FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 9

9. Return 

Scartò di lato, ma neanche questa volta fu in grado di evitare il colpo. La frusta lo colpì alla schiena lasciandogli un’altra profonda lesione accanto a quelle che già aveva riportato. Il dorso era un continuo bruciare e non solo quello. Watanuki sembrava un fulmine nell’attaccare, quando non riusciva con la spada arrivava con la frusta e viceversa e Shaoran era diventato veramente un piccolo animaletto impaurito, che non poteva fare altro che scappare dal suo padrone. Infine, stanco di giocare con il ragazzino, lo raggiunse con un semplice salto e lo afferrò per il collo riuscendo a tirarlo su senza sforzo. L’odore del sangue del giovane Shaoran gli riempì le narici e gli sporcò la mano.
- Direi che possiamo anche finirla qui, ora è il momento che lei ti veda in questo stato…- A causa della forte stretta l’aria iniziò a mancargli, i polmoni gridavano di dolore e si sforzavano di utilizzare quel poco ossigeno che gli era ancora concesso.
- Watanuki!...- quel grido giunse alle orecchie di entrambi, il polso prima fermo dell’uomo, perse lentamente forza.
“Io so che puoi sentirmi è solo che il tuo cuore mi ha rifiutato, ora basta però, io non posso permettere che tu commetta un simile sbaglio…”


Schioccando le dita, ma senza lasciare andare la presa sul collo del ragazzo, illuminò la stanza per osservare cosa stesse accadendo. La scena gli mostrò il combattimento tra Doumeki e il mago, quest’ultimo sembrava molto provato e il suo cedimento era ormai prossimo. Spostò la visuale sulla ragazza, intravide il corpo di Yuuko intento a prenderle ciò che a lei mancava, vide la principessa in stato di incoscienza.
- Quella ragazzina ha più risorse di quanto mi aspettassi, per un attimo…-

“Ora basta!” 

Lasciò andare il ragazzo, che ricadde a peso morto sul pavimento. Indietreggiò senza volerlo, ogni muscolo del suo corpo tremava. Quella voce nella mente lo stava tormentando, era quella di Yuuko, non poteva sbagliarsi, ma era impossibile che avesse parlato. Scacciò a forza quel pensiero dalla mente e tornò a concentrarsi sull’avversario, lo prese per i capelli alzandogli il viso verso il suo. Shaoran era inerme, il sangue perso da tutte quelle ferite, lo aveva privato di ogni forza, debole era la presa sulla spada che presto lasciò andare del tutto.

“Perché fai finta di non sentirmi, non ignorarmi in questo modo ti scongiuro…” 

