FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 22

22.
Doppia trasmutazione

Armstrong non era il tipo da tirare le cose per le lunghe, aveva messo al tappeto una ventina di quelle chimere orribili, cercando di capire come fossero state create. Alcune avevano parti intere di animali, altri invece avevano un corpo simile a quello umano, ma si comportavano come bestie senza contare che la maggior parte erano solo cadaveri che camminavano. Non avvertivano il dolore delle ferite e bisognava metterle fuori gioco con un colpo preciso. Falmann se la cavava molto bene con la pistola e il fuoco di protezione, che concedeva allo Strong Alchemist, era molto utile.
- Dovreste sentirvi onorati di sperimentare l’alchimia artistica tramandata da generazione in generazione dalla famiglia Armstrong!-
- Con tutto il rispetto maggiore, ma non credo che a loro interessi.-
- Ma interessa me!- Il maggiore sfoderò tutto lo splendore del suo corpo, meravigliandosi che quelle chimere non svenissero davanti alla sua enorme ed esuberante bellezza. - Io comincio a stare un po’ stretto!- Detto questo colpì con forza la parete alla sua destra aprendo un grande varco e connettendo, tra loro, la via che stavano percorrendo e quella che Havoc e Breda avevano preso. Anche loro erano in difficoltà, sparavano a raffica cercando di fermare quell’orrenda ondata, ma sembra tutto inutile.
- Maggiore splendida entrata!-
- Grazie sottotenente Havoc, credo di aver dato il meglio di me!-
- Maggiore! Crede di poterci ricongiungere anche con il colonnello?- Chiese Breda prendendo una chimera per il braccio e usandola a mo di spolverino, mentre il maggiore si concentrava per capire se potesse aprire un secondo varco. Tastò la parete del cunicolo con molta cura e attenzione, nonostante la situazione.
- No, questo cunicolo non è collegato con quello preso dal colonnello! Qui la parete è piena rischierei di far crollare tutto!- Le imprecazioni del sottotenente furono coperte da una decina di spari continui, ma ora dovevano occuparsi di uscire il più presto possibile da quella situazione.
Era stato colpito alla sprovvista, ma non era stata una chimera a ferirlo. Il colpo era venuto netto e preciso facendogli perdere i sensi in pochi secondi. L’ultima cosa che ricordava erano state le grida di Fury. Si alzò lentamente tenendosi la testa dolorante. Era stato portato in una strana stanza dalle mura in pietra, fredde come il ghiaccio.
- Certo che gli umani sono prevedibili, vero mamma?-
- Si Wrath, ma smettila di chiamarmi mamma.- Cercò di concentrarsi sulle voci che lo avevano attirato, scorse una donna dal lungo vestito nero e un bambino che gli scodinzolava intorno.
- Dove sono?- chiese biascicando qualche altra parola, ma era ancora molto stordito dal colpo ricevuto.
- Ben sveglio Flame Alchemist, ti conviene aprire gli occhi e darti un’occhiata intorno.- Roy fece come gli era stato ordinato, davanti a lui c’era una grande prigione in cui erano rinchiusi molte persone, sotto di loro un grande cerchio alchemico a sette lati. Sapeva cosa significava tutto quello, ma lo temeva come non aveva mai temuto nulla nella sua vita.
- Volete che faccia una trasmutazione?-
- Sei perspicace! Vogliamo proprio questo, ma in cambio riceverai qualcosa, non siamo così egoisti.- Wrath si spostò impedendo a Mustang di vedere dove stesse andando e tornò poco dopo trascinandosi dietro il corpo di una donna.
- Riza…- al suono del suo nome la donna spostò leggermente la testa nella sua direzione, ma non gli rispose. Non cambiò minimamente espressione nel vederlo.
- Non capisco come mai, ma io me la ricordavo più combattiva, invece non ha mai detto una parola da quando Envy l’ha portata qui.- Wrath la stava esaminando come fosse un giocattolo e lei si lasciava manovrare. Solo in quel momento Roy scorse il calcio della pistola di Fury appeso alla cintura dei pantaloncini del bambino.
- Che avete fatto al sergente Fury?-
- Oh quell’altro tizio lo abbiamo chiuso con questi, servirà anche lui come ingrediente.- Mustang spostò nuovamente lo sguardo verso i prigionieri, erano tutti ridotti allo stremo e anche per questo nessuno si lamentava o cercava di dire qualcosa, tra loro scorse il viso di Fury, era ancora privo di sensi appoggiato in un angolo della prigione.
- Ingredienti per cosa? Volete creare la pietra filosofale usando tutte queste persone, ma è una follia!- - Queste e un altro centinaio circa!- rispose Wrath lasciando in malo modo la donna. Riza ricadde priva di forze a terra, senza emettere un solo lamento. Roy non riusciva neanche a guardarla in quello stato.
- Non hai molto tempo Flame Alchemist, i tuoi compagni verranno uccisi dalle chimere tra poco, ma possiamo concederti qualche minuto con la donna, tanto in queste condizioni non andrà lontano.- Sloth ordinò a Wrath di far avvicinare Riza al colonnello, il bambino obbedì sorridendo, come se fosse felice che la donna gli avesse dato un ordine. Lasciò Riza a pochi centimetri da lui rimanendo ad osservare la scena. Mustang si avvicinò e provò a toccarla, ma lei sussultò come se non volesse.
- Riza, mi riconosci?- Allungò la mano verso il suo viso, notando che anche i guanti alchemici gli erano stati portati via, in quelle condizioni e con Riza priva di coscienza non poteva che obbedire a loro. Le prese la mano baciandola leggermente, senza spaventarla. Lei lo lasciò fare, ma in un certo senso non se ne era neanche accorta di averlo così vicino. - Mi dispiace, è solo colpa mia se sei in questo stato.-
- Se la vuoi salvare devi creare la pietra con queste persone. Tu non sei uno sciocco come Edward e lo farai, infondo hai già ucciso senza motivo, sei un alchimista e un soldato.- Mustang volse ancora lo sguardo verso le vittime, non si muovevano e nessuna di loro sarebbe vissuta ancora a lungo, erano persone dimenticate da tutti, nessuno avrebbe sofferto se fossero sparite. Riza al contrario era importante, per lui e per molte altre persone.
In guerra aveva ucciso molta più gente di quelle e le colpe di cui si era macchiato erano anche peggiori, se fosse servito per lei lo avrebbe fatto.
- Liberate Fury da lì ed io farò quello che volete.-

