Originale - Il peso della verità Capitolo 5

5. 
La via dei senza nome 

Per Dafne il giorno della partenza arrivò troppo in fretta. Era tornata a casa di William e lui l'aveva aiutata a sistemarsi nella vecchia stanza di Leila. Lo stare insieme era ancora strano, la loro relazione era ad un particolare livello in cui diventava motivo di imbarazzo persino sfiorarsi davanti a qualcuno ed erano stati così sospettosi per tutto il tempo, che ormai tutti sapevano del loro inizio incerto. Leila era curiosa e spesso, quando era riuscita a rimanere qualche secondo sola con Dafne, aveva chiesto qualcosa di più, ma infondo Dafne non poteva raccontarle nulla di particolare e la cosa aveva incuriosito di più Leila. Anche Shary era andata a scusarsi per il comportamento violento che aveva avuto, la ragazza notò subito che per la maga era stato molto difficile accettare l'errore e lei le aveva ricambiate a sua volta per essere stata così difficile e scontrosa. Era sorprendente come le cose potessero tornare alla normalità con due semplici parole e di questo ne furono tutti più sollevati. Decisero di partire all'alba, l’idea di viaggiare a cavallo era per Durr una cosa insopportabile, data la sua statura avrebbe dovuto appoggiarsi a Mal o William per farsi trasportare e questo il suo orgoglio non voleva concederglielo.
- Odio i cavalli e i cavalli odiano me!- sbuffò ma dovette cedere, a piedi avrebbero impiegato una settimana solo per arrivare a Bris e un’altra per tornare indietro, non potevano concedersi di certo tutto quel tempo, mentre a cavallo, con qualche aiuto della magia di mutamento di Shary, avrebbero impiegato al massimo tre giorni senza evidenti intoppi durante il tragitto. Shary, già in groppa ad un purosangue nero che emanava forza e potenza ad ogni movimento, chiese agli altri di allinearsi accanto a lei.

Congiunse le mani e recitò un incantesimo, poi le poggiò sul muso di ogni cavallo dove comparve un simbolo geometrico bianco a forma di rombo su ognuno. Rego, il cavallo di Shary lo aveva già prima degli altri, ma era un destriero decisamente più grande di un cavallo normale e troneggiava come un fiero re che la maga cavalcava con l’eleganza di una regina. Shary sussurrò qualcosa all’orecchio del maestoso animale e lui si avvicinò a Dafne, che attendeva la loro partenza sulla soglia di casa, lasciandola basita.
- Rego mi ha detto che lo stavi osservando e la cosa lo ha un po’ infastidito.-
- Io non volevo. - rispose tra l’incredulo e lo stupore più assoluto, ne era rimasta subito affascinata, ma mai si sarebbe aspettata che la maga potesse capire l'animale. - Solo che è così bello e guardarlo sembra infonderti una grande forza.- Il cavallo avvicinò il muso accanto al viso di Dafne, sembrava stesse cercando di dirle qualcosa, ma Dafne non riusciva ad interpretare quelle iridi nere come due pozzi senza fine. Spostò con la punta del muso i capelli della giovane e soffiò delicatamente, Shary lo lasciò fare divertendosi nell'osservare l’espressione stupita di lei, che non riusciva a muoversi. Mentre Rego accarezzava il viso e i capelli di Dafne, Shary spiegò il perché di quel comportamento.
- Rego non è un cavallo normale, è stato allevato dai maghi del mio ordine. Aveva in se una grande magia di mutamento ed è il destriero più veloce e forte che esista al mondo. Non so ancora il perché abbia scelto me come padrona. - A quella parola Rego si voltò di scatto verso Shary arrabbiato, sbuffò poi tornò a farsi accarezzare da Dafne, che lentamente stava prendendo confidenza con l’animale. - Oh scusa, volevo dire che mi ha scelto come compagna.- sorrise divertita per aver indispettito l’animale. - Non farci caso è un po’ burbero. Mentre ho dovuto imprimere un incantesimo per potenziare le cavalcature degli altri, Rego è nato con questo incantesimo e si potenzia di giorno in giorno, è un esemplare spettacolare e unico.- Dafne ascoltava attenta, ma non poteva fare a meno di accarezzarlo, il manto di Rego era vellutato e lucido, mandava bagliori argentei con il sole e riusciva a percepire i muscoli tesi e pronti alla corsa.
