FanFiction su Noragami - Oblivion Capitolo 7

Capitolo 7 

Ci impiegò molto per riuscire a vestirsi a dovere, fu grata ad Hosuseri per averle legato l'obi come si deve e per averle acconciato i capelli come una principessa. Si riconosceva a stento in quegli abiti sontuosi ed eleganti, così ricercati e ben decorati, ma sapeva di aver già indossato, molti anni prima, simili vesti ed ebbe nostalgia. Hosuseri le aveva spiegato bene che non avrebbe avuto molto tempo, benchè ormai la sua anima non fosse più legata strettamente al suo corpo umano, presto avrebbe dovuto scegliere in quale tornare o si sarebbe estinta, ma per il momento aveva ancora qualche cosa da fare e poteva farla solo nelle vesti di Ko-no-hana.
- Vi sentite a vostro agio madre?- Hiyori guardò Hosuseri e si sentì scrutata da quelle bellissime iridi malva. Più lo guardava e più coglieva quei piccoli particolari che erano simili ai suoi e ne era felice. Quella era una vita che non era riuscita a godere a pieno, ma presto avrebbe rimediato.
- Si e no, so di aver indossato una cosa simile prima di oggi, ma gli abiti da umana sono decisamente più comodi.- Rise e Hosuseri lo fece di ricambio. In quel momento Hiyori sentì il suo cuore sussultare, per la prima volta percepì il dolore di non essere stata in grado di crescerlo, ma nonostante tutto era fiera di quel Dio così delicato e bello che le somigliava e che la chiamava madre con tanto affetto.
- I miei fratelli non ci sono, riportando indietro Murakumo si sono concentrati solo su di lui. Ora la spada è in isolamento e verrà sottoposta a giudizio divino, ma lui sapeva che sarebbe accaduto quando ha deciso di tornare con noi.- Ne era consapevole ed era preoccupata per lui, ma non aveva potuto fare molto. Murakumo era ricercato da molto tempo, sia da Ninigi che dai suoi figli, persino Hosuseri gli aveva dato la caccia. Tornando nel Takamagahara aveva segnato la sua condanna, ma facendolo aveva distolto lo sguardo di tutti dalla presenza di Hiyori per un po' permettendole di agire. - Ora andiamo.-



L'aria nella stanza era pesante e pregna di incenso. Da ogni bastoncino usciva una linea di fumo biancastro che aveva reso la stanza quasi irrespirabile. Avanzò a fatica trattenendo il respiro e cercando di non fare rumore, nonostante i sonagli che Hosuseri le aveva inserito nell'acconciatura continuassero imperterriti a tintinnare. Davanti a lei si stagliava un enorme letto a baldacchino protetto da spesse tende scure che le impedivano di guardare oltre, vi si avvicinò lentamente e con la mano ne spostò un lembo permettendole di vedere la forma di un corpo sotto le coperte. Quando i suoi occhi si posarono su una mano segnata dal tempo e dalla corruzione, il cuore di Hiyori perse il ritmo e rimase senza fiato. Facendosi coraggiosa come mai prima d'ora sorpassò le tende e si sedette sul letto cercando di non disturbare troppo l'uomo che ancora dormiva profondamente. Rimase ad osservare per un po' il respiro di lui e poi, pian piano, riuscì a guardarlo in viso. Era anziano e malato, ma anche dopo tantissimi anni riuscì a riconoscere l'uomo di cui Ko-no-hana si era innamorata, l'uomo che aveva deciso di sposare e per cui aveva deciso di morire. Una lacrima le scappò dagli occhi, sperò di non aver trascinato con se anche il trucco o sarebbe apparsa un mostro agli occhi di Ninigi. La pulì in fretta e poi si decise a poggiare la mano sul viso dell'uomo, sentì le rughe sotto il palmo e toccandolo anche la corruzione iniziò a darle fastidio, ma non si fermò.
- Buongiorno mio sposo.- Lo sussurrò appena per non disturbarlo, ma quelle parole arrivarono alle orecchie di Ninigi che aprì gli occhi a fatica. Non appena le iridi stanche e leggermente offuscate si poggiarono sul viso della ragazza, si spalancarono per lo stupore. - Come ti senti oggi marito mio?- Hiyori scoprì che quelle frasi le uscivano con molta naturalezza, non si stava affatto sforzando, al contrario le venivano dal cuore. Solo allora si rese conto della verità e cioè che nonostante tutto, l'anima di Ko-no-hana amava ancora Ninigi.
