FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 13

13.
Alchimia d'amore

- Come iniziamo? Hai detto che ci servono le pietre, sai dove trovarle?-
Fece Ed alquanto esasperato. La scelta a cui era stato sottoposto forse era stata troppo dura per lui, per questo non voleva più pensarci. Aveva deciso di aiutare Riza, ora nella sua mente c’era solo quella donna e la sua vita. Roy e Armstrong erano invece in attesa, non avevano proferito parola per tutto il tempo e ora che stavano per iniziare, i loro cuori mancavano battiti importanti.
- Alle pietre ci penso io.- Rispose Lust, chiudendo a chiave la porta della camera del tenente. - Tu hai con te un oggetto che per me è letale, vero?- Il ragazzo infilò una mano nella giacca nera e tirò fuori un ciondolo rotondo, in quell’oggetto c’era chiusa la vita di quella donna misteriosa, una parte del suo corpo che l’avrebbe uccisa. Lust indietreggiò di qualche passo alla vista del gingillo, all'apparenza innocuo. - Disegnate questo cerchio alchemico a terra e poi vi dirò come continuare.- La donna porse al ragazzo un foglio vecchio e ingiallito in cui vi era disegnato un cerchio alchemico a sette punte, lo stesso che Ed aveva creato nel laboratorio numero cinque, solo leggermente modificato. Lo fece vedere anche agli altri e iniziarono a disegnarlo. Ci impiegarono qualche minuto, era estremamente difficile e complesso, un minimo sbaglio e avrebbero gettato alle ortiche ogni cosa. Lust li osservava ferma in un angolo, puntava gli occhi anche sul piccolo ciondolo che pendeva dalla cintura di Ed, infine volse lo sguardo verso la donna e si avvicinò al lettino.
- Questa è la prima volta che ti guardò così da vicino. Ti invidio perché piacerebbe avere anche a me qualcuno disposto a tanto. forse da umana c’era un uomo che mi amava, ma in queste condizioni non posso sperare di trovare qualcuno.- Le poggiò una mano sulla fronte, era calda, al contrario del suo corpo freddo e privo di quel bellissimo calore umano.
- Lust, è pronto.- La donna si voltò di colpo verso il ragazzino, osservò il cerchio ed era finalmente arrivato il momento.

- Prendete la donna e posizionatela nel cerchio, quando avrete le pietre sistematele sulle sette punte del cerchio alchemico e procedete.- Roy era accanto al letto, aveva staccato le flebo e alcuni tubi, stando bene attento a non staccarla dalla macchina per respirare e da quella per la dialisi, la sollevò lentamente e si avvicinò al cerchio, mentre Armstrong lo seguiva spostando le macchine. Lust accompagnava i movimenti attenta ad ogni dettaglio e non appena Roy ebbe sistemato Riza, anche lei si avvicinò al cerchio. - Quando sarò entrata dammi il ciondolo, il cerchio si attiverà e mi renderà debole, facendomi espellere le pietre rosse che ho nel corpo. Non pensate a nulla se non alla trasmutazione.-
In quel momento Ed la prese per mano, preoccupato. La fermò prima che potesse poggiare il piede nel cerchio.
- Un momento, questa è la stessa cosa che è accaduta a Greed! Morirai in questo modo!-
- Lo so, ma almeno l’ho scelto io e non qualcun altro.- Aveva la voce spezzata e roca, stava per piangere, ma Ed non le vide gli occhi lucidi.
- E la promessa che ti ho fatto allora? Non vale nulla per te?- Non voleva lasciarla andare, non voleva buttare la vita di quella donna in quel modo, doveva per forza esserci un altro modo. Lust si liberò dalla presa del ragazzo e si chinò verso di lui, poggiandogli un leggero bacio sulla fronte.
- Senza sacrificio l’uomo non può ottenere nulla. Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos’altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente. Io darò la mia immortalità in cambio della vita di quella donna.-

