FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 21

21.
Odore di morte

- Sottotenente Ross!- Il sergente Brosh non ragionava bene quando si trattava del sottotenente, nonostante Mustang lo avesse avvertito di non dare troppo nell’occhio, lui si era gettato sulla donna, felice di rivederla, ma come risposta aveva ricevuto in cambio un pugno in testa e un idiota gridato con rabbia.
- Colonnello Mustang.- La donna accennò il saluto militare come poteva e si mise automaticamente sull’attenti.
- Non c’è bisogno, nessuno di noi è in servizio adesso. Sa che vestita così è proprio una bella donna?- rise leggermente, ma il suo sguardo tornò subito serio e chiese immediatamente di Ed.
- Ho provato a dirgli di aspettare, ma non ha sentito ragioni. Poco distante c’è una chiesa, ho saputo da alcuni di qui che nessuno la usa da anni. Deve esserci un passaggio o qualcosa che conduca a dei sotterranei. Forse siete ancora in tempo e incontrerete Ed ancora li.-
- Speriamo che sia così, ma quel nanetto sa il fatto suo e avrà già trovato l’entrata. Grazie di tutto. Ora è meglio che torni a riposare, la vedo stanca.-
- Vorrei esservi di aiuto in qualche modo, ma con il braccio in queste condizioni non sono neanche in grado di mirare.- Maria si scusò ancora con il colonnello, ma Mustang cercò di rassicurarla, le poggiò una mano sulla spalla sforzandosi di sorriderle. Maria Ross osservò il gruppo che si dirigeva per la stessa strada che aveva percorso Ed poco prima, aveva il cuore a mille in quel momento. Mustang aveva lasciato indietro il sergente Brosh con l’ordine di occuparsi della donna.
- Sottotenente sarebbe meglio se la accompagnassi a casa ora.-
- Mi dispiace che tu sia dovuto rimanere qui ad occuparti di me.- rispose con tono triste, mentre lui la accompagnava verso la macchina che avevano usato per arrivare fin li.
- A dire la verità Mustang mi ha chiesto di occuparmi di Alphonse, lui non sa nulla di quello che è accaduto ad Ed e il colonnello teme che possa fare qualche sciocchezza.-
- Vengo con te se non ti dispiace.-
- Certo che no…- Il sergente continuò a mordersi il labbro inferiore per tutto il viaggio, cercando di non farle notare che le stava guardando ad intervalli molto regolari, le gambe lasciate scoperte dalla gonna. - Ecco io, sei molto bella vestita così.- Il sergente fece per cambiare marcia, lei ne approfittò per incrociare la sua mano con l’altra. Non era riuscita a rispondergli in quel momento, ma a lui bastava quel piccolo gesto.
Suo fratello era uscito la mattina presto, ci aveva impiegato un sacco di tempo per vestirsi e non aveva neanche voluto farsi la solita treccia ai capelli. Lui sapeva che doveva andare a trovare il sottotenente Ross per aiutarla a recuperare qualche ricordo di quel periodo, ma Al avrebbe voluto seguirlo almeno questa volta. Da quando era cominciata tutta quella strana storia, suo fratello non aveva fatto altro che lasciarlo fuori. Non sapeva che cosa stesse facendo o a cosa pensava, non sapeva se era preoccupato per Winry o meno. Neanche il colonnello Mustang si era fatto vivo, era rimasto solo in quella stanza della loro solita locanda, ad aspettare che qualcuno lo rendesse partecipe. Si sentiva escluso, forse perché tutti pensavano che fosse troppo piccolo, ma nonostante non avesse un corpo di carne e ossa, la sua anima era cresciuta insieme a suo fratello, solo che nessuno lo sapeva. La noia di quella giornata fu interrotta da una visita inaspettata. Al sentì bussare alla porta, ma non rispose subito.
- Che c’è gigante, hai paura che possa farti del male? Sei quattro volte più grande di me!- Ci mise un po’ a riconoscere quella voce, era di un bambino e all’ennesimo silenzio entrò senza attendere oltre, era Wrath. - Sono venuto a prenderti, il tuo caro fratellone tra un po’ si troverà in un mare di guai e magari potresti dargli una mano.-
- Che gli avete fatto? Dov’è mio fratello adesso?-
- Calma, calma! Vieni con me prima che ti fermino e lo incontrerai.- rispose Wrath fingendo di temere la mole di Al. Non era stato poi così difficile convincerlo, al contrario di Ed, lui non era così risoluto da capire che lui lo stava ingannando. Uscirono dalla locanda, senza preoccuparsi minimamente di dare nell’occhio, un’armatura e un bambino a dir poco terrificante, che vagavano per le strade di Central.

