FanFiction su FullMetal Alchemist - Senza di lei Capitolo 25

25.
Io esisto... 

“ If I tell you 
Se ti parlo
Will you listen?
mi ascolterai?
Will you stay?
Resterai?
Will you be here forever?
Starai qui per sempre?
Never go away? 
Non andrai mai via?
Never thought things would change, hold me tight 
Non ho mai pensato che le cose sarebbero cambiate, stringimi forte,
Please don't say again that you have to go 
per favore non dire di nuovo che devi andare. ” 

- Vuole vedere Winry e capire come aiutare Ed.- Roy era tornato a casa di Glacyer e stava discutendo con Riza della questione e di come aveva trovato il ragazzo dopo la visita.
- Non credo che lei sia pronta per uscire e poi farla parlare con un perfetto sconosciuto.-
- Hai ragione, ma io non so cos’altro fare.- Mustang si prese la testa con le mani, sforzandosi di trovare una qualche soluzione. Glacyer portò loro una tazza di caffè sedendosi di fronte alla coppia.
- Però mi sembra che ora Winry sia più disposta a parlare, oggi ha accettato di giocare qualche minuto con Alicia, forse se le diciamo che potrebbe aiutare Ed accetterà.-
Roy decise di salire da solo dalla ragazza, entrò bussando e cercando di non farla spaventare, non si era ancora abituata a riconoscere le persone ed era molto suscettibile.
Come al solito la stanza era in perfetta oscurità, solo la sera le era permesso aprire la finestra, la luce naturale o artificiale, le dava molto fastidio agli occhi.
- Ti ho spaventata?-
- No, sei venuto per farmi una ramanzina sul cibo per caso?-
- Magari più tardi.- Si sedette sulla sponda del letto. La osservò bene, era molto dimagrita, non camminava da quel giorno e i muscoli ne risentivano troppo. - Sono qui per chiederti una cosa, ma prima non te la senti di scendere un po’ in cucina, ci sono Alicia, Glacyer e Riza. Sarebbero contente di vederti fuori da questa camera almeno per un po’.-
- Io non posso camminare.- Era come una rinuncia, ma questa volta non aspettò un suo assenso. Le passò un braccio dietro la schiena e uno sotto le gambe, era così leggera che non fece alcuno sforzo. Winry gemette per il dolore della presa.
- Stringi i denti, devi solo abituarti alla posizione.- Lei si aggrappò a lui cingendogli il collo con le braccia e poggiando la testa sulla sua spalla.
- In questi giorni, trovo sempre qualche pretesto per abbracciarti.- Sorrise leggermente, lui se ne accorse e ne fu molto felice. Prima di uscire chiamò Riza pregandola di spegnere le luci, lei obbedì lasciando accese solo due lampade accanto ai divani. Entrambe le donne attesero di vederlo uscire, il loro cuore esultò quando videro anche la ragazza con lui. Roy scese le scale lentamente e la poggiò sul divano inginocchiandosi al suo fianco.
- Ti ho fatto male?- chiese preoccupato di averle causato qualche ematoma in più.
- No, sono solo un po’ indolenzita. Di cosa volevate parlarmi?- Roy si sistemò i capelli con la mano, cercando di non farli andare davanti agli occhi, in quei giorni erano cresciuti senza controllo e continuavano ad infastidirlo parecchio.
 - Si tratta di Ed.- Quel nome la fece sussultare, si portò una mano davanti al viso cercando di calmarsi e di non piangere davanti a loro. - Noi non ti abbiamo detto tutta la verità su di lui. In questo momento è tenuto sotto stretta sorveglianza in un istituto di igiene mentale. Il dottore che segue il suo caso non capisce perché si comporti in questo modo, ha degli attacchi di rabbia molto violenti in cui non riesce a riconoscere nessuno, seguiti da perdite di memoria. Il medico crede che sia lui stesso ad obbligare la sua mente ad agire in quel modo. Io gli ho parlato di quello che ha passato e anche di te, vorrebbe parlati per capire come aiutarlo. Sei disposta ad andare a trovarlo domani?-
- Dovrei raccontare ad una persona che neanche conosco quello che mi è accaduto? Io non ci riesco.- Era ancora sconvolta per quello che Mustang le aveva detto su Ed, lei non sapeva nulla di questa sua pazzia, ma solo che per ora era chiuso in ospedale e non voleva vederla.
- Non sei sola, se vuoi saremo tutti con te domani.-
- Che cosa dovrei dirgli, volete che gli parli di Envy?- Si rendeva conto da sola di non poter dire al medico tutta la verità, di certo non avrebbe mai accettato l’esistenza degli homunculus e non avrebbe capito cosa era stato costretto a fare Ed per salvarla.
- Cerca solo di non parlare di quello che sono in realtà, per il resto puoi essere sincera, puoi dire cosa ha fatto Ed, in quelle condizioni non può essere incolpato di nulla.-