- Insomma sei il re di tutti i cavalli.- Da lontano la voce tonante di Durr si vece sentire.
- Il re di tutti i cocciuti! Devi essere davvero speciale se Rego si fa toccare, l’unica che può avvicinare quel testone è Shary.- Il cavallo sembrò indispettito dalla frase, la facilità con cui comprendeva la lingua umana, era strabiliante, ma ignorò il nano con una sbuffata di superiorità.
- Mi raccomando Rego.- Dafne si rivolse al cavallo e lo vide attento alle sue parole. - Proteggi tutti quanti e se ci dovessero essere dei pericoli, confido nella tua grande forza per portarli via.- A quelle parole l’animale espresse tutta la sua maestosa potenza, si alzò sulle zampe posteriori e nitrì forte, lasciando la ragazza senza parole. William uscì di casa con un grosso sacco sulle spalle. Osservò la scena e per quello che era riuscito a capire, Durr doveva aver indispettito come al solito Rego e la cosa non poté non farlo ridere, infondo era sempre così tra due testoni come il nano e quel cavallo. Dafne lo salutò velocemente spostando lo sguardo verso di lui, non voleva farlo partire, ma era conscia di non potersi imporre affatto.
- Io vado.- lo disse a mezza bocca cercando di coprirsi dagli occhi curiosi dei compagni che lo stavano aspettando già in groppa ai loro cavalli. - Fa attenzione mi raccomando e...- fu lesto ma non abbastanza da non farsi vedere dagli altri. Si piegò lasciandole un dolce e casto bacio sulla bocca e sollevando un'ovazione di gruppo. - Lasciali perdere sono degli idioti.- eppure era imbarazzato tanto quanto lei. - Ci vediamo presto.- Si voltò per prendere le redini del suo destriero zittendo le battute sommesse di Mal che continuava a schernirlo e non facendo caso alle occhiatine della sorella, poi si voltò e iniziò la sua corsa seguito dagli altri. Nonostante William fosse partito per primo, non c’erano rivali, Rego lo superò dopo pochi secondi tronfio della sua forza.
Ben presto la casa sparì dalla loro vista e i cavalli si inoltrarono nella grande prateria che dava ad ovest. I destrieri correvano ad una velocità spropositata, ma non ne risentivano. Alle spalle di Mal, Durr era ballonzolato di continuo dai movimenti del cavallo e ad ogni scossa seguiva un’espressione di dolore o un’imprecazione, che divertivano il ragazzo. Il tempo era perfettamente calcolato, in un giorno avrebbero raggiunto la foresta del Kar, avrebbero continuato a piedi lasciando i cavalli all’entrata della foresta, dove Rego li avrebbe condotti nuovamente a Mistre; in una giornata avrebbero attraversato la foresta e giunti alle lande di Bris, avrebbero continuato sempre a piedi. Purtroppo le cose non sarebbero andate come nei piani.

All'avvicinarsi del Kar, Rego iniziò ad essere nervoso e così anche gli altri cavalli.
- Che ti prende Rego? Lo so che la foresta non ti pace, ma è l’unico modo per arrivare a Bris e lo sai anche tu.- Il cavallo sbuffò e si mosse freneticamente, nitrendo.
- Shary, ma che gli prende? Non si era mai comportato così prima e non è la prima volta che andiamo a Bris, dovrebbe esserci abituato.- Will era seriamente preoccupato, aveva visto Rego gettarsi in battaglia senza temere ferite o avversari, a volte era lui a far fuggire o ad uccidere i Ghr̥ṇā colpendoli con le sue forti zampe, invece ora non aveva intenzione di continuare, stava cercando in tutti i modi di tornare indietro portando con se la sua compagna e gli altri. Nel vedere l’animale così nervoso, Mal tese le orecchie in cerca di qualche pericolo, ma intorno a lui avvertiva solo il rumore del vento contro le fronde degli alberi. La foresta del Kar aveva davvero un aspetto tetro e come se non bastasse, dall'interno proveniva odore di morte.
