FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 10

10. The heart of love

Le lame delle spade si incrociarono più e più volte senza sosta, nella stanza si udiva solo il loro continuo fraseggiare, una musica metallica dal suono di morte. Nascosto dal rumore del duello, Fay sgattaiolò a fatica vicino alla principessa, con un piccolo incantesimo riuscì a liberarla dalle catene e la sorresse più che potè con le poche forze rimaste. Si stupì con quanta facilità riuscisse ad usare la sua magia, lui che per tutto il tempo non lo aveva mai fatto, che pur di non usarla si sarebbe fatto uccidere, come poi era accaduto nel regno di Outo contro Sechiro-san e gli oni, eppure nel momento in cui aveva voluto proteggere Kurogane non aveva esitato e ora lo aveva fatto nuovamente senza pensarci. Il volto di Sakura, come tutto il suo corpo, era freddo e immobile e il tempo a disposizione del mago veramente poco. Gettò velocemente lo sguardo verso Shaoran, che in quel momento aveva fermato la sua avanzata verso la principessa. L’occhio cristallino del mago cercava di trasmettergli qualcosa.

“Shaoran-kun riesci a sentirmi?” 


Il giovane Shaoran rimase stupito di udire la voce del mago nella sua mente, fece un cenno affermativo con la testa rimanendo ad osservarlo da lontano.

“Devi aiutare Kurogane, non devi permettere a Watanuki di avvicinarsi a noi ora. So di chiederti tanto, ma provaci.” 

Shaoran volse gli occhi verso lo scontro, Kurogane era in difficoltà, riusciva a proteggersi dagli attacchi di Watanuki, ma lui stava risentendo i ritmi serrati di quello scontro.

“Una sola cosa prima, non permettere che Kurogane lo uccida…” 

Il giovane rispose nuovamente in modo affermativo e raccogliendo tutte le sue forze, fece leva sulle braccia per rialzarsi. Le gambe tremavano e muscoli dolevano, le ferite che aveva riportato erano abbastanza serie, ma una volta riuscito a rimanere in piedi, iniziò ad avvicinarsi ai due.
- Ancora in piedi ragazzino? -
- Sempre, finchè non avrò ridato il cuore alla mia principessa.- Kurogane lo osservò fiero, nonostante le sue condizioni non voleva arrendersi. Anche se sapeva che non era lo stesso ragazzo a cui lui aveva fatto da tutore, ora poteva dire che comunque lo spirito era identico, la loro forza di volontà e la determinazione non cambiavano. In segno di sfida Watanuki fece comparire la spada del giovane Shaoran, abbandonata poco prima, e la lanciò nella sua direzione.
- Ad armi pari allora…- nello stesso istante impugnò una seconda spada nella mano sinistra e attese la mossa dei suoi avversari. Quasi come se fossero sincronizzati, Kurogane e Shaoran si avventarono sul nemico, ma ognuna delle loro lame fu fermata da quelle di Watanuki senza alcuno sforzo. Distogliendo lo sguardo dallo scontro, il mago si avvicinò al corpo di Yuuko con estrema cautela, la donna seguiva i suoi movimenti, ma non si muoveva di un centimetro, non aveva reazioni a nulla di ciò che accadeva. Nei suoi pensieri Fay non riuscì a non compatire Watanuki, tanto la felicità di vederla muoversi che non si era reso conto che in realtà quel corpo era vuoto. Allungò una mano verso di lei e la toccò a malapena, Yuuko si distese a quella piccola carezza muovendo leggermente il viso contro il palmo del giovane. Tramite quel contatto, Fay si sentì svuotare di ogni energia, qualcosa lo aveva abbandonato di colpo e lui sapeva di cosa si trattava. Aveva accolto per poco l’anima di Yuuko e il contatto con il suo corpo l’aveva richiamato forzatamente al suo interno.
- Fa ciò che devi Fay!-
- Ma ora sei nel tuo corpo, forse c’è una speranza.- Yuuko scosse appena la testa e gli sorrise.
- Questo è possibile solo grazie al cuore di Sakura, ma non posso rimanere oltre, mi dispiace solo che lui non sia riuscito a sentirmi.- Fay ritrasse la mano chiudendola a pugno, non sopportava che tutto dovesse finire in quel modo, gettò l’occhio verso Watanuki che si batteva senza freni. No, lui non avrebbe permesso che finisse in quel modo, ora finalmente poteva vedere la vera espressione di Yuuko guardare Watanuki, era dispiaciuta che non fosse riuscita a raggiungerlo e lui, che non avrebbe mai voluto coinvolgersi tanto, per qualche motivo non avrebbe permesso che l’anima di quella donna soffrisse oltre.
- Yuuko-san, canta ancora. Prima che tutto finisca, lui deve sentire la tua voce per l’ultima volta.- Ancora una volta, per l’ultima volta, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime e la gola iniziava a pizzicare, si aggrappò con tutta se stessa alla maglia del giovane mago. Lui l’aveva ascoltata sin dall’inizio, perché lei sapeva che il cuore di Fay, nonostante cercasse di nasconderlo, era buono e sincero, che ogni emozione che lei provava, lui poteva capirla, perché anche il mago sapeva cosa che non poteva rivelare, anche lui soffriva sommessamente e in silenzio, proprio come lei. Tra loro si era creata quella sincronia che sperava fosse con l’uomo che amava, ma lui aveva chiuso il suo cuore a tutto il resto e anche a lei.
- Fay, spero solo che un giorno tu possa capire che non sei solo, ma ricorda che chi se ne è andato non torna indietro, perché se lo ha fatto, forse era per il bene dell’altro.-
- Si l’ho capito, me ne sono reso conto quando stavo per perdere lui. Gli avrei dato volentieri ciò che resta della mia inutile vita se fosse servito a farlo vivere. ho capito finalmente ciò che il mio cuore cercava di dirmi. Ora però canta per te, per lui e per tua figlia Yuuko-san.-