- Non è possibile.- a fatica, con la gola secca e le labbra screpolate, il dio riuscì a parlare, ma Hiyori fu lesta e con un panno umido, poggiato sul comodino a fianco del letto, riuscì a donare un po' di sollievo alle labbra dell'uomo. Le massaggiò con dolcezza per evitare di ferirlo ulteriormente e continuò ad accarezzarlo, nonostante le sue dita avessero iniziato a macchiarsi di nero.
- Certo che è possibile, sono qui. Sono tornata da te.-
- Io...- tossì e Hiyori gli pulì la bocca. Ogni gesto le veniva spontaneo e dal cuore e per questo soffriva come mai prima d'ora. - Io ho fatto un sogno.-
- Non sforzarti così, lascia parlare me.-
- No devo dirlo.- A fatica Ninigi riuscì ad alzare il braccio e a toccare la ragazza, dapprima solo sulla mano, poi provò a sfiorarle il viso, ma il gesto risultò troppo difficile e allora fu Hiyori ad aiutarlo, prendendogli la mano e portandola sulla sua guancia, ora umida a causa delle lacrime che non era riuscita a controllare. - Ho sognato te mia sposa, ho sognato la nostra vita insieme e i nostri figli che crescevano cullati dal nostro amore. Ho visto una vita che per colpa della mia stupidità non hanno avuto.-
- Tutto questo è il passato, ora sono qui.-
- No purtroppo. Mia amata per quanto tu possa indossare così bene questi abiti io so chi sei.- Hiyori spalancò gli occhi e la bocca, nonostante quell'uomo facesse fatica a mettere a fuoco le stava leggendo l'anima come se fosse un libro aperto. - Ti avevo già notato da molto tempo, ma non ho fatto nulla. All'inizio la rabbia mi aveva offuscato la mente, esattamente come accadde anni fa, poi un giorno mi misi ad osservarti e ti vidi sorridere. Non stavi facendo nulla di così strano, camminavi per strada insieme a due ragazze umane e parlavate, ma tu sorridevi. Eri bella, anzi no, meravigliosa, ed io mi sentii un mostro. Fu quello il giorno in cui decisi che era arrivato il momento di morire.- Non riuscì più a trattenersi, piegandosi in avanti poggiò la testa sulle lenzuola e pianse come una bambina, sfogò quei sentimenti come mai aveva fatto e Ninigi rimase in attesa, accarezzandola per quanto gli fosse possibile. Poi, quando le lacrime smisero di uscire, Hiyori alzò la testa e baciò Ninigi sulla bocca. - Per il poco tempo che ci resta, anche se non lo merito, raccontami mia amata com'è la tua vita da umana.-
Ed allora Hiyori iniziò a raccontargli ogni cosa. Dalla scuola alle amiche, alle uscite frivole e agli incontri di wrestling che le piacevano tanto, raccontò a Ninigi del suo idolo e di tutte le volte che aveva riprodotto quella strana mossa in combattimento. Raccontò dei suoi genitori e di come l'amavano, dei loro giorni insieme e della sua vita da figlia e da adolescente, poi gli raccontò di Yato. Non fu semplice, si sentì in colpa nel farlo, ma non si fermò. Riportò alla mente il loro primo incontro, di come si era gettata a testa bassa contro di lui per salvarlo dall'incidente in strada e di come aveva iniziato a separarsi dal suo corpo umano. Poi le raccontò di Yukine e di come si era affezionata a lui tanto da aiutarlo nell'abluzione, dello scontro contro Rabo e di Nora. Poi fu la volta dello scontro con Bishamon, dell'evoluzione di Yukine a strumento benedetto ed infine la vicenda di Ebisu. Ninigi ascoltò ogni cosa, a volte riuscì persino a sorriderle e Hiyori lo vide rilassato e tranquillo.
