FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 12

12.
Scegli Ed!

Erano giunti in ospedale e avevano chiamato il Colonnello Mustang perché li ricevesse. Quando si presentò ai loro occhi non sembrava neanche lui, persino Armstrong fece difficoltà a capire chi avesse davanti. Non indossava la divisa, ma solo un paio di pantaloni marroni e una camicia bianca, la barba era cresciuta di poco, ma rovinava quella maschera di perfezione per il quale si era sempre contraddistinto. Il capelli completamente disordinati e due occhiaie nere in un viso pallido.
- Non guardatemi in questo modo è quasi imbarazzante. Gli abiti me li ha portati Glacyer ieri sera, è venuta a vedere Riza e mi ha chiesto di cambiarmi, è stata gentile.-
- Nessuna novità colonnello? I medici cosa dicono del tenente?- Chiese Ed preoccupato, sapeva del pericolo dell’acqua rossa e la decaduta della notte scorsa lo metteva in seria difficoltà.
- Niente di buono, ha avuto un collasso stanotte, ma le cause sono sconosciute. Tutti i valori sono caduti in pochi secondi e ha rischiato un infarto. Ora però si è ristabilita.-
- Posso vederla colonnello?- Rispose il biondino e lui lo fece entrare sedendosi accanto al maggiore proprio fuori dalla porta.

Ed entrò nella stanza, c’era aria consumata, ma non ebbe cuore di aprire la finestra, temeva che anche un piccolo spiffero potesse nuocerle. Si avvicinò al lettino, osservando la figura della donna e cercando di rimanere oggettivo, ma era davvero difficile. Quella era la prima volta che la vedeva da quando era accaduto tutto, sapeva che non sarebbe stata una bella visione eppure faticò a tenere gli occhi aperti. Era peggiorata, magra fino all’inverosimile, completamente ricoperta di bende, c’erano tubi dappertutto, anche uno che le permetteva di respirare entrando dalla bocca e due piccoli tubicini al naso.
Una macchina le stava ripulendo il sangue, prelevandolo e rimettendolo quasi contemporaneamente, al fianco del letto pendevano due flebo una contenente un liquido trasparente, che doveva essere semplice soluzione salina per idratarla e un’altra in cui c’era un liquido giallino, che lui non seppe identificare. Ormai erano più di due giorni che si trovava in coma e lui sapeva bene che non aveva più molto tempo, un giorno al massimo e per Riza sarebbe stato impossibile riprendere la vita normale se si fosse svegliata. La pietra rossa nel suo corpo la stava distruggendo e lui doveva sapere dove fosse. Mise una mano nella tasca stringendo qualcosa e la tirò fuori. Quello era stato un dono di Lust, una pietra filosofale incompleta che avrebbe reagito in qualche modo con quella nel corpo della donna. Osservò la gemma, rossa come sangue, che mandava strani bagliori vermigli, era davvero potente seppur incompleta e usarla su di lei lo spaventava, anche se non aveva altra scelta.
- Tenente, spero di fare la cosa giusta, non mi perdonerei mai se dovesse peggiorare per colpa mia.- Battè i palmi delle mani e creò un piccolo foro sul dorso della mano d’acciaio in cui vi fermò la pietra. Il metallo si plasmò creando un incavo perfetto. Ed sentì il potere di quella pietra percorrergli tutto il corpo, brividi freddi lo smossero e iniziò a tremare.
“Resisti idiota, non farti prendere dal panico… coraggio Ed non le farai del male, devo solo scoprire dove si trova la pietra.” 
Mosse l’auto-mail verso la donna, poggiando la mano prima sulla fronte di lei, non accadde nulla. Sospirò profondamente e riprovò, passandolo sul viso e sul collo. Ancora nulla. Scoprì la donna spostando il leggero lenzuolo, indossava quegli orribili camici ospedalieri bianchi, che le lasciavano scoperte le braccia e le gambe, completamente fasciate. Passò la mano sulle braccia di lei e sulle gambe, ma ancora nulla. Dalle gambe salì verso il bacino, poi al livello dell’intestino e lo stomaco. Nulla. Iniziò a pensare che non fosse il metodo adatto per capire la posizione della pietra, tentò per l’ultima volta, sperando che non accadesse nulla perché ora poggiò la mano tra i seni, proprio a livello del cuore.
“Ti prego, fa che non sia qui… ti prego!” 