Non fu difficile per Mustang e gli altri trovare la via giusta, Ed aveva lasciato delle tracce più che evidenti e Roy provò un senso di fierezza totale verso quel ragazzino. S’incamminarono anche loro per la scala, facendosi luce con delle torce elettriche. L’odore nauseante sembrava diventare sempre più forte e penetrante mentre scendevano. Nessuno di loro parlava, camminavano in un muto silenzio osservandosi intorno. In poco tempo si ritrovarono a dover scegliere quale via seguire. La strada principale si diramava in tre diverse direzioni.
- Colonnello, non ci sono tracce di Edward, credo che a questo punto dovremo separarci.- fece Havoc, cercando qualche indizio che potesse aiutarli.
- Come avrà fatto Ed a scegliere la via giusta?- si chiese Mustang senza potersi dare una risposta.
- Ha ragione Havoc, dobbiamo dividerci o non riusciremo ad uscirne.-
Decisero le tre squadre da due membri, nel cunicolo di destra entrarono Mustang assieme a Fury, Havoc e Breda presero quello centrale, mentre Armstrong e Falmann quello di sinistra.
- D’ora in poi non potremo comunicare, se vi trovate in pericolo, prego tutti di scappare. Non strafate e non rimetteteci la pelle o dovrete vedervela con me.- Si congedarono con il saluto militare e proseguirono.

