FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 23

23.
Dolore 

La stanza si era riempita di un bagliore rosso accecante, nonostante lui non avesse ancora toccato il cerchio alchemico, qualcosa si era attivato automaticamente. Le grida delle persone all’interno della prigione gli ferivano le orecchie, senza contare il colpo improvviso che era giunto dalla porta, ora completamente sfondata. Era difficile tenere gli occhi aperti a causa di quel bagliore, le pareti tremavano violentemente e lui ne approfittò per tirare fuori il secondo paio di guanti dimenticati a causa della tensione, li infilò in pochi secondi e cercò nel trambusto il viso di lei.
- Colonnello Mustang!- la voce baritonale del maggiore Armstrong lo fece voltare verso destra, senza rendersi conto di nulla si ritrovò in braccio al nerboruto uomo, che cercava di portarlo via da quel luogo.
- Mi metta subito giù, devo salvare Riza!-
- Il tenente è qui? Non la vedo da nessuna parte!- rispose lui iniziando a cercarla in ogni dove. Da lontano udirono le voci di Wrath e Sloth che cercavano di andarsene, neanche loro sapevano cosa stava succedendo.
- Mamma, non doveva andare in questo modo! Deve essere successo qualcosa al piano di sopra!- Non ricevette risposta dalla donna, ma in quel momento il maggiore fu bloccato da un’ondata d’acqua gelida simile ad uno schiaffo. Capitolò a terra facendo cadere anche Mustang. Il colonnello corse nella direzione in cui aveva visto la donna poco prima e iniziò a cercarla freneticamente.
- Riza! Dove sei, ti prego rispondimi!- Nel trambusto di grida e rumori non fu in grado di capire se avesse risposto, ma non volle demordere. Come se non bastasse, anche le chimere li stavano raggiungendo, Armstrong aveva dato l’ordine agli altri di rimanere di guardia alla porta e sparare a vista a chiunque si avvicinasse, infatti in poco tempo oltre al trambusto si era unito il rumore degli spari.
- Wrath, uccidila subito! Nessuno deve scappare da qui!- questa volta era stata Sloth a gridare, nonostante il suo tono di voce fosse sempre stato pacato e debole.
Mustang avvertì il rumore di uno sparo lontano dagli altri e si diresse in quella direzione senza pensarci. Scorse la figura del bambino che si divincolava, qualcuno gli aveva impedito di sparare nella direzione giusta.
- Fury!- gridò Mustang riconoscendo la figura del soldato. Il sergente fece volare via la pistola dalle mani del bambino, ma la forza dell’homunculus era superiore e il povero soldato fu sbalzato via senza troppi problemi. Mustang intervenì appena in tempo, fece schioccare le dita in direzione del moccioso, che subito prese fuoco, ma non appena le fiamme si estinsero il bambino tornò normale in pochi secondi.
- Brutto idiota, pensi che basti questo per far fuori uno come me!- Lo vide avvicinarsi velocemente, provò a ferirlo di nuovo, ma era tutto inutile. Poi uno sparo, preciso e sicuro, colpì Wrath alla testa facendolo cadere all’indietro. Mustang concentrò la vista in direzione dello sparo e la vide. In ginocchio in un angolo della stanza, la pistola ben salda nelle mani, la mira come sempre perfetta, aveva dato loro qualche minuto in più.
- Riza…-
- Colonnello!- la donna sparò di nuovo non appena vide il bambino rialzarsi da terra. Sapeva di non poterlo uccidere, ma in quel modo poteva fermarlo anche di poco. Il colonnello si avvicinò a lei in fretta, Hawkeye non si mosse, tenendo ben ferma la mira verso l’homunculus.
- Quando ti sei ripresa?-
- Quando l’ho sentita gridare e ho visto la pistola accanto a me, ho come avuto l’istinto di proteggerla colonnello, mi dispiace per tutto quello che ho…- Non finì, non ne fu capace. Mustang l’aveva presa dietro la nuca e tirata verso di se, baciandola con foga. Lei aveva spalancato gli occhi dalla sorpresa, ma il suo cuore stava esultando dalla felicità. Nonostante tutto non si distrasse, non appena vide Wrath rialzarsi gli sparò di nuovo, staccandosi da lui a malincuore. - Dobbiamo andare, al piano di sopra c’è Edward e Winry, sono in pericolo.- riferì lei alzandosi e facendo segno al colonnello di seguirla.
- Credi sia stato lui ad attivare la trasmutazione?-
- Probabilmente, dato il fatto che nessuno a parte il bambino può utilizzare l’alchimia. Conosco la strada, mi segua.- Mustang chiamò a gran voce gli altri verso di se, vide per primo il maggiore che cercava di sfuggire ai colpi di Sloth, bagnato fradicio, faticava persino a rimanere in piedi. Riza mirò in direzione della donna, colpendola con precisione e facendola stramazzare a terra. Accorsero anche gli altri del gruppo, felici di vederla sana e salva. Riza li condusse attraverso una porta e la chiusero dietro di loro. Armstrong la bloccò con l’alchimia.
- Non abbiamo più molte munizioni e quelle chimere sono tantissime!- fece Havoc gettando la pistola ormai inutile. - Tenente, sono felice di rivederla.- Riza gli sorrise di rimando, era molto stanca, ma cercò di non dare a vedere a nessuno il suo stato, infondo anche loro erano molto provati. La donna li condusse per un lungo corridoio fino a sbucare davanti ad una scala in legno, alquanto cadente. Al termine si trovarono davanti ad una porta, dall’altra parte c’era molto rumore soprattutto molte grida. - Winry!!!-
Nonostante il nome gridato fosse quello della ragazza, la voce non sembrava quella di Edward.

