Le chiacchiere della settimana... al lavoro!

Un saluto a tutti,
non mi piace molto parlare del mio lavoro, non è interessante ne emotivamente accattivante, ma oggi voglio condividere un mio pensiero.
Si lavora per vivere questo è ovvio, di certo non tutti fanno il lavoro che sognavano da bambino, anche perchè in quei bei tempi andati i lavori più gettonati erano sempre l'astronauta, il dottore, la cantante e così via, in realtà c'era anche la categoria del mantenuto, ma era velata da quell'innocenza fanciullesca e mascherata con il termine "moglie".
Infondo sposarsi è il primo sogno di ogni bambina, io facevo sposare le mie trenta Barbie almeno mille volte, che poi sposassero tutte lo stesso uomo era irrilevante, infondo non è colpa mia se a quel tempo l'unico uomo Barbie era lui:


Ora purtroppo alla veneranda età di ...enta anni non gioco più con le Barbie, anche se ammetto che più di una volta ho ceduto alla versione virtuale dell'harem ddelle suddette bambole con The Sims e non mentiamo a noi stessi, quel gioco serviva solo per far fare Fiki Fiki ai sims e ucciderli nella piscina, contando che poi alle bambole vere la testa era la parte che più spesso si staccava dal corpo, il concetto non è poi cambiato molto, ma sto divagando.
In punto del discorso è che i sogni, almeno quelli infantili, rimangono tali e quando si arriva a non giocare più e pensare alla vita vera, le cose cambiano e quei giorni si rimpiangono.
Questo discorso melenso parte dal fatto che ieri a lavoro ho discusso con una persona molto arrogante e decisamente maleducata e la cosa mi ha fatto pensare.
Il lavoro è quella parte della giornata che si utilizza per avere qualcosa in cambio, si lavora per lo stipendio che serve per vivere, quindi perché devo prendermela per una cosa così stupida?
Ho sbollito la rabbia, anche perché non rispondo mai a queste persone, io sono il tipo che ti dice il suo punto di vista, se vedo che poi dall'altra parte c'è un muro fatto di nulla, dove l'unico modo per farti valere (che poi è sciocco perché io non sono che un semplice operaio) è rispondere come se ti si fosse infilato un serpente nel deretano, allora è inutile discutere.
Poi però ci pensi e ci pensi ancora e... al diavolo ti ha dato fastidio, perché in tanti anni di lavoro c'è sempre stato il Malfoy della situazione, quello che ne sa più di te anche se non è vero, lo strafottente, quello che è tutto il contrario di te e che ti rovina la giornata.
A queste persone voglio dire una cosa sola, io oggi mi sarò arrabbiata e ci sarò anche rimasta male, ma io tengo a quello che faccio e mi piace sia fatto bene, non sono quel tipo di persona che lavora alla bene e meglio solo per far passare le ore.
Qualcosa fatto bene è anche qualcosa che ti rende un po' orgoglioso, anche se è una sciocchezza e nessuno la nota, ma l'hai fatta e questo ti basta.
Sono una persona semplice, non pretendo niente da nessuno se non da me stessa ed è così anche quando scrivo.
Sto tentando di rendere i miei racconti migliori e perfezionarli, così da poter un giorno avere un piccolo riscontro.
Con la campagna di pre-ordine sto riscontrando delle difficoltà, ma qualcuno lo ha già acquistato e lo ha fatto sulla fiducia, quindi dopo lo sfogo della giornata voglio fare un bel respiro e ringraziare tutte le persone che mi stanno supportando.
Grazie di cuore a tutti e

... al prossimo sfogo!!!

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