FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 2

2. Strange sensations 

Fu un risveglio molto brusco. Kurogane non si aspettava di certo una simile scena. Era talmente frastornato che l’istinto di tirare un calcio all'addormentato fu troppo forte.
- Si può sapere che diavolo hai combinato, mago da quattro soldi?!- Lo gridò così forte che per un attimo i vetri della finestra tremarono sotto la sua voce imperiosa. Fay trasalì di colpo, scattando a sedere e cercando di capire il perché fosse nella stanza del ninja a dormire sul pavimento. Si grattò la testa senza riuscire a trovare una spiegazione a lui logica.
- Buongiorno. – disse stralunato. - Mi spieghi che ci faccio nella tua stanza?- Sbuffò per qualche secondo leggermente infastidito dalla strana situazione. - Avevi bisogno di me per caso?-
- Non fare il cretino! Credi veramente che abbia bisogno di uno come te tra le scatole anche durante la notte?-
- Bè, allora perché sono qui?-


Kurogane rimase fisso a guardare il compagno, non riusciva a darsi pace all'idea che quello che avesse vissuto fosse stato solo un sogno, il dolore e anche l’orrore di aver visto un Fay come quello, ancora gli gelavano il cuore.
- Non ne ho idea, quello strano qui sei tu!-
Evitò accuratamente di guardarlo e si chiuse in bagno. Fay si alzò dal pavimento guardandosi intorno, il comportamento di Kurogane era troppo strano, ma neanche lui si sentiva bene, aveva in bocca uno strano sapore ferroso e la gola secca. Dal bagno Kurogane gli intimò di andarsene il prima possibile e lui obbedì senza rispondere.
Si ritrovò nel corridoio di quella strana locanda, il sole illuminava poco e niente, era una giornata abbastanza nuvolosa e fredda. Decise di andare a trovare Sakura per assicurarsi che stesse bene. Avviandosi qualche stanza più in giù notò con la coda dell’occhio che la porta della camera di Shaoran era aperta, ma non gli diede troppo peso. Entrò nella stanza della ragazza cercando di sembrare allegro.
- Buongiorno Saku…- le parole gli morirono in gola quando l’odore del sangue gli riempì le narici, il corpo di Shaoran era a terra completamente sporco di quel liquido rosso e di Sakura neanche l’ombra. Si gettò sul corpo del ragazzo chiamando a gran voce Kurogane, cercò di voltarlo lentamente verso di se per capire dove fosse la ferita. Si sentiva troppo agitato e la cosa era strana, troppo. Riusciva a mantenere il sangue freddo in ogni situazione, il più delle volte le cose che accadevano lo toccavano leggermente e se doveva sembrare preoccupato lo faceva tranquillamente, ma solo perché tale era la situazione. Al contrario in quel momento, il suo cuore stava battendo all'impazzata, mentre tastava il corpo del ragazzo. Nulla. Non riuscì a trovare alcuna ferita su di lui, neanche un piccolo taglio, controllò polsi e caviglie, addome e schiena, ma nulla.
- Shaoran-kun! Shaoran, svegliati!- Il mago non si accorse dell’arrivo del compagno, Kurogane era sotto la doccia e non appena udita la voce di Fay era scattato fuori come una molla, riuscendo ad indossare solo i pantaloni. In una situazione diversa non si sarebbe mai precipitato da lui, ma dopo quella strana notte, non si sentiva neanche più lui. Spuntò nella camera della ragazza con il fiatone trovandosi davanti agli occhi una scena orribile. Il mago era completamente sporco di sangue, stringeva tra le braccia il giovane Shaoran che non dava segni di vita.