La stringeva ancora tra le braccia quanto tutto ebbe inizio. Nonostante le grida del fratello, Ed aveva attivato il cerchio e la stanza si era riempita di una luce accecante, il pavimento aveva iniziato a tremare pericolosamente e lui non si era reso conto di quello che stava succedendo. Lei lo aveva pregato di fermare il piccolo alchimista e per un attimo aveva ceduto a quella supplica, solo che quella persona se ne era resa conto molto prima e lo aveva fermato, o per lo meno aveva fermato la responsabile di quel cedimento. Era scesa dal palco senza farsi vedere ed era sbucata alle spalle della ragazza quando aveva abbracciato l’homunculus, alzando il pugnale e colpendola con forza tra le scapole. Lei si era accasciata priva di forze sul corpo dell’invidia, il sangue fuoriusciva dalla ferita forse troppo lentamente, ma bastava per farle perdere conoscenza.
- Winry!- Envy aveva gridato il suo nome con rabbia, come se fosse arrabbiato più con lei che con quella persona che l’aveva colpita.
- Sei solo un peso Envy, in queste condizioni non mi servi.- Senza preoccuparsi minimamente di lui, quella donna si voltò verso il cerchio alchemico aspettando con ansia di veder comparire la sua agognata pietra filosofale, ma una volta che la luce si fu ridotta e il fumo prodotto dalla trasmutazione abbassato, non vide nulla se non un enorme cratere sul pavimento. - Che diavolo significa questo? Dov’è la pietra, maledizione?- Edward era steso a terra privo di sensi, dall’alto Al si agitava come poteva per cercare di raggiungere suo fratello, la corda vibrava terribilmente e il tremore della terra era ancora pericoloso.
Quando il gruppo di militari entrarono a forza nel salone, si trovarono davanti una scena terribile. Envy teneva tra le braccia la ragazza coperta di sangue, non si era mosso da quella posizione ne cercava di soccorrerla, sembrava non capire cosa stesse succedendo. Riza fu la prima a correre in suo soccorso, per nulla intimorita dalla presenza dell’homunculus. Lo scansò da lei con una spinta e la fece voltare per esaminare la ferita, era profonda, ma la ragazza respirava ancora. Senza pensarci oltre si tolse la camicetta e iniziò a tamponarle la ferita, Mustang si avvicinò a lei togliendosi la giacca e coprendo il tenente come poteva.
- Respira ancora, ma è molto debole, ha bisogno di un dottore, dobbiamo andare via.-
- Voi…- la voce di Envy li fece voltare verso di lui, si era alzato tenendo la testa bassa, anche la sua voce era mutata, roca e piena di una strana e innaturale rabbia. - Voi non me la porterete via!- Riza passò la ragazza nelle mani di Mustang e puntò la pistola verso l’homunculus.
- La colpa è tua, sta male per colpa tua! Ricordo tutto quello che mi raccontava, come la trattavi, perché allora hai permesso questo?-
- Io non ho fatto nulla, non c’entro con questo!- Envy si lanciò sulla donna con furia, sbattendola a terra e stringendole il collo.
- Tu sei innamorato di lei ammettilo!- Riza lo scacciò con le gambe, ma la forza del ragazzo era cento volte superiore alla sua e non riuscì ad allontanarlo di molto, lui tornò all’attacco con più forza.
- Innamorato? Non farmi ridere, io non sono umano e non provo questi sentimenti!- Fu Mustang ad agire, prese il ragazzo per il bacino sbattendolo dalla parte opposta alla donna, la aiutò a rialzarsi chiedendole se stava bene. Riza annuì poco convinta, ancora pochi minuti e l’avrebbe strangolata senza rendersene conto. Nel frattempo Armstrong si era adoperato per far scendere Al dal soffitto, aveva tagliato la corda con un proiettile di pietra e lo aveva preso al volo, provando a riattaccargli gli arti come poteva e cercando di non danneggiare il simbolo di sangue, che legava l’anima del ragazzo all’armatura, con l’alchimia.
