FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 4

Capitolo 4 

- Davvero Yato hai visto Murakumo-sama?- Yato si bagnò con l'acqua della fonte di Bishamon e finalmente il dolore della contaminazione iniziò a scemare. Anche la dea si era immersa, nonostante avrebbe preferito togliersi i vestiti, Kazuma aveva insistito per farle indossare almeno la vestaglia.
- Sei tu ad averlo riconosciuto come tale, quindi ora mi spiegherai chi è?- Separati dai propri strumenti divini, quella era la prima volta che i due dei si trovavano faccia a faccia inermi. Bishamon era turbata, così come lo era Yato, ma ormai l'astio tra i due era svanito del tutto e la dea riuscì persino a bearsi dell'acqua benedetta in presenza di quello che era stata la sua nemesi per secoli.
- Com'è possibile che tu non conosca nulla di Ama no Murakumo e di Ninigi-sama?-
- Ti prego ho bisogno di sapere.- Il volto supplichevole di Yato le fece compassione. Non era quello lo sguardo che voleva vedere su quel viso. Lo aveva visto sempre feroce e terrificante, quello era Yato nei suoi ricordi, ma Hiyori lo aveva cambiato, esattamente come in seguito lo stesso Dio delle calamità aveva cambiato lei, la dea guerriera Bishamonten. - Ninigi no Mikoto è una delle divinità più antiche. Risale ai tempi di Okuninushi-sama e a quando gli fu assegnato il governo della provincia di Izumo, ma quello era un periodo di grande disordine e Amaterasu decise di rimpiazzare Okuninushi-sama con uno dei suoi figli, ma tutti si rifiutarono. La dea del Sole quindi si rivolse a suo nipote, Ninigi ed egli accettò l’incarico. Così, per portare a termine la sua missione a Ninigi vennero consegnati i tre oggetti simbolo del suo rango, tre strumenti divini: la spada sacra Ama no Murakumo, il gioiello Yasakani no Magatama e lo specchio Yata no Kagami. Da quel giorno sono passati secoli, ora Ninigi è una divinità antica e si dice ormai molto malata. Nessuno lo vede più da molto tempo, ogni tanto i suoi strumenti partecipano alle riunioni celesti in sua vece ed è stato li che ho visto per la prima volta Murakumo-sama.-