“ A bitter thought 
un pensiero amaro
I had it all 
l'ho avuto tutto
But I just let it go 
ma l'ho appena lasciato andare
Hold your silence
Stringo il tuo silenzio
It's so violence since you're gone 
è così violento da quando sei andato via. ” 

Il mattino successivo Winry accettò di uscire, si fece aiutare da Riza per cambiarsi e sistemarsi e si fece prestare un paio di occhiali da sole molto scuri. Attesero che Roy venisse a prenderla, aveva lavorato tutta la notte per concedersi la mattina libera quel giorno, fu lui a trasportare la ragazza fino alla macchina. Arrivarono in ospedale in pochi minuti, aveva guidato Riza, come ai vecchi tempi, ma Mustang non ne era stato molto contento. All’entrata chiesero agli infermieri di poter usare una sedia a rotelle per la ragazza, in quel momento Winry si sentì molto in imbarazzo, avrebbe voluto recuperare la vista e tornare quella di sempre, ma per il momento non ne aveva la forza. Vennero ricevuti tutti e tre nello studio del dottore che seguiva Ed, era una uomo giovane per essere già un primario, aveva una testa piena di capelli ricci e folti e un paio di grossi occhiali dalla montatura nera. Il fatto di non poterlo vedere, la metteva molto a disagio. Il dottore li fece accomodare, voleva parlare da solo con la ragazza, ma si rendeva perfettamente conto della difficoltà in cui lei si trovava e la presenza, inizialmente, degli altri l’avrebbe aiutata.
- Piacere di conoscerti Winry, io sono il dottor Krad, seguo Edward da quando è stato trasferito in questo istituto.-
- Buongiorno Dottore.- lo disse abbassando la testa e sperando che lui non le avesse allungato la mano per stringerla, sarebbe stato molto imbarazzante se lei non avesse risposto.
- Non devi vergognarti, sono un medico e queste cose le capisco molto bene. Sentiti libera di comportarti come meglio credi.- Parlarono per una mezz’ora piena, il dottore continuava a farle domande semplici per metterla a suo agio, sembrava una persona molto gentile e cordiale, spesso faceva delle battute simpatiche che la facevano sorridere. Infine chiese ai due accompagnatori di lasciarli soli e Winry acconsentì serenamente.
- Ora credo che sia meglio parlare di questioni più serie. So che ci conosciamo appena e parlare di certe cose può risultare imbarazzante, ma io ho il dovere di aiutare quel ragazzo con tutte le mie forze, solo che senza il tuo aiuto non posso nulla.-
- Cosa vuole sapere? Non ho mai raccontato tutto neanche a Roy e agli altri, mi sono limitata a dirgli che non avevo fatto niente di male.-
- Cosa è successo in quei giorni? Cosa ha fatto Edward per ridursi così?- Non fu semplice, raccolse tutto il suo coraggio per raccontare ogni particolare di quello che era accaduto, dall’aggressione di Riza, al suo rapimento e ai giorni trascorsi insieme ad Envy in quella camera.
- Quindi questa persona che tu chiami Envy, non ti ha mai costretta a fare ciò che lui voleva?-
- All’inizio era così, ma poi si è calmato, voleva solo che io lo accettassi per quello che era e io l’ho fatto, con la speranza che non si accanisse contro Ed.-
- Cosa mai era per dover essere accettato? Da quello che ho capito sembra un ragazzo con problemi di schizofrenia molto gravi. Perché si era accanito tanto contro Edward?- Rifletté molto prima di rispondere, doveva stare attenta a quello che diceva, Roy non voleva che si parlasse degli homunculus, ma lei poteva girare come voleva la verità, conosceva un particolare che nessuno sapeva.
- Non so quale sia il suo vero nome, si è sempre fatto chiamare Envy, ma mi ha detto che in realtà è il fratello maggiore di Ed, hanno lo stesso padre. Da quello che ho capito credo che lui sia arrabbiato per il fatto che il padre abbia scelto Ed e Al a lui.- Il dottore continuava ad appuntare ogni cosa sul suo quaderno, aveva riempito pagine intere di appunti e informazioni, che lui non avrebbe mai neanche immaginato.
