FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 5

5. My bad desire 

Chiusa in quella prigione trasparente, poteva solo battere i pugni contro il vetro e cercare attenzione, ma sembrava tutto inutile. Il perché quell'uomo stesse facendo tutto ciò, ancora lei non era riuscita a capirlo. L’aveva rapita qualche attimo prima di arrivare in quel nuovo mondo, lei senza poter reagire, si era sentita trascinare via, lasciando al suo posto un guscio vuoto di se stessa. Quella che i suoi compagni credevano Sakura, non era che un illusione, anche se il male che provocava era vero. Il solo fatto che quell’uomo le permettesse di osservare ogni cosa da lontano le faceva male, ma ciò che era accaduto in quella stanza, quella sera, ancora non riusciva a lasciare la sua mente. Shaoran che entrava nella camera, che chiedeva il perché lei avesse pronunciato quelle parole terribili. Da lontano Sakura gridava, urlava con tutta se stessa che non era lei a parlare, ma ovviamente la sua voce non giungeva da nessuna parte. Poi quel contatto intimo, quel bacio che Shaoran ricambiava con tanto trasporto.
Perché era accaduta una cosa simile? Come doveva sentirsi nell’osservare quella scena? Continuava a seguire ogni cosa con lo sguardo, ma le sue iride smeraldo continuavano a poggiarsi sul ragazzo, lo vedeva triste, lo sguardo basso come se avesse timore nel guardare avanti.


- S…Shaoran-kun!- Le lacrime le segnarono il viso, ma per un attimo ebbe l’impressione che l’avesse sentita. Anche se non era lui, anche se non era la stessa persona con cui aveva iniziato il viaggio, lui si comportava allo stesso modo dell’altro e lei non sapeva come fare, però ora capiva cosa si provava a poter solo osservare inermi.
- Vorresti andare da loro?- Voltandosi di scatto verso quella voce incontrò per un attimo due occhi azzurri e intensi, ma sparirono di colpo nascondendosi nell’ombra.
- Chi sei?- chiese la ragazza appoggiandosi al vetro che la separava dall’uomo. Aguzzò la vista, ma non riuscì a penetrare l’oscurità che aveva davanti. – Perché fai questo?- Lo sentì ridere sommessamente, si stava allontanando da lei, aveva un passo leggero con una cadenza ritmica quasi ipnotica.
– Perché mi chiedi? Ho bisogno di te, o almeno di una parte di te, per far avverare il mio desiderio.-
- E quale sarebbe? – A giungere a lei non fu una risposta a parole. Una parte della stanza si illuminò lentamente, scoprendo una prigione di vetro simile a quella in cui era chiusa. Intravide a fatica un corpo, sembrava una donna, ma non poteva esserne sicura, in quanto ogni centimetro della sua pelle era ricoperto da spesse bende. Solo gli occhi erano lasciati scoperti, ma in quel momento erano chiusi e i lunghi capelli neri che le ricadevano scomposi lungo i fianchi.
– Questo è il desiderio che voglio esaudire… - Infine vide anche lui, lo seguì con lo sguardo mentre si appoggiava contro il vetro e accarezzava quella superficie liscia come se fosse la pelle di quella donna. Con il viso premuto contro il vetro, si voltò leggermente verso di lei. – Così ti è più facile da capire?-
- Tu… - Sakura sgranò lo sguardo, riuscire a credere a ciò che vedeva era troppo difficile, ora non solo la sua voce sembrava conosciuta, ma anche il resto. Non avrebbe mai potuto sbagliarsi, lo conosceva bene.

