FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 3

3. Far from the heart 

La vecchia si occupa della ragazza con molta apprensione, la nasconde sotto a coperte pesanti, dice che deve sudare o la febbre non si abbasserà presto. Poi guarda l’uomo alle sue spalle che osserva la scena perplesso, sorride cercando di rassicurarlo. 
- Come mai non ci sono altri clienti?- chiede Kurogane, mentre escono dalla camera della ragazza e lei lo conduce verso un’altra stanza poco distante. 
- In questo periodo non ci sono molti visitatori, fa troppo freddo e quest’anno non ha neanche nevicato. Come mai vi interessa?- 
- Siamo stati cacciati da una locanda in paese e temevamo che anche questa fosse piena.- 
La sente ridere di nuovo, per i suoi gusti è troppo ilare come donna, gli ricorda il sorriso beffardo del mago, che da tempo non vede più. 


La donna si ferma davanti ad una porta, prende un grande mazzo di chiavi e ne sceglie una infilandola nel chiavistello, poi apre. Si sorprende Kurogane, la stanza che aveva dato a Sakura era aperta, mentre quella è chiusa con doppia mandata. 
- Questa è la vostra stanza e quella a fianco potete darla ad un vostro compagno, finirò di preparare la quarta, credo sia meglio usare quella a fianco della ragazza, giusto per stare tranquilli.- E’ strano, o almeno in presenza di quella vecchietta, Kurogane prova disagio. Rimane a riflettere sul perché non ha dato loro stanze vicine, si risponde che forse in assenza di ospiti non sono agibili, ma allora perché quella di Sakura sembra pronta a riceverla da un momento all’altro? 
Non deve attender molto, che arrivano anche Fay e Shaoran. Subito il ragazzo poggia la piccola Mokona accanto al fuoco e cerca di scaldarsi anche lui. Fay cerca con lo sguardo qualcuno, guarda la stanza e pensa che è davvero una bella locanda, calda e accogliente. Poco dopo vede anche lui la vecchia locandiera, gli rivolge un sorriso e le parla con rispetto e gentilezza. 
- Voi siete i compagni che attendevo, la ragazza e il signor Kurogane sono già nelle loro stanze, per voi ne ho preparate altre due, sono belle stanze.- 
- Gentile da parte sua, quanto dovremo pagare per queste belle stanze?- 
- Ancora a parlare di soldi!- Ride seguendo il sorriso del ragazzo biondo, quasi a compiacerlo. - Non sono i soldi il problema.- 
- E quale sarebbe il problema?- Sembra scherzoso, ma in quella frase il mago cerca di capire cosa la donna voglia dirgli. 
- Il problema è che sarete soli, non ci sono altri clienti!- 
Rise Fay, forse si è preoccupato per nulla, anche se per un secondo ha temuto quella frase. Sente dei passi alle sue spalle, si volta per vedere chi è e quando incontra gli occhi scarlatti del compagno, il sorriso che ha assunto con la vecchia sparisce di colpo. E’ Shaoran a chiedere per primo, si avvicina al guerriero e domanda di Sakura, Kurogane lo rassicura dicendo che la ragazza riposa tranquilla, ma la febbre non scende facilmente. Senza attendere la richiesta, Kurogane gli indica la stanza della ragazza e il giovane Shaoran, velocemente prende in braccio la piccola Mokona e si fionda sulle scale e corre a controllare. Rimangono il ninja e il mago in compagnia della vecchietta ilare, lei si congeda poco dopo, va a preparare da mangiare. Fay si avvicina al fuoco, si toglie il lungo cappotto bianco e lo appoggia su una poltrona, si fissa verso la finestra, il sole sta tramontando e i vetri si colorano di un rosso accesso, lo stesso colore degli occhi di Kurogane, lo stesso colore del sangue. 
- Questo posto…- il mago parla sommessamente tanto che Kurogane fa fatica a sentire e deve avvicinarsi. - … non so perché, ma mi fa sentire strano.- 
- Non stai bene? Forse sei ancora debole?- Anche la voce di Kurogane è bassa, non vuole farlo di proposito, ma non riesce ad evitarlo. Guarda il mago che gli da le spalle, lo vede rabbrividire e senza pensarci gli poggia il cappotto sulle spalle. - Va a dormire, abbiamo tutti bisogno di riposare.- 
Non attende oltre, si allontana e va nella sua stanza. La cena si consuma velocemente, mancano Fay e Sakura alla tavola, ma nessuno fa domande. Neanche la vecchietta di presenta, Shaoran e Kurogane consumano il pasto in silenzio e velocemente, poi improvvisamente Shaoran chiede a Kurogane cosa deve fare. Lui dapprima non capisce, e chiede spiegazioni. 