- Tra poco quella ragazzina smetterà di prendersi gioco di me. Quando ti avrò ucciso davanti ai suoi occhi, smetterà di lottare definitivamente.-
Iniziò a trascinarsi dietro il corpo del giovane, tirandolo per i capelli tornò dalla principessa in pochi secondi. Lasciò andare Shaoran in malo modo e si diresse dalla ragazza. Avere vicino il corpo della persona da lui amata, sentire il profumo di quella pelle era tutto ciò che voleva. Accarezzò il viso di Yuuko, lei si voltò appena verso la sua direzione, ma il suo viso non riuscì ad esprimere alcuna emozione.
- Guarda bene Principessina, guarda come si fa a far tornare qualcuno in vita!- Gli alzò il viso a forza verso di lui, Sakura riuscì ad aprire appena gli occhi, mostrando due belle iridi scarlatte e lucide.
- Basta ti prego, amore mio…- Il cuore di Watanuki perse un battito, il cuore a malapena resse quelle parole e quegli occhi dolci che lui amava. Ogni forza svanì in quel momento, ricadde all’indietro continuando a fissarla. In quello stesso istante la mano di Yuuko iniziò ad indietreggiare dal corpo di Sakura, la ragazza emise un lamento sommesso, mentre una lacrima le solcò la guancia. Watanuki rimase ad osservare senza fare nulla, Shaoran a fatica fu capace di volgere lo sguardo, offuscato dal sangue, verso la principessa nel momento in cui Yuuko estrasse la mano, stringendo a se qualcosa che non le apparteneva. Il cuore di Sakura emanò una luce bianca e fioca e quando la ragazza chiuse definitivamente gli occhi, il cuore entrò nel corpo di Yuuko.
- Mia amata Yuuko… - Allungò la mano nel tentativo di toccare il corpo di lei, la donna voltò il viso verso l’uomo e aprì gli occhi, sembravano vivi e non spenti come lo erano stati per tutto il tempo. Era tornata realmente questa volta. – Finalmente, ho sconfitto il destino che ti ha portato via da me!- Le prese il viso accarezzandolo e cercando di scaldarlo, era ancora fredda, ma lui sarebbe riuscito a farla tornare come un tempo, ne era sicuro. – Parlami, pronuncia il mio nome…-
- Quel cuore è di Sakura-hime, non puoi dare la vita a qualcuno togliendola ad altri…- a fatica Shaoran riuscì ad inveire contro l’altro, provando a strisciare verso la principessa per soccorrerla. - Hime, resistete! Riprenderò il vostro cuore anche se…-
- Anche cosa?- Watanuki scattò in piedi parandosi davanti alla donna e ridendo in direzione del giovane strisciante. – Non ti permetterò di toccare la mia Yuuko dopo tutto quello che ho passato. Oramai i giochi sono fatti e quel cuore ora mi appartiene.-
- Credi che sia così semplice? Come si sentirà lei quando saprà che il cuore che ha non gli appartiene?-
- Cosa vuoi che importi dopo tutto quello che io e lei abbiamo sopportato, dopo tutto ciò che abbiamo vissuto! Sei solo un ragazzino presuntuoso che si aggrappa a degli stereotipi inutili. Il mondo e la vita non sono giusti, nulla lo è. Credi che la morte di mia figlia sia stata giusta o che il sacrificio di Yuuko lo sia stato?- Shaoran non poteva sapere cosa nascondeva il passato di quell’uomo, però capiva che il suo cuore era ferito e quella lesione non era facile da far rimarginare, ma nonostante il suo cuore gli dicesse che in fondo non era un istinto cattivo a guidarlo, non poteva lasciare che agisse indisturbato. Scese un lungo silenzio, mesto e carico di dolore. Uno di quei silenzi in cui nessuno aveva il coraggio di parlare per primo, in cui tutte le parole si perdevano in una sensazione senza meta, come se nulla fosse importante o necessaria.
L’entrata di Doumeki ruppe quello strano e inquietante scenario, il guerriero gettò a terra il corpo immobile di Fay, lo sguardo di Shaoran riuscì solo a soffermarsi su tutto il sangue che macchiava i vestiti del compagno. Anche Doumeki era ferito, ma a prima vista non sembrava nulla di serio, riconobbe a malapena i segni delle unghie del mago sul torace dell’altro, ma non sanguinavano neanche.
- Fay-san!- Il mago reagì appena al richiamo del giovane, mosse le braccia e fece per alzarsi, ma Doumeki lo fermò con il piede, impedendogli di muoversi. Alzò la spada insanguinata verso di lui puntandola contro il collo scoperto del suo avversario e rimase in attesa di un ordine. Watanuki rispose con un segno affermativo della testa e Doumeki alzò la lama per il colpo finale. Shaoran gridò, l’unico gesto a lui concesso era urlare il nome del compagno e supplicare che gli venisse risparmiata la vita. Il colpo fu vibrato imprimendogli più forza possibile, ma la lama si fermò appena sopra la nuca del mago.
- Chiunque osi toccare ciò che io ho deciso di proteggere morirà.-
- Kurogane-san!!- Shaoran aveva intravisto la lama di una spada ferma al collo di Doumeki, il tono di voce con cui era stata pronunciata quella minaccia era inconfondibile. Dal buio infine spuntarono le iridi scarlatte del guerriero e Doumeki fu costretto a lasciare la presa, gettando la spada lontano da lui. Il colpo arrivò improvviso, con l’elsa della sua katana Kurogane colpì il ragazzo alla nuca lasciandolo svenuto a terra. Alzò la lama della sua Katana in direzione di Watanuki sfidandolo apertamente, ma prima si accostò al corpo del mago, cercando di capire se fosse ancora vivo. Il respiro lento del compagno fu ciò di cui aveva bisogno, gli diedero la spinta per combattere ancora, perché lui lo aveva sentito. Era riuscito, anche se a fatica, ad ascoltare le suppliche del mago, quelle parole, forse le uniche vere che mai avesse pronunciato, gli risuonavano in testa continuamente. Forse anche per questo motivo, non era morto. Poi si avviò verso il suo avversario, la guardia alzata e pronto a battersi, sospinto da una sensazione che mai aveva provato. Dalla sua posizione Fay riuscì solo a vedere la figura sfocata del compagno, lo chiamò, ma pronunciò solo qualche sillaba del suo nome e in quel momento il suo cuore palpitò grazie ad una sensazione che doveva essere di pura felicità. Lo spirito di Yuuko non aveva mentito, gli aveva promesso che si sarebbe presa cura di lui e ora era tornato.

