FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 4

4. The warning 

Il mago stringeva tra le braccia la piccola Mokona, che ancora faticava a respirare.
- Ti prego spiegati meglio, lei chi?- La piccola creaturina si strinse tra le braccia del compagno, la voce tremava, come se stesse piangendo.
- Non so, non so chi è, solo che quando siamo arrivati qui ha sostituito Sakura con quella e io non sono più riuscita a parlare.-
Fay le accarezzò il musetto e fece un piccolo sorriso, voleva calmarla in modo che spiegasse meglio la situazione.
- Mi stai dicendo che la ragazza che era con noi fino ad ora non è Sakura-chan?- Annuì alla domanda, ma non riuscì a dare altre spiegazioni. Il mago la condusse dagli altri, ritrovò Kurogane chino sul giovane che cercava di svegliarlo inutilmente.
- Mokona sta bene, fatica a parlare. - Il mago poggiò la piccola mascotte sulla poltrona e si avvicinò al letto sul quale riposava il ragazzo.
- Ti ha detto qualcosa?- Kurogane lo guardò attentamente, lo scrutava e studiava ogni suo cambio di espressione.
- Prima però voglio che continui la frase…-

Il mago incrociò le braccia e attese una risposta, infine lo seguì mentre si alzava. Kurogane gli fece cenno di uscire dalla stanza e il mago eseguì. Senza rendersene conto si ritrovò sbattuto contro il muro, bloccato dal pugno fermo del guerriero.
- Non giocare con me maledetto, sono stanco di far finta di essere preso in giro da te!- Fay sostenne lo sguardo minaccioso di Kurogane senza battere ciglio e non rispose subito, anche se con quella frase il ninja era riuscito ad irritarlo.
- Tu sai cos’è che io desidero realmente?- disse improvvisamente lui sorprendendo il compagno che in quell’istante non seppe rispondere. – Tu mi hai detto di sapere cosa io desidero realmente e mi hai provocato. Perché ti prendi gioco di me?- Per Kurogane credere a quelle parole risultò troppo difficile, fino ad ora era convinto che fosse il mago a prendersi gioco di lui e mai si sarebbe aspettato una domanda simile. Distaccandosi di poco dal compagno ritrasse le braccia facendole ricadere senza forza lungo i fianchi. L’occhio cristallino del mago si riempì di lacrime ed iniziò ad arrossarsi, provocandogli un fastidioso bruciore, nel tentativo di trattenerle il più possibile.
- Io non so cosa tu desideri, ma nessun uomo desidera la tristezza e di questo ne sono certo. Quindi non credo che tu la voglia.- Fay abbassò lo sguardo nascondendosi dagli occhi gentili che in quel momento Kurogane gli stava rivolgendo, non voleva piangere davanti a lui, ma non riusciva a trattenersi. Gli aveva inconsciamente chiesto aiuto, e continuava quella silenziosa richiesta senza volerlo e, in qualche modo, Kurogane lo aveva ascoltato.
- Ogni sera vieni da me, ogni volta mi costringi a fare ciò che non vorrei… - disse il mago tra un lamento e un singhiozzo, piangeva come un bambino e si dava inconsciamente dell’idiota per quel cedimento.
- Di cosa parli? Io ti avrei costretto a fare cosa?-
- Mi costringi a dipendere da te, a dipendere dalla persona che più di tutte voglio tenere lontana.-
Copiose e irrefrenabili, le lacrime segnarono la guancia del mago, le spalle si alzavano e si abbassano freneticamente e i singhiozzi gli smorzarono il respiro.