- Quanto manca ancora?- Non ricevette risposta, infondo era stato lui e chiederle di non parlare e Sloth stava rispettando perfettamente quella richiesta. Solo che ora si era stancato di quel silenzio, per tutto il tragitto aveva cercato di memorizzare la strada, ma ora aveva perso completamente il senso dell’orientamento. Improvvisamente si trovò a sentire aria meno consumata, respirò a fondo cercando di capire se fosse giunto alla fine, ma continuando a seguire quella donna alla fine si ritrovò in una strana stanza molto grande. Infondo scorse come un palco in legno, parzialmente coperto da tende in velluto rosso; si guardò in giro. Intorno era come se ci fossero delle piccole stanze per l’osservazione, era in una specie di vecchio teatro.
- Finalmente sei arrivato moccioso d’acciaio! Mi stavo stancando di aspettare.- Ed si voltò verso la voce irritante che conosceva bene. Envy lo attendeva con le braccia conserte sul palco. - Sloth hai altro da fare, puoi lasciarci.- La donna sparì in pochi secondi, proprio come le era stato ordinato.
- Envy!!!!- Ed lo gridò senza volerlo. Era stanco ed estremamente frustrato.
- Non serve gridare nanetto, guarda che ci sento benissimo.- Scese dal palco con un solo salto e iniziò ad avvicinarsi indicandogli di guardare bene dove stava mettendo i piedi. Ed abbassò lo sguardo, sul pavimento era disegnato un grande cerchio alchemico a sette punte, lo stesso che avevano usato per la trasmutazione di Riza in ospedale, con qualche leggera differenza.
- Cosa vuoi da me Envy? Dov’è Winry?-
- Oh, lei non è più affar tuo nano. Piuttosto pensa a quello che devi fare.- Ora gli era vicinissimo, così tanto che Ed poteva sentire il suo respiro sul collo, mentre ad Envy prudevano terribilmente le mani, voleva prendere a pugni quella faccia, che tanto somigliava a quella di un uomo che lui odiava forse più di Ed.
- Che vuoi che faccia? Che diavolo vi siete messi in mente?- Per Envy, sentirsi rispondere il quel modo era troppo e non resistette, strinse il pugno colpendolo al viso. Ed stramazzò a terra reggendosi la mandibola e spuntando sangue. Envy lo prese per il colletto tirandolo su e guardandolo con rabbia. - Fa scendere un po’ la tua arroganza tappo, qui sono io che dirigo il gioco e tu fai quello che io dico, così è sempre stato.- Ed rispose con un calcio, scacciandolo da lui e rialzandosi. Batté i palmi delle mani, passando poi sull’auto- mail per creare una specie di lama. - Buono, buono barattolo! Se ti scaldi così ora, non avrai forze per quello che devi fare. Abbiamo in custodia non solo la donna del Flame Alchemist, ma anche il tuo caro fratellino, quindi vedi di collaborare.-
- Come siete arrivati anche ad Al, gli avevo detto di rimanere fermo?-
- Vedi, il caro fratellino era in pensiero per te, ho mandato Wrath a prenderlo e lui lo ha seguito senza fare storie.- Envy aveva colpito nel segno, Ed sembrava essersi calmato e pronto ad ascoltarlo.
- Dov’è Al adesso?-
- Wrath!!- Gridò Envy al vuoto e in quel momento il ragazzino comparve da un angolo tirando verso il basso una leva in legno e indicando di guardare in alto. Ed alzò lo sguardo verso il soffitto, attaccato ad una corda c’era l’armatura di Al, gli arti erano stati staccati e agganciati alla stessa corda. In quello stato era impossibilitato a muoversi.
- Fratellone mi dispiace!- Gridò Al da sopra, ad Ed giunse la sua voce ovattata dall’eco del salone e molto debole.
- Quello che devi fare caro Fullmetal tappo è una trasmutazione, come quella che ti abbiamo chiesto nel laboratorio numero cinque. Qui sotto ci sono i tuoi sacrifici e tutta l’acqua rossa di cui hai bisogno, ogni cosa è al suo posto. La volta scorsa ti sei emozionato vedendo in faccia i sacrifici, ma questa volta è diverso, non credi?-
- Envy sei un bastardo, non farò mai una cosa simile!-
- Non ti importa di tuo fratello? Non sai neanche chi siano i tizi chiusi li sotto, mi spieghi dov’è il problema?-
- Io non posso uccidere tutte quelle persone.- Come risposta ebbe solo una triste risata da parte di Envy, l’homunculus lo colpì di nuovo alla sprovvista, facendolo capitolare a terra. Questa volta era stato ancora più feroce e non appena cercò di rialzarsi, Ed sentì uno strano scricchiolio alle costole, che gli mozzò il respiro.
- Envy! Se fai così lo ammazzi prima del tempo.- L’invidia si voltò di colpo a quella voce, sul palco da dove era sceso lui poco prima, c’era la figura di quella persona. Aveva indossato un vestito nero con un velo che le copriva il viso, in mano reggeva un pugnale vecchio stile e teneva per i capelli una ragazza bionda. La costrinse ad inginocchiarsi davanti a lei e le fermò la lama proprio sul collo, Envy la sentì lamentarsi per il trattamento brusco.
- Che diavolo significa questo? Perché l’hai portata qui?- Gridò Envy preso dalla rabbia, Ed volse lo sguardo verso ciò che succedeva ed incontrò il viso di Winry, pallido e spento.
- Se non vuole farlo per il fratello, vediamo se lo fa per la persona che è venuto a salvare.- Ed provò a chiamare il nome della ragazza, ma il colpo di Envy gli strozzò le parole in gola. - Vedi mio caro, questa ragazzina non sta molto bene e tu non hai neanche molto tempo. Adesso ha perso la vista, tra un po’ non riuscirà neanche più a parlare.- In quel momento Envy fu travolto dalla rabbia di prendere a calci quella persona, ma non poteva farlo e cercò di non badare a Winry.
- Ora che rispondi Fullmetal, vuoi che la uccida davanti ai tuoi occhi?- La donna vestita di nero tirò ancora di più indietro la testa della ragazza, procurandole un leggero taglio sul collo, Ed vide alcune gocce di sangue scorrerle in basso e morire tra i seni, scoperti dalla vestaglia.
- Smettila!- Gridò Ed, accorgendosi che la ragazza aveva sentito la sua voce e si era leggermente agitata, eppure il nome che invocò non fu il suo, il ragazzo la vide muovere le labbra, ma da quella distanza non riuscì a cogliere cosa stesse dicendo, aspettò quindi che la donna riferisse ogni cosa.
- Envy, la ragazzina ti sta chiamando, vuole che tu non faccia del male al figlio di Hoheneim. Non so, dice che è una promessa.-
- Che significa questo?- Forse non era così, forse quella donna si stava semplicemente prendendo gioco di lui, eppure sapere che lei aveva pronunciato il nome di Envy anziché il suo, lo infastidiva. Di certo non poteva immaginare che lei temesse di chiamarlo, aveva imparato a conoscere l’homunculus e sapeva che se solo avesse invocato il nome di Ed lui si sarebbe arrabbiato e gli avrebbe fatto del male, eppure così facendo feriva entrambi.
- Basta con questa falsa, cerchiamo di non perdere altro tempo.- Irruppe Envy esortando a fare come gli era stato ordinato. - Hai tutto ciò che ti serve, quindi procedi o perderai entrambi.-

