscì a riconoscerlo, poi si spostò e iniziò a fissarla.
- Chi è stato?- Rimase in silenzio. Poteva davvero dirglielo, fare qual nome come se nulla fosse? Sapeva cosa sarebbe accaduto, si sarebbe fiondato da lui e i problemi sarebbero cresciuti invece di diminuire. Sho era impulsivo e ciò avrebbe solo peggiorato le cose. Cosi, quando il medico lo fece uscire a forza, tirò un respiro di sollievo e riuscì a calmarsi un po', spostando la sua mente verso il ricordo di Ren e chiedendosi, come mai non fosse li.

Arrivò nel parcheggio dell'ospedale in pochissimo tempo, ma rimase seduto su una delle panchine più nascoste del giardino di fronte la struttura. Tenendo lo sguardo fisso verso il terreno e la testa nascosta dentro un cappuccio scuro, rimase in attesa della sera. Per tutto il tempo giocherellò con il piccolo coltellino nella tasca, assaporando quella per lui, finalmente, sarebbe divenuta la fine di tutta quella storia. Non poteva più sbagliare, doveva assolutamente farla finita il prima possibile.


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