- Calmati ora …- allungò la mano verso il viso dell’altro alzandolo nella sua direzione. Aveva il viso caldo e umido e lui non sopportava oltre quella situazione. – Rifletti bene su quello che mi stai dicendo, perché tu hai fatto la stessa cosa con me.- Quelle parole catturarono l’attenzione del mago, che provò a smettere di piangere per prestare completa attenzione all'altro. – In questi giorni ti sei comportato in modo strano, venivi da me in piena notte e mi chiamavi con quegli strani nomignoli per farmi arrabbiare. Ti ho permesso di nutrirti con il mio sangue, ma sembrava che non ti bastasse mai. Questa notte mi sono sentito male e tu sei venuto da me, mi hai aggredito cercando di prenderti il mio cuore e dicendo che ti apparteneva, che lo desideravi e che non potendo avermi potevi soltanto uccidermi.- Fece una pausa osservando lo stupore dipinto sul viso del mago, per la prima volta riuscì a dire a se stesso che non stava fingendo. - Per questo ti sei svegliato nella mia stanza. Ho creduto che fosse un sogno, ma il dolore che provavo e la strana sensazione che mi opprimeva il cuore erano reali e poi da quello che mi hai detto tu ora non posso fare altro che pensare che qualcuno si stai proprio divertendo a prenderci in giro. Ad ogni modo ora dobbiamo trovare la principessa, quindi mettiamo da parte strane confessioni.-
Fay abbozzò un sorriso a mezza bocca e seguì il compagno mentre rientrava in camera. Prima che potesse farlo del tutto però Kurogane si fermò qualche secondo. Non si voltò verso il mago, ma sussurrò qualcosa.
- Ad ogni modo, prima o poi scoprirò che cosa desideri veramente!-
Fu la voce di Mokona a farli tornare alla realtà. Il piccolo manjuu bianco aveva iniziato ad agitarsi senza motivo e chiamava gli altri cercando di catturare la loro attenzione.
- Mokona che succede?- All'improvviso la gemma sulla fronte della creaturina iniziò ad illuminarsi, un fascio si creò nella stanza proiettando sulla parete l’immagine di una stanza vuota.
– Mokona cosa vuoi mostrarci?- Sia Fay che Kurogane si sforzarono di capire cosa stesse cercando di dire loro. Dopo qualche minuto di silenzio iniziarono a sentire una voce in lontananza, sembrava quella di un ragazzo.
- Sto arrivando… ma che? Mokona?- Lo videro comparire nel fascio proiettato da Mokona, era un giovane alto e snello, dai capelli scuri e gli occhi azzurri. Sembrava sorpreso tanto quanto loro di vederli.
- Watanuki? Yuuko dov’è?- disse Mokona bianco. La vocina era stridula, vicina al pianto isterico ormai.
- Mokona, vedi Yuuko-san non sta molto bene.- La voce di Watanuki sembrava dispiaciuta, come se si sentisse in colpa per qualcosa. – Era da qualche giorno che si comportava in modo strano, ieri sera ha avuto un collasso, non penso sia il momento giusto per…- Ad interromperlo sopraggiunse debole la voce lontana della strega, voltandosi in direzione del suono Watanuki provò a farle cambiare idea, ma alla fine dovette cedere e in pochi secondi la scena davanti agli occhi dei viaggiatori cambiò. Dalla locanda Kurogane e Fay osservarono ogni movimento, scorsero un futon a terra in cui era sdraiata la strega, pallida e smunta. Watanuki dolcemente la sollevò un po’ da terra, facendole osservare la stanza in cui si erano chiusi i viaggiatori.
- Yuuko, come stai?- La strega abbozzò una specie di sorriso a mezza bocca, era molto debole, stringeva senza forza un lembo della casacca nera del suo aiutante, cercando in tutti i modi di mettersi seduta.
- Mi dispiace… mi dispiace tanto…- Tossì, le labbra della strega divennero violacee di colpo, Watanuki le porse lentamente un bicchiere d’acqua, ma lei non riuscì a berlo.
- Yuuko…- la supplica di Mokona colpì il cuore della strega, che si sforzò di parlare. Si schiarì la voce, con gli occhi studiò il luogo in cui i suoi viaggiatori si trovavano, le pupille erano spente e prive di vivacità, probabilmente aveva la febbre alta.
- Non sono stata capace di… avrei dovuto fare di più, non sareste dovuti arrivati in quel luogo. Nei limiti dell’interferenza ho provato, ma non ne sono stata capace…-
- Strega, spiegaci che sta succedendo qui? – Irruppe Kurogane, la voce imperiosa e lo sguardo irritato, ma non con la strega. Per la prima volta non le dava colpe e non se la prendeva con lei, mai l’aveva vista in una simile condizione, era sempre vista, ironica e maliziosa, pronta a prendersi gioco di lui.