Il vicolo che stavano percorrendo sembrava diventare sempre più stretto, Mustang e Fury facevano fatica a muoversi, per di più si respirava a malapena. Si fermarono per riprendere fiato un secondo, appoggiandosi alle pareti.
- Colonnello non le sembra tutto troppo strano. Da un po’ c’è un odore particolare che mi sta dando fastidio e…- Si bloccò di colpo e senza dire altro, tirò fuori la pistola, mirando alla cieca davanti a lui. - Ho sentito un rumore sospetto, sembrano come, sembrano passi trascinati.- Anche Mustang si mise in ascolto, teso come una corda di violino, se li avessero attaccati in quel luogo così stretto, lui non avrebbe potuto utilizzare l’alchimia, il pericolo di far esplodere tutto era grande.
- Non tema colonnello, non sono bravo come il tenente Hawkeye, ma ho una buona mira.-
- Non ne dubito sergente maggiore, mi fido.- In quel momento sentì anche lui gli stessi passi trascinati a forza, poi un odore nauseante di carne putrida diede entrambi allo stomaco.
- Mio dio è rivoltante!- Sbottò Fury trattenendo un conato a fatica. La via si riempì di strani rumori gutturali, come versi di animali, sembrava di essere in un film horror, in cui improvvisamente sbuca il mostro. Infatti fu proprio così. Quando Mustang alzò la torcia verso il corridoio incrociò figure deformi che avanzavano verso di loro, una sorta di zombi mutati, chimere di persone defunte.
- Come è possibile fare una cosa simile?- Fury non ebbe risposta, Mustang non avrebbe saputo come rispondergli. In quel momento percepirono in lontananza il rumore di spari, anche gli altri avevano incontrato qualcosa di molto simile a quell’orrore che avevano davanti agli occhi. Mustang si preparò con i guanti alchemici, cercando di concentrare le fiamme in punti ben precisi ed evitare danni a loro o alla struttura. Schioccò le dita ripetutamente, ad uno ad uno quegli strani esseri prendevano fuoco o cadevano sotto i colpi del sergente Fury.
- Quante munizioni hai?- Domandò Mustang schivando una chimera prima che potesse afferrarlo.
- Abbastanza per ora, mi chiedo se siano come gli zombie dei film?- mirò alla testa di un secondo, facendolo stramazzare a terra.
- Non ho intenzione ne di chiederlo ne di sperimentarlo.- In quel momento Fury fu afferrato per una gamba e tirato giù come un sacco, Mustang fece esplodere la testa di quell'obbrobrio appena in tempo, ma non si accorse che qualcosa stava arrivando alle sue spalle.
- Colonnello!!-



Vai al capitolo precedente - Vai al capitolo successivo

Commenti

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Random Posts

Post popolari in questo blog

Nuova stagione anime in arrivo! Ecco le novità della primavera 2014

FanFiction su Fairy Tail - Tears of Blood Capitolo 17