- Degli strumenti divini alle riunioni? Pensavo fosse proibito.-
- Non per loro, sono strumenti divini di immensa potenza, sono benedetti e consacrati alla divinità. Per farti capire meglio basta che tu ripensi alla morte di Ebisu, alla forza del circolo deicida. - Fu così, Yato riportò a galla quegli istanti terribili, quei momenti in cui Ebisu era spirato tra le sue braccia e lui non aveva potuto fare nulla. - Bhe Yato, la forza di uno solo degli strumenti di Ninigi è pari a quella del circolo stesso se non superiore.-
- E Hiyori in tutto questo cosa c'entra? Come può un dio come lui permettere alla sua arma di avere a che fare con un essere umano?-
- Non ne ho idea, non è un Dio con cui si possa avere un udienza.-
- Non potremo chiedere a Tenjin-sama?- Dal separè si fece chiara la figura di Kazuma. Lo strumento aveva cercato in fretta qualche informazione in più relativa alla spada e al Dio Ninigi, ma non era riuscito a trovare che qualche vecchia leggenda. - Lui che è il dio della sapienza e della saggezza, saprà sicuramente qualcosa in più di noi.-
- Non ho tempo, devo trovare Hiyori.-
- Yato.- Anche Yukine si intromise, era consapevole dello stato d'animo del proprio padrone, riusciva persino a percepire la tensione di ogni suo muscolo come se fosse il proprio corpo, ma era certo di qualcosa che in quel momento Yato non poteva vedere. - Io non credo che Hiyori sia in pericolo con quel tizio. Al contrario sono certo che Masaomi, o Murakumo o chicchessia non voglia assolutamente farle del male.-
Yato sbattè il pugno sulla superficie dell'acqua e si alzò di colpo, raccolse la maglia che aveva gettato in un angolo e fece per andarsene.
- Grazie Bishamon per avermi dato una mano con quegli spettri.-
- Dio Yato.- La dea si alzò in piedi, completamente bagnata e con la vestaglia che aderiva perfettamente al suo corpo, Yato arrossì come un bambino davanti a tanta bellezza. - Voglio aiutarti. Vorrei davvero darti il mio appoggio.-
- Vuoi aiutare un Dio irresponsabile come me che si è persino innamorato di un essere umano?-
- Voglio aiutare un Dio sincero con se stesso e un Dio che credo meriti questo amore.- Gli occhi cristallini di Yato si riempirono di quella confessione spontanea e si bearono di quell'affetto che non credeva di poter ricevere dalla dea a cui aveva recato tante sofferenza. Si, l'aveva salvata anni prima, anche se lo aveva fatto nel modo peggiore, ma ora qualcosa tra loro due era cambiato totalmente e lui non era in grado di gestire qualcosa di così spontaneo, tanto che l'imbarazzo aumentò e alla fine riuscì solo a balbettare qualcosa di stupido.
- Si però dovresti coprirti prima.-
- Eh? Perchè?-
- Veena! Per favore!- Kazuma, reggendo tra le mani una vestaglia, volò letteralmente incontro alla sua padrona, imbarazzato e un po' geloso, forse perchè fino a quel momento lui era stato l'unico a vederla in quelle condizioni e condividere la visione della sua padrona con altri era qualcosa che infondo lo infastidiva. Eppure Bishamon non sembrava affatto imbarazzata e per qualche secondo, per Yato, vedere quei due bisticciare per una sciocchezza, fu rasserenante. - Vai Yato, cerca Iki-san. Noi faremo la nostra parte.-

Ci impiegarono pochi secondi per tornare nel mondo degli umani. Yato aveva deciso di impugnare Sekki e di non separarsene per il momento. Yukine aveva accettato di restare sotto forma di lama se fosse servito a dare un po' di sollievo al cuore tormentato del proprio padrone, ma era certo che non sarebbe bastato. Voleva cercare Hiyori e tornò a casa sua, ovviamente era ben conscio che non vi avrebbe trovato nessuno, ma era comunque un inizio.
Scrutò ancora una volta in quell'abitazione fredda e anonima e si chiese come avesse fatto a non accorgersi di nulla prima. Aveva incontrato i genitori della ragazza, gli erano sembrati normali esseri umani e non vi aveva dato importanza, eppure ora qualcosa gli diceva che avrebbe dovuto prestare più attenzione da subito. Trovandosi con un nulla di fatto, si diresse verso l'ospedale.
Era una struttura come tutte le altre, vi erano degenti e infermieri, dottori e visitatori, non c'era nulla di strano a prima vista, così provò ad avvicinarsi allo studio del padre della ragazza. Vi entrò senza problemi, il non essere visto era utile in quelle circostanze e diede un'occhiata in giro. Ancora una volta non trovò nulla di personale, neanche una piccola foto di famiglia, ma non poteva basarsi su queste piccolezze per tirare le conclusioni.
Quando la porta dell'ufficio di aprì e vide entrare il padre di lei, decise di agire in qualche modo. Si rese visibile all'uomo attirando la sua attenzione e poi scattò verso di lui bloccandolo contro la parete e la lama di Sekki a pochi millimetri dal collo.
“ Ohi Yato che vuoi fare?”
- Sta zitto Yukine, voglio capire.- Gli occhi dei Dio, lunghi e sottili esprimevano la rabbia che aveva nel cuore e quel piccolo uomo tremante ne fu totalmente sovrastato. - Hiyori, voglio assolutamente sapere dov'è?-
- Hiyori? Perchè la cerchi? Chi sei?-
- Dimmelo o non riuscirò a trattenere la rabbia. Dove l'ha portata suo fratello?-
- Fratello? Hiyori non ha fratelli. Hiyori ha solo lui e se è con lui non hai di che preoccuparti.-
- Lui chi?- Yato se ne accorse subito della difficoltà dell'uomo a ricordare, era esattamente la stessa cosa che succedeva quando le persone incontravano un Dio, non appena sfuggiva ai loro occhi, il ricordo svaniva. - Hiyori però riesci a ricordarla non è vero? Sai chi è?-
- Certo che so chi è, Hiyori è...è...mia figlia.-
- Hai tentennato, cosa mi nascondi?-
- L'abbiamo adottata, lui venne da noi dicendoci di trattarla come se fosse nostra figlia e così abbiamo fatto, le abbiamo voluto bene da subito ed è stato difficile farla adattare al mondo dal momento che aveva perso la memoria, ma l'amiamo non sto mentendo.- Yato ritrasse l'arma e lo lasciò andare. L'uomo cadde sul pavimento, sudato e preoccupato, ma non si mosse. Rimase ad osservare quello strano ragazzo provando a mettere in ordine qualche pensiero. - Quella persona ci chiese di donarle una vita normale, una vita che potesse renderla felice e a noi è bastato questo.-
“Yato, lui non sa più di questo, dobbiamo trovare quel tizio, solo così potremo sapere tutto.”
Si avviò verso la finestra e si buttò giù, conscio che presto quell'uomo lo avrebbe dimenticato e avrebbe continuato la giornata come se nulla fosse accaduto, ma per lui era diverso.
 Continuò la ricerca per tutto il giorno, entrò in ogni abitazione, setacciò ogni angolo della città, ma non riuscì a trovare nulla. A notte inoltrata decise di andare dal vecchio Tenjin, riposare e mettere ordine nella mente, ma quando vi arrivò trovò ad attenderlo molte persone.

