FanFiction su Tsubasa Reservoir Chronicle - Synchronicity Capitolo 11

11. Memories

Di colpo, come se qualcuno l’avesse scossa all’improvviso, aprì gli occhi scattando seduta sul letto. Un forte capogiro la costrinse a poggiare la schiena contro il muro, mentre due braccia forti la sostennero.
- Sakura-san non dovete fare sforzi improvvisi.- La ragazza mise a fuoco il viso della persona che aveva di fronte e ne rimase stupita, gli occhi cristallini di Watanuki la fissavano in modo gentile.
- Watanuki, come…- Il ragazzo cercò di capire cosa volesse dirle, quando improvvisamente la voce squillante di Mokona irruppe nel silenzio della stanza, saltando al collo della ragazza e baciandola con estrema vivacità.
- Sakura è sveglia, Sakura è sveglia. Mokona era molto in pensiero.-
- Sakura-hime, meno male.- Sakura spostò gli occhi verso il ragazzo che l’aveva chiamata, era fermo sulla soglia della camera e poco dopo comparvero anche gli altri due compagni, Kurogane e Fay poco dietro. – Sensei come sta Sakura-hime, la febbre è scesa?-
- Si, ora va tutto bene, con qualche giorno di riposo tornerà in gran forma, non siete abituati a questo clima ed è normale prendersi un malanno.- rispose Watanuki inforcando un paio di piccoli occhiali sul naso e chiedendo a tutti di uscire dalla stanza per poter visitare la ragazza con tranquillità. Attesero di rimanere soli, la principessa sembrava alquanto perplessa. Anche se li aveva visti per poco tempo, su di loro non aveva notato neanche un piccolo segno di tutto ciò che era accaduto, che avesse sognato? In quell’istante Watanuki le chiese di voltarsi di spalle e scoprire la schiena, tirò fuori da una borsa in pelle nera uno stetoscopio e lo poggiò sulla pelle calda della ragazza, facendola sussultare. - Faccia respiri profondi e regolari per favore.- Sakura eseguì l’ordine, interrogandosi su ciò che le fosse accaduto.


- Sensei?-
- Dimmi. Provi a dare un colpo di tosse ora.- Tossì leggermente e non appena sentì lo strumento allontanarsi da lei e lui che le abbassava delicatamente la maglietta, si voltò verso il dottore.
- Sono contenta che sei riuscito a sentirla dopo tanto tempo.- quella frase lo sorprese e lasciò cadere a terra lo stetoscopio, voltandosi appena verso quelle belle iridi smeraldo che sorridevano compiaciute. - Come… non avresti dovuto ricordare.- L’aveva sentita e le parole gli erano uscite spontanee dalla bocca, miste a tanta tristezza.

