FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 10

10.
Peggioramenti

Circa un ora dopo l’alba Al si alzò dal suo giaciglio uscendo dalla stanza. Voleva andare a prendere la colazione per entrambi. Nonostante suo fratello non gli avesse detto nulla, sapeva che quella sarebbe stata un giornata sfiancante e voleva almeno che cominciasse nel migliore dei modi. Si allontanò senza fare rumore dirigendosi verso la mensa della locanda. Ed avvertì il rumore dell’armatura di suo fratello e aprì gli occhi vedendolo andare via di soppiatto. Conosceva il suo fratellino e di sicuro era andato a prendere da mangiare, la cosa avrebbe comportato la solita scena infantile in cui litigavano perché lui non voleva bere il latte. Sorrise al pensiero di potersi svagare e non lo fermò. Al contrario poggiò lo sguardo sulla ragazza, che intanto si era voltata verso di lui stringendosi sempre di più. Dormiva ancora, la bocca era leggermente schiusa e lui sentiva il suo respiro caldo e regolare. Si mosse di nuovo poggiando la testa sul petto del giovane e abbracciandolo, godendo del calore che emanava il suo corpo. Ed arrossì leggermene, ma quel contatto gli piaceva molto. Le accarezzò il viso e le baciò la fronte.
- Mi piacerebbe rimanere così per tutto il giorno, sto bene con te vicino e non vorrei separarmi per nessuna ragione.-
- Allora stringimi di più e chiudi gli occhi per qualche minuto ancora.-
Aveva aperto gli occhi e lo stava guardando. Lui fece come gli era stato chiesto e la strinse a se, sentì la forma del suo corpo tra le braccia, le accarezzò la schiena, portando le mani sotto la camicia da notte e disegnandoli dei cerchi con le dita, facendola rabbrividire al solo contatto. Si spostò leggermente sopra di lei e la baciò con passione, intrecciando la lingua con la sua e continuando ad assaporare con le mani la sua pelle ancora calda. Arrivò con la mano fino ai seni, sfiorandoli soltanto, ma Winry tremò a quel contatto cercando ancora altre attenzioni. Fu come se il resto del mondo non esistesse, come se tutto l’universo fosse chiuso in quella stanza e nessuno avrebbe potuto disturbarli oltre. Ed dimenticò completamente suo fratello e che sarebbe potuto tornare da un momento all’altro, per lui ora esisteva solo lei, la sua pelle, la sua bocca e quei leggeri gemiti che lo estasiavano. Divenne più audace, stupendosi di se stesso e di non essere per nulla in imbarazzo. Winry lo stringeva, come se temesse di poterlo perdere da un momento all’altro, portandolo su di se. Non si accorsero che qualcuno stava arrivando, non udirono la voce tonante di un uomo e quella di altre due persone, che si avvicinavano alla stanza. Ne quella di suo fratello che chiedeva ai venuti di aspettare ancora qualche minuto prima di entrare. La porta si aprì di colpo sbattendo contro il muro, entrò un uomo nerboruto che si sistemò in una posa imbarazzante esaltando il suo fisico.
- Buongiorno Edward Elrich è da un po’ che…- Le parole gli si fermarono in gola nel guardare la scena. Ed era paonazzo, bloccato in quella posizione sconveniente con la mano ancora sotto la camicia da notte della ragazza. Anche gli altri due, che altri non erano che il sottotenente Ross e il sergente Brosh, rimasero pietrificati.
 - Fratellone, ma che combini!- Sbottò Al cercando di farlo reagire. Ed balzò via dalla ragazza cercando di ricomporsi, ma la situazione era troppo imbarazzante e per un po’ rimasero tutti in silenzio.
- Io non mi aspettavo di certo un irruzione in questo modo! Potete aspettare qualche minuto per favore.-
Uscirono tutti dalla stanza lasciando i due giovani soli. Ed corse in bagno cercando di mandar via il rossore dal viso, sentì Winry trattenere a stento una risata e anche lui alla fine la seguì in quel gesto liberatorio. Era imbarazzante, ma poter ridere di cuore in quel momento era una liberazione bellissima.
Si vestirono in fretta e fecero rientrare tutti chiedendo scusa per il piccolo e imbarazzante spettacolo, ma nessuno tornò sull’argomento.