- Non c’è molto da spiegare, nessuno di voi mi considera per ciò che sono. Non è difficile da capire, Fay-san non riesce a chiamarmi per nome e quando lo fa si capisce che gli da fastidio. Sakura-hime, bè non riesco neanche a parlarne.- 
- Dai tempo, tutti abbiamo bisogno di tempo. Sono successe tante cose e sono cose brutte. Ognuno di noi è rimasto ferito e non bastano pochi giorni per sanare il tutto.- 
- Anche tu, Kurogane-san, sei rimasto ferito da me?- Shaoran abbassa lo sguardo, è triste, la sua voce trema e Kurogane non sopporterebbe di vederlo piangere, ma non riesce a mentire. 
- Si, anche io sono rimasto ferito. Il fatto è che provo a nasconderlo, come tutti del resto, ma magari ci riesco meglio.- Dopo queste parole, il giovane ha lo sguardo talmente basso che Kurogane non riesce a vedergli gli occhi, ma forse è meglio così, guardare le iridi dorate del giovane gli provoca una fitta al cuore, sono le stesse che aveva sempre visto e che hanno ferito tutti loro. 
Lo segue con lo sguardo mentre si alza e sale le scale per andare in camera. 
La sera è scesa velocemente in quel mondo silenzioso e lui ora è solo nella sala a guardare il fuoco che scoppietta vivace nel camino. Nella sua stanza Fay è steso sul letto e si copre la fronte con la mano. E’ andato a trovare Sakura, ma non ha potuto fare nulla, la ragazza dorme tranquilla nonostante la febbre e quando ha visto arrivare Shaoran ha preferito andarsene. Si sente strano, forse è la fame, ma non è il cibo che lo alletta in questo momento. Non si è ancora abituato alla sua nuova condizione di vampiro, spesso una strana sensazione lo assale alla bocca dello stomaco, gli provoca fame e una gran sete che non sa placare. Non vuole chiedere aiuto, in questi casi l’unico a cui può rivolgersi è proprio colui che non vuole avere vicino. Non riesce in nessun modo a perdonarlo, non riesce a capire perché lui abbia voluto per forza salvarlo. Tutti quei pensieri lo fanno agitare, si sente sudato e fatica a respirare, si alza velocemente e ha come un capogiro, corre in bagno per sciacquarsi il viso, l’acqua fresca lo fa stare un po’ meglio. 
“ Perché fai finta di nulla?” 
- Chi è?- si volta di scatto, una vocina leggera lo ha sorpreso alle spalle, trema senza un perché e si guarda intorno, ma non vede nulla. 
“Sei così sorpreso di sentir parlare la tua coscienza?” ride la vocina, lo sta prendendo in giro, ma lui è comunque spaventato. 
- Se ne avessi avuta una non sarei qui ora!- Cerca di sembrare forte, ma in realtà non sa che fare. 
“Io so quello che desideri…” 
- Ti sbagli di grosso! Nessuno lo sa e nessuno dovrà mai saperlo.- Gira su se stesso, alza lo sguardo verso l’alto, ma nella stanza c’è solo lui e questo lo sa bene. 
“Non mi riferisco a quella cosa…” 
- Basta! Stai solo cercando di confondermi, non intendo ascoltare oltre!- dice Fay, ma non ne è affatto convinto, sente che tra poco cederà a qualcosa, anche se non capisce. - Io non desidero altro che quello.- “Sbagli, la cosa che desideri sta arrivando da te.” 
Ride ancora quella strana vocina, poi qualcuno bussa alla porta e in quello stesso istante tutto tace. Fay è sudato e non riesce a rispondere. 
- Sei li dentro?- Riconosce la voce e non vorrebbe vederlo, ma sa che se non risponderà lui entrerà comunque. 
- Stavo riposando.- cerca di darsi un contegno, si asciuga la fronte e va ad aprire. Ad attenderlo ci sono le iridi interrogatorie del ninja, Fay non lo guarda in viso neanche una volta. 
- Non hai cenato e non ti vedo bene.- 
- Non preoccuparti per me… - si gira di colpo, non vuole fargli vedere che quelle semplici parole lo hanno colpito. Kurogane entra nella stanza e chiude la porta dietro di se, Fay vorrebbe mandarlo via, vorrebbe evitare che gli facesse domande strane a cui non saprebbe rispondere, ma non riesce a voltarsi e dirgli di andarsene. 
- Se hai bisogno di prendere il mio sangue puoi farlo, era nel patto. Tu puoi bere solo il mio.- 
- Lo so questo.- Stringe i pugni forte, tanto che le nocche sbiancano e i palmi iniziano a pulsare dal dolore. Non sopporta quella falsa carità da parte sua, non sopporta quando gli parla in modo gentile o quando si disseta con il suo nettare scarlatto, eppure non può farne a meno. Kurogane si siede sul letto, attende senza dire nulla, non si sposta e non vuole farlo. Non ha nessuna intenzione di guardarlo. Almeno fino a che non sente la mano ruvida e forte del ninja che stringe la sua. L’occhio sano si spalanca di colpo, il calore che quella mano gli infonde, lui non lo merita. - Non toccarmi!- Si scosta in modo violento, ma non è forte o almeno non quanto lui, si sente stretto tra le braccia del guerriero e privo di forze, non può ribellarsi. - Non toccarmi ti prego.- 