- Non mi piace affatto.- Mal si voltò verso i compagni, l’olezzo proveniente dalla foresta lo stava nauseando e il silenzio che percepiva era opprimente. - C’è troppo silenzio, i Furer sono rumorosi mentre qui c’è troppa calma.- Shary smontò da cavallo e cercò di calmarlo, lo accarezzò e Rego le parlò. La maga avvertì la tensione che il suo compagno sentiva, i muscoli del corpo gli fremevano ed era pronto ad andarsene portandola con se.
- Rego mi sta dicendo che i Furer se ne sono andati, ma al loro posto c’è qualcosa di peggio.-
Non dovettero aspettare molto. Le orecchie del Niimai vennero catturate da una soffocata nenia, un canto femminile intriso di dolore. Quelle parole lo colpirono nell'animo, Mal si portò una mano al petto e iniziò a tremare, sudando freddo. Leila gli si avvicinò con cautela cercando di capire cosa stesse accadendo.
- Falla smettere, non la sopporto più.- la voce di Mal era spezzata dal dolore, ma loro ancora non riuscivano a sentire nulla. Tutti smontarono da cavallo, Leila aiutò Mal che non riusciva a riprendersi, gli occhi del Niimai erano arrossati dallo sforzo di resistere a quella voce che nessuno, a parte lui e Rego riuscivano a sentire. Volsero lo sguardo verso la foresta, un buio tetro la ricopriva, fino a che una piccola e candida luce non si fece visibile e così anche la nenia fu udibile da tutti gli altri. Su una roccia candida al confine della foresta apparve la figura di una donna, vestita di bianco e seduta. Sulle gambe reggeva una lira e con le ossute mani pizzicava le corde dello strumento. Le note della lira accompagnavano la sua voce debole e rotta dalle lacrime che uscivano dalle orbite vuote del viso.

 “ Alet no itai? dov’è la mia vita? 
Niimai sin ruin, i Niimai non ci sono. 
Imi na, kimi nu ara, aiuto per me, aiuto per il mio cuore. 
nella foresta del Kar, 
aiuto per la vostra vita, 
 a me chiederete, 
io la prenderò e per me la terrò!” 

- Falla tacere, non la sopporto più!- Mal continuava a dibattersi, stringendosi le orecchie tra le mani e Leila non sapeva come aiutarlo, tanto che le erano venute le lacrime agli occhi. Guardò William con le sue calde e lucide iridi azzurre, gli stava chiedendo aiuto, ma lui non sapeva cosa fare. La voce di quello strano essere, continuava a recitare sempre la stesse parole, pizzicando la lira e senza avere alcuna intenzione di smettere. Shary formulò un incantesimo per evitare che Mal ascoltasse quelle parole, ma fu inutile. Il Niimai continuava a chiedere aiuto, come se quei versi lo stessero lentamente consumando.
- Che cosa vuoi? Lascia stare il nostro compagno o ne pagherai le conseguenze!- William provò a minacciarla, ma per tutta risposta la figura si volse a guardarlo e sorrise beffarda. Parlò, ma nonostante tutto le parole della nenia non cessarono e Mal continuò a soffrire.
- Vi sto solo dando un consiglio. Il Niimai non potrà continuare in quelle condizioni e voi, anche se umani e non ne risentite, mi cercherete una volta nella foresta.-
- Cosa c’è nella foresta, vi prego di chiarirci le idee, perché noi dobbiamo passare ad ogni costo.- Shary si intromise e parlò con rispetto nei confronti di quella donna, lei accettò di buon grado l'educazione che la maga le mostrò e si alzò dalla roccia rivolgendo le orbite vuote dei suoi occhi sulla compagnia.