Avevano preparato tutto in fretta. Sia Kurogane che Shaoran si erano armati, fortunatamente non avevano consegnato le spade al piccolo manjuu bianco o non avrebbero potuto prenderle, visto che non accennava a svegliarsi. Fay la teneva in braccio dolcemente, non voleva lasciarla da sola nella locanda per nessun motivo. Scesero in fretta le scale e si ritrovarono all’entrata di quel posto maledetto. Era deserto e faceva anche freddo, il fuoco, che mai avevano visto spento, giaceva morto da un bel po’ di tempo, le ceneri erano ormai fredde. Il ninja chiamò a gran voce la vecchietta che li aveva accolti, ma presto si rese conto che era inutile, probabilmente era anche lei frutto di quella messa in scena.
- In questa stanza mi è accaduto qualcosa di strano…- intervenne il mago all’improvviso, guadagnandosi l’attenzione di tutti. – Ho avuto da sempre una strana sensazione quando mi trovavo qui, poi una sera ho sentito una strana melodia, la stessa sera in cui poi è giunto Kurogane, dicendo che mi aveva sentito gridare.- - Io ti ho sentito gridare, sembravi terrorizzato e quando ti ho visto lo eri davvero.-
Shaoran non sapeva a cosa si stessero riferendo, ma rimase comunque in attesa.
- Forse, ma non ho gridato. Qualcuno stava suonando, anche se non sono riuscito a capire da dove provenisse il suono e poi in questo posto ci siamo solo noi. Sembrava una specie di invito.-
- La strega ha detto di fidarci solo di noi stessi e dei nostri compagni. - il ragazzo intervenne cercando di sorridere al mago. Con quella frase cercò di fargli capire che si fidava di lui e che il mago poteva fare la stessa cosa.
- Era tutto buio, la musica molto triste…- con la mente il mago tornò a quella sera, cercando di richiamare ogni particolare emozione o avvenimento accaduto. – Ero al centro della stanza, non riuscivo a capire da dove venisse la musica, però…- Interrogò il suo corpo, in quel momento era come se qualcosa lo spingesse ad andare avanti, come se lo stesse guidando verso una direzione precisa. Chiuse gli occhi e nella sua mente riaffiorò la melodia, accompagnata questa volta da un leggero canto, una voce femminile.
I compagni lo seguirono mentre il mago camminava ad occhi chiusi per la stanza, non urtò neanche una sedia o un tavolo, al contrario di quello che era accaduto quella sera. Girò intorno al bancone della vecchietta e si fermò con il viso rivolto verso il muro, in quel momento si accorsero che era spoglio, privo di quadri o decorazioni che al contrario abbellivano tutta la stanza.
– Viene da qui, sta cercando di attirare la nostra attenzione, chiede aiuto…- in quel momento senza volerlo una lacrima gli solcò il viso, fu lesto ad asciugarsi, ma il suo tono di voce tradì la sensazione di tristezza che lo aveva invaso in quel momento.
- Potrebbe essere Sakura-hime?- provò a chiedere Shaoran. Lui non riusciva a sentire quella melodia che tanto emozionava il mago. Fay rispose solo di no, la voce leggera che sentiva non era di Sakura, ma in qualche modo gli sembrava conosciuta.
- Però potrebbe essere qualcuno che conosciamo, non ne sono sicuro.- In quel momento la comparsa della vecchietta fece sussultare il mago, che senza volerlo scattò indietro, sbattendo contro il ninja che lo sorresse. Con le mani del compagno che gli stringevano le spalle, costrinse tutto se stesso ad allontanarsi.
- Se volete entrare fate pure, ma non uscirete.- Quella frase diede i nervi a Kurogane, senza curarsi troppo delle apparenze, sguainò la spada verso la vecchia. Il metallo freddo le toccò la guancia, ma lei non fece un gesto. - Se volete entrare fate pure.- ripetè ancora una volta.
- Sei stata tu a manovrarci fin ora? Che diavolo speri di ottenere?- era furioso, alcune vene sulla sua fronte si ingrossarono e delle goccioline di sudore la imperlarono. Spinse la lama, cercando di intimidirla, ma non ricevette alcuna reazione. Fu il mago a fermarlo, gli prese il braccio con la mano, portandolo verso il terreno. - Non è lei la colpevole, non vedi che non ha reazioni? Sembra un guscio vuoto, una marionetta nelle mani di qualcuno.- Kurogane rinfoderò la katana sbuffando, solo poi si accorse che la mano del mago era giunta a stringere la sua, forse senza volerlo. Si allontanò da lui senza dare a vedere l’imbarazzo di quel gesto e il mago lo lasciò andare tranquillamente.
- Lo capisci che questo vuol dire che ci stanno aspettando? Una trappola bella e buona. Maledizione!-
- Anche se fosse, Sakura-hime è li dentro e io devo andare.-
La determinazione di Shaoran diede a tutti una grande scossa. Decisero, senza rimorsi, di proseguire verso quella trappola. Il muro che avevano davanti altro non era che un ologramma, quando furono dall’altra parte, un freddo pungente li colpì alle ossa, facendoli rabbrividire. Era buio e silenzioso, Fay non riuscì a sentire ancora quella melodia e non potè guidarli come aveva fatto poco prima. Solo dopo qualche secondo si rese conto di non sentire più tra le braccia il corpo morbido del piccolo Manjuu.
- Mokona? Mokona dove sei?- il mago chiamò la creaturina, ma Kurogane lo afferrò per la spalla, non sembrava sorpreso dall’accaduto.
- Ci ha tolto l’unica che avrebbe potuto guidarci verso la principessa se si fosse svegliata. Questo vuol dire che dobbiamo andare alla cieca.- Kurogane non fece in tempo a finire la frase, che un fascio di luce bianca illuminò una via, un piccolo sentiero fatto di pietre circolari che conduceva ad una meta ignota. Accettarono l’invito iniziando a percorrerle, era come se stessero camminando sospesi nel vuoto. Kurogane guidava la fila, dietro di lui Fay e infine il giovane Shaoran.
- Dobbiamo stare attenti a dove mettiamo i piedi, non sappiamo…- fu interrotto da un grido forte e spaventato. -
 Shaoran-kun!!- Kurogane riuscì a malapena a prendere il mago per la maglietta e tirarlo verso di se, ricaddero all’indietro, ma fortunatamente su una lastra di pietra leggermente più grande degli altri. – E’ caduto, l’ho sentito mentre scivolava!- Fay non riusciva a darsi pace per aver perso anche Shaoran dopo Mokona.
- Ci stanno dividendo non lo capisci?- Kurogane provò a calmarlo nuovamente. – Stanno facendo lo stesso gioco, separandoci hanno più possibilità di farci del male.- Agli occhi di Fay, Kurogane in quel momento sembrava molto freddo, come se tutto ciò che stava succedendo non lo toccasse affatto, ma quel suo modo di fare, riuscì a calmare il mago. Si rialzarono e provarono a continuare a camminare. Improvvisamente Fay si sentì stringere la mano, una stretta forte e salda, che lo assicurava al compagno. - Se ti perdi anche tu non so che potresti combinare da solo.- Il mago ricambiò imbarazzato la stretta e continuarono il viaggio.