- Che diavolo hai combinato maledetto!- non riuscì a trattenersi, si gettò sui due spostando a forza Fay che ricadde in un angolo senza reagire. – Dov’è la principessa?- gridò, ricevendo come risposta solo un segno negativo con la testa.
– Hei, ragazzo! Hoi!!!- Iniziò a controllare le ferite, ma presto si rese conto anche lui che Shaoran era illeso, ma allora tutto quel sangue da dove proveniva? E Sakura, dov'era finita?
Riuscendo a riacquistare lucidità, Kurogane spostò il giovane Shaoran nella sua stanza, lo spogliò completamente, gettando da parte gli abiti insanguinati e coprendolo con un accappatoio bianco. Aveva solo perso i sensi e il ninja iniziò a rilassarsi lentamente. Sull’uscio della stanza, Fay era poggiato allo stipite della porta e osservava la scena in silenzio. Dopo poco si ritrovò gli occhi scarlatti di Kurogane su di lui, che lo studiavano a fondo.
- Kurogane che diavolo sta succedendo?-
- Non ne ho idea, ma una cosa è certa, da qui ce ne dobbiamo andare il prima possibile.- Era serio, aveva la fronte aggrottata e imperlata di piccole goccioline di sudore fastidiose.
- Credi che ci sia qualcuno dietro a tutto questo? Lo stesso che continua a controllare ogni nostra mossa?-
- Non farmi domande sciocche a cui non serve che risponda, sei abbastanza intelligente da capire da solo che tutti qui ci stiamo comportando in modo strano.- Si avvicinò al mago spingendolo contro il muro e poggiandosi ad esso con la mano destra proprio accanto al viso di lui. – Non mi chiedi perché ti sei svegliato nella mia stanza? O perchè durante il giorno non mi chiami mai con quegli strani nomiglioli?- Gli bloccò il viso, prendendolo per il mento ed impedendogli di spostare lo sguardo da una direzione che non fosse lui. – Da quando ti ho salvato la pelle nel paese di Tokyo, non mi hai rivolto più la parola, non hai più cercato di mandarmi in bestia chiamandomi in modo strano o facendo coppia con quella polpettina bianca che…- Si bloccò di colpo e senza rendersene conto, il mago gli scivolò sotto il braccio correndo nella stanza della principessa. - Mokona? Mokona dove sei?- iniziò a rovistare nel piccolo giaciglio che avevano preparato, poi nel letto della ragazza e ogni posto dove la piccola mascotte del gruppo potesse essersi nascosta.
- F… Fay…- la vocina gli giunse alle orecchie flebile e stanca, continuò a cercarla e alla fine la scorse in un angolino, nascosta sotto il mantello della principessa. Fay si avvicinò lentamente per evitare di farla spaventare più di quanto non lo fosse già.
- Mokona, sei ferita? Come ti senti?- allungò le mani verso la creaturina, prendendola in braccio delicatamente. Sembrava molto stordita e confusa, tremava come una foglia al vento e inutili sembravano i tentativi del mago di riscaldarla. – Mokona cosa è accaduto qui dentro?-
- Fay, tu sei il vero Fay?-
- Certo che sono io. Sai dov’è Sakura-chan?-
- Sakura non è mai arrivata con noi in questo mondo. Io ho provato a dirlo, ma lei me lo ha impedito.-
- Lei chi?- Fay le accarezzò il musetto cercando di calmarla e di capire a cosa si stesse riferendo.