Il corpo della donna ebbe un fremito, il petto si alzò di scatto e la pietra sulla mano di Ed iniziò a pulsare emettendo una strana luce. Forse l’aveva trovata, anche se a malincuore. Strappò il camice scoprendole il petto, anch’esso fasciato e coperto di lividi. Intravide a livello del cuore una strana protuberanza, come una piccola cisti, che si spostava leggermente se lui muoveva la mano.
- Che diavolo stai combinando Ed!- La voce del colonnello lo fece scattare all’indietro. Puntò gli occhi verso di lui, erano umidi, come se stesse trattenendo le lacrime.
- L’ho trovata…- rispose con un filo di voce. In quel momento anche il maggiore entrò nella stanza ascoltando la voce del ragazzino e ripose per lui.
- Ha trovato la pietra rossa nel corpo del tenente.- Roy si precipitò accanto al lettino e guardò la donna senza vedere nulla, solo quando Ed avvicinò la mano d’acciaio al corpo, anche il colonnello intravide lo strano gonfiore.
- Che diavolo significa questo? Mi sembrava di essere stato chiaro a proposito, non volevo essere tenuto all’oscuro!-
- Non l’ho fatto. Ieri sera ho avuto un contatto che mi ha detto tutto. Envy ha fatto ingerire una piccola pietra rossa al tenente per immobilizzarla e ora la pietra le sta corrodendo il corpo. Deve essere estratta e l’unico modo per sapere dove fosse era metterla in contatto con una pietra simile.-
- E’ stato questo tuo “contatto” a darti la pietra?- chiese Mustang sull’orlo di una crisi di nervi, osservando la piccola gemma sul dorso dell’auto-mail, la testa gli martellava nervosamente e forse sarebbe svenuto di li a poco. - Dobbiamo estrarla ad ogni costo, bisogna avvertire i medici!-
- Non è così semplice. Se lo fosse stato i medici si sarebbero accorti di questa pietra nel suo corpo, invece non è accaduto. Dobbiamo usare l’alchimia, non c’è altro modo.-
Scese un silenzio orribile, le parole di Ed erano pesanti. C’era bisogno di una trasmutazione umana per togliere la pietra, un pratica tabù che lui stesso aveva sperimentato sulla sua pelle e ora forse avrebbe ripetuto. - Io credo che…-
- Tu non farai proprio nulla!- Roy non diede tempo a Ed di finire la frase, non gli avrebbe permesso di fare una cosa simile, non gli avrebbe permesso di mettere a rischio la sua vita. - Lo farò io, devi solo dirmi come e darò in cambio me stesso pur di salvarla.-
- Colonnello è una trasmutazione umana! Non sappiamo come potrebbe andare a finire e lei vuole davvero mettere a rischio la sua vita? Tutto quello che Riza e non solo lei hanno fatto per farla salire in alto, vuole gettarlo in questo modo?-
- Non ha senso proteggere un paese in cui non ci siamo persone per te importanti non credi!- Lo aveva gridato con tutto se stesso, stringendo i pugni e cercando di non cedere alla stanchezza di quelle lunghe giornate insonni. - Tu cercheresti la pietra filosofale se tuo fratello non ci fosse più? Lui è lo scopo che ti ha spinto ad iniziare questa ricerca giusto?- Si era vero, se suo fratello fosse morto lui non avrebbe più fatto nulla. Non avrebbe mai cercato la pietra filosofale per se stesso, infondo gli auto-mail non erano poi così male e tutto quello che aveva fatto lo aveva fatto solo ed esclusivamente per suo fratello. Non c’era bisogno che rispondesse, Mustang sapeva qual’era la risposta e continuò lui. - Vedila così, sarà una specie di alchimia d’amore. Ora che sono solo non ho motivo di vivere senza di lei e se il mio sacrificio la riporterà indietro ne sarò felice.-
- Vi aiuterò io!- I tre uomini si voltarono quasi contemporaneamente. Sulla soglia videro la figura di una donna vestita di nero, che Ed riconobbe immediatamente: Lust. - Vi aiuterò con la trasmutazione, vi dirò come dovete fare e di cosa avete bisogno. Ci servono delle pietre rosse e a quelle provvederò io personalmente, per il resto voi seguirete le mie istruzioni e forse nessuno ci rimetterà la pelle.-
- Lust, perché fai questo?- Chiese Ed incapace ancora di comprendere lo strano comportamento di quella donna misteriosa, lei che fin dall’inizio non aveva fatto altro che manovrarlo come un giocattolo per raggiungere i suoi scopi.