- Padrone sono entrati, devo andare da loro?- Una voce maschile comparve all’improvviso, distogliendo l’uomo dalla prigione di vetro e facendolo allontanare. Sakura lo seguì con lo sguardo mentre si sedeva su una poltrona foderata in velluto rosso. Alle sue spalle infine comparve un uomo, più un ragazzo a suo parere. Alto e abbastanza muscoloso, al contrario della figura longilinea dell’altro. Occhi scuri e un viso maturo, nonostante l’età che poteva dimostrare. Vestito di nero, teneva legato alla spalla destra un grosso arco.
- Va bene. Tienili occupati per un po’, non voglio che arrivino a disturbare il mio desiderio.-
- Come volete.- Aveva una voce sicura e forte, eppure si rivolgeva a lui con estrema devozione. Il ragazzo passò davanti alla sedia e si inginocchiò formalmente davanti all’altro, che sorrise, compiaciuto del servilismo che gli dimostrava, allungò la mano verso il suo viso prendendolo per il mento e avvicinandosi a lui. Si atteggiava da comandante, un felino a cui era difficile sottrarsi, la sua mano simile ad un artiglio, che non da scampo. Era così diverso dalla persona che Sakura ricordava, lui era gentile e premuroso, si erano incontrati poche volte, ma era legata a lui in qualche modo.
Stesso corpo, ma anima diversa, era quello che Yuuko aveva detto loro più di una volta, eppure aveva incontrato persone simili nei diversi mondi, ma nessuna di loro aveva personalità così diverse. Lui invece sembrava l’esatto opposto.
- Ah dimenticavo. Non toccare il giovane Shaoran, a lui voglio pensarci personalmente.- Come risposta ricevette un deciso si e lo lasciò andare, ma prima che potesse sparire del tutto lui fermò nuovamente, quello che sembrava un fedele servitore. – Non deludermi mi raccomando, Doumeki-kun!-



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