- Shary Miarys dei Draghi Rian il tuo rispetto ti fa onore e vi darò un aiuto, i senza nome si sono impossessati della foresta. Non fatevi toccare. Non fatevi vedere.- Detto questo si strappò un capello argenteo dalla testa e lo fece volteggiare a mezz’aria in direzione della maga.- Recita l’incantesimo di protezione più forte che conosci tenendo stretto il mio capello tra le mani, loro non riusciranno a vedervi e sentendo la presenza della persona che li comanda non vi attaccheranno. - La donna rise, era un suono stridulo e cattivo, si stava divertendo a giocare con loro.- Questo vi salverà fino all’uscita dalla foresta, ma non potrà riportarvi indietro e allora mi prederò il Niimai e tutti voi.-
- Perché fai questo, ti diverte giocare con la vita delle persone?- Leila era furente, Mal non riusciva a riprendersi, ma la donna la ignorò riprendendo a suonare e cantare. Shary strinse il capello tra le mani, era gelido e le ferì le dita, una goccia di sangue impregnò il capello che divenne subito rosso. La maga recitò l’incantesimo e intorno al gruppo si creò un cerchio luminoso. Lasciarono i cavalli, nonostante Rego continuasse a rifiutarsi di abbandonarli in quella situazione e iniziarono a camminare, Mal si stava lentamente riprendendo, ma era stordito e affaticato. Passarono davanti alla donna seduta, lei non gli rivolse neanche uno sguardo ed entrarono nella foresta, subito furono avvolti dal buio e da un silenzio sinistro che li rese inquieti, appesantendogli il cuore. Shary procedeva in silenzio, sudava e faticava a respirare. Durr le rivolse uno sguardo scuro, seriamente preoccupato per la maga. Per riuscire a mantenere attivo l’incantesimo non avrebbe dovuto riposare, avrebbero marciato ininterrottamente per la foresta e questo l’avrebbe spossata.
- Questa è chiaramente una trappola.-
- Non abbiamo altra scelta Durr.- Il nano sbuffò e strinse la sua arma tra le mani - Se ne hai bisogno puoi utilizzare un po’ della mia energia. Non mi piacciono gli incantesimi, ma ti stai sforzando molto.- Shary non rispose, ma gli lanciò uno sguardo dolce per ringraziarlo della gentilezza. William e Leila trasportavano Mal, il Niimai sentiva ancora, seppur debole, la voce di quello strano spirito e non riusciva a riprendersi. Inizialmente la traversata fu tranquilla, avevano marciato già per una mezza giornata senza incontrare alcun pericolo e si sentirono leggermente sollevati, almeno finché le cose non degenerarono. Un odore sgradevole e nauseabondo li colpì alle narici, Mal barcollò e diede di stomaco. Era già abbastanza provato dallo spirito e suoni o odori troppo forti lo disorientavano facilmente. Si ritrovarono in un piccolo spiazzo con gli alberi che li circondavano e lì videro i senza nome. Il suolo era tappezzato dei corpi straziati dei Furer. I visi dei Ghr̥ṇā erano contratti dal dolore, alcuni giacevano con le fauci spalancate e la lingua a penzoloni sul terreno immersa in una pozza di sangue rappreso. Altri erano smembrati e i pezzi erano stati mangiati e sparsi per tutto lo spiazzo. La puzza di decomposizione e di sangue gli diede allo stomaco, ma non come la vista dei senza nome. Tra i cadaveri si aggiravano strane creature dal corpo molle e viscido. A volte assumevano una forma simile a quella di un uomo, con braccia e gambe, ma il viso non aveva lineamenti ne occhi o bocca. Si avvicinavano ai corpi straziati dei Furer e rovistavano tra le loro membra strappando brani di carne marcia. Quando si spostavano lasciavano cadere a terra il liquido scuro di cui erano composti e il terreno marciva lasciando al suo posto una chiazza nera e puzzolente. Will e compagni cercarono di oltrepassarli senza fare rumori sospetti e come aveva detto lo spirito, loro non si accorsero della presenza degli umani e continuarono nelle loro faccende, mangiando e disgregandosi lentamente. Will estrasse la spada e Durr si preparò con la sua enorme ascia in mano, non sapevano di certo come potersi difendere da esseri senza corpo come quelli, ma tenere in mano la propria arma li rassicurava leggermente. Proseguirono. Shary ebbe un mancamento improvviso, l’incantesimo che aveva recitato era molto potente e grande il potere che richiedeva, era anche esausta dal continuo camminare. Durr la sorresse e lei cercò di riprendersi. L’incantesimo non si sciolse, ma quel brusco movimento attirò i senza nome. Uno ad uno iniziarono a voltarsi e avvicinarsi nella direzione che li aveva attirati, verso la maga. Leila sorresse da sola il peso di Mal e Will strinse con entrambe le mani l'elsa della spada pronto a difendersi. I senza nome sembravano fiutare l’aria e l’odore di esseri viventi li stava attirando sempre più, iniziarono ad allungare delle sottospecie di arti verso di loro.