Kiss me sweet 
I'm sleeping in silence 
all alone in ice and snow 
In my dream 
I'm calling your name 
you are my love 

La voce di Yuuko si sparse nella stanza, lentamente riuscì a sovrastare anche il rimbombante rumore delle spade. Watanuki volse lo sguardo verso di lei, il resto non importava più. Quella voce era della donna che amava, stava cantando e in quella melodia cercava lui incessantemente. solo che lui non era riuscito a sentirla. Involontariamente, o voluto da lei stessa, abbandonò le armi e rimase a guardare, senza riuscire a fare nulla. Vuoto il suo cuore, vuota la sua mente. Ora c’era solo lei e ciò che aveva sempre sperato. Rivederla viva, vedere i suoi occhi brillare, vedere le sue labbra muoversi e il suo corpo caldo come sempre era stato. Non aveva mai dimenticato la sensazione che provava tutte le volte che la stringeva a se. Yuuko era più grande di lui e a volte si sentiva un bambino a confronto, ma quando l’aveva vicino era lui a decidere, perché sapeva che quel corpo gli apparteneva, che lei voleva che così fosse. Davanti ai suoi occhi ripercorse la vita con quella donna meravigliosa e la nascita della piccola Kohane. Non aveva accettato di perdere la figlia, lui un dottore che non era stato in grado di salvare neanche un membro della sua famiglia, ma con la speranza di stare con Yuuko avrebbe potuto andare avanti. invece aveva gettato via ogni cosa per un’ossessione, la stessa che lo aveva reso un uomo orribile. Un uomo che tanto si vantava di amarla, ma che poi non era stato in grado di ascoltare la sua voce. Chiedere perdono non sarebbe bastato, mai avrebbe cancellato il dolore che i suoi gesti avevano provocato a quei giovani, eppure ciò che Yuuko cercava di dirgli che anche se per lei era tardi, non lo era per lui, che gli errori potevano essere rimediati, che tutto poteva tornare come era prima, che lui non era solo e mai lo sarebbe stato. che qualcosa poteva ancora farla.

In your eyes 
I search for my memory 
lost in vain so far in the scenery 
Hold me tight, and swear again and again 
 we'll never be apart 

Fay la mosse appena cercando di farla avvicinare alla ragazza. Non temeva reazioni da parte di Watanuki, in quel momento aveva lo sguardo assente, come se stesse vivendo in un sogno, come se la mente stesse ripercorrendo la sua vita e tutto ciò che aveva avuto conoscendo Yuuko, solo momenti felici avrebbe potuto ricordare con quella melodia. Anche lui si sentiva strano, quelle parole riflettevano anche ciò che lui provava. Non potè non osservare Kurogane in quel momento e ripensare a tutte quelle cose che involontariamente aveva detto, quando aveva creduto che se ne fosse andato, anche al fatto che forse, ciò che lui provava era amore. Non poteva essere sicuro che lui lo avesse sentito, ma se anche così non fosse stato, qualcosa in lui era cambiato. Ora aveva la certezza che doveva appoggiarsi a qualcuno, che quel ninja dallo sguardo perennemente imbronciato, fosse la sua unica ancora di salvezza. Lui poteva trascinarlo fuori dal baratro che aveva creato, prenderlo per mano e portarlo via da tutti i suoi incubi e forse avrebbe potuto salvarlo anche dal demone che si portava dietro, che teneva celato nel profondo del suo cuore. Tutto questo Kurogane inconsciamente lo sapeva, aveva notato l’occhio del mago su di lui, ricambiò quello sguardo come per fargli capire che sapeva, che anche se lui non avesse gridato in quel modo, lui sarebbe riuscito comunque a sentirlo. Lui, il ninja più forte del suo mondo, colui che mai avrebbe chiesto aiuto ad altri, colui che poteva vantarsi di essere solo, ora voleva avere vicino quello strano ragazzo, voleva sentirlo al suo fianco e non abbandonarlo, perché era entrato a far parte di quelle poche cose che voleva proteggere, quelle per cui valeva la pena morire. Eppure aveva imparato a conoscerlo e se fosse morto per lui, lo avrebbe lasciato senza appoggi, per questo lottava, per impedire che quel giovane che lo guardava, non perdesse il suo unico appoggio.