- Per favore, Yuuko-san è già abbastanza provata, fatela parlare senza…-
- Watanuki, non importa…- Yuuko interruppe il giovane che cercava in tutti i modi di proteggerla e questo, in qualche modo, la rendeva felice. – Nel mondo in cui vi trovate, nulla può essere considerato tale, come realtà o come bugia…- L’impulso di chiederle spiegazioni fu forte, ma questa volta Kurogane non la interruppe e attese che la strega continuasse la spiegazione, tra un rantolo e un colpo di tosse. – Ciò che voi avete considerato vero e ciò che invece non vi sembrava tale, tutto quello che avete vissuto è solo frutto di ciò che avete nel cuore.-
- Strega dimensionale, ci stai dicendo che in questo posto i nostri desideri o i nostri timori, diventano reali?- Educatamente Fay le pose questa domanda, gli occhi di Yuuko per un attimo non riuscirono a credere che fosse stato proprio il mago a farle quella domanda.
- Mi meraviglio che proprio tu Fay non sia ancora riuscito a capire!- Per un attimo, Watanuki la sentì tremare tra le sue braccia, la strinse a se sistemandole le coperte in modo che non si scoprisse e continuò a sorreggerla. – Ti faccio una domanda allora, tu cosa desideri?- Fay deglutì, Kurogane notò indecisione nello sguardo basso del mago, non riuscì a rispondere, ma Yuuko se lo aspettava e continuò. – Allora dimmi cosa temi?- Stessa reazione, solo che questa volta, per un secondo, il mago spostò l’iride cristallina in direzione del compagno, per poi farla tornare a fissare il pavimento e solo in seguito, verso la strega. – E ora rispondi Fay, cos’è che tu consideri inevitabile?- Il mago sgranò lo sguardo, aprendo appena la bocca in segno di stupore, Yuuko accennò un sorriso, ma non lo lasciò rispondere. – Nel cuore, nella mente e nell’anima di una persona, possono essere rinchiuse molte cose, desideri e timori sono ciò che ognuno di noi riesce a sentire e capire, ma c’è altro. Da quando avete iniziato il viaggio si sono insinuate sensazioni o pensieri che per voi non sono ne desideri ne timori, ma li considerate avvenimenti inevitabili, che a prescindere dal vostro comportamento o da ciò che affronterete accadranno.- Fece una pausa, Watanuki le porse dell’acqua che bevve a fatica, poi tornò a concentrarsi verso di loro, che l’attendevano con ansia. - Shaoran ha visto e vissuto ciò che per lui è inevitabile, ha assistito al mutamento di Sakura, ha sentito da lei le parole che lui crede prima o poi lei le dirà. Da per scontato che Sakura lo odi per non essere lo stesso ragazzo che l’ha accompagnata fino ad ora, da per scontato che lei sia innamorata dell’altro Shaoran, ma per il fatto che sono la stessa persona quel sentimento si tramuterò in odio e tutto ciò lo ha ferito e questo non è un timore, ma è solo ciò che lui crede verità.-
Contemporaneamente, Kurogane e Fay, si voltarono verso il ragazzo sdraiato sul letto, era sveglio e loro non se ne erano resi conto. Supino, cercava di schermare gli occhi dalla vista di tutti coprendoli con le mani, piangeva in silenzio. Nessuno dei due però riuscì a dire qualcosa.