- Per sempre mia amata Yuuko…- Una luce calda lo aveva avvolto, abbracciandolo e riscaldando quel cuore che aveva chiuso a tutto il mondo. Quando la visibilità era tornata normale, si era ritrovato in ginocchio con le mani sul viso, piangeva disperatamente, i singhiozzi gli strozzavano il respiro provocandogli un forte dolore all’addome per lo sforzo, ma non aveva alcuna intenzione di fermarsi. Non gli importava che lo vedessero in quello stato, non gli importava più di nulla. 
- Watanuki-sensei!- si sentì stringere da due forti braccia e lui si lasciò andare sempre di più, non si era accorto della spada che aveva puntata alla nuca, ma aveva riconosciuto quella voce e quelle braccia. Doumeki si era svegliato e si era fiondato su di lui per proteggerlo dalla lama del ninja che non lo avrebbe perdonato. Nella disperazione però riuscì a fare un sorriso, dopo tanto tempo Doumeki lo aveva chiamato sensei e non padrone e la cosa lo rendeva tutto sommato felice. - Se volete vendetta prendetevela con me. Io ho combattuto contro di voi, io vi ho ferito, ma non ucciderlo, non ha colpa di nulla.- Doumeki lo strinse più forte a se e Watanuki percepì il cuore dell’altro battere all’impazzata, non capiva perché lo proteggesse fino a tal punto, lui che alla fine non aveva fatto altro che usarlo per stesso. – Avrei dovuto fermarlo, avrei dovuto fargli capire che sbagliava, ma mi sentivo in colpa, perché se quella sera ci fossi stato io non avrei permesso che la signora Yuuko si sacrificasse, gli avrei dato io la vita pur di vederlo felice. Mi sono sentito sempre in colpa per questo.-
- Doumeki…- Watanuki si spostò leggermente da lui e gli prese il viso tra le mani, il giovane rimase sorpreso da quante lacrime riuscisse a versare l’altro tutte in una volta, aveva gli occhi rossi, ma in fondo riuscì a leggere un minimo di serenità, quella che da anni non vedeva. Kurogane per un secondo volse lo sguardo verso il mago, il biondino teneva stretto tra le mani i resti del corpo della donna, poco più il la Sakura stava cercando di riaprire gli occhi.
- Kurogane non ucciderli ti prego.- le parole di Fay e le mani gentili di Shaoran che lo esortavano ad abbassare l’arma lo fecero cedere. Il ninja girò intorno ai due uomini e si diresse dal mago, lo prese per le braccia e lo tirò su di forza, iniziando ad esaminarlo accuratamente, lo stesso fece poi Shaoran correndo dalla sua principessa, stringendola tra le braccia e cullandola nel suo lento risveglio.
- Ohi, stai bene?- come al solito Kurogane non mostrava di più di ciò che non volesse dare a vedere, ma Fay era felice lo stesso, il fatto che fosse andato da lui lo faceva sentire estremamente fortunato.
- Si.- senza pensarci il mago appoggiò le mani sul petto dell’altro, cercando qualche segno della ferita che gli era stata inferta, ma notò solo una piccola linea bianca quasi invisibile. – Ho pensato che mi avresti lasciato per sempre, mi sono sentito perso e…-
- Lo so, ti ho sentito.- non seppe cosa dire, quelle poche parole lo avevano smarrito, Kurogane non sembrava affatto arrabbiato, al contrario era come se tutte quelle parole che lui gli aveva detto in quel momento, gli facessero piacere. – Mentre ti sentivo gridare, ho pensato davvero che non sarei dovuto morire o avresti continuato a piangere per chissà quanto tempo e vederti in quello stato è più fastidioso di quando ridi senza motivo, perché quelle lacrime erano vere, giusto, Fay?- 
- Sakura-hime!- Il gridò di Shaoran fece voltare tutti dalla sua parte, non dando tempo al mago di digerire tutte quelle sensazioni che la pronuncia del suo nome gli avevano regalato. Il ragazzo scosse la principessa cercando di farla destare, ma presto si accorse che aveva smesso di respirare, fu in quel momento che Watanuki agì. Scattò in piedi e con un gesto della mano sollevò una leggera nebbiolina olivastra che avvolse tutti i presenti, facendoli cadere in un sonno profondo, poi prese la ragazza dalle mani del ragazzo addormentato e la distese a terra. Iniziò ad esaminarla, ogni suo gesto ricordava ciò che lui in realtà era, un dottore. Sakura non respirava e il suo cuore aveva smesso di battere. Le alzò il viso con la mano aprendole la bocca e chiudendole il naso, iniziò ad insufflarle direttamente nei polmoni l’aria di cui aveva bisogno. Poi con la mano sinistra contò le costole e iniziò a praticarle il massaggio cardiaco portando ad incrociare le dita della sinistra mano con quelle della destra. Avrebbe continuato in quel modo, aiutato e sorretto da Doumeki, finchè non l’avrebbe salvata.

- Quindi è così che è andata.- Sakura aveva ascoltato ogni cosa con molta attenzione ed era rimasta sorpresa di quanto impegno avesse messo per salvarla.
- Sono un dottore infondo e non ho potuto non aiutarti, Yuuko mi ha chiesto con tutta se stessa di tornare ad essere l’uomo di un tempo e di salvare te e tuoi compagni.-
- Ma c’è altro vero? Perché hai detto che non avrei dovuto ricordare?-
- Perché era il mio desiderio.- Watanuki si tolse gli occhiali poggiandoli nella borsa, accarezzò il viso della ragazza notando in lei piena attenzione alle sue parole. – Ho curato tutte le ferite dei tuoi compagni anche grazie alla magia che ho acquisito nel tempo e dopo aver salvato te, vi ho riportati qui. Ero di sotto insieme a Doumeki, riflettevo su ciò che avevo commesso, ogni momento di tutta questa storia mi passava davanti incessantemente e non riuscivo a perdonarmi, ho forzato ciò che era destino e non avevo modo di ripagare all’errore, fino a che non è arrivata da me Mokona…-