Indietreggiarono, ma Shary era al limite e presto avrebbe ceduto. L’anello luminoso stava diventando mano a mano sempre più sottile, si sarebbe consumato presto. Un senza nome oltrepassò il cerchio avvicinandosi alla maga e lei non reagì, ma Durr scagliò la sua ascia troncando il braccio dell’essere con un poderoso fendente. Il liquido perse la sua forma e cadde sul terreno, subito marcì, ma il senza nome non sembrò aver risentito dell’offesa. Anche Will provò a fermarlo con un colpo della sua spada, lo tagliò a metà, ma anche questa volta non ebbe effetto. Il senza nome continuò ad avvicinarsi senza risentire dei colpi. Così iniziarono a fare anche gli altri e più mani erano vicini non solo a Shary, ma cercavano ora di afferrare Mal.
- Sembra che siano attirati dalla magia e Mal essendo un Niimai ne emana in grande quantità.- Leila provò a scostare il corpo del ragazzo dalle grinfie del mostro, ma dietro di lei ne fu subito pronto un altro. - Per questo quella strega parlava dei Niimai, sono i più vulnerabili in questo luogo maledetto.- La voce di Leila implorava pietà, a parte tagliare ripetutamente gli arti dei senza nome per assicurarsi qualche secondo in più, non c’era nulla che potessero fare.
- Shary è al limite, che diavolo sono questi cosi? - Durr era preoccupato e teso, la sua ascia scagliava colpi a destra e a manca cercando di proteggere la maga, ma i suoi sforzi sembravano inutili. La voce della donna si fece risentire poco dopo, stava ridendo di loro, li scherniva perché avevano sperato di sopravvivere.
- Io li comando, io sono l’unica che può decidere di voi. Credevate davvero che vi avrei lasciato andare senza sfamare le mie creature?- Rise di nuovo, mentre i senza nome si avvicinavano ancora a loro. Uno toccò la casacca di Mal, questa si sciolse immediatamente e sulla spalla del Niimai si creò una bruciatura, Leila lo tirò via stringendolo a se, senza una via di fuga fu costretta ad estrarre l'arma di Mal dal fodero. La lama brillò per un secondo, nonostante fossero immersi da ore nel buio assoluto e colpì il mostro, il senza nome per un attimo si ritirò spaventato, poi tornò all’attacco. - Il cristallo dei nani? Con quella potete solo allungare la vostra agonia, ma non riuscirete a fermarli tutti, quando la maga cadrà stremata per l’incantesimo, sarete tutti in balia dei senza nome. Ciò che avete davanti non sono altro che creature cadute preda della loro malvagità, la magia li corrode da anni e se qualcuno di voi si salverà, diventerete come loro, miei servi e vagherete per l’eternità in cerca di ciò che avete perso.- Rise di nuovo divertendosi della loro sofferenza. Shary si rivolse a Durr, la maga era pallida e tremava come una foglia al vento in procinto di staccarsi per sempre dal ramo che l’ha generata.