- Mi dispiace, ma meglio di questo non posso, serve Ed!- Si scusò il maggiore, anche se non ce ne era bisogno. Entrambi provarono ad avvicinarsi al ragazzo privo di sensi poco lontano, ma la donna vestita di nero sbarrò loro la strada creando un muro dal pavimento. Solo a quel punto Havoc e gli altri cercarono di tenerla buona puntandogli contro le pistole, ma non bastò a spaventarla. A gran voce, la donna invocò il nome di Gluttony e l’homunculus obeso comparve dall’alto scaraventandosi verso di loro infuriato.
- Divorali! Per colpa loro Lust è scomparsa!- Sembrava una furia, avanzava a bocca aperta sbavando dappertutto, preso dall’ira e continuando a gridare il nome di Lust. A poco servivano le pallottole, quelle a lui non facevano che il solletico. Al si fiondò sul corpo del fratello invocandolo a gran voce mentre Armstrong si dedicava a tenere a bada quella strana donna.
- Fratellone riprenditi! Fratellone!- La voce del ragazzino usciva da quell’armatura disperata, lo scuoteva leggermente preoccupato che fosse ferito. Poco dopo Ed accennò un movimento, schiuse gli occhi con fatica, trovandosi davanti il fratello minore.
- Al sei vivo? Che…- come un fulmine gli tornò alla mente quello che aveva fatto. Non era riuscito a resistere e aveva attivato il cerchio alchemico, però qualcosa era andato storto, la trasmutazione gli stava risucchiando tutta la forza e si era staccato all’ultimo momento, eppure le aveva sentite. Le grida di dolore e disperazione delle persone che in quei secondi avevano perso la vita, aveva sentito i loro lamenti nella testa e questo lo stava distruggendo.
- Fratellone che ti prende?- chiese Al spaventato, Ed era sbiancato di colpo, la bocca gli tremava e gli occhi erano spalancati.
- Io… io ho ucciso tutte quelle persone, io ho fatto tutto questo.-
- No, hai interrotto la trasmutazione in tempo. Non sono…- Forse non erano tutti morti, ma alcuni di loro erano stati veramente risucchiati dall’alchimia e questo Al non poteva negarlo. - Non lo hai fatto di tua volontà, non hai colpe.- Ed si mise in ginocchio guardandosi intorno, Mustang teneva Winry tra le braccia, era sporco di sangue, cercava di fermare Envy insieme a Riza, ma l’invidia aveva perso completamente la ragione. Poco distanti Havoc, Falmann, Breda e Fury cercavano, come potevano, di tenere a bada Gluttony, mentre Armstrong si difendeva dalla donna. Tutto quello per colpa sua.
In quel momento nel suo cuore non c’era spazio per altro che non fosse la colpa di cui si era macchiato, non pensava ad altro e il pensiero lo dilaniava, come un cancro. Ricadde in avanti, piangeva di dolore e Al non sapeva come consolarlo.
- Fratellone, Winry è stata ferita, dobbiamo andare via di qui.-
Winry, quel nome non lo toccava per niente. Lei lo aveva tradito e lo dimostrava la furia di Envy in quel momento, ma forse anche questo era stato per colpa sua.
- Al vattene! Non starmi vicino.-