Ripartono. La piccola Mokona dispiega le sue ali e trasporta in gruppo verso un nuovo mondo. Sospira la dolce Sakura, felice di aver lasciato quel luogo pieno di rammarico verso un ragazzo che lei ha imparato a conoscere, in quel luogo Shaoran, e quello che lei crede tale, ha lasciato dietro di se una linea di sangue impossibile da cancellare. Arrivano sfiniti nel nuovo mondo, nella nuova realtà tutta da scoprire. Fa freddo, troppo freddo, trema la piccola Sakura e in pochi secondi cade a terra priva di sensi. Dietro di lei sviene anche la dolce Mokona. I compagni sono spaventati, è capitato che Sakura perdesse i sensi, ma lo svenimento di Mokona li mette in allarme. Senza attendere oltre Kurogane prende in braccio la ragazza, la copre con il mantello e si avvia verso quella che sembra una piccola cittadina. Fay non parla, stringe sotto il grande e caldo cappotto Mokona e cammina al fianco di Shaoran. Non vuole parlare, lo fa quasi apposta. Non si rivolge più a Kurogane chiamandolo con strani nomi per prenderlo in giro e fa fatica a chiamare Shaoran il ragazzo che cammina al suo fianco. Non si sente a disagio però, ha scelto lui stesso di comportarsi in quel modo, non perdona a Kurogane di avergli salvato la vita nel paese di Tokyo e non si rivolgerà mai a lui in modo scherzoso, il ninja deve capire che forse, sarebbe stato meglio se lui fosse morto in quel paese misterioso, dove ha perso metà della sua magia. 
La città è molto silenziosa, non si vedono molte persone in giro e quelle che ci sono si apprestano a chiudersi in casa o in qualche bar, forse per evitare il freddo. Notano un’insegna di una locanda, Kurogane si accorge presto che la ragazza ha la febbre alta e si avvia verso l’entrata. Bussa a fatica e attende che qualcuno gli aprà. Arriva un omone grande e grasso che apre irritato. Li guarda di sottecchi e biascica qualcosa che loro non capiscono. Non parla una lingua diversa, fa solo fatica a parlare con la bocca piena di tabacco, così ripete ancora. 
- Cosa volete? Chi siete?- 
- La ragazza è malata, ha la febbre alta, potremmo avere una stanza?- L’omone squadra la ragazza e fa un segno con la testa negativo. 
– Non mi metto in locanda sconosciuti e malati, avete soldi?- 
- Possiamo procurarceli senza problemi.- Intercorre Fay, mostrando all'uomo la spilla in cui prima c’era una piuma di Sakura. Anche senza rimaneva comunque un oggetto di valore. 
- Non accetto scrocconi, provate dalla vecchia in fondo alla strada.- 
Chiude la porta sbattendola. A quel punto Fay comunica ai compagni che sarebbe opportuno procurarsi un po’ di soldi prima di provare nella locanda. Shaoran gli da ragione e si allontanano cercando un negozio a cui rivendere i loro oggetti. Kurogane invece decide di dirigersi alla locanda e provare a prendere una stanza. Il posto è facile da trovare, non fa fatica, entra nella locanda e appoggia la ragazza su una poltrona accanto ad un caminetto acceso. Il posto sembra molto carino, caldo e confortevole. Si avvicina ad un bancone in legno e suona la piccola campanella d’ottone alla sua destra. Il suono si propaga nella stanza e dopo pochi minuti arriva una vecchietta dagli occhi chiari e lunghi capelli grigi, veste in modo sobrio, quasi povero. Fa un sorriso all'uomo chiedendogli cosa può fare per lui. 
- Ho bisogno di una stanza, siamo in quattro. La ragazza ha la febbre alta e ha bisogno di riposare.- 
- Non ho clienti per ora, posso anche darvi quattro stanze singole.- Sembra gentile e Kurogane si sorprende che non le abbia subito chiesto dei soldi. – Posso procurarvi anche qualche medicina per la ragazza.- La donna gira intorno al bancone e si avvicina a Sakura, poggiandole una mano sulla fronte. E’ davvero molto calda e la vecchia fa una faccia preoccupata, poi si volta verso l’uomo chiedendogli il nome. 
- Kurogane e la ragazza si chiama Sakura.- 
- Venite con me, vi mostro la stanza della ragazza e poi vi darò le chiavi delle altre. Avete detto che siete in quattro giusto?- 
- Gli altri due sono in paese, non abbiamo soldi per ora, ma possiamo procurarcene un po’ per pagare le stanze.- La sente ridere, mentre sale le scale per il piano superiore seguita dal ninja. 
– Non vi fate di questi problemi, se non avete soldi potete pagare le stanze in un altro modo. Avremo tempo per discutere di ciò.- 
In quel momento un brivido freddo corre lungo la schiena del ninja, la frase detta dalla donna non sembra così cordiale come prima, non sa darsi una spiegazione logica, ma quel luogo non gli piace affatto.




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