- Io sono innamorata di Yato.-
- Lo so bene, l'ho sempre creduto e mi odio per questo, perchè questo amore una volta era per me e l'ho sprecato.- Con la mano Ninigi indicò uno dei cassetti del comodino e Hiyori lo aprì, vi trovò dentro una scatola in legno finemente decorata in oro e la prese. Ninigi le chiese di aprirla e lei obbedì, rimanendo incantata di fronte alla bellezza di due strani anelli che si intersecavano tra loro ed erano pieni di pietre azzurre e smeraldi lucenti. - Questo è il simbolo del nostro matrimonio, lo ricordi vero?- Lo ricordava bene, ma non li vedeva da moltissimo tempo e per un attimo si sentì soffocare dai ricordi. - Erano divisi e il giorno del nostro matrimonio, proprio come le nostre anime, anche loro si sono uniti. Io non posso rompere il nostro legame, neanche con la mia imminente successione si scinderà, ma con le ultime forze che mi rimangono posso donarti qualcosa. Esprimi un desiderio, Iki Hiyori, e lo esaudirò per te.-
C'era amore in quel vecchio sguardo, Hiyori lo sapeva e nonostante il dolore che aveva dovuto sopportare, le paure e le privazioni, riconosceva quell'amore e, in qualche modo, lo ricambiava, ma era certa che quello che un tempo provava per Ninigi, ora lo provasse per Yato, su questo non poteva sbagliarsi. Rimase in silenzio per un po', cullando il vecchio e cercando di non farlo soffrire. La contaminazione del corpo di Ninigi aveva iniziato a darle fastidio, ma era solo esteriore e sapeva di poterla curare con poco, quindi non lo lasciò neanche per un secondo.
Le era stato concesso un desiderio, ma cosa avrebbe dovuto desiderare? Ne aveva chiesti diversi a Yato e fino ad ora lui non ne aveva avverato neanche uno, ma in effetti molti di quei desideri li aveva espressi solo per non farlo allontanare da lei e quindi non poteva lamentarsi, ma ora era diverso.

I giorni erano passati in fretta ed era quasi sera quando Ninigi si svegliò di nuovo. La stanchezza prendeva spesso il sopravvento e cullato dalla gentilezza della ragazza cedeva volentieri al sonno. Ogni volta che riapriva gli occhi era certo di non trovarla più, che l'avesse solo sognata, come era gia successo molte volte, invece lei era sempre li, che lo accudiva e si prendeva cura di un vecchio dio morente, continuando a sorridergli gentile.
- Hai pensato alla mia richiesta? Cosa desideri mia amata?-
- Ci sono molte cose che desidero in realtà.- Hiyori si sporse in avanti e spostò una ciocca grigia dal viso di Ninigi, sistemandogli poi i capelli al meglio in modo che non gli dessero più fastidio. - Una buona parte di me è umana e gli esseri umani vogliono molte cose, eppure sprecare un desiderio per qualcosa che potrei ottenere da sola non credo che abbia senso.- Alzò il braccio e spostò la tenda del letto affacciandosi verso l'entrata, li scorse gli occhi di Hosuseri e gli chiese di entrare. Egli però non era solo e in pochi secondi al capezzale di Ninigi si radunarono tutti i suoi figli. Hiyori li guardò con attenzione, loro evitarono ben bene di incrociare gli occhi della ragazza, ma lei non si offese. Ci aveva impiegato molto per convincere Hosuseri, che era rimasto comunque restio nel chiamare i suoi fratelli, ma aveva obbedito.
Ora per la prima volta Hiyori poteva vedere anche Hoderi e Hoori, gli altri due suoi figli e anche in loro scorse qualcosa di se. Hoori aveva i suoi stessi occhi, ma i capelli scuri e molto corti, era un giovane robusto e muscoloso, accompagnato dal suo arco e da una grossa faretra. Hoderi era meno possente, ma alto e snello, con i capelli dello stesso colore di quelli di lei, ma la pelle olivastra. Ninigi li guardò bene, era da tempo che non li vedeva tutti insieme. I fratelli avevano sempre avuto idee e comportamenti diversi e spesso si erano scontrati per delle inezie, ma non si erano comunque mai separati.
- Non comportatevi da immaturi, salutate vostra madre.- La voce di Ninigi risultò grave e pesante, e i due fratelli sussultarono all'unisono, ma non riuscirono a fare di più.
- Va bene così, mi basta che siano venuti, vorrei che ciò che ho da dire la ascoltassero tutti.- Sentì la mano di Hosuseri poggiarsi delicatamente sulla sua spalla e al tempo stesso anche quella di Ninigi che cercava la sua, assecondò entrambi e sospirando provò ad esprimersi nel miglior modo possibile.