- Poi cos’è successo?- Ora per lei arrivava la parte dolorosa, doveva raccontagli di essere stata avvelenata da quella persona perché si sottomettesse ad Envy, del fatto che lui nonostante poteva farlo, si era fermato e l’aveva aiutata a stare meglio.
- Quando Ed è venuto a salvarmi, Envy non mi ha permesso di uscire visto che stavo male, ma una donna mi ha portato nel luogo dove si stavano confrontando.-
- Questa donna è la stessa che aveva ordinato ad Envy di ucciderti?- Winry fece un segno positivo con la testa e cercò di raccontare il resto della storia, quella era la parte più dolorosa e difficile, non solo per quello che era accaduto, ma anche per il fatto che doveva basarsi solo su quello che aveva sentito, visto che la vista se ne era già andata da tempo.
- Envy ha minacciato Edward, gli ha detto che se non avesse usato l’alchimia per lui, mi avrebbe uccisa. C’erano delle persone tenute prigioniere che sarebbero state uccise se Ed avesse fatto la trasmutazione, in più tenevano in ostaggio anche Al, suo fratello.- Il medico aveva per un attimo allontanato la penna dal foglio, tracciando una strana linea dettata solo dalla sorpresa. Aveva spostato gli occhi verso la ragazza vedendola molto in difficoltà, si mordeva il labbro inferiore e continuava a stringere un piccolo fazzoletto tra le mani nervosamente. - C’è stato uno strano tonfo e poi la terra ha iniziato a tremare, ho capito subito che Ed aveva usato l’alchimia, ha ucciso quelle persone per salvare me. Ho sentito tante grida, era orribile.- Il dottore si era tolto gli occhiali, passandosi una mano sulla fronte. Ecco spiegato il motivo della pazzia di Ed, aveva ucciso molte persone per salvare quella ragazza, la stessa che ora non voleva neanche vedere. - Io ero stata ferita gravemente ed ero con Envy quando Ed ha fatto la trasmutazione, poi sono arrivati il colonnello Mustang e la signorina Riza ed Envy si è arrabbiato con loro perché volevano portarmi via. Hanno iniziato a combattere fino a che non ho sentito la voce di Ed che chiamava Envy. Li sentivo anche da li, ma non potevo muovermi, allora ho chiesto ad Al e a Riza di portarmi da loro, mi sono avvicinata ad Envy e l’ho colpito con lo stesso coltello con cui ero stata ferita, poi ho perso i sensi e mi sono svegliata in ospedale, cieca e sola.-
- Quindi sei stata tu ad uccidere Envy. Hai avuto una grande forza di volontà Winry, per quello che vale, hai agito bene.-
- Dice?- aveva iniziato a piangere di nuovo. Cercava di tamponare le lacrime con il fazzoletto, ma era inutile e lei lo sapeva bene. - Io, Ed e Al siamo cresciuti insieme, erano con me quando i miei genitori sono stati uccisi e io con loro quando la loro madre è morta. Ho costruito io gli auto-mail di Ed, ho pianto al suo posto quando ha bruciato la sua casa ed è diventato un alchimista di stato. Ogni notte tenevo accesa una luce dalla mia finestra per indicargli la strada di casa e ho aspettato che tornasse. Vorrei essere forte, vorrei andare in quella stanza e gridargli che esisto, che non l’ho abbandonato, ma non sono forte, non ne sono capace.- Nonostante la conoscesse da poche ore non poteva fare altro che rammaricarsi per lei, vederla in quello stato era difficile anche per un estraneo. Aveva analizzato la sua storia, ogni parte della sua vita, sapeva tracciare un profilo psicologico estremamente dettagliato per ognuno di loro, eppure non sapeva come comportarsi in quel momento.
- Posso andare dottore? Non mi sento molto bene e vorrei andare a casa.-
- Vorresti incontrarlo? Parlare un po’ con lui?- Aveva preso la sedia a rotelle guidandola verso la
porta, mentre le parlava per convincerla ad incontrare Ed.