Erano immobili, nessuno dei due riusciva ad emettere un fiato, solo una parola riecheggiava nella mente di entrambi, fratello. Envy aveva ammesso il suo più grande segreto, era il fratello di Ed e di Al, quindi figlio di Hoheneim della luce.
- Com’è possibile? Tu non puoi…- Winry si era portata una mano davanti alla bocca, ancora incredula.
- Io lo odio, detesto quell’uomo e detesto quel nano! Odio tutti gli esseri umani e gli alchimisti, detesto questo modo dal profondo del mio cuore.- Lo gridò forte, spaventando la ragazza ancora di più. Probabilmente cercava un modo per recuperare quella superiorità che aveva perso con quella spontanea rivelazione.
- Tu provi solo invidia perché non puoi avere ciò che gli uomini hanno! Se odi tutti gli esseri umani significa che odi anche me, quindi uccidimi!- Non ebbe tempo di reagire, Envy scattò su di lei come un fulmine, le si mise cavalcioni facendole sbattere la testa sul pavimento freddo, le fermò le spalle con le mani, ma Winry resse il suo sguardo provando ad essere più coraggiosa di quanto non fosse.
- Tu che diavolo ne sai? Tu che hai la vita dalla tua parte, cosa ne sai di come mi sento io?-
- Io avrò anche una vita, ma tu puoi togliermela quando vuoi.- Le lacrime le rigarono il viso, bagnandole anche i capelli, che erano sparsi per il pavimento. Vedendo quelle lacrime Envy allentò la presa e con una mano prese una ciocca dei capelli della ragazza, accarezzandola come se fosse seta.
- Anche così sei più viva di me. Quelle lacrime dicono molto più di quanto pensi.-
Winry scivolò dalle braccia di Envy mettendosi in ginocchio, era bloccata dalla parete, chiusa in un angolo con quello strano e labile ragazzo, si sentiva persa e voleva tanto che Ed giungesse ad aiutarla. Lo invocava nella sua mente, stando attenta a non nominarlo davanti a lui. Lo vide avvicinarsi e si schiacciò contro l’angolo cercando di diventare un’ombra. Sentì la mano gelida di lui sfiorarle le gambe scoperte da una gonna troppo corta, e poi salire sempre più in alto.
- Questo calore. Stai tremando e ora potrei farti quello che voglio.- Si avvicinò a lei e la strinse tra le braccia, infilandosi tra le gambe della ragazza e costringendola a muoversi come voleva lui, infilò una mano sotto la camicetta e facendo saltare qualche bottone, poggiò la lingua sul collo di lei, lambendolo lentamente.
- No ti prego, non voglio. Lasciami andare.-
- Non posso, questa sensazione mi piace troppo per fermarmi.-
Winry era immobilizzata, come se ogni suo muscolo fosse diventato di pietra, voleva allontanarlo, ma non ne era capace.
- Non voglio. Ed!- Al suono di quel nome si bloccò staccandosi da lei, spalancò gli occhi quando la ragazza si schermò il viso umido con le mani, mentre invocava il nome di quel ragazzo. Quel nome maledetto che lui odiava. - Ed, ti prego…- Singhiozzava disperata e lui non riuscì neanche più ad avvicinarsi a lei. Pietà, rabbia o timore, non sapeva perché si era fermato, ma vederla piangere in quel modo lo stava distruggendo e nonostante lei sapesse che lui odiava quel nome tanto quanto la persona che lo portava, continuava imperterrita a chiamarlo. Si alzò e si avvicinò alla porta, fece per uscire, ma si fermò prima di chiuderla completamente.
- Ucciderò quel nano, lo farò fuori con le mie mani. A quel punto verrò a riprenderti e la smetterai di chiamarlo! Alla fine inizierai ad invocare solo il mio di nome.-
- Pretendi che io sostituisca il nome della persona di cui sono innamorata solo perché mi hai detto che la ucciderai? Continuerò a chiamarla fino a che ne sarò capace.-
- Avremo tempo per riparlarne e cambierai idea.- Chiuse la porta facendo cadere la stanza in una cupa oscurità, rimase fermo sulla soglia appoggiando la schiena contro la parete, ascoltando i lamenti della ragazza chiusa all’interno.
“Chiamerai me prima o poi e quando lo farai, allora non smetterai di invocarlo…” 

Quando entrò nel cerchio alchemico, sentì subito le forze abbandonarla. La testa iniziò a girarle vorticosamente e cadde in ginocchio di fianco alla donna stesa a terra. Ed provò a soccorrerla, ma Lust gli gridò di non muoversi per nessun motivo.
- Dammi il ciondolo, muoviti Ed o non riuscirò neanche a muovermi.-
Non appena il ragazzo tese la mano verso di lei e il ciondolo entrò nel cerchio, tutto il pavimento si illuminò di una luce rossa molto intensa, per un attimo fu come se la terra sotto di loro iniziasse a tremare. Lust prese il ciondolo in mano e lo poggiò con molta fatica accanto al cuore della donna. Non riusciva a muoversi bene e dentro di lei qualcosa si agitava freneticamente, qualcosa che voleva a tutti i costi uscire. Osservò i tre alchimisti disporsi accanto al cerchio e inginocchiarsi appena fuori dall’ultimo segno disegnato sul pavimento. La luce non voleva scendere d’intensità e quando Ed si tolse dal braccio meccanico la pietra rossa poggiandola sul primo angolo del cerchio, le cose peggiorarono. Il corpo di Lust ebbe un sussulto fortissimo, si portò le braccia allo stomaco e si piegò in avanti. Con quel gesto iniziò a rigettare alcune pietre rosse, che Roy si preparò a sistemare come gli era stato detto. Ne rigettò molte altre, ma alcune si scioglievano al contatto con il corpo della donna, mentre le altre, sette in tutto, erano ormai disposte perfettamente. Lust si sdraiò su un fianco sfinita, il suo viso era ancora più pallido e tirato in una smorfia di puro dolore, la bocca spalancata.
- A…adesso… è… è ora…-
Solo quelle ultime e tirate parole prima di chiudere gli occhi. In quel momento Ed, Roy e Armstrong poggiarono contemporaneamente le mani sul cerchio alchemico. Si sprigionò una luce fortissima e un vento improvviso li investì, come se cercasse di scacciarli, e come un turbine il vento avvolse le due donne all’interno del cerchio, la stanza fu oscurata improvvisamente e scese un lungo e tenebroso silenzio.
- RIZA!!!!!-



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