- Qual buon vento porta la dea guerriera Bishamonten da un vecchietto come me?- era stata accolta così dal Dio Tenjin intento ad osservare gli alberi in fiore.
- Mi scuso per essermi presentata senza preavviso, ma ci sono delle cose che vorrei chiederti.-
- Immagino si tratti di Yato e della giovane Hiyori. Venite dentro e sedetevi, sarà un lungo racconto, ma prima dovremo attendere tutti gli ospiti.-
E così avevano fatto. Seduti intorno ad un tavolino, con in mano del te verde e con l'ansia nel cuore, avevano atteso l'arrivo di Yato e quando questi si era presentato sudato e ansimante al loro cospetto, con la stessa calma il dio della saggezza lo aveva invitato a sedersi ed ascoltare una storia vecchia di secoli.
- La storia di Ninigi no Mikoto è antica, ma in pochi conoscono ciò che accadde dopo la sua discesa nel mondo terreno. Giunto nelle terre mortali Ninigi incontrò Ko-no-hana-sakuya, la Principessa dei Fiori. Molti umani la venerano ancora con il nome di Sengen, ma le leggende che loro si tramandano sono molto lontane dalla verità. Una cosa sola le accomuna, la bellezza della Dea era tale che Ninigi ne rimase subito folgorato e se ne innamorò. Il padre di Ko-no-hana era Ohoyamatsumi, una divinità della montagna, e quando Ninigi chiese in sposa la figlia, egli ne fu molto felice, ma chiese a Ninigi di prendere in moglie anche l'altra sua figlia, la Principessa delle Pietre Iwanaga. Quest’ultima però, non potendo competere con la bellezza della sorella, venne rifiutata da Ninigi e questo diede a Ohoyamatsumi un gran dispiacere. Il matrimonio venne così celebrato in gran fretta, ma fu fastoso e opulento, degno del nipote della dea Amaterasu. Le cose iniziarono però ad andare subito male. Ninigi era si un Dio eccellente, ma anche iroso e geloso e quando Ko-no-hana rimase incinta, egli fu così stolto da credere di essere stato tradito. Allo stesso tempo il suocero disse a Ninigi, che avendo rifiutato la seconda figlia, avrebbe privato i suoi discendenti dell’immortalità e la loro vita avrebbe avuto una durata breve come quella di un fiore di ciliegio, simbolo della principessa dei fiori. La furia di Ninigi per il presunto tradimento si ripercosse per tutto il mondo terreno e la moglie, addolorata, decise di sottoporsi a qualsiasi prova purchè il marito si placasse. Così Ninigi richiese la prova del fuoco, fomentato dalle parole del suocero e non credendole vere. A pochi giorni dal parto chiuse la principessa in una piccola capanna e vi diede fuoco, asserendo che se quelli fossero stati realmente figli suoi si sarebbero salvati dalle fiamme. La principessa perse la vita, ma i neonati sopravvissero e Ninigi si sentì soddisfatto.-
- Ma è terribile.- Yukine, sopraffatto dal racconto si sentì il cuore pesante e grave, al pensiero del sacrificio di quella povera giovane.
- Questa è una storia che non avevo mai sentito prima.- Bishamon era seria e contrita, così anche Kazuma, il quale aveva assorbito quel racconto con avidità e qualcosa aveva iniziato a pizzicargli la mente, ma per il momento non disse nulla.
- Eppure c'è altro oltre la tragedia.- Tenjin richiamò nuovamente l'attenzione del suo pubblico, ma rivolse lo sguardo a Yato scrutando attentamente in quelle iridi cristallo e provando a capire se il Dio avesse iniziato a mettere insieme i pezzi del puzzle. - A verificare la morte della principessa, Ninigi mandò la sua arma fidata, la sua preziosa Ama no Murakumo, che cercando tra i resti della capanna, trovò i bambini, ma anche il corpo della principessa, bruciato e irriconoscibile, ma ancora vivo. Mosso a pietà e amore per quella che, con il matrimonio celeste, era diventata anche la sua padrona, da cui aveva ricevuto persino il secondo nome di Kusanagi, nascose la principessa e se ne prese cura portando invece a Ninigi la notizia della sua morte.-

