FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 8

8. Truth 

-Yuuko-san!- Watanuki corse a sorreggere la donna, costringendola a tornare a letto. – Dove volete andare in queste condizioni?-
- Watanuki…- Yuuko lo guardava, aveva gli occhi pieni di lacrime e lo accarezzò lasciandolo ancora più perplesso. – Devo chiederti di andare nel magazzino e prendere un piccolo vaso, l’ho nascosto in un angolo.-
- Come faccio a riconoscerlo?- chiese il giovane, mentre accompagnava la donna a sdraiarsi ancora una volta sul futon, lei gli sorrise portandosi una mano alla fronte ancora calda.
- Lo capirai. Ora vai per favore.-
Il giovane si rialzò uscendo dalla stanza. Fuori dalla porta, addormentate vide le due ragazzine, anche loro risentivano delle brutte condizioni di Yuuko. Si diresse nel magazzino iniziando ad esamine ogni scaffale. Ogni volta che entrava in quella stanza si stupiva di quante cose vi fossero riposte, lui ogni volta doveva pulirle e risistemarle, ma ne spuntava fuori sempre qualcuna che non ricordava. Di vasi poi ne aveva visti, ma quale fosse quello giusto non aveva idea di come fare per capirlo. Ne sorpassò una decina di tutte le forme e dimensioni, alcuni contenevano anche oggetti al proprio interno, ma qualcosa gli disse che non era ciò che Yuuko-san gli aveva chiesto di prendere. Alla fine si diresse verso l’ultimo scaffale, senza pensarci infilò la mano tra la parete e il muro e in basso, nascosto dietro qualche lunga pergamena leggermente ammuffita, trovò un piccolo vaso foderato con un fazzoletto rosso su cui vi erano disegnate delle belle farfalle blu. Farfalle, come il simbolo di Yuuko.


Lo prese in mano e per qualche strana ragione, il suo cuore iniziò a battere all'impazzata, si sentì agitato e le guance iniziarono a scaldarsi. Le sue mani, involontariamente, iniziarono a percorrere ogni centimetro di quel vaso, lo sentirono come una cosa estremamente preziosa. La curiosità di vedere cosa contenesse era grande, ma riuscì a trattenersi. Tornò da Yuuko facendo molta attenzione a non inciampare. Fece per aprire la porta, ma si fermò udendo la voce di Mokona nero nella stanza della strega.
- Yuuko, sicura che Watanuki sia abbastanza maturo per sapere una cosa simile?-
- Mokona io mi fido di lui, sono certa che capirà.-
- Potrebbe chiederti il perché hai fatto una cosa simile?-
- Perché era inevitabile Mokona e lo sai bene.-
Entrò bussando leggermente alla porta, il piccolo majuu nero salutò Watanuki gioiosamente, ma lui capì che fingeva. Yuuko chiese di lasciarli soli e Mokona se ne andò senza porre altre domande. Watanuki si inginocchiò accanto alla strega porgendole il vaso. Yuuko non lo prese, ma gli chiese di togliere il fazzoletto che lo copriva. Watanuki eseguì quel gesto e ancora una volta sentì le guance diventare calde e rosse, la strega notò la reazione, ma non disse nulla. Infine il contenuto fu svelato, gli occhi di Watanuki si spalancarono dallo stupore, ma in quel momento si riempirono di calde lacrime che non seppe spiegare.
- Yuuko-san questo è… oddio perché sto piangendo in questo modo.- Cercò di nasconderle, ma sembrava che non avessero nessuna intenzione di fermarsi. – Questo è stato il pagamento per un desiderio?-
- Era una sera piovosa e faceva anche freddo, sentivo che sarebbe accaduto qualcosa, che avrei dovuto ascoltare un desiderio e la richiesta arrivò durante la notte, in sogno. Vidi una donna identica a me che piangeva piegata su un letto e le chiesi se avesse un desiderio che avrebbe voluto realizzare. Lei mi rispose che avrebbe fatto di tutto per la persona che amava…- gli occhi della strega si posarono su quelli del giovane, asciugò a fatica le lacrime dal suo viso. – Vidi solo gli occhi della persona che amava ed esaudii il desiderio, sebbene il prezzo che le chiesi fosse troppo elevato accettò. Qualche tempo dopo arrivasti tu nel mio negozio, mi bastò posare lo sguardo sui tuoi occhi per capire e da quel momento in poi cercai di convincere me stessa che non avevo sbagliato nell’esaudire quel desiderio.-
- La persona che quella donna amava ero io. E questo è…-
- Questo è il prezzo del suo desiderio, è il suo cuore. Lei ha donato la fonte della sua vita per lui e ora anche io sto pagando per essermi presa carico di un desiderio che mai avrei dovuto esaudire.- Perse i sensi chiudendo gli occhi, Watanuki cercò di svegliarla, ma ogni suo tentativo sembrò completamente inutile. Il viso della strega era bianco come un cencio, le guance leggermente infossate, respirava a fatica e ogni volta il petto di lei tremava convulsamente.
- Non si sveglierà finchè non avrà pagato anche lei per quel desiderio. Spero solo che quei ragazzi riescano in tempo.- La vocina di Mokona scosse il giovane, Watanuki sistemò meglio la donna coprendola fin sotto il collo e rimase a vegliarla per tutto il tempo, accarezzandole dolcemente il viso e tamponandole la fronte con un panno umido. Rimase a rimuginare sulle parole della strega per tanto tempo, Yuuko aveva esaudito un desiderio troppo grande, sebbene lei avesse sempre messo ben inteso che mai si sarebbe presa la vita di qualcuno. Eppure lo aveva fatto, senza pensare a ciò che sarebbe stato inevitabile.
- Si sveglierà, non conosco bene quei ragazzi, ma mi fido di tutti loro, proprio come si fida Yuuko-san.-