- Quello che io voglio non credo conti in questo momento.- Il dottore la portò fuori, dove Roy corse ad accoglierla chiedendole se stava bene. Lei rispose accennando un sorriso nonostante i suoi occhi fossero molto arrossati. In quel momento, cercando di seguire la voce di Roy per capire dove si trovasse, riuscì a scorgere debolmente una strana ombra. Chiuse gli occhi, le bruciavano molto e iniziò a sfregarli.
- Cos’hai Winry? Non stai bene?- Roy sembrava preoccupato, il dottor Krad si frappose tra lui e la ragazza, inginocchiandosi davanti alla sedia e tirando fuori una piccola torcia elettrica a forma di penna. La accese puntandola verso gli occhi della ragazza e costringendola a guardare dritto nella sua direzione.
- Riesci a vedere la luce, seguine il movimento se ci riesci.-
- Mi fanno male gli occhi, non riesco a tenerli aperti.- Lacrimava, ma nonostante tutto cercava di seguire le direttive del dottore. - Vedo solo una strana ombra che si muove, non riesco a seguire la luce. Mi viene da vomitare.-
- Ok basta così, va bene comunque.- Ripose la torcia elettrica e cercò di farla rilassare, le chiuse gli occhi con la mano chiedendole di respirare regolarmente e a pieni polmoni. Il viso della ragazza riprese gradualmente colore, fino a che non si fu completamente calmata. - Stai facendo progressi, complimenti Winry.- In quel momento, forse attirato dalla voce di Mustang, sentirono avvicinarsi a grandi falcate, Alphonse. Lo videro sbucare dal corridoio scuro, sembrava abbastanza in ansia. Fissò per un po’ la ragazza sulla sedia a rotelle, chiamandola dolcemente. Winry voltò appena la testa verso la direzione da cui aveva sentito la voce, ma subito dopo Al si rivolse al dottore allarmato.
- Dottore, Ed si sta agitando non riesco a calmarlo in nessun modo!- Il dottore senza dire nulla, si alzò e corse verso la stanza del ragazzo chiamando a raccolta un robusto infermiere di nome Karl. Anche gli altri seguirono il dottore, Mustang condusse la sedia di Winry fino alla porta della stanza di Ed, stando attento a non renderla visibile agli occhi del ragazzo. Edward si stava agitando, continuava a gridare parole senza senso, tirando con forza le cinghie che lo tenevano legato al letto e provocandosi ematomi e ferite al polso e alla caviglia. L’infermiere gli bloccò i movimenti mentre il dottore preparava un’iniezione di calmante da somministrargli.
- Lasciami andare! Lo so che è qui, lo ammazzo con le mie mani! Lasciami!-
- Non c’è nessuno Edward, calmati ora.- Il dottore cercava di calmarlo a parole, mentre l’infermiere gli tendeva il braccio per la puntura.
- Envy! Lui è qui, vuole portarmi via tutto un’altra volta!- Era furioso, i suoi occhi sembravano due braci ardenti, colmi di rabbia, Riza da lontano ne fu quasi spaventata e Winry, che poteva solo sentire le sue grida, cercava di tapparsi le orecchie con le mani senza successo. Anche Roy corse a dar loro una mano, chiamando il ragazzo.
- Non lo vedi? Possibile che riesca ad ingannarvi tutti? Vuoi che metta nuovamente le mani su Riza? Fermalo, Roy!- Lentamente la sua voce, come la sua forza, si stavano affievolendo. L’anestetico stava entrando in circolo velocemente. Dopo che si fu calmato, l’infermiere lo sistemò per bene sul letto e lo legò ancora più stretto. Il dottore si deterse il sudore dalla fronte, fissandolo come se non riuscisse a riconoscere lo stesso ragazzo di pochi minuti prima, ora che dormiva beatamente. Da fuori Al continuava a guardare la ragazza che cercava di calmarsi, si avvicinò a lei chiedendole come stava, si accorse subito che non vedeva bene, in quando non aveva neanche provato a guardarlo.
- Al, portami dentro un secondo per favore.-
- Non credo che sia una buona idea, Ed crede che…- si bloccò di colpo, dirle che lui la credeva morta forse era troppo, non sapeva di certo che lei era già al corrente di tutto.
- Ora dorme non credo che si accorga di me, ti prego.-
Al acconsentì e anche il dottore non sembrò contrario a quella breve visita.