- Con le ultime forze posso farvi un incantesimo per velocizzare le vostre gambe, non appena lo farò correte via più veloce che potete, l’uscita della foresta non è lontana. Penserò io a trattenerli.- Tutti si voltarono verso di lei, Shary era seria e sicura di ciò che aveva detto, ma Durr la squadrò accigliato.
- Se credi che ti lasci qui da sola ti sbagli di grosso.- Shary si accasciò a terra in lacrime, era allo stremo e non se la sentiva di discutere anche con lui.
- Ti prego fallo e basta!- Durr non aveva mia visto Shary piangere, quella fu la prima volta e la scena gli straziò il cuore. - Sbaglio o sei stato tu a dirmi di lasciar perdere l'orgoglio? Quindi io ora ti chiedo di lasciare andare il tuo e ascoltarmi per una volta.- Senza dar tempo al gruppo di ragionare, occupati com'erano a tenere a bada quei mostri senza forma, Shary recitò l’incantesimo e su ognuno di loro si disegnò il simbolo della velocità. - Andate via finché ne avete la forza!- Lo gridò, ma abbandonarla risultò troppo difficile. Fu il nano a doverli trascinare via, mordendosi le labbra e maledicendo ogni cosa gli venisse alla mente in un momento come quello. Iniziarono a correre, veloci e senza voltarsi indietro. I senza nome videro Shary e si avventarono su di lei, non considerando i fuggitivi che, alimentati da una disperazione e un dolore mai provato. Una volta fuori caddero sul verde prato delle lande di Bris, sentendo sui loro corpi stanchi la magia dei maghi. Durr batté a terra il pugno, imprecando per averle dato ascolto, Leila pianse stringendosi tra le braccia del fratello e Mal teso a terra, riusciva a malapena a tenere gli occhi aperti, ma non si vergognò nel farsi vedere il lacrime, di certo non era quello il momento di fare i duri.
- Dobbiamo allontanarci non è detto che i senza nome non possano uscire dalla foresta.- Si alzarono, i loro movimenti erano lenti e privi di sentimento, come vuoto era il loro cuore e la loro anima in quel momento. Si chiesero chi fosse colui che, in quel momento, stava donando loro la forza di muoversi, ma non trovarono spiegazioni.

Nella foresta Shary osservò i compagni correre via. Ormai l’incantesimo di protezione era sciolto e lei non sentiva in se alcuna forza per reagire. La fuga aveva spaventato i senza nome, che si erano allontanati di qualche passo da lei, ma ben presto avrebbero ripreso ad avvicinarsi e non avrebbe potuto reagire. Per nessun motivo sarebbe diventata come loro, avrebbe preferito morire prima, che trasformarsi in un essere come quello, se solo avesse avuto la forza di alzare un braccio si sarebbe tolta la vita.
- Sei stata una sciocca! Li avrai salvati ora, ma dovranno tornare indietro prima o poi e allora non saranno in grado di scappare.-
- Aggireranno il Kar, anche se dovessero metterci settimane, non sono così sciocchi.-
- Si che lo sono, l’orgoglio di vendicarti vincerà sul buon senso e torneranno.- Shary tacque, sentiva gli occhi sempre più pesanti, se avesse dormito un po’ si sarebbe sentita più leggera e libera, non voleva pensare alla morte che l’attendeva. L’ordine arrivò, la donna alzò una mano e gridò con voce roca.
- Uccidetela!- Sentendo giungere la morte su di se, si rilassò, ma non fu così. Un forte nitrito la riscosse leggermente, dalla foresta comparve un maestoso stallone nero, che iniziò ad agitarsi. I senza nome si spaventarono ritirando le mani dal corpo di Shary, la sua tunica si stava disgregando velocemente. Rego la vide stesa a terra e furente corse verso di lei senza prestare attenzione ai senza nome. Aveva il corpo coperto di ferite e sanguinante, ma non gli importava, doveva salvare la sua compagna. Si fiondò sul corpo di Shary, strinse la tunica tra i denti e la sollevò facendola adagiare sulla sua groppa. Scalpitò furioso e corse via verso l’uscita della foresta. La donna bianca emise un grido e alcuni senza nome si sciolsero, furente per aver perso la sua vittima. Rego correva veloce noncurante dei rami degli alberi che continuavano a ferirlo.