Nello stesso istante in cui aveva pronunciato il nome di Shaoran, qualcuno l’aveva chiamata, ma non era lui. La voce era quella di Fay, solo che in quel momento le era sembrata tanto lontana. Tutto intorno, ogni cosa era ovattata da quella bella voce, dalla canzone di Yuuko. Non riusciva più a vedere la donna che la stava aggredendo, tutto era bianco come la neve d’inverno, ma anche tanto caldo. Nelle parole di quella bella quanto triste canzone, riuscì a delineare delle immagini e si lasciò trasportare. Intravide una locanda lontano dalle altre case del paese, la riconobbe come la stessa in cui si erano fermati Shaoran e gli altri, solo che sembrava più allegra e vissuta. Intravide a fatica una figura femminile che usciva dalla porta principale, reggeva un cesto di panni bianchi. Era vestita in modo semplice, teneva i lunghi capelli neri legati grazie ad un fermaglio a forma di farfalla e Sakura fu in grado di riconoscerla, era identica alla strega dimensionale. La donna cercava qualcuno, chiamando per nome.
- Kohane-chan è ora di rientrare!- Sakura seguì l’arrivo di una bambina dai lunghi capelli castani e gli occhi azzurri come il cielo, che spensierata correva dalla donna abbracciandola e facendole cadere i panni dal cesto.
- Mamma, ho visto una cosa bellissima oggi, una farfalla blu come la notte, proprio come quelle che ti piacciono tanto.- La vivacità con cui le disse quelle frasi, impedì alla donna di sgridarla per averle fatto cadere la biancheria e rientrarono in casa. Da fuori Sakura cercò di seguire la scena, guidata dalla curiosità si avvicinò alla finestra e osservò. La stanza era simile all’atrio della locanda con il camino acceso, ma i mobili erano sistemati in modo diverso. Vide Yuuko e la bambina che scherzavano insieme, ma entrambe erano vestite in modo diverso, la donna aveva lasciato i capelli sciolti, al contrario della bambina che li teneva legati con due vivaci codine che ricadevano in avanti. In quel momento Sakura si rese conto che il tempo che lei osservava non era un tempo reale, come se quello che dovesse vedere fosse solo un piccolo riassunto di una vita intera. Entrambe furono attratte dall’arrivo di qualcuno, la bambina corse in direzione dell’entrata abbracciando colui che Sakura riconobbe come Watanuki.
- Papà tutto bene oggi? Hai trovato ciò che cerchi?- Watanuki le sorrise accarezzandole la testa.
– Ancora no piccola mia, ma ci sono vicino.-
- Uffa, Kohane vuole stare con il suo papà, vuole fargli vedere le farfalle che ha trovato.- la bambina sembrava abbastanza irritata, continuava a sbuffare arricciando il naso e facendo buffe smorfie con il viso, che intenerirono il padre.
- Tesoro mio non dovresti stare fuori troppo a lungo. - In quel momento gli occhi di Yuuko e di Watanuki si incrociarono, lui aveva lo sguardo serio, come a rimproverarle qualcosa, ma lei non ci fece caso e gli sorrise. La bambina li lasciò soli, correndo su per le scale, in direzione di quella che doveva essere la sua cameretta, anche se per la troppa vivacità inciampò in una sedia facendola rovesciare. Cercando di essere più silenziosa possibile la sistemò e si allontanò. Watanuki assistette a tutta la scena senza dire nulla, poi sedette di fronte alla donna, poggiando gli occhiali sul tavolo e massaggiandosi la fronte.
- Non dovresti farla stare fuori, non ti rendi conto delle sue condizioni? Non vedi che i suoi capelli diventano sempre più chiari e che non percepisce bene neanche più le distanze?- Sembrava abbastanza arrabbiato con lei, ma la donna non ne sembrò affatto sorpresa, al contrario si alzò portandosi alle spalle di lui e iniziò a massaggiargli la schiena per farlo rilassare.
- Lo sapevamo bene, per questo non voglio che si perda tutte quelle cose che la rendono felice.-
- Non sei tu che devo rimproverare, ma sono io che dovrei sbrigarmi a trovare quella maledetta cura!- il tono di voce che mano a mano si fece sempre più forte lo portò a sbattere il pugno sul tavolo.
- Stai facendo del tuo meglio lo so e....-
- E cosa?- Watanuki si alzò di scatto scacciando la donna e facendo cadere la sedia, era arrabbiato, ma Yuuko sapeva scrutare nel suo cuore e non vi leggeva rabbia, ma solo tanta amarezza. – Vuoi che mi rassegni solo perché ho fatto del mio meglio e non ci sono riuscito, vuoi che lasci morire mia figlia solo perché è quello che tu hai visto nel tuo sogno. Io cambierò tutto, non lascerò che il tuo sogno si avveri per nessuna ragione!-