- Potrei chiederti qualsiasi cosa, ma sarebbero tutti desideri egoistici e non li pronuncerò. Eppure c'è davvero un desiderio che vorrei si realizzasse.- rimase in silenzio per qualche secondo e si guardò intorno di nuovo, per un secondo anche se piccolo e veloce, riuscì ad incrociare lo sguardo di tutti i suoi figli. - Vorrei che la tua successione fosse felice e indolore, vorrei che il prossimo te fosse libero dai demoni del passato e soprattutto libero di vivere una vita felice e lontana dall'odio e dalla sofferenza. Vorrei che i nostri figli conoscessero il vero Ninigi, quello che mi ha conquistata tanti e tanti anni fa e che amo con tutta me stessa e infine vorrei che un giorno trovassi qualcuno da amare di nuovo, qualcuno che sia in grado di combattere per il vostro legame. Voglio solo che tu sia felice, non desidero altro.-
- Avresti potuto desiderare di scindere il nostro legame, se lo avessi fatto il nostro matrimonio si sarebbe annullato.- Lo disse con le lacrime agli occhi e non si nascose, soprattutto quando anche i suoi figli iniziarono a piangere.
- L'ho detto, sarebbe stato egoista da parte mia chiederlo. Avrei rinnegato la mia famiglia e non voglio farlo. Non ho alcuna intenzione di allontanarmi dal mio passato, anche se ora il mio cuore è legato a Yato, io voglio avere anche voi. Troverò da sola un modo per essere felice.-
Ninigi morì quella stessa sera. Spirò senza sofferenze cullato dalla sua famiglia, che solo in punto di morte era riuscito a vedere di nuovo unita. Hiyori pianse per molto tempo, la morte del Dio le procurò molte sofferenze e per giorni non riuscì neanche a muoversi. Hosuseri fu l'unico a rimanerle vicino e presto le disse che era giunto il momento di tornare indietro. A malincuore la ragazza dovette accettare, anche se avrebbe preferito rimanere li fino al ritorno di Ninigi, ma non le fu possibile.
- Quando ci vorrà ancora?-
- Non ha mai avuto una successione, non posso dirlo con certezza. Di solito sono immediate, ma per un Dio così potente credo ci voglia del tempo, inoltre credo che rinascerà gia adulto. Non dovresti farti trovare qui.-
- Avrei voluto vederlo, mi sarebbe davvero piaciuto poterlo salutare.-
- Madre, non credo sia una buona idea. La successione cancella i suoi ricordi, ma voi siete ancora legati, potrebbe impedirti di tornare sulla terra.-
- Lo so, ma mi sarebbe comunque piaciuto poterlo rivedere un ultima volta.-
Nessuno dei due se ne accorse, ma qualcuno li stava osservando. Un giovane alto e robusto, con lunghi capelli neri, gli occhi azzurri e felini e un piccolo accenno di barba che gli donava un aria severa. L'aveva notati da primo istante in cui i suoi occhi si erano aperti, era come se qualcosa di invisibile lo avesse guidato li e lui non era stato in grado di negarsi.
Provò ad avanzare, qualcosa dentro di lui gridava e voleva fermarli a tutti i costi, ma una mano si posò sulla sua spalla e lo trattenne.
- Chi è quella donna?-
- Nessuno padre, solo un anima.-
- Eppure Hoderi, figlio mio, dentro di me qualcosa mi dice di non farla andare via.-
Ad ogni modo, non la fermò. Rimase solo ad osservarla in lontananza, in modo che lei non potesse notarlo, finchè Hosuseri non la portò via.

Era notte fonda quando tornò. Hosuseri l'accompagnò al tempio di Tenjin dove il Dio aveva preso in custodia sia il suo corpo umano che quello divino. Fu accolta anche da Bishamon e Kazuma che la salutarono con un sorriso e le chiesero come stesse. Hiyori fu felice di vederli in forma, nonostante la terribile battaglia che erano stati costretti ad affrontare per lei, ma di cui nessuno ne fece più parola. Provò ad evitarlo il più possibile, ma dopo un po' il desiderio di sapere fu più forte e mentre Tenjin le versava cortesemente del tè, chiese.