- Watanuki, Yuuko-san vorrebbe parlare con te.- Al sentir pronunciare quel nome trasalì, poi si rese conto che non poteva essere la sua Yuuko. La gemma sulla fronte di Mokona si illuminò producendo un fascio di luce che riprodusse l’immagine della strega. Era seduta sul portico, i capelli legati da un lato, aveva ancora sul viso i segni della malattia e lui, in quanto medico, se ne rese subito conto.
- Questa è la prima volta che ci incontriamo Strega Dimensionale.-
- Ma io ti conosco Watanuki, ti conosco molto bene ormai…- per un attimo la scena si spostò su un giovane ragazzo con un grembiule bianco che spazzava il cortile. Watanuki lo osservò bene era identico a lui, forse di qualche anno più giovane.
- E così il destino è questo, ci porta a creare gli stessi legami.-
- Se non fosse stato per la sua presenza, il cuore della tua Yuuko non avrebbe retto fino a questo punto, quando lui – riferendosi al giovane Watanuki in cortile - lo ha visto, ha pianto incessantemente, ma ora lei è libera e lo sei anche tu.-
- Io ho commesso troppi errori, forse riuscirò a ripagarli, ma non c’è libertà per una persona come me. Strega, anzi Yuuko-san, vorrei chiederti di esaudire un mio desiderio.- Yuuko rimase in ascolto, anche se sapeva cosa stava per chiedergli. - Quello a cui non potrò rimediare è il dolore che ho inflitto a quei ragazzi, ho rivelato loro ciò che provano, le loro paure più profonde creando una ferita che non si rimarginerà.-
- Eppure in questo modo si sono uniti sempre di più, non lo hai notato? Potrebbe essere un bene per loro ciò che hanno vissuto.- Watanuki abbassò lo sguardo, poi lo volse verso Doumeki alle sue spalle. Aveva fatto soffrire anche lui e sapeva che non era giusto.
- Anche se mi dici questo, sai bene anche tu che ho forzato il destino e le cose non possono rimanere tali, il mio desiderio è che ognuno di loro dimentichi tutto ciò che ha passato in questo mondo.-
- Esaudirò il tuo desiderio, ma in cambio dovrai darmi qualcosa che valga lo stesso prezzo. - In quel momento Watanuki pensò che la strega le chiedesse la vita, infondo era ciò che avrebbe dovuto meritarsi. – Ma non ti chiederò nulla di più che la tua magia Watanuki, quella che hai acquisito nel tempo e con gli studi, quella che ti ha portato a diventare l’uomo che odi, la stessa che ti permetteva di ricordare la donna che ami.- Watanuki acconsentì con un gesto del capo e attese, improvvisamente si sentì svuotato di tutta la forza, le gambe cedettero e Doumeki fu costretto a sorreggerlo. Poi uno strano bruciore al petto lo costrinse ad aprirsi la camicia, notò un segno rosso allargarsi velocemente sul petto, una brutta bruciatura che iniziò a dolere da subito. - Quella è per ricordare il tuo errore, farà male e lo farà per sempre, non ci sono rimedi per le ferite dell’anima.-
- E’ giusto così, sono felice di aver parlato con te Yuuko, mi rendo conto solo ora che l’odio che ho provato nei tuoi confronti era infondato, mi dispiace.-
- Buona fortuna Watanuki Kihimiro-sensei.- Il collegamento si interruppe non appena Yuuko accennò un debole sorriso.