- Tornai li e ti trovai tra le macerie, gridavi dal dolore e io non riuscii a sopportarlo. Ti nascosi dagli occhi del padrone per proteggerti, conscio del fatto che se ti avesse trovata, la sua ira si sarebbe nuovamente riversata su di te e l'idea che potesse usare me per farti del male, mi dilaniava l'anima. Tu sei anche la mia padrona, mi hai acquisito con il matrimonio e con esso mi hai consesso un secondo nome. Non sono un Nora, ma uno strumento legato alla famiglia di Ninigi-sama di cui ancora e nonostante tutto fai parte.-
- Come posso credere ad una cosa del genere. Io sono Hiyori, lo sono sempre stata.- La ragazza era tornata nel suo corpo e si era finalmente vestita, obbligandolo a raccontargli la verità, la stessa che stava ascoltando, ma che non riusciva ad accettare.
- Si sei Hiyori Iki, questa non è una menzogna, ma la tua anima appartiene alla mia principessa, tu sei entrambe, solo che non puoi ricordarlo perchè il giorno che portai la tua anima dal sommo Tenjin, egli mi disse che l'unico modo per proteggerti da Oblivion era toglierti ogni riminiscenza della tua vita precedente e io accettai.-

- Purtroppo però il tradimento di Murakumo nei confronti di Ninigi non poteva che portare ad una sola conclusione.-
- Deve per forza aver contaminato il suo padrone, ha mentito e ha agito contro la volontà del suo signore, non poteva egli non capirlo.- Kazuma era scattato in avanti, poggiando i palmi sul tavolino e facendo tremare il te nelle coppe. Aveva reagito in modo brusco e sentì su di se lo sguardo contrariato di Veena, ma non era riuscito a trattenersi, forse perchè Yato fino a quel momento era semplicemente rimasto in silenzio.
- Infatti fu così. Giorno dopo giorno la contaminazione su Ninigi si espandeva sempre di più e non riuscendo a scoprire quale delle sue armi lo stesse tradendo, le distrusse tutte tranne la spada, il gioiello e lo specchio donatogli da Amaterasu, convinto che loro non avrebbero mai potuto fare qualcosa contro di lui, ma la contaminazione non si fermò. Murakumo passava troppo tempo insieme alla principessa e il suo amore cresceva allo stessa velocità della contaminazione, ma ben presto dovette prendere una decisione.-
- Con il matrimonio celeste, gli strumenti divini diventano di entrambi i coniugi, quindi se Ninigi era contaminato, allo stesso modo lo era anche la principessa.-
- Esatto Bishamonten. Anche la principessa risentiva della contaminazione e viste le sue condizioni di salute, ben presto sarebbe morta. Così Murakumo decise di sottoporsi ad una abluzione.-