- Cos’è che vuoi veramente?- Perché quella domanda strana, perché proprio in quel momento? 
- Io non lo so, o almeno non lo so più. Io dovrei…- 
- Tu dovresti solo dipendere da me ora che puoi, devi solo…- Fay non si muove e Kurogane gli prende il viso con la mano tirandolo verso di se, facendogli poggiare il mento nell’incavo del collo. Lo tiene teso in modo da evidenziare le vene che pulsano di sangue fresco. Non resiste, si gira verso l’altro poggiando il petto contro quello del guerriero, alza la mano e con l’unghia incide la carne dell’altro, il sangue inizia a sgorgare velocemente, l’occhio del mago cambia colore e diviene dorato. Poggia le labbra sul collo di lui e beve avido, non riesce a fermarsi. Kurogane lo stringe e lo costringe a bere sempre di più, lo sente piccolo tra le sue braccia forti e muscolose. Piega la testa in avanti, cercando di avvicinarsi all’orecchio del mago. - Vedi, quello che desideri non è ciò che hai sempre pensato.- Si sposta a fatica da lui, ricade all’indietro e sbatte la schiena contro il muro evitando di poco la finestra. Vede Kurogane che ride, non è il solito sorriso, anzi pensandoci bene non lo ha mai visto ridere. L’espressione che ha è maligna, quasi come la voce che aveva poco prima sentito, anche le parole da lui pronunciate sono le stesse. Velocemente Kurogane lo prende per il collo e lo solleva da terra, Fay non riesce a respirare e prova dolore. - Perché non ti difendi, con la tua magia? Anche se ora è dimezzata puoi scacciarmi in poco tempo e senza neanche faticare tanto.- 
- Chi… chi diavolo sei?- fatica molto a dire quelle parole, continua a non capire, il suo cuore è come se venisse lacerato da quegli occhi scarlatti che lo fissano maligni. Stringe di più la presa, l’aria non arriva ai polmoni, sta per svenire. - Kuro, Kuro-rin…- Perde i sensi in pochi secondi, il buio avvolge la sua vista, ormai è insensibile persino a quella forza che lo sovrasta. 
Si sveglia di colpo, non è morto. Si gira cercando di capire qualcosa, è in un letto caldo e morbido, ma non è la sua stanza, i mobili sono sistemati in modo diverso. Poi lo vede, Kurogane è fermo in un angolo, seduto in modo scomposto su una piccola poltrona e dorme. 
- Kuro… Kuro-rin?!- La voce è flebile, ma basta a farlo sussultare. Kurogane scatta dalla poltrona come una molla, forse è sorpreso di sentirsi chiamare in quel modo o semplicemente non si aspettava che si svegliasse tanto presto. 
- Ti ho trovato svenuto nella tua camera, devi sempre farmi fare tanta fatica? Se non mangi è normale che non riesci a stare in piedi.- Sembra molto irritato dal suo modo di parlare, ma Fay si sente in qualche modo sollevato. Sorride dolcemente e si rivolge a lui mentre lo fa. 
- Grazie Kuro-pi!- poi torna a dormire. 

A volte fatica a respirare, ma la cosa che fa più male è osservare e non poter fare nulla. Nessuno si è accorto di nulla, impegnati a combattere contro i loro demoni. Cerca di gridare ogni volta che Fay entra nella stanza e controlla come sta la ragazza, piange ogni volta che a farlo è Shaoran. Nessuno si accorge di nulla, nessuno nota una minima differenza.
- Normale che non notino nulla, ognuno di loro ha nel cuore un demone da battere e desideri che non possono avverare. E' facile far in modo che non notino altro che loro stessi. Con il ragazzo non ci sono stati problemi, per quel piccolo animale bianco è bastato non averti vicino per stare male e per quanto riguarda quei due, bè forse non dovrò neanche intervenire io. I loro desideri sono simili e allo stesso tempo contraddittori, forse si uccideranno tra loro prima che tutto abbia inizio.-
La voce che sente da lontano la spaventa, ma per ora non può fare altro che osservare una falsa se stessa che dorme in un letto e che farà del male a quella persona. In un certo senso ora può capire come si è sempre sentito Shaoran, che per tutto il tempo non aveva fatto altro che guardare da lontano e sperare.



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