- Mi hai salvato. Ti ringrazio amico mio.- La voce della maga era simile ad un lamento, un sibilo che si perdeva nel vento della corsa disperata del cavallo.
“Non posso permettere che la mia padrona pianga ancora, devo salvarla ad ogni costo.”
Shary riuscì a percepire solo queste ultime parole provenienti da Rego poi chiuse gli occhi e si addormentò. Usciti dalla foresta Rego continuò la sua corsa, vedeva in lontananza le figure dei compagni di Shary e in poco li avrebbe raggiunti. Nitrì facendoli voltare. Nel vedere la cavalcatura di Shary ebbero un sussulto e gli corsero incontro. Il cavallo si fermò ansimante davanti ai loro occhi e si accasciò a terra. Durr fece scendere Shary assicurandosi che fosse viva, mentre Will si apprestò a curare le ferite più gravi del cavallo, sussurrandogli un grazie intriso di mille emozioni.
Arrivarono a Bris a metà del giorno successivo, stanchi ed esausti. Si rintanarono in una locanda abbastanza accogliente, mangiare e riposarsi era la loro prima priorità, ancora scossi nell'aver dovuto affrontare un male senza rimedio. Il mattino seguente William si alzò prima degli altri, era suo dovere discutere con il primo cittadino di Bris per riflettere sulla situazione in cui si trovava il paese.
Valen, non era che un vecchio guerriero dalla folta barba bianca e anni di esperienza nel combattimento, accolse William di buon cuore ospitandolo nella sua casa e offrendogli del buon cibo, ostentando una benessere che William sapeva essere falso. Il ragazzo sedette accanto al primo cittadino, la casa di Valen gli era sembrata subito troppo sfarzosa e a lui queste cose non piacevano affatto. Aveva notato le condizioni in cui verteva la città, povera gente costretta a razionare cibo per i propri figli che dovevano lavorare anche in tenera età, case in rovina e vagabondi in ogni dove.
- Non siate sospettoso, questa casa non è certo mia.- Sapeva che avrebbe dovuto difendersi, gli occhi di William viaggiavano veloci in ogni direzione attenti e scrupolosi. - Quando i cittadini hanno saputo che sareste giunto da Mistre, hanno insistito per donarvi una sistemazione e un'accoglienza degna, temono di rimanere isolati.-
- Immagino che la vostra condizione ai maghi non importi molto.-
- Non se ne sono mai preoccupati, abbiamo sistemato questa città per renderla un buon punto di commercio e per la pesca, mai l fiume e il lago non ci donano più niente da mesi.-
- Anche Mistre è in una situazione difficile, abbiamo sempre avuto difficoltà nei campi e siamo stati colpiti nuovamente da una malattia del bestiame.- Il vecchio guerriero lo esortò a mangiare, per non offendere le persone che si erano private del cibo pur di fare una buona impressione. William piluccò qualcosa, ma aveva lo stomaco chiuso dal quel giorno terribile. Anche Valen provò a mangiare, prese le posate con poca voglia mostrando le cicatrici di una vita di lotte e il tremolio di un uomo che in tutti i suoi anni di vita non si era mai fermato. Seppur giovane, William riusciva a riconoscere tanta fatica e lo stimava. - Non ti sfugge proprio niente, è da un po' che è iniziato. Prima o poi non riuscirò più a tenere in mano neanche una posata.- Le lasciò cadere sospirando e si appoggiò allo schienale della sedia.