“Lo avevo sempre saputo, tutto ciò che vivevo lo avevo già visto nei miei sogni e non potevo nulla per cambiare…” 

La voce di Yuuko la fece sussultare, accanto a lei c’era la stessa donna che vedeva nella casa, era lei che le stava raccontando tutta la sua vita e tutto ciò che le era accaduto. Rimase in ascolto, mentre le immagini di una vita le passavano davanti.

“Io sapevo che avrei conosciuto lui, e quando lo incontrai di persona mi sentii così felice. Insieme eravamo perfetti, ognuno riusciva a completare l’altro, adoravo quando metteva tutto se stesso nel preparare il pranzo, cercando di fare tutto quello che a me piaceva di più. Poi arrivò il sogno di nostra figlia, era così bella, aveva i capelli come i miei, neri e lunghi e gli occhi di suo padre. Però il mio sogno non era così lieto, mia figlia era malata. Piano piano sarebbe peggiorata, lo vidi dal diverso colore dei suoi capelli e dagli occhi sempre più chiari. Kimihiro era medico e il non poter trovare una cura per nostra figlia lo portò all’ossessione.” 

Sakura volse lo sguardo verso la casa, era nella stanza della bambina ora, lei era stesa sul letto gli occhi non vedevano e i capelli erano così chiari da sembrare quasi bianchi. Accanto al letto Watanuki le stringeva la mano cercando di parlarle.
- Vedrai che andrà tutto bene tesoro mio, non avere paura. Ci sono io con te…-
- Dov’è la mamma? Voglio farle vedere le farfalle…-
- Sta arrivando, è andata a prendere dell’acqua, vedrai che le tue farfalle le piaceranno.- Eppure Sakura di farfalle non ne vedeva e piangeva perché Yuuko era fuori dalla porta, il viso completamente rigato di lacrime, che cercava in tutti i modi di non far cadere il vassoio con il bicchiere e l’acqua. Si asciugò in fretta il viso ed entrò, Watanuki era poggiato al letto e piangeva, senza che se ne rendesse quasi conto, in pochi secondi, la bambina se ne era andata.

“Io lo sapevo, sapevo ogni cosa, ma non far nascere quella bambina avrebbe significato privarlo di tanta felicità che solo lei avrebbe potuto donargli, ho vissuto con la certezza che se ne sarebbe andata, ho provato ad essere forte, ma come si fa a vivere dopo aver salutato per sempre la propria figlia? Lui non lo ha mai accettato, da li in poi mi ha incolpata di ogni cosa, non voleva guardarmi e non voleva stare con me, ma io sapevo anche questo e non gli davo colpa. Ha iniziato a studiare come un ossesso, voleva farla tornare indietro e io lo vedevo cambiare giorno dopo giorno.” 

Davanti agli occhi di Sakura la scena cambiò in pochi secondi. Watanuki era chiuso nel suo studio continuando a studiare, era stanco e provato, gli occhi rossi e segnati da profonde occhiaie. Uno strano vociare si fece sempre più forte fuori dallo studio, le persone della città lo accusarono di stregoneria.
- Che sta succedendo? - chiese la ragazza rivolgendosi a Yuuko.