- Sono passato a salutarvi e per dirti che Mustang mi ha chiesto di aiutarti nelle indagini.- Fece il maggiore Armstrong con viso serio. Ed ne rimase per un attimo scioccato, quella era la prima volta che lo vedeva così serio e non si pavoneggiava davanti a tutti.
- Maggiore non credo che sia il luogo adatto per parlare di certe cose, preferirei in privato.- Anche Edward aveva riacquistato non solo colore al viso, ma anche un tono autoritario e deciso, ma il maggiore non era tipo da lasciarsi intimorire.
- Il tenente Hawkeye è peggiorata. Questa notte ha avuto una crisi cardiaca improvvisamente, ha iniziato a tossire e sputare sangue e poi il suo cuore si è fermato. Ora si è stabilizzata, ma i medici non sanno ancora il motivo di questo suo peggioramento.-
- Io lo so invece.- Scese un lugubre silenzio in attesa che Ed continuasse la frase. Il maggiore lo esortò e anche Maria Ross lo pregò di parlare. Ed la guardò per qualche secondo e non potendo più tacere davanti agli occhi della donna, che lo stavano praticamente implorando decise di confessare. - Ho avuto un contatto con una persona ieri notte, lei ha dato fondamento alle mie ipotesi e mi ha spiegato il motivo per cui il tenente non si riprende. L’aggressione è stata fatta da un essere chiamato Envy, è un homunculus che per bloccarla le ha fatto ingerire una piccola quantità di pietra rossa. Il corpo umano non sopporta quella sostanza e se non agiamo in fretta il tenente non ce la farà.-
Il maggiore sapeva di cosa stava parlando Ed e anche Maria Ross ricordava la forza della sostanza chiamata Acqua rossa, ad ogni modo non chiesero di più e lasciarono parlare i due alchimisti.
- Come possiamo eliminare la pietra dal corpo del tenente?-
- L’acqua rossa reagisce con se stessa, ma il tenente non può essere esposta oltre alla sostanza. Io non conosco modi efficaci per eliminarla, l’acqua rossa è estremamente tossica, ma se scopriamo esattamente dove si trova nel corpo del tenente forse…-
- Non credo che sopporterebbe un operazione così rischiosa, ci deve essere per forza un altro modo per eliminarla.- il sottotenente Ross si era alzata dirigendosi verso la finestra della stanza, rifletteva sulla situazione anche non conoscendo l’alchimia capiva da sola che la proposta di un operazione era impossibile. - Con l’alchimia non si può fare nulla?-
- Sarebbe simile ad una trasmutazione umana, potrebbe ucciderla o chiedere come scambio equivalente la vita di chi ha provato a farlo.-
Rispose Ed, senza pensarci troppo su in realtà. Lo spaventava l’idea di usare il tenente come esperimento alchemico, perché era questo che il sottotenente Ross aveva proposto e la cosa era strana e innaturale.
- Ad ogni modo credo che tu debba andare a vedere il tenente e poi decidere cosa fare, Ed.- Il ragazzino annuì e decise di seguire il consiglio.
- Era mia intenzione parlare con il colonnello Mustang e far visita al tenente. Maggiore le dispiace venire con me?- Armstrong annuì e attese il biondino fuori dalla porta della stanza assieme agli altri due soldati. Chiese a Winry e Al di rimanere nella locanda, ma questa volta trovò parecchia opposizione.
- Voglio andare anche io a far visita alla signorina Riza, per favore Ed non lasciarmi qui da sola.-
- Rimarrai con Al, il sottotenente Ross e il sergente. Non puoi rimanere da sola in ospedale potrebbe essere pericoloso.-
- Ma io…- Davanti ad un’altra opposizione da parte della ragazza di rimanere nella stanza Ed perse la pazienza, la prese per un braccio facendola sedere in malo modo sul letto e alzò la voce.
- Ora smettila! Non riesco a concentrarmi se sei vicino a me, lo capisci questo? Voglio che tu rimanga qui sotto sorveglianza e basta!-
- Fratellone calmati, rimango io con Winry, ma non gridare per favore!- La voce accorata di Al lo fece desistere, lasciò la ragazza chiedendole scusa e uscì dalla stanza. Non appena fu fuori Winry scoppiò in lacrime tenendosi il braccio che le doleva per la stretta.