– Ora a te Fay, tu hai visto Kurogane, ti sei lasciato provocare da lui, gli ha permesso di fare ciò che voleva e infine ti sei lasciato aggredire e non hai reagito. Avresti potuto scacciarlo, avresti potuto difenderti, ma non hai fatto nulla. Il perché è semplice, il tuo modo di agire e quello di pensare sono contraddittori, non avresti mai reagito ad un sopruso di Kurogane proprio perché sai per certo che un giorno, quando lui avrà letto ciò che si cela nel tuo cuore, ti ucciderà.- Il mago si portò una mano al petto e strinse forte la maglietta, come se provasse dolore, stava cercando di ascoltare il suo cuore e capire se le parole della strega fossero vere, non seppe rispondersi, ma quello che lei gli aveva detto, lo aveva colpito. – Lo stesso vale per te Kurogane, hai sempre visto un Fay allegro e gioviale, un Fay a cui non hai mai creduto e quello di cui hai più paura. Una volta gli hai detto che eri disposto ad uccidere chiunque minacciasse te o le persone che hai deciso di proteggere, ma visto che ora anche Fay fa parte di quelle persone che vuoi proteggere, come reagiresti se fosse lui stesso a far del male a te? Potresti ucciderlo?- Gli occhi scarlatti del ninja si spostarono sul mago, incontrarono quell’iride cerulea che lo fissava sbalordita. – Anche qui non ho bisogno di una risposta, ciò che hai vissuto parla da se, perchè quando provavi dolore hai chiamato Fay, pur sapendo che se ti avesse aggredito in quel momento di debolezza non avresti reagito.-
Scese il silenzio, nessuno dei presenti riuscì a dire una sola parola, Fay ricadde seduto a terra privo di forze, si sentì svuotato di ogni energia; Shaoran a fatica riuscì a mettersi seduto sul letto; Kurogane strinse forte i pugni nascondendo il viso agli occhi di tutti.
- Io altro non posso dirvi, non posso interferire più di quanto abbia fatto, però posso dirvi, che a prescindere da ciò che avete vissuto in questo mondo, tutti voi state viaggiando per uno scopo. Ora Sakura è in pericolo e il tempo a vostra disposizione diminuisce. Mokona non può ripartire finchè rimarrete chiusi in quella locanda, guardate al di là di ciò che vedete, credete in voi stessi e abbiate fiducia in quelli che ora sono vostri compagni. Ciò che è vero, non sempre è realtà…- Nel momento in cui Yuuko ebbe un mancamento, la connessione tra loro e la strega svanì di colpo. Mokona ricadde addormentata sulla poltrona e nella stanza scese un silenzio angustiante.
- Ciò che dobbiamo fare ora è cercare la principessa lasciandoci alle spalle ogni cosa.- La frase di Kurogane risuonò per un po’ nella stanza, ricevette solo piccoli assensi, ma per il momento era il massimo che poteva ottenere.

Nella sua stanza Yuuko si riprese a fatica, Watanuki la sistemò con cura sul futon e le poggiò una pezza umida sulla fronte.
- Yuuko-san…- la strega volse lo sguardo verso il ragazzo, sapeva ciò che le avrebbe chiesto. – Avete sempre detto che al mondo esiste solo l’inevitabile, perché allora avete detto loro di non credere?-
- Watanuki…- la mano gentile della strega si poggiò sulla guancia del ragazzo, portando con se una calorosa, seppur debole carezza. – Perché al mondo esistono legami tra le persone che anche l’inevitabile non può spezzare e io credo in loro e in ciò che fino ad ora hanno costruito, se supereranno tutto ciò saranno in grado di superare anche ciò che li aspetta tra poco.-
Chiuse gli occhi e si addormentò lasciando un ragazzo con mille dubbi nella mente.

- Hanno scoperto che li stavano ingannando? Cosa facciamo ora?- Una voce maschile nell’ombra irruppe in quell’oscurità rivolgendosi a qualcuno.
- Non cambia nulla, anche se troveranno la strada non riusciranno ad arrivare in tempo.-
La risposta fu un uomo, la voce per la principessa sembrava familiare, ma chiusa in quella specie di ampolla non riusciva a scorgere il viso di colui che le era seduto a poca distanza, di colui che aveva manovrato tutto fin ora. – Non fermeranno ciò che io voglio, ho faticato per farli arrivare fin qui e il fatto che sappiano cosa li aspetta non significa che riusciranno a superarla…- Sakura lo sentì ridere. Più sentiva quella voce più si sforzava di capire dove l’avesse sentita e di chi fosse.



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