- Dov'è Yato?-
- Non lo sappiamo.- Bishamon prese la parola, la dea era seria e visibilmente preoccupata, tanto che Hiyori iniziò a sentirsi a disagio. - Ho provato a stargli dietro per un po', era nervoso e scostante, ma ha accettato alcuni lavori e ho pensato che volesse soltanto impegnare il tempo. Poi lo abbiamo perso. Non si fa sentire da un paio di giorni.-
- Sono stata via appena una settimana, non può essere andato chissà dove.-
- Tornerà non serve agitarsi tanto. Ad ogni modo Hiyori, cosa hai deciso?- Tenjin pose la domanda che tutti aspettavano e la ragazza non potè sottrarsi oltre alla decisione. Strinse la mano di Hosuseri al suo fianco e finalmente mise tutti al corrente della sua decisione.
- Voglio essere Hiyori, ho conosciuto voi e Yato come umana e voglio continuare ad esserlo, ma...- abbassò lo sguardo e si bloccò. Non era ancora riuscita a mettere totalmente ordine nei suoi pensieri e nelle sue volontà e quella era comunque stata una decisione difficile da prendere.
- Mia madre ha deciso di non scindere il legame con noi e con nostro padre. Benchè ora lui abbia avuto la sua successione e non conservi i ricordi di quel passato, il loro matrimonio è ancora valido.- - Alla fine ho solo trovato una scappatoia per non dover decidere. Io voglio essere Hiyori e non Ko-no-hana, non voglio essere una dea di questo ne sono certa, ma scegliere definitivamente l'una o l'altra mi avrebbe comunque portato via qualcosa a cui tengo e in questo momento non voglio perdere nulla. Anche se farlo significa rischiare ogni giorno di poter perdere la mia identità come umana.-
- In effetti è vero. La tua anima continuerà a slegarsi dal tuo corpo umano e un giorno potresti non riuscire più a farvi ritorno.- Tenjin la guardò seria e leggermente contrariato. Questa indecisione era per lei pericolosa e di questo doveva rendersene conto il prima possibile. - Quando questo giorno verrà, potresti perdere molto di più di un legame con la tua vecchia vita o con la nuova.-
- Infondo è una peculiarità degli esseri umani quella di non saper decidere. Non credo sia totalmente sbagliato.- Bishamon le sorrise e prese le sue difese, capiva i sentimenti della ragazza e perchè non fosse in grado di prendere una decisione netta sulla faccenda. - Ora siamo troppo presi dai fatti accaduti e queste non sono cose che avverranno oggi e neanche domani, quindi mi sembra giusto che ora Hiyori sfrutti a pieno la possibilità di avere tutto quello che vuole. Delle conseguenze ci occuperemo poi.-
- Dove pensi di conservare il tuo corpo divino?- Ancora molto contrariato, Tenjin provò a cambiare argomento, ma non poteva negare che fosse decisamente troppo presto per decidere con lucidità.
- Porterò il corpo di mia madre accanto alle spoglie di Ninigi. Nonostante la successione, il vecchio corpo di mio padre è rimasto intatto e lo abbiamo deposto in un tempio nella nostra magione. Riposeranno entrambi li.-
- Di Murakumo cosa si è deciso?- Bishamon riportò l'attenzione su un altro problema che fino a quel momento Hiyori aveva evitato. Non aveva avuto la minima occasione di poter vedere Murakumo nei giorni trascorsi nel Takamagahara e Hosuseri era stato sempre restio a parlarne. La dea bionda vide lo sguardo di Hiyori farsi cupo e sussultò. - Non avranno deciso di...-
- Ama no Murakumo è stato accusato di aver procurato la morte del proprio padrone, di tradimento e di molti altri crimini celesti. Gli dei si riuniranno per deciderne le sorti, ma credo che perderà il proprio nome e i propri diritti come arma consacrata. Per il momento è tenuta in isolamento e dovrà affrontare una seconda abluzione per evitare che corrompa il nuovo corpo di Ninigi. In seguito sarà mio padre a decidere se riprenderla o meno, per il momento nessuno può aiutarlo.-
- Era ben consapevole di cosa gli sarebbe successo tornando indietro, ma lo ha affrontato lo stesso. Forse si è finalmente conto di non poter in alcun modo continuare a coltivare quei sentimenti per Ko-no-hana.- riflessivo come sempre Kazuma guardò la propria padrona e per un attimo fu come se egli stesso stesse vestendo i panni di Murakumo. Anche lui avrebbe fatto di tutto per la propria padrona, ma lui era andato troppo oltre per poter ricevere un perdono. - Infondo perdendo il proprio nome postumo perderà anche il legame con Hiyori, sarà libero.-
Per qualche minuto scese il silenzio, poi Hosuseri si alzò e inchinandosi con rispetto davanti a tutti i presenti si congedò dal gruppo. Hiyori lo seguì all'aperto, la brezza della sera era fresca e delicata e lei si sentì finalmente a casa.