Envy lo aveva costretto a inginocchiarsi davanti al cerchio alchemico, lo aveva picchiato e lui non aveva reagito minimamente. Dal palco quella persona guardava ogni cosa compiaciuta di quello che sarebbe di lì a poco successo. Tutto stava andando come lei voleva. Davanti ai suoi occhi il figlio di Hoheneim e al piano inferiore il Flame Alchemist, insieme avrebbero avuto la forza necessaria per creare una nuova pietra filosofale, c’erano tutti gli ingredienti. Nessuno dei due alchimisti si rendeva conto di quante persone avesse rinchiuso in quelle prigioni e ognuna di loro era collegata, in modo da entrare a far parte della trasmutazione. L’acqua rossa scorreva nelle tubature di tutto l’edificio, tonnellate di acqua rossa per dar forza all’alchimia. Avrebbe così ottenuto ciò che voleva, la vita eterna e un nuovo corpo in cui vivere, quello che utilizzava in quel momento stava deteriorando a vista d’occhio.
- Che diavolo stai aspettando? Vuoi muoverti a procedere, mi sono stancato di aspettare!-
- Fratellone non farlo, non ascoltarlo!- Dall’alto Al cercava di raggiungere suo fratello come poteva, ma Ed sembrava stanco. Non aveva più combattuto da quando quella donna aveva detto quelle cose di Winry, non aveva reagito minimamente alle percosse di Envy e ora sembrava una marionetta nelle mani dell’homunculus. - Fratellone!-
- Ed non farlo!- Solo il suono del suo nome, gridato da lei lo fece destare. Envy si voltò di scatto verso il palco, tremava come una foglia, lei lo aveva chiamato dopo tanto tempo. Era riuscita a raccogliere le ultime forze scacciando la donna, ma non riuscendo a vedere dove si muoveva, era precipitava dal palco. La caduta era stata forte e il colpo ricevuto la fece stare molto male, iniziò a tossire convulsamente macchiandosi di sangue il viso.
- Win…-
- Winry!- Nel momento in cui Ed la stava chiamando, Envy era scattato verso di lei ad una velocità sovrumana e in pochi secondi l’aveva raggiunta, stringendola tra le braccia e controllando i danni della caduta. Ed li osservava e in quel momento era come se gli mancasse l’aria per respirare, era cosciente del fatto che lei sapesse che al suo fianco c’era quell’homunculus, ma non ne era per nulla spaventata, al contrario si era aggrappata a lui con forza. - Sei una stupida! Se ti agiti in questo modo peggiori la situazione.-
- Mi avevi promesso che non gli avresti fatto del male.- faticava a parlare e nonostante lui le stesse chiedendo di non fare altri sforzi, lei non lo ascoltava, sembrava arrabbiata.
- Queste non sono cose che io posso scegliere, senza contare che la promessa è venuta meno ora. Tu lo hai chiamato!-
- Allora uccidimi e facciamola finita con questa falsa, in fondo al mio cuore non ho mai smesso di aspettarlo…- Nonostante il dolore che stava provando in quel momento, nonostante tutto quello che era stata costretta a sopportare, era riuscita ad essere forte, li in mezzo era sicuramente la migliore di tutti. Envy strinse le mani intorno al collo della ragazza e lei chiuse gli occhi, da lontano Ed provò a fermarlo, ma l’invidia lo bloccò prima che potesse fare una sola mossa e allontanarsi dal cerchio.
- Prova ad avvicinarti e le spezzo il collo con un solo gesto! Sarai contento vero? Ti fa piacere?!-
- Envy lasciala andare!- gridò di rimando, ma il tono con cui lo aveva detto non era neanche paragonabile a quello usato dall’homunculus. Era arrabbiato, forse deluso o triste, non era abituato a tutti quei sentimenti e non sapeva neanche controllarli.
- Muoviti tappo, in queste condizioni mi basta davvero poco per ammazzarla!- Ed battè le mani richiamando l’attenzione della donna, la vedeva impaziente, fremeva al solo pensiero che era bastato davvero poco per farlo cedere. Envy al contrario non si voltò neanche, rimase fermo a fissare la ragazza che aveva tra le mani, non aveva stretto la presa, ma le sue labbra erano diventate violacee e respirava in modo troppo irregolare. - Dimmi di non ucciderti!- gli chiese in preda a un turbinio di emozioni che lo rendevano forse più pazzo di quanto non fosse in realtà.
- Fermalo.- rispose a fatica, non si sforzava neanche di aprire gli occhi, tanto ormai la vista se ne era andata da tempo, riusciva solo a sentire la sua voce a stento e quelle mani gelide su di lei ancora una volta. Provò ad allungare un braccio verso di lui, strinse un lembo della sua maglietta e si tirò su a forza, Envy allentò la presa non riuscendo a capire cosa volesse fare. Se la ritrovò tra le braccia, con il viso sul suo petto, lo stringeva con quelle poche forze che le erano rimaste.
- Fermalo ti scongiuro.- Envy spostò lo sguardo verso il biondino, aveva le braccia tese in avanti, le mani stavano per toccare il cerchio alchemico.