- Non avevo altra scelta, saresti morta, ma perchè l'abluzione andasse a buon fine dovetti rivelare la verità a Ninigi e dirgli di te.- Murakumo si appoggiò ad Hiyori e lei rimase incantata dalla quantità di lacrime che riusciva a versare. Nonostante trovasse tutto ancora assurdo, qualcosa dentro di lei aveva iniziato ad accettare quella verità che Masaomi le stava raccontando. - Ninigi divenne furioso, il cielo e la terra tremarono per giorni interi, ma la cosa peggiore fu che la sua gelosia si riversò nuovamente su di te e non su di me che lo avevo tradito. Pur di non far trapelare nulla, pur di non subire una tale onta dichiarò che tu l'avevi tradito e che sfruttando il matrimonio avevi intenzione di portargli via i suoi simboli sacri. Ninigi credeva davvero che il mio tradimento fosse solo opera tua e non mi punì. Al contrario richiamò un demone, un mostro oscuro dalle profondità dello Yomi che persino Izanami tiene segregato. Richiamò Oblivion.- Quel nome la fece tremare, il sangue le gelò le vene e si rese conto di avere paura.

- Oblivion è un demone deicida, è in grado di assorbire il corpo divino e torturare la sua anima per l'eternità. Impossibilitata a difendersi e con Murakumo nelle mani di Ninigi, la principessa dei fiori venne inghiottita da Oblivion e cadde nel sonno della tortura eterna. Non ci sono parole adatte a descrivere il mondo di quel demone se non inferno. Non è altro che un angoscia senza fine, senza un domani o una speranza a cui aggrapparsi. La fine per le anime immortali è l'oblio. Eppure Murakumo non si diede per vinto e con il tempo riuscì a convincere il gioiello sacro di Ninigi, Yasakani no Magatama, ad aiutarlo nell'impresa. Lo strumento Divino Yasakani è in grado di recuperare e imprigionare al suo interno le anime, esattamente come Oblivion, ma per poco tempo. Murakumo affrontò il demone e gettandosi al suo interno recuperò solo l'anima della principessa portandola nel mondo terreno, portandola da me. Entrambi gli strumenti erano in pessime condizioni e l'anima di Ko-no-hana era a pezzi. Non c'era nulla che potessi fare per lei, ma Murakumo continuò a pregarmi, giorno e notte e alla fine accettai. Ciò che feci fu un sacrilegio e sono conscio che prima o poi verrò punito, ma non riuscii a negarmi. Con l'aiuto di Yata no Kagami, il terzo strumento benedetto di Ninigi, creammo la base per un corpo che fosse umano e vi legammo l'anima della principessa, ma questa era troppo lesa per poter generare vita e io decisi di eliminare da quella povera anima ogni ricordo della sua vita e, in questo modo, potei nasconderla anche da Oblivion. Ciò che mi trovai davanti quella notte fu una ragazzina dai lunghi capelli castani e gli occhi vacui che non era in grado neanche di parlare. Davanti a me c'era quella che poi, con il tempo, ha preso il nome di Iki Hiyori.- Lo notò subito perchè per tutto il tempo non aveva fatto altro che osservarlo. Yato si morse il labbro inferiore, così forte che divenne violaceo e presto avrebbe sanguinato.
- Con il tradimento di ben tre strumenti Ninigi deve aver risentito di una nuova e forse più forte contaminazione. Cosa successe?-
- Nulla Kazuma. Ormai il corpo di Ninigi era così provato da renderlo inerme. Non riuscendo ad accettare di essere stato tradito dagli unici strumenti divini che gli erano rimasti, si chiuse in solitudine. Ormai il peccato era stato perpetuato e lui pian piano perse il senno. Nessuno sa in che condizioni sia ora il dio.-