- Ho capito, ti fa male la ferita?-
- Molto, ma non è nulla in confronto a ciò che ho fatto io a voi, solo non capisco perché tu ricordi tutto ciò che è accaduto?-
- Non so, forse perché ho condiviso con Yuuko e tutti voi i sentimenti che avete provato e i miei ricordi sono stati più difficili da cancellare rispetto agli altri.- Sorrise, come se il fatto che lei potesse ricordare, la rendesse estremamente felice. – Li custodirò gelosamente nel mio cuore lo prometto.- Watanuki l’abbracciò forte, accarezzandole la testa come se fosse suo padre, la ragazza percepì tutto ciò che stava provando e si lasciò andare a quel gesto.
Così tutto era finito, ogni cosa era tornata ad essere normale. Mokona riferì a tutto loro che in quel mondo non c’erano piume e si prepararono per ripartire. Watanuki e Doumeki andarono a salutarli, il medico aveva preparato dei cesti del pranzo da far portare loro.
- E’ da un po’ che non cucino per tante persone, spero vi piaccia.-
- Grazie Watanuki-sensei, sono sicura che saranno deliziosi.- rispose Sakura accettando il dono e stringendolo a se come se fosse la cosa più preziosa del mondo. Aveva osservato i suoi compagni in quel breve lasso di tempo, ognuno di loro era tornato ad avere un atteggiamento distaccato verso gli altri. Fay non chiamava mai Kurogane con i soliti nomignoli, aveva riacquistato quel rancore che si portava dietro da Acid Tokyo, però Sakura aveva notato una cosa. Più di una volta, quando si trovava a dover camminare dietro Kurogane, aveva visto il mago guardarsi la mano come se gli mancasse qualcosa, quel qualcosa era la mano del ninja che stringeva la sua, quel calore sincero di cui Fay aveva tanto bisogno. Lo stesso valeva per Kurogane, lo aveva visto guardare Fay più di una volta e sussultare se gli accadeva qualcosa, aveva riso quando il ninja aveva sentito Fay starnutire per colpa del freddo e lui, senza pensarci, era scattato verso il mago poggiandogli una mano sulla fronte per capire se avesse la febbre. Si era ritirato subito dopo, cercando di nascondere ciò che aveva fatto e impedendo a chiunque di dire una sola parola. E che dire di lei e Shaoran: non sapeva come comportarsi, nella sua mente riecheggiava il momento di quel bacio, arrossiva ogni volta che incrociava il suo sguardo e lui qualche volta riusciva a sorriderle serenamente. Ma le cose sarebbero cambiate prima o poi, se solo avessero saputo che il prossimo mondo che avrebbero visitato, li avrebbe portati a rivivere, anche se in modo leggermente diverso, le stesse emozioni. Infondo erano diretti verso Infinity, ma questo loro ancora non lo sapevano.

- Yuuko-san vi sentite meglio ora?- La strega accennò un si deciso e gli chiese di portarle qualcosa da bere, il giovane Watanuki però si rifiutò categoricamente di portarle qualcosa di alcolico e si beccò un’occhiata truce dalla strega.
- Continui a tenerlo in tasca.- disse lei all’improvviso mentre Watanuki tirava fuori un fazzoletto rosso con farfalle blu, lo stesso con cui era avvolto il vaso contenente il cuore dell’altra Yuuko.
- Potrei averlo per me?- chiese flebilmente continuando a guardarlo e a stringerlo tra le mani; era ricco di ricordi ed estremamente prezioso.
- Anche quello fa parte del pagamento del desiderio di quella donna, dovresti darmi qualcosa in cambio dello stesso valore se lo vuoi.- Il giovane ci pensò su molto, cosa avrebbe potuto scambiare con la strega? Infine capì, si piegò in avanti portandosi vicino al viso della strega, poggiò le labbra su quelle di lei e la baciò delicatamente spostandosi subito dopo.
- Spero che basti, era una cosa molto importante per me.- Watanuki si alzò dal portico, aveva il viso rosso e camminava con lo sguardo basso. Aveva donato il suo primo bacio nella speranza che bastasse. Yuuko rimase per un secondo sbalordita, si toccò le labbra come se fosse la prima volta anche per lei.
- Direi che è sufficiente, a domani Watanuki.-

“Anche se le cose sembrano cambiare, non fanno altro che seguire un disegno preciso, perché nulla è lasciato al caso. I legami sono ciò che permettono agli uomini di andare avanti, anche se lui ha cancellato ciò che è stato, ogni cosa tornerà al suo posto, perché fa tutto parte del destino di quei ragazzi e forse torneranno anche prima di quanto ci si aspetti…”



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