“Fay, riesci a sentirmi?”

- Yuuko-san? Ma come?- Il mago cercò la figura della donna e andò a posarsi sul corpo alle spalle di Watanuki, ma si rese presto conto che non veniva da li. – Lei è viva, ma la sua anima non è in quel corpo…- lo disse a voce bassa cercando una conferma dalla donna.

“Io ho pagato un prezzo alla strega dimensionale e questo prezzo non può in alcun modo tornare indietro, anche se in quello che era il mio corpo ora c’è un cuore, la mia anima non potrà mai tornarvi.” 

- Quindi tutto ciò che ha fatto è inutile…- infine la vide accanto a lui, il viso era ancora più pallido di come lo ricordava, sembrava stanca e molto provata. Forse salvare la vita di Kurogane l’aveva privata di tutte le energie.

“E’ vero, i morti non possono tornare in vita, ma lo spirito di quell’uomo è forte e anche il suo corpo. Tu eri troppo sconvolto per accorgerti che non se ne era andato. Ti avevo promesso che mai avrei lasciato morire ciò che tu ami, ho mantenuto la promessa fatta.” 

Gli regalò un piccolo sorriso, ma non poteva nascondere ciò che stava accadendo e Fay se ne accorse, lo spirito di Yuuko se ne stava andando, non era in grado neanche più di cantare.
- Tu hai fatto tutto questo per salvare Kurogane, come posso salvare te?-

“Per me non c’è la salvezza, io l’ho abbandonata nel momento in cui ho dato il mio cuore e la mia vita in pegno alla strega, ma così facendo ho messo in pericolo anche lei, che si è presa carico di un desiderio tanto grande. Quello che vorrei ora è che almeno lui possa salvarsi, può fare tanto nella sua vita e non voglio che rimanga legato ancora a me. Fay…”

Il mago prestò estrema attenzione alle parole della donna in lacrime davanti a lui, la vide mentre si avvicinava al suo viso e cercava, con una mano evanescente, di accarezzarlo delicatamente.

“… quello che posso darti ora è il resto della forza che mi tiene in questo mondo, solo a te posso chiedere tanto. Ti prego distruggi il mio corpo e riporta il cuore a Sakura.” 

L’anima della donna scomparve poco dopo, Fay sentì le sue mani calde, come se lei lo stesse tenendo per mano e conducendo a fare ciò che andava fatto. Nessuno si accorse del mago. Kurogane sfidò apertamente Watanuki, sul corpo del guerriero non c’era più alcuna traccia della ferita infertagli da Doumeki, ma non era al massimo delle forze e se non era riuscito ad avere la meglio contro quel ragazzo, non poteva sperare in una vittoria contro di lui. Watanuki accolse la sfida a braccia aperte, quando quel guerriero da strapazzo aveva colpito Doumeki, in lui era scattato qualcosa, aveva provato rabbia vedendo quel gesto e fargli magiare la polvere era proprio quello che voleva. Nessuno doveva toccare ciò che gli apparteneva e la punizione per il ninja sarebbe stata la morte e questa volta senza ritorno.
- Ho pena per te ragazzo, sei cieco e non te ne rendi conto!-
- Pensa a ciò che ti succederà tra poco piccolo ninja, poi io penserò alla mia cecità!-
Inveì Watanuki molto irritato da quelle parole. Riprese in mano la lunga spada e iniziò a duellare senza problemi contro Kurogane, prevedeva ogni attacco senza difficoltà e la sfida tutto sommato gli piaceva.



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