- La nostra maga potrebbe avere un rimedio per...-
- Per la vecchiaia? Non credo proprio. Vi ringrazio per tutto William, ma ormai il mio tempo è questo e di magia ne ho fin sopra i capelli.- Portò una mano davanti al viso, provando a tenerla ferma senza successo. Valen non era tipo da scoraggiarsi, William lo aveva conosciuto anni prima in un viaggio fatto insieme a suo padre, ma era piccolo e tutto ciò che era rimasto nella sua memoria era l'ombra di un uomo forte e robusto, che voleva risollevare le sorti di una città in rovina. - Se solo non fossimo così distanti, avremo potuto aiutarci a vicenda.-
- E' così per tutte le città che hanno tentato di risollevarsi, ormai ho contatti solo con pochissime. Ho avuto notizie da Flaris e da qualche piccolo villaggio più a nord che per ora non ha ricevuto attacchi. Non si sa nulla di Crusader o Bardur, di quest'ultima non so neanche se sia abitata. Dei nani cosa sapete?- William non rispose, infondo era scontato che i nani fossero chiusi, proprio come per i maghi, nelle loro case, senza avere contatti. - Non lo avrei mai immaginato, rimanere in così pochi e diminuire di giorno in giorno.- Rimasero in silenzio per un po', ripresero a mangiare di malavoglia fino a che William non toccò il punto cruciale, il solo riportare alla mente quell'attacco gli faceva ribollire il sangue nelle vene. Quella foresta che per anni era stata difficile da traversare a causa dei Ghr̥ṇā, ora era impraticabile.
- A cosa vi riferite? Nel Kar ci sono i Furer e non si sono mai avvicinati alla città. Non serve che ci attacchino per renderci deboli. -William raccontò della donna che suonava la lira e dei mostruosi esseri senza nome, di come avevano massacrato i Furer e della loro fuga dalla foresta. Ad ogni parola il viso di Valen si contraeva sempre più. - Da quello che abbiamo visto solo il cristallo dei nani riesce a provocare loro dolore, le armi comuni sono inutili e la magia li tiene a bada solo per poco tempo.-
- Non riesco a crederci. Prima la comparsa di questi mostri maledetti e ora questo. Sembra proprio che gli uomini non siano destinati a vivere.- Di certo Valen si aspettava brutte notizie, era stato avvertito delle condizioni terribili in cui erano giunti William e il suo gruppo e sapeva che i messi, mandati a Mistre, non erano mai arrivati, ma da li a sapere dell'esistenza di quegli esseri immortali, era decisamente troppo.
- Ad ogni modo torneremo a Mistre aggirando la foresta e cercheremo di procurarci il cristallo per forgiare le armi. Avremo bisogno di qualche cavalcatura.- Valen acconsentì con un semplice gesto del capo, era serio, preoccupato e soprattutto molto stanco.
- Mistre è l’unica città protetta e in grado di aiutarci. Siamo grati a Silael solo perché ci ha chiusi nella loro magia, ma questo non lo hanno fatto intenzionalmente. Mi chiedo solo come farete.-
- Valicheremo le pendici sud passando dalla roccaforte del re Duregar, chiederemo a lui di procurarci il cristallo e ve lo faremo recapitare. Per quanto riguarda cibo e approvvigionamenti vari cercheremo un modo per farvi avere quel che possiamo.-
- Non dovreste sforzarvi tanto, non siete in buone condizioni neanche voi.- Valen si alzò dalla sua poltrona e si avvicinò a William, il giovane fece lo stesso e si scambiarono una forte stretta di mano. Il vecchio guerriero era fiero e orgoglioso di quel ragazzo, quasi fosse figlio suo. Forte e deciso, più valoroso persino di suo padre, che aveva guidato Mistre prima di lui. Un capo a cui lui avrebbe dedicato persino la sua vita. - Che Tyreen vi guidi e protegga voi e la vostra città, siete una manna mandata dal cielo per questa povera gente. -
- Ne verremo a capo anche stavolta, sopravviveremo anche a questo.- William e compagni ripartirono il mattino successivo, Valen aveva potuto concedere loro solo i cavalli per il viaggio. Rego si era ripreso dalle ferite nella foresta e anche Shary sembrava in buona forma. Valicando le pendici fino alle roccaforti avrebbero impiegato più di sei giorni prima di poter intravedere Mistre, ma non potevano rischiare di oltrepassare la foresta, non erano pronti per fronteggiare quel morbo senza nome.



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