Si era inginocchiato a terra, Wrath aveva ripreso in custodia Riza e si era riparato in un angolo della grande stanza aspettando che lui compisse la trasmutazione. Avevano liberato Fury e legato accanto alla donna, proprio come gli era stato chiesto. Non doveva essere un elemento importante se ci avevano rinunciato tanto facilmente, questo gli fece capire che oltre a quelli che aveva davanti ce ne erano molti altri. Ad ogni modo non poteva esitare, quelle persone sarebbero alla fin fine morte comunque, mentre lui voleva salvare la donna a cui probabilmente aveva rovinato la vita. Allungò le braccia in avanti, pronto a poggiare le mani sul grande cerchio alchemico.
- Muoviti alchimista, non abbiamo tempo.-

Erano riusciti ad arrivare molto avanti, le chimere avevano perso forza o forse loro si erano abituati a farle fuori in poco tempo. Erano giunti davanti ad una porta immensa costruita in ferro molto spesso, all’interno non si sentiva nessun rumore. Armstrong poggiò le mani sulla porta cercando un punto dove potesse aprire un varco per passare, prima che le chimere li raggiungessero. Erano tutti salvi a parte qualche leggera ferita e ammaccatura, ma erano stanchi e a corto di munizioni.
- Muoviti alchimista, non abbiamo tempo.- Quando da dentro, Armstrong sentì quella voce, non perse più tempo, preparò un colpo potente con i suoi guanti speciali e colpì la porta facendola cadere in avanti…

… eppure in quel momento qualcosa fu attivato, delle mani furono poggiate sul grande cerchio alchemico… una luce rossa investì tutti i presenti… grida di dolore e sangue versato…



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