- Ne abbiamo già discusso bambino d’acciaio e devo dire che sei stato molto convincente sotto certi aspetti, però prima di fare qualcosa devi sapere.-
- Cosa dovrei sapere?- Lust si avvicinò ai tre, muovendosi con estrema eleganza e fascino. Era difficile non lasciarsi incantare da una donna così bella, se non fosse per la sua natura sarebbe irresistibile, ma tutti sapevano chi fosse, il segno dell’oroborus sul suo seno era ben in evidenza.
- Envy sa che ti ho contattato e sa che vuoi salvare quella donna. Non te lo permetterà e per questo ha preso la ragazza. Ti sta mettendo di fronte ad una scelta Ed, salvare la ragazza che ami o lei.- Gli occhi di Ed si spalancarono all’improvviso, non poteva credere che Envy fosse riuscito a prendere Winry, la sua Winry, nonostante fosse sotto stretta sorveglianza e nonostante ci fosse suo fratello con lei. Il suo cuore avrebbe smesso di battere se non fosse stato per Roy e per quella mano sulla spalla che gli trasmetteva un po’ di coraggio.
- Vai Ed…- Lo guardò come se davanti non avesse qualcuno che conosceva, come se la persona che gli parlava fosse un estraneo. - Salva Winry, non mi perdonerei mai se le capitasse la stessa cosa che quel mostro ha fatto a Riza. Non commettere il mio stesso errore, proteggi le persone che hai nel cuore.-
Strinse i pugni forte, facendo scricchiolare l’auto-mail per qualche secondo. Nella sua mente stava avendo luogo forse una delle battaglie più dure della sua vita.

Era buio pesto in quella stanza permeata da un forte e fastidioso odore di chiuso e muffa. Faticò ad aprire gli occhi, come se gli fossero stati chiusi a forza e forse era successo proprio quello. Provò a ricordare ogni avvenimento, la stanza della locanda, il litigio con Ed e il sottotenente Ross che si era trasformata in quello strano e maligno ragazzo, che poi l’aveva portata via in qualche modo. Provò a muoversi, ma si rese presto conto che era impossibile, aveva i polsi legati sopra la testa, con una corda, una scena che le riportò alla mente vecchi ricordi. Era già successo, la prima volta che era andata a Central City a trovare Ed era stata rapita da un pazzo omicida che l’aveva chiusa in una cella frigorifera e legata proprio in quel modo. Sembrava surreale, eppure era vero. Cercò con lo sguardo qualcosa o qualcuno, ma non vide nessuno, l’avevano lasciata sola in quella stanza per chissà quanto tempo. Improvvisamente sentì un rumore di passi veloci avvicinarsi alla sua solitaria prigione e la porta aprirsi in pochi secondi, provocando un rumore sordo contro la parete. Una flebile luce le ferì gli occhi, quando si concentrò per vedere chi fosse arrivato con tanta fretta.
- Winry sei qui vero? Rispondimi!-
- Ed? Ed sono qui!- Aveva riconosciuto quella voce e non aveva esitato a rispondere. Lo vide avvicinarsi a lei e cercare di slegarle i polsi, ci impiegò un po’, ma quando fu libera lei gli cadde tra le braccia cercando protezione. Ed la sentì tremare convulsamente, era ancora spaventata e cercò di calmarla, facendola sedere a terra e accarezzandole il viso. - Tranquilla è tutto finito. Per fortuna Al mi ha avvertito in tempo e sono riuscito a salvarti.-
- E quel ragazzo che mi ha portato via? Cosa ne è stato di lui?- Winry si strinse a Ed sprofondando il viso tra la spalla e il collo del ragazzo e cercando di trattenere le lacrime.
- Ho risolto anche quello, ora non potrà più farti del male.- La ragazza si staccò leggermente, giusto per guardarlo negli occhi e capire cosa aveva fatto, Ed aveva abbassato lo sguardo come se si vergognasse di guardarla.
- Lo hai ucciso vero?- Lo accarezzò cercando di avvicinarlo a se, sapeva che anche se quel tipo era un mostro, lui stava comunque soffrendo per quello che era stato costretto a fare. Ed strofinò la guancia contro la mano della ragazza e si avvicinò per baciarla.