- Credo sia venuto il momento di separarci.- Il cuore della ragazza tremò a quelle parole, aveva deciso di non scindere il loro legame, ma questo non significava che avrebbero potuto rivedersi molto presto. - Se rimango troppo qui mio padre potrebbe insospettirsi.-
- Hosuseri.- Il dio si voltò al richiamo della ragazza e se la ritrovò tra le braccia, con lei che si stringeva a lui pur di non farlo andare via. Quel gesto così spontaneo e dolce lo commosse a tal punto da pentirsi delle proprie decisioni, infondo non voleva davvero lasciarla sola. - Anche se non posso essere tua madre, non posso far di certo finta di non amarti. Non separiamoci come se non ci fosse davvero un domani per rivederci.-
- Non pensare a questo ora, concentrati sulla tua vita e sul tuo amore. Continuo a credere che quel Dio delle calamità non sia la scelta migliore, ma tu sei felice con lui, mentre da quando tutto questo è tornato a galla hai sempre pianto. Anche adesso lo stai facendo.- Era vero, le lacrime non smettevano di bagnarle il viso e non riusciva a trattenere i singhiozzi, ma non era triste per aver conosciuto quella parte della sua vita, era solo dispiaciuta di non poter fare di più.
- Un giorno...- tirò sul con il naso continuando a stringere il kimono di Hosuseri e a bloccarlo con il suo corpo minuto. - Un giorno sarò madre di nuovo e sarò pronta a prendermi tutte le responsabilità come tale e quindi, quel giorno esatto vorrei presentare quella nuova vita a te e ai tuoi fratelli, vorrei che questa famiglia che si è spezzata anni fa, tornasse ad essere unita.-
- Sarebbe bello.- Hosuseri le baciò il viso, bagnandosi le labbra con le gocce salate delle lacrime di Hiyori e le regalò l'ultima carezza. Anche gli occhi del Dio erano umidi e carichi di tristezza, ma si fece forza e staccandosi con difficoltà da quell'abbraccio così bello, si allontanò di qualche passo dalla ragazza e salutandola con un sorriso gentile sparì nella notte.
Anche il corpo divino di Ko-no-hana sparì nello stesso istante e Hiyori si sentì più leggera.

Si ricongiunse con il suo corpo umano e decise di tornare a casa. Rientrò in silenzio, era tardi e non voleva svegliare i suoi genitori, chissà cosa avrebbero pensato della sua assenza e come avrebbe dovuto giustificarsi. Di certo non avrebbe potuto raccontare loro tutta la verità, ma di certo avrebbe dovuto affrontarli. Entrò con passo felpato e provò ad avvicinarsi alle scale, ma in quel momento la luce del corridoio si accese e lei si ritrovò addosso lo sguardo dei genitori. Non riuscì a decifrarli bene così agì d'istinto si inchinò e chiese scusa dal profondo del cuore. Rimase con la testa bassa per qualche minuto finchè non sentì la mano gentile del padre posarsi sulla sua testa, così alzò gli occhi e lo vide sorridere, anche se con gli occhi colmi di lacrime.
- Ben tornata Hiyori.-
- Sono a casa.-
Li abbracciò d'istinto e si sentì finalmente nel posto in cui voleva stare. Non aveva sbagliato a voler essere Hiyori e ora sapeva di appartenere a quella casa ed essere una parte importante per quelle persone che avevano scelto di essere i suoi genitori e avrebbe continuato quella vita normale con la speranza che un giorno si sarebbe ripresa tutto quello che le apparteneva, con la coscienza e la maturità necessaria, ma per ora essere una figlia e una ragazza normale era ciò che voleva. La mattina seguente si alzò molto presto, c'era ancora qualcosa che doveva sistemare ed era intenzionata a farlo il prima possibile.



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