- Ben gli sta.- Le prime parole pronunciate da Yato furono di rabbia e sebbene non condivise nessuno replicò. Si alzò in piedi e rimase immobile dando le spalle a tutti i presenti. Non potendolo vedere in viso osservarono solo le spalle di lui tremare, ma che fosse rabbia o solo disperazione non riuscirono a capirlo. - Per quello che ha fatto non merita di vivere.-
- Sei sicuro di quello che stai dicendo?- Tenjin lo stuzzicò di proposito, provando a capire fino a che punto il dio Yato avrebbe potuto accettare quella situazione. - Tu che hai sofferto, anzi no entrambi avete sofferto per la contaminazione da parte dei vostri strumenti. - Lo disse rivolgendosi anche a Bishamon che intanto non potè fare altro che riportare alla mente il dolore di quei giorni. - Entrambi sapete bene cosa si prova ad essere feriti dalle vostre armi e dai vostri compagni. Pensate forse che quello che vi ho raccontato, che le scelte che sono state fatte siano state giuste? Ninigi era cieco alla verità non posso negarlo, ma è stato tradito più e più volte. Dapprima solo da Murakumo guidato dai suoi sentimenti, poi da tutti i suoi strumenti più fidati. In questa storia non credo ci sia nessuno nel giusto.-
- E Hiyori allora? Lei non sa chi è e non merita ora di subire le conseguenze del suo passato.- Lo gridò così forte che per qualche secondo gli fece male la gola, ma visto che per lui era difficile accettare quel racconto, potè solo immaginare come si sentisse ora lei e nonostante tutto, la sua voglia di vederla e averla vicina non era diminuita.
- Perchè credi Dio Yato che io abbia tanto insistito affinchè tu recidessi il vostro legame? Il giorno del vostro incontro, il giorno in cui per la prima volta l'anima di Hiyori si è separata dal suo corpo mortale ha segnato il suo destino. Quando ogni ricordo della sua vita le tornerà alla mente, quando il suo legame terreno svanirà del tutto Oblivion tornerà a prenderla e, mi dispiace dovertelo dire, ma Yato è anche colpa tua.-
- No, non è così.- In un attimo Yato si sentì avvolgere dalle braccia gentili di Hiyori, sentì il suo viso poggiarsi sulla sua spalle e le lacrime bagnargli i vestiti. Era apparsa in un bagliore di luce candida e la prima cosa che aveva fatto era stato difenderlo di nuovo. Il calore del corpo di lei gli scaldò il cuore, riaverla dopo un giorno lungo un eternità, fu per lui meraviglioso. Si voltò e la strinse a se perchè, nonostante tutto quello che aveva sentito, per lui era sempre e solo la sua Hiyori. - Ho scelto io Yato e lo sceglierò sempre. Io sono Hiyori, non sono altro che questo e voglio lui.-
Lo videro tutti, lo sguardo perso di Murakumo verso quell'amore che la sua padrona non ricambiava colmò i cuori di tutti di una tristezza senza fine.
- Hiyori sei conscia di quello che accadrà?- Tenjin si rivolse alla ragazza, che stringendo ancora di più a se Yato, rispose senza guardarlo.
- Il mio legame con il corpo umano è molto debole. Masaomi ha detto che presto riavrò la memoria e con essa anche il dolore che la mia anima ha sopportato. Eppure come Hiyori ho avuto anche momenti felici e sono certa che se mi aggrappo a quella felicità, se Yato mi accetterà nonostante tutto, potrò sopportare il dolore.-


Vai al capitolo precedente - Vai al capitolo successivo

Commenti

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Random Posts

Post popolari in questo blog

FanFiction su Fairy Tail - Tears of Blood Capitolo 17

Nuova stagione anime in arrivo! Ecco le novità della primavera 2014