- Ed sei uno scemo!- Lo gridò forte in modo che potesse sentirla e così fu, ma il ragazzo non tornò indietro e si allontanò con il maggiore al fianco.
Nella stanza Al cercò di far calmare la ragazza, ma Winry una volta smesso di piangere, iniziò a dare i numeri prendendosela con la prima cosa che le capitava a tiro. Era nervosa e frustata e Al alla fine dovette lasciarla fare.
- Mio fratello è solo preoccupato per te, non vuole di certo escluderti o farti del male. Cerca di calmarti.- Schivò a mala pena una sedia che andò a fracassarsi contro la parete per un soffio.
Il rumore dello schianto fece accorrere la donna nella stanza che chiese subito spiegazioni. Vedendo la ragazza fuori di se, chiese ad Alphonse di uscire qualche minuto.
- Calmati Winry, di certo Edward non voleva mancarti di rispetto, ma cerca di capire il suo stato d’animo.- Il sottotenente Ross prese la ragazza per le spalle facendola sedere e si accomodò al suo fianco.
- Lo so questo, ma non doveva trattarmi come un peso inutile.- La ragazza si sistemò i capelli in una coda e si asciugò il viso rigato dalle lacrime con un fazzoletto.
- Sono sicura che non voleva questo, ma lui è sotto pressione per questa faccenda e non riesce a badare a tutto da solo. Pensa che non si è accorto di nulla.-
- Accorto di cosa?- Volse lo sguardo verso la donna al suo fianco, le parole che aveva appena pronunciato non erano chiare e voleva spiegazioni, ma vide in lei qualcosa di strano. Il viso sembrava diverso, come se mancasse qualcosa che l’aveva sempre distinta, come se non fosse tutto al posto giusto. La donna increspò le labbra in uno strano sorriso quasi maligno che a Winry non piacque affatto.
- Vi siete divertiti stanotte tu e lui vero?- Anche la voce era diversa, sembrava più mascolina, ma era comunque molto strana. La donna le strinse i polsi con una sola mano.
- Mi sta facendo male, che significa questo sottotenente Ross?-
- Non ci arrivi? Allora cercherò di fartelo capire meglio.- Le prese il collo con l’altra mano impedendole di gridare e si avvicinò a lei con il viso, fino a toccarle le labbra in un bacio imbarazzante e orribile. Winry spalancò gli occhi dallo stupore vedendo il corpo della donna mutare improvvisamente. La ragazza le morse il labbro con forza in modo da liberarsi da quella situazione, ma quando incontrò il viso della persona che l’aveva appena baciata ne rimase pietrificata. - Forse questo aspetto di piace di più?- In quel momento davanti a lei non c’era più Maria Ross, bensì Ed. Incontrò i suoi occhi dorati e i lineamenti del ragazzo, i capelli biondi lasciati liberi.
- Che cosa? Chi sei tu?- La voce le uscì roca e strozzata, faticava a respirare a causa della stretta di quella strana e mutevole creatura. In quel momento la voce di Al si fece sentire da fuori la stanza.
- Posso entrare ora? Winry ti sei calmata?-
- Al… Al… aiu…- La sua voce era simile ad un lamento e da fuori Al non poteva di certo sentirla. Il falso Ed le tappò la bocca e prese ora le sue sembianze, in quel momento nella stanza c’erano due Winry; si rivolse ad Alphonse con naturalezza.
- Dammi ancora qualche minuto per favore Al.-
Non appena tornò a concentrarsi sulla ragazza questa volta prese le sembianze di un ragazzo, aveva un viso pallido con due grandi occhi viola, i capelli erano lunghi e di uno strano colore simile al verde. Indossava un top nero e pantaloni corti sempre scuri.
- Basta poco per imbrogliare i bambocci, chissà come reagirà il nano d’acciaio quando scoprirà che ti ho portata via sotto il naso del suo fratellino adorato.-
Alzò un braccio chiudendo la mano a pugno e la colpì in pieno stomaco, facendole perdere i sensi. Quando Al decise di entrare nella stanza, stanco di aspettare, trovò solo una camera vuota, la finestra spalancata, ma nessuna traccia di Winry o del sottotenente Ross.



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