FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 1

1. Eyes on me 

Pioveva da più di due giorni, quello che ora sembrava un diluvio era iniziato con una semplice pioggerellina fitta e fastidiosa, per poi peggiorare sempre di più. Ferma sul portico del suo negozio guardava fisso il cielo plumbeo da ore, senza dire neanche una sola parola. Alle sue spalle un ragazzo con la divisa scolastica nera si fece avanti portando un vassoio con qualche stuzzichino e una bottiglia di sakè.
- Yuuko-san ho portato qualcosa da mangiare. - rimase in attesa di una risposta, ma non ne ricevette alcuna. - Fa freddo oggi, perché non rientriamo in casa. Yuuko-san?- Senza dire nulla, Watanuki la seguì con lo sguardo, mentre si incamminava sotto la pioggia incessante, in pochi secondi gli abiti e i capelli divennero completamente bagnati. Il giovane fu lesto nel prendere un ombrello e correre a ripararla. - Vi ammalerete sotto questa pioggia gelida, c’è qualcosa che non va?-
Aveva lo sguardo assente, gli occhi spenti e leggermente arrossati, si stava nascondendo sotto quella pioggia e stava nascondendo anche come se si sentiva. Di solito, da quando aveva conosciuto quella strana donna, non era mai riuscito a capirla fino in fondo, ma in quel giorno di pioggia si era reso conto che in qualche modo lei stava soffrendo forse più di tutti loro.


L’alba sembrava non dover mai arrivare, era ancora buio quando si svegliò. Il sonno era stato movimentato e molto tormentato. Senza un motivo aveva sognato la morte dei suoi genitori e questo lo aveva reso molto nervoso e irritabile. Si mise seduto sul letto e lo sguardo andò di nuovo verso la città ancora addormentata. Era uno strano posto, avevano visto pochissimi abitanti e tutti con lo sguardo basso ed estremamente triste, o almeno questo era quello che la principessa aveva detto in un attimo di lucidità. Il manjuu bianco non si era mai svegliato da quando erano arrivati, il ragazzo era divenuto estremamente sensibile e il mago troppo strano. Si era sorpreso molto quando, appena arrivati nel nuovo mondo, aveva ripreso a chiamarlo con quegli strani nomignoli tutto ad un tratto, dopo giorni e giorni che non lo faceva più. Sapeva che era arrabbiato con lui per averlo salvato nella città di Tokyo, ma ammetteva a se stesso che si trovava più a suo agio quando il mago faceva l’idiota, sapeva come prenderlo, al contrario se era serio, lui si sentiva molto a disagio. Si alzò e si chiuse in bagno per lavarsi, non si sentiva al massimo delle sue capacità, si spogliò con molta calma e si infilò sotto la doccia calda. L’acqua era un buon lenitivo, stava spazzando via la notte turbolenta che aveva affrontato. Aveva appena iniziato a rilassarsi, quando uno strano dolore al petto gli mozzò il respiro. Si premette una mano sul cuore e con l’altra si appoggiò alla parete della doccia, piegandosi in avanti. Respirava a fatica e gemette quando una nuova fitta di dolore lo fece ricadere in ginocchio. Tossì forte, la gola bruciava. Decise di uscire dalla doccia, si coprì a malapena e tornò nella camera da letto, ma un nuovo dolore lo interruppe e cadde accanto al letto. La pelle calda a contatto con il pavimento freddo lo fece trasalire. Continuò a ripetersi di calmarsi, ma non era affatto semplice. A fatica riuscì a spostarsi e battere il pugno contro la parete che comunicava con la stanza adiacente, era quella del mago. Non gli avrebbe mai chiesto aiuto, ma si sentiva mancare e non sapeva cosa altro fare. Tossì di nuovo e questa volta si ritrovò uno strano sapore ferroso in gola, il liquido gli riempì la bocca in poco tempo e fu costretto a sputarlo fuori. Rivoli di sangue colarono giù fino al collo. In quel momento la porta della sua stanza si aprì, il mago era corso a soccorrerlo, la richiuse dietro di se e Kurogane lo seguì con lo sguardo mentre si avvicinava a lui. A suo parere però il mago sembrava troppo calmo. Fay si avvicinò a lui inginocchiandosi davanti al ninja, che in quel momento fu colpito da un’altra fitta al petto che lo costrinse a piegarsi in avanti, sentì le braccia del mago che lo sorreggevano.
- Kurogane, qualcosa non va?- Che domanda stupida, certo che c’era qualcosa che non andava. L’iride cristallina di Fay lo fissava, brillava alla poca luce nella stanza, fino a che non cambiò colore divenendo dorata e fredda.
- Che… che ti…- Fay lo bloccò poggiando il dito indice sulla bocca del compagno e sussurrando qualcosa. - Non immagini quanto mi piaccia vederti soffrire così.- Kurogane non riuscì a reagire, la vista era offuscata dal dolore, percepì solo il respiro caldo del mago sul suo collo e il tocco della sua lingua che ricalcava la linea di sangue su di lui. Provò a spostarlo, ma in quel momento le forze lo abbandonarono dopo una nuova fitta di dolore. - Provi dolore? Come se qualcuno ti stesse stringendo il cuore con la mano, la stretta si fa sempre più forte vero?- C’era malvagità in quelle parole, c’era odio profondo in quello che stava facendo.
- Non… non toccarmi!- non fece in tempo a dirlo, le unghie del mago si allungarono, affilate e taglienti come il filo di una spada, disegnò sul petto del ninja strane linee, poi affondò nella carne ancora calda. Kurogane gridò, il sangue schizzò via bagnando il viso pallido del mago.
- Lo voglio io. Non permetto che qualcuno si prenda il tuo cuore.- Riusciva a sentire la mano del mago stringergli il cuore sempre più forte, il dolore era insopportabile. - Lo custodirò bene lo giuro, infondo mi appartiene.- Non aveva più forze, ma provava comunque a spostarsi da lui. Fay sorrideva rendendo vano ogni sforzo dell’altro, gli passò una mano dietro alla schiena premendosi contro di lui. Kurogane lo sentì ridere di gusto, mentre il mago continuava a stringere e tirar via la mano portando con se qualcosa di estremamente importante.
- Vuoi…. Uc…uccidermi?- disse con molta fatica, stava per perdere i sensi, lo percepiva. Uno strano formicolio lo prese alla bocca, il labbro inferiore iniziò a tremolare e il viso era freddo.
- Certo che no, voglio tenerti con me per sempre. Solo che tu non vuoi e io in qualche modo devo trovare una soluzione.- Non resistette oltre, gli occhi si chiusero di colpo e cadde in uno strano e doloroso sonno, da cui sapeva che non si sarebbe distratto.