- Non ho avuto scelta, ero troppo preoccupato per te. Non potevo pensare che quel mostro ti avesse messo le mani addosso.-
Le loro labbra si sfiorarono e subito Ed divenne più audace, le prese la testa con la mano e l’avvicinò con forza, si baciarono, eppure…
Winry si staccò di colpo e lo colpì al viso con forza, facendolo cadere all’indietro.
- Non avvicinarti a me!- Si allontanò di qualche passo da lui guardandolo freddamente.
- Perché fai così? Non sei felice che sono venuto a salvarti?- Mentre parlava il viso di Ed assunse un’espressione fredda e maligna, la bocca si schiuse in un sorriso largo e innaturale. Si teneva la guancia, ma era come se godesse di quel dolore.
- Tu non sei Ed, credi che non riesca a riconoscerlo?- Lo gridò con tutto il fiato che aveva in gola, ma il ragazzo non si lasciò impressionare. Si alzò e cambiò nuovamente aspetto tornando ad essere se stesso, guardò la ragazza con quelle iridi violacee che le gelarono il sangue nelle vene.
- Stai dicendo che quel nano bacia meglio di me?- Lo disse con strafottenza, come se sapesse che non era per nulla vero, ma attese la risposta della ragazza, che esitò.
- Le… le tue labbra sono fredde, fredde come la morte.-
Venne colpito da quelle parole, Winry le aveva pronunciate con naturalezza, come se stesse soffrendo lei stessa per quella mancanza di calore. Envy si avvicinò a lei e la prese per le spalle, sembrava arrabbiato, ma non con lei. Nei suoi occhi c’era dell’altro.
- Credi che sia colpa mia? Credi che abbia voluto questo corpo o questa mezza vita che mi ritrovo?-
La lasciò di scatto facendola cadere a terra, quando il suo sguardo incontrò le lacrime della ragazza. Perché si era bloccato? Non era la prima volta che vedeva piangere qualcuno, con quella donna, anche se piangeva non aveva avuto pietà. Eppure ora non riusciva neanche a muoversi, forse perché quella ragazza apparteneva al Fullmetal, forse perché quel bimbetto era come una parte di lui.
- Io non so chi sei, non so niente di te, ma tu stai facendo del male ad Ed e questo non posso accettarlo. Perché lo fai?- La fissò attentamente prima di rispondere, l’aveva sempre vista in compagnia del nano d’acciaio, come lo chiamava lui e non l’aveva mai vista così fragile e piccola. Era terrorizzata da lui, lo temeva come se fosse la morte in persona, eppure lui non le aveva fatto nulla. Non l’aveva trattata come con Riza, aveva solo provato a baciarla nel modo più naturale che ci fosse, si era trasformato in Ed con la speranza di poter assaporare quelle labbra invitanti, eppure lei lo aveva scoperto. - Perché Envy?- Conosceva il suo nome, o almeno il nome che aveva da homunculus. Non era così stupida da non capire chi fosse, ma la cosa lo sorprese.
- Perché lui ha tutto quello che io vorrei, ha una vita, ha degli amici, ha una donna che lo ama. Io non posso avere nulla di tutto questo perché non sono neanche un essere umano. Eppure…- Voltò lo sguardo da una parte qualsiasi della stanza che non fosse quella in cui era ferma lei. - Eppure suo fratello, anche se chiuso in quell’armatura è più umano di me, di me che comunque sono suo fratello tanto quanto Al.- Dopo quella frase nessuno dei due ebbe più cuore di dire nulla.

Nella stanza d’ospedale ormai da qualche minuto non si sentiva nessuno parlare. Ed era chiuso nel suo silenzio cercando una soluzione, doveva scegliere cosa fare, ma gli sembrava una cosa impossibile.
- Allora bimbetto, devi scegliere in fretta non abbiamo molto tempo.-
Fece Lust esasperata da quel silenzio sovrumano. Ed si voltò verso di lei e le rivolse un sorriso strano, che Lust non riuscì ad interpretare.
- Facciamo questa trasmutazione. Salverò Riza e poi andrò da Winry.-
“Perdonami, ma non posso abbandonarla proprio adesso che posso salvarla… se ti dovesse accadere qualcosa Winry ti prometto che a costo della mia vita… ti riporterò indietro…”



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