Vecchie FanFiction nel cassetto: Inuyasha, Un sogno lungo una notte

Ciao a tutti,
eccoci di nuovo con l'angolino delle vergogne passate.
Questa volta (qui credo sia davvero una delle primissimi fanfiction che ho pubblicato) torniamo ad un vecchio anime che seguivo su MTV: Inuyasha.
Ora non ricordo che giorno della settimana fosse, mi sembra martedì (ma non ci metterei la mano sul fuoco), accendevo la tv e aspettavo la serata anime. Inuyasha mi è sempre piaciuto, comprai tutto il manga, non potendo vedere la fine della storia nella serie animata in quanto, come al solito, dopo qualche episodio fedele alla storia originale, iniziarono a divagare con diversi filler inutili.
Ormai questa è la strada che prendono molti produttori di anime, iniziano bene e finiscono male o peggio non finiscono, oppure (cosa ancora peggio), iniziano una serie, la bloccano per il poco materiale a disposizione, la riprendono dopo anni e anni per propinarci 12 episodi risicati e senza senso logico e qui sono polemica di proposito, dopo la delusione di D.Gray-man, ma ne potrei parlare in un post apposito.
Ad ogni modo vi lascio con questa piccola storiella, che a suo tempo mi portò anche buone recensioni su manganet.
Inserisco tutta la fanfiction, non la dividerò in post diversi.
Buona lettura.

Un sogno lungo una notte




Capitolo 1

La luna splendeva in cielo e illuminava tutto il triste paesaggio che i loro occhi riuscivano ad osservare, l’aria era intrisa di sangue e tanto dolore, qualcuno che poco prima di loro era passato per quel villaggio aveva distrutto tutto quello che aveva incontrato. Nei loro cuori scorreva una sola domanda: chi mai aveva potuto un tale massacro? Inuyasha faceva fatica a respirare, l’aria per il suo fine fiuto era irrespirabile, camminava tenendosi una mano davanti alla bocca e al naso per proteggersi, facendo svolazzare all’aria la sua tunica rossa. Kagome aveva quasi le lacrime agli occhi per il triste spettacolo che doveva osservare, da quando per la prima volta aveva attraversato il pozzo mangia ossa, le era capitato spesso di vedere simili cose, ma ogni volta la facevano stare male.
- Houshi-sama, dovremo seppellire tutte queste persone…- disse Sango rivolgendosi al monaco al suo fianco e osservò che il suo amico aveva gli occhi chiusi e recitava una preghiera per tutti quei morti e quando ebbe finito si rivolse a Sango e fece solo