Non era riuscito a muoversi per tutta la notte, quelle parole, così fredde e crudeli nei suoi confronti, lo avevano distrutto. Perché la principessa gli aveva detto che lo odiava, erano davvero quelli i suoi sentimenti? Doveva sapere, doveva a tutti i costi capire il perché di quell’astio profondo. Si alzò dal letto, cercando di capire che ore fossero, ma fuori era tutto completamente oscurato da una notte profonda e non riuscì a capire. Uscì dalla stanza e bussò in quella adiacente, cercando una risposta dalla principessa. C’era un profondo silenzio nel corridoio, stavano tutti dormendo profondamente e questo, in qualche modo, lo rassicurava. Non ricevendo risposta dalla principessa, appoggiò la mano sulla maniglia e aprì la porta lentamente. Anche nella stanza di Sakura c’era silenzio, scorse a fatica un piccolo giaciglio in un angolo in cui riposava Mokona e poi cercò la figura del letto della principessa. Si avvicinò lentamente inginocchiandosi di fianco al letto e ascoltando il respiro regolare della ragazza.
- Sakura-hime, perché mi avete detto una cosa simile? Davvero provate odio nei miei confronti?- Non si aspettava una risposta da lei, aveva parlato così flebilmente che era impossibile che lei lo avesse sentito. Invece, contro ogni sua previsione, scorse gli occhi smeraldo della ragazza che lo guardavano e la cosa gli smorzò il respiro, lasciandolo allibito. - Mi dispiace, non volevo svegliarvi.- provò a giustificarsi, ma lo sguardo della ragazza non sembrava ne arrabbiato, ne tanto meno sorpreso.
- Shaoran-kun, come mai questa visita?- La voce della ragazza era ironica e lui non seppe che rispondere. - Ti aspettavo.-
- Davvero? Ma allora quello che mi avete detto?-
- Non venivi a trovarmi. - rise di gusto, mettendosi seduta sul letto e prendendo la mano del giovane tra la sua. - Io non ti odio, però…- Senza rendersene conto, Shaoran sentì il respiro caldo della principessa accanto al viso, era vicina a lui, forse troppo. Percepì le labbra di lei sulle sue, istintivamente rispose al bacio senza pensarci, la strinse tra le braccia più forte che potè. Non riuscì a resistere, era felice di avere quel contatto e le lacrime spingevano contro le palpebre per uscire fuori ed esplicitare la sua contentezza. Non durò molto però, la ragazza si scostò dopo poco e avvicinò la bocca all'orecchio di lui. - … però, voglio vederti morto il prima possibile.-
Non riuscì a reagire, un dolore all'addome lo fece piegare in avanti, si sentì la maglietta umida e sempre più calda. Il dolore insopportabile, ricadde all'indietro senza emettere un gemito, chiuse gli occhi.

Si svegliò di colpo, il respiro corto e completamente coperto di sudore. Si premette una mano sul petto cercando la ferita, ma non trovò nulla. Continuò per qualche secondo ad interrogare il suo corpo per trovare residui di quei dolori insopportabili, eppure non aveva nulla. Un sogno. Era stato solo un incubo, eppure era terrorizzato come mai lo era stato. Si sedette sul letto e provò ad alzarsi, aveva le gambe leggermente atrofizzate. Quando poggiò i piedi a terra e fece due passi, andò a sbattere contro qualcosa disteso a terra. Abbassò lo sguardo verso il pavimento dove scorse la figura del mago distesa a terra che dormiva beatamente.



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