“In questo mondo la magia o tutto ciò che non si conosce è temuto, gli studi di mio marito non erano compresi e ciò che lui faceva li spaventava. Diedero fuoco al suo studio cercando di ucciderlo e io sapendolo, provai a salvarlo e riuscìì a tirarlo fuori da quell’inferno di fiamme. A fatica lo riportai a casa, aveva ustioni su tutto il corpo, respirava male e io, naturalmente, tutto questo lo sapevo. Ho provato a ribellarmi con tutta me stessa a quel destino amaro che mi attendeva, ma la sua morte era nel mio sogno e io sarei rimasta sola…” 

A fatica Sakura riuscì a guardare quella scena, lei in lacrime accanto al letto di lui, completamente coperto di bende e ustioni, solo gli occhi erano visibili, ma chiusi. - E cosa hai fatto?-

“Non volevo che finisse in quel modo, non accettavo che lui morisse dopo tutto quello che aveva fatto, le sue ricerche e il suo sapere erano importanti a prescindere che le persone non le capissero. In sogno vidi la Strega Dimensionale e lei mi chiese se avessi qualcosa da chiederle. Tutto ciò che volevo era che lui realizzasse tutti i suoi desideri, che vivesse per quei sogni che erano l’unica cosa rimastagli. La strega mi disse che il mio era un desiderio troppo grande, che il prezzo da pagare troppo elevato. Ne avrebbe risentito anche lei, perché andare contro ciò che è destino è troppo pericoloso, ma non mi sarei arresa, avrei pagato anche di più se lo avesse esaudito. Mi disse che avrei dovuto donarle tutto ciò che mi permetteva di vivere, che avrei dovuto sopportare io le sue ferite, solo così sarebbe tornato, anche se lei non poteva darmi la certezza che una volta tornato in salute, anche il suo carattere fosse lo stesso della persona che avevo conosciuto e amato. Accettai, fiduciosa del fatto che credevo di conoscerlo bene e lei si prese il mio cuore, lo chiusi io stessa in un vaso coprendolo con il fazzoletto di Kohane-chan, quello rosso e con le belle farfalle blu che le piacevano tanto. Il risveglio di Watanuki segnò il suo cambiamento, lui crede che sia stata la strega ad impormi questo sacrificio e vuole riportarmi indietro in tutti i modi, ha risanato tutte le ferite del mio corpo, ma non riesce a richiamare la mia anima, per questo Sakura ha bisogno della tua. Dentro il tuo cuore c’è la magia più forte che esista, tu riesci a vivere anche senza le tue piume, questo rende il tuo spirito forte, ma nonostante questa tua grande forza, puoi essere ferita e diventare debole come lo sono stata io. Per questo sta cercando di eliminare tutti i legami che hai creato, renderà il tuo spirito inquieto e lo porterà a me, ma io non voglio tornare…” 

Yuuko prese le mani della ragazza tra le sue, le stava chiedendo scusa per tutto quello che era costretta a sopportare, ma cercava di farle capire che non doveva odiare Watanuki.
- Non potrei mai odiarlo, il suo animo e il suo cuore sono feriti da tutto quello che ha dovuto sopportare e io voglio aiutarlo. Permettimi di farlo Yuuko-san.- La donna acconsentì baciandole le mani e sorrise. Poi si allontanò da lei e iniziò a cantare nuovamente.

“Fin quando sentirai la mia voce avrai tempo, quando il mio spirito verrà richiamato non potrò più farmi sentire e allora sarà troppo tardi per me, per voi e anche per la strega. Anche lei sta pagando il desiderio che ha esaudito. Fa in modo che anche lui possa sentire la mia voce” 

Sorretta da una forza che non le apparteneva, Sakura aprì gli occhi e gridò. Per un attimo il corpo di Yuuko sussultò allontanandosi, ma riprese il lavoro in pochi secondi.
- Sakura-chan! Resisti!-
- Fay-san, stai attento ti prego!-
Il mago parò a fatica con un bastone il colpo di Doumeki, gli stava impedendo di avvicinarsi alla ragazza in tutti i modi. La ferita che gli aveva inferto sembrava essersi rimarginata completamente e il guerriero era in piena forma, ma Fay dalla sua aveva la rabbia e la determinazione di vendicare la morte di Kurogane, anche se sapeva che non lo avrebbe ucciso. Sakura tornò a concentrarsi sul corpo di Yuuko. Era come le aveva detto nel sogno e doveva fare in modo che Watanuki la sentisse. Provava dolore, la mano della donna sembrava averle raggiunto il cuore e cercasse di strapparglielo via con forza, ma non cedette.
- Watanuki! Se puoi ascoltare la mia voce, ti prego presta attenzione anche a questa canzone! -
Lo gridò iniziando ad intonare quelle stesse parole che sentiva nella mente, guidata dalla voce di Yuuko sperò che anche lui riuscisse a sentirla.



Vai al capitolo precedente - Vai al capitolo successivo

Commenti

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Random Posts

Post popolari in questo blog

FanFiction su Fairy Tail - Tears of Blood Capitolo 17

Nuova stagione anime in arrivo! Ecco le novità della primavera 2014