 If you could touch my feathers softly 
 I'll give you my love 
 we set sail in the darkness of the night 
 out to the sea to find me there to find you there 
 love me now if you dare... 

Speranza era ciò che quelle parole gli trasmettevano, speranza che un giorno potesse essere accettato da lei. Shaoran a fatica trattenne le lacrime, vide quel momento come un addio, come se qualcosa si stesse disgregando, ma in fondo prima o poi sarebbe stato in grado di farsi accettare dalla persona che per lui era più importante. Anche se quei sentimenti non provenivano da lui, anche se tutto ciò che sapeva e provava, erano del suo clone, non poteva cancellarli e non lo avrebbe fatto. Anche se un giorno Sakura avrebbe scelto l’altro se stesso, lui avrebbe continuato ad amarla perché era ciò che il suo cuore gli diceva di fare. Ideale per morire sarebbe stato proprio quello, forse sarebbe stato così o forse lei avrebbe capito, ma egoisticamente volle credere che ciò che faceva, era solo per se stesso. Allo stesso modo, anche se lontana in quel momento, anche Sakura la sentiva, dentro di lei, dove il cuore aveva lasciato un posto vuoto, si stavano radunando tutte quelle emozioni, tutti quei pensieri. Li accolse, perché mai avrebbe dovuto abbandonarle, perché per la prima volta sentiva tutti sinceri e ne era felice. Incontrò anche Yuuko in quello splendido sogno fatto di dolcezza, la vide volteggiare in un cielo candido, stringere la mano di una bambina dagli occhi chiari.

Kiss me sweet 
 I'm sleeping in sorrow 
 all alone to see you Tomorrow 

Quando la mano di Yuuko arrivò a toccare il corpo di Sakura, sentì quel poco di vita scorrerle via, il cuore che era della principessa addormentata cercava insistentemente di tornare da lei. Non lo avrebbe impedito, mai avrebbe tolto la vita a quella ragazza che aveva davanti. Lasciò che lei la privasse di tutte le forze, lasciò che il cuore l’abbandonasse, prima di scomparire per sempre in una calda e candida luce, che in qualche modo cercava di abbracciare la persona che amava con tutta se stessa.

 In my dream 
 I'm calling your name 
 you are my love... 
 my love... 

- … per sempre mia amata Yuuko…-

- Mia amata Yuuko…- Le lacrime solcarono ancora una volta il viso del giovane Watanuki, mentre stringeva in mano il vaso contenente il cuore di quella che era la Yuuko a cui si era riferito.
- Watanuki stai bene?- la voce del piccolo Mokona Nero lo distolse dai suoi pensieri, accennò un sorriso flebile verso quella creaturina.
- Per un attimo ho sentito ciò che vi è chiuso in questo cuore… - rigirò quel piccolo vaso tra i palmi continuando a fissarlo, era caldo e per qualche istante, giurò di averlo sentito battere ancora.
- Watanuki…- la voce di Yuuko catturò la sua attenzione, incrociò le iridi scarlatte della strega distesa sul futon, si era svegliata finalmente e lui non poteva che esserne felice. - … ora puoi aprirlo.- Non chiese il perché di quel gesto, lo eseguì senza parlare, trattenne il respiro e tolse il coperchio. Dal vaso uscì una piccola nebbiolina candida e profumata che offuscò l’interno del contenitore, poi a sorpresa, ne uscì una bellissima farfalla blu dalle ali meravigliose e grandi. La farfalla andò a posarsi accanto al viso del giovane e poi su quello della strega, infine volò via scomparendo in una leggera nuvola cerulea. - Infine è libera.-
- Yuuko-san tutto questo era inevitabile? Anche la sofferenza che quella donna ha dovuto provare?-
- Tutto in questo mondo accade per una ragione, non esistono le coincidenze, ne si può cambiare il destino, ma gli uomini sono delle strane creature, nonostante soffrano continuano a sperare e a desiderare che qualcosa cambi, così anche lei ha continuato a sperare e questo ha fatto si che non lasciasse mai quel luogo, ha reso ciò che io ho fatto incompleto, ma suppongo che tutto ciò faccia parte del destino e dell’inevitabilità che ci porta ad agire.-
- Quello che io credo…- La strega riuscì a sedersi e rimase in ascolto del giovane, non tutto si poteva spiegare con le sue parole e forse anche un giovane ragazzo come Watanuki, poteva saperne più di lei. – … quello che io credo è che forse il desiderio di quella donna fosse diverso da ciò che vi ha detto. Forse in cuor suo voleva soltanto salutare suo marito per l’ultima volta.-

“Anche se ora sei solo, puoi ancora fare tanto, rifletti su ciò che è accaduto e vedrai che il tuo cuore questa volta ti guiderà nella giusta direzione…”




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