“ All my thoughts are with you forever 
Tutti i miei pensieri sono con te per sempre,
Till the day we'll be back together 
sino al giorno in cui saremo di nuovo insieme
I will be waiting for you
ti aspetterò.”

Portò la sedia accanto al letto, Riza le prese la mano portandola accanto al corpo di Ed, poi la lasciarono sola per qualche minuto. Lei cercò una mano che non riuscì a trovare, camminò fino al viso delineandone i contorni, la bocca, gli occhi chiusi in un sonno forzato.

“ If I had told you 
se ti avessi parlato,
You would've listened 
mi avresti ascoltato,
You had stayed 
saresti restato
You would be here forever
saresti stato qui per sempre
Never went away 
non saresti mai andato via. ”

- Sono qui, io sono viva. So che tu ora non vuoi la mia presenza nella tua vita e se questo potrà farti stare meglio sparirò per sempre, ma sappi che continuerò ad aspettarti fino alla fine.-

“ It would never have been all the same 
non sarebbe mai dovuto essere così
All our time what have been in vain 
tutto il nostro tempo è stato inutile
Cause you had to go 
perchè sei dovuto andare. ”

Ed si mosse leggermente attirato da quella voce dolce e carica di lacrime che lo stava chiamando. Il medico e l’infermiere scattarono come molle vedendolo leggermente sveglio, schiuse appena gli occhi senza essere in grado di descrivere bene la figura che aveva davanti, percepiva a malapena la mano di lei che lo accarezzava. Mosse le labbra cercando di dire qualcosa, ma dalla sua bocca non uscì neanche un suono.

“ The sweetest thought 
il pensiero più dolce
Had it all 
l'ho avuto tutto
Cause I did let you go 
perchè ti ho lasciato andare
All our moments keep me warm 
tutti i momenti insieme mi scaldano
When you're gone 
quando non ci sei. ”

- Io esisto Ed! Nella mia vita ti ho perso e ritrovato tantissime volte e non vorrei mai che tutto finisse proprio ora che sembrava ci fossimo trovati per sempre. Mi dispiace se ti ho fatto soffrire, mi dispiace se ho pensato che non mi avresti salvato, mi dispiace se adesso non sono in grado di arrivare fino al tuo cuore, perdonami.-

“ All my thoughts are with you forever 
Tutti i miei pensieri sono con te per sempre,
'Till the day we'll be back together 
sino al giorno in cui saremo di nuovo insieme
I will be waiting for you 
ti aspetterò."



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