- Perché fratellone? Che significa questo?- Non riusciva a capire il perché suo fratello si stesse comportando in quel modo, ancora una volta non voleva condividere con lui quello che pensava. Non rispose, si limitò a spostarsi, sbattè le mani e le poggiò a terra creando un grande cerchio alchemico. Al lo riconobbe subito, era quello che serviva per sigillare gli homunculus. Ed si sistemò al centro del cerchio, allargò le braccia e chiamò il nome di Envy a gran voce. L’homunculus lo sentì e bloccò l’attacco che voleva scagliare contro il colonnello, si voltò verso il ragazzo e sorrise, un’espressione maligna che non stava a preannunciare nulla di buono.
- Proprio te volevo! Edward!- L’invidia si scagliò contro di lui senza rendersi conto del cerchio alchemico, troppo preso dalla rabbia e dalla furia di scontrarsi con l’oggetto della sua invidia. Ed modificò l’auto-mail per formare nuovamente una spada e lo attese. Neanche la voce di quella donna, che fino a quel momento aveva avuto il massimo controllo su di lui, riuscì a fermarlo. Envy correva a perdi fiato, gli si scagliò contro e Edward lo colpì allo stomaco con la lama, la ferita non era nulla, al contrario Envy sorrise avvicinandosi di più al viso del ragazzo.
- Che credi di fare pezzo d’idiota! Non hai nulla con cui sigillarmi, non hai ne pezzi del mio vecchio corpo ne la forza necessaria.-
- Forse è vero, ma posso ucciderti tante volte quante sono le pietre che hai dentro di te.-
- Ancora più stupido, io ho quasi quattrocento anni, credi di avere abbastanza forza per uccidermi tutte quelle volte!- Con una mossa veloce Envy riuscì a rompere la lama liberandosi dalla presa del Fullmetal e gli saltò addosso facendolo sbattere contro il terreno, Ed fece appena in tempo ad attivare il cerchio impedendo ad Envy di uscire. Iniziarono a picchiarsi come due bulli, Ed lo prendeva a pugni e ad ogni colpo Envy cambiava aspetto, prendendosi gioco di lui. - Sai è stato divertente giocare con la tua ragazza, non puoi immaginare quante volte me la sono spassata mentre tu eri occupato a fregartene altamente di lei-
- Bastardo! Non voglio neanche sentirti!- Lo colpì di nuovo con l’auto-mail cercando di fargli più male possibile. - Non credo ad una parola di quello che dici!-
- Fai male, in tutto questo tempo non ti ha mai cercato. Abbiamo dormito insieme, abbiamo fatto l’amore ogni volta che ne avevo voglia e non si è mai tirata indietro. Mi sono divertito che neanche immagini!-
- Piantala!- Mustang era corso ad aiutare gli altri alle prese con l’homunculus obeso, la donna vestita di nero era sgattaiolata via in pochi secondi senza che nessuno se ne accorgesse. Roy aveva lasciato Riza con Winry, la ragazza era in gravi condizioni. Stretta tra le sue braccia la sentì muoversi leggermente.
- Ferma Winry non devi muoverti ora che il sangue ha smesso di uscire.-
- E…e…- Riza avvicinò l’orecchio alla sua bocca per cercare di capire cosa stesse cercando di dirle. - … portami li… io…-
- Non sforzarti così, stai tranquilla vedrai che andrà tutto bene.-
 - Envy… Ed… ti prego.- Aveva aperto gli occhi appena, Riza notò che non vedeva nulla, le iridi erano pallide e molto arrossate. Non potè tirarsi indietro, chiamò Alphonse e l’armatura corse da loro per vedere cosa stesse accadendo.
- Tenente, come sta Winry?-
 - Devi aiutarmi, riesci a prenderla e portarla da loro senza muoverla troppo.-
- Il maggiore non mi ha attaccato bene le braccia, potrebbe cadere.- rispose lui esaminandosi l’armatura e rendendosi perfettamente conto di non essere in buone condizioni per trasportare una persona ferita.
- Allora lo faremo insieme, stai attento mi raccomando.- Al prese la ragazza da sotto, aiutato dal tenente, che le reggeva la testa e le gambe in modo che non pesasse troppo sugli arti del ragazzino. Coordinarono bene i movimenti, in modo da non farla sussultare e iniziarono ad avvicinarsi al cerchio alchemico. Mustang li aveva notati, ma in quel momento non poteva nulla, si stava praticamente consumando le dita a forza di far bruciare quel mostro, lo stesso valeva per Armstrong, che lo tratteneva a forza e per gli altri completamente esausti. Avanzavano lenti, ascoltando le grida dei due ragazzi che si picchiavano, Envy rideva continuando a prenderlo in giro, mentre Ed stava perdendo il lume della ragione davanti a quelle parole. Una volta vicini Winry chiese loro di poggiarla a terra, iniziò a strisciare a fatica verso le voci che sentiva.
- Fermati ti prego Winry, riaprirai la ferita!- A nulla servirono le urla di Al o la resistenza di Riza, lei aveva deciso che, in qualche modo, li avrebbe fermati. Avanzava con la sola forza delle braccia, si rese conto di toccare il cerchio alchemico quando sentì le forze venirle meno. Lo stesso fecero i due, voltandosi praticamente nello stesso istante. Vedendola muoversi Envy sorrise e approfittando di un attimo di distrazione di Ed, lo spinse via da se. In quel momento sperava che lei lo chiamasse, in modo da dare fondamento a tutte le cattiverie che aveva detto poco prima, voleva vederlo soffrire davanti ai suoi occhi.
Anche se non poteva vederlo riusciva ad avvicinarsi a lui, guidata da un istinto che solo in quel momento aveva scoperto di avere. Toccò con la mano quella di Envy, era fredda come al solito, quindi sicura che fosse lui.
- Aiutami...- chiese lei con una voce simile ad un sussurro. Lui la tirò a se facendole poggiare la testa sul petto, la strinse guardando Ed con occhi maligni. - Basta, smettila di farti del male. Morirò anche io…- Quella frase lo incuriosì, forse non riusciva a rendersi conto che lei era solo un essere umano, che si era già spinta oltre le sue possibilità. In quel momento gli importava solo che lei si fosse rivolta a lui davanti agli occhi di Ed, vederlo soffrire era l’unica ragione della sua vita. Forse per questo non lo vide arrivare, senza che nessuno si rendesse conto Winry aveva recuperato il pugnale con cui quella donna l’aveva colpita, lo aveva tenuto nascosto fino a quel momento e ora lo aveva usato. Con le ultime forze lo aveva conficcato nel petto di Envy, colpendolo alla sprovvista, lui l’aveva lasciata andare e lei era ricaduta a terra, priva di sensi. Poi tutto accadde in pochi secondi, Al corse a recuperare la ragazza e Ed uscì dal cerchio alchemico. Envy non riusciva neanche a muoversi, non poteva essere ucciso in quel modo, la mossa di quella ragazza era stata inutile, eppure non riusciva a muovere un muscolo del suo corpo. Ed attivò ancora una volta il cerchio alchemico, si sprigionò una luce azzurra molto forte, che fece rigettare all’homunculus le pietre rosse che aveva in corpo. La terra tremò sotto i loro piedi, il pavimento iniziò a frantumarsi in mille pezzi, tutto stava crollando. La voce di Mustang e degli altri in lontananza, le grida di Riza che cercavano aiuto, i passi di Al che correvano a recuperare anche il fratello. Ed si sentì sollevare, era privo di forze, perse in pochi secondi i sensi.



Vai al capitolo precedente - Vai al capitolo successivo

Commenti

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *

Random Posts

Post popolari in questo blog

Nuova stagione anime in arrivo! Ecco le novità della primavera 2014

FanFiction su Fairy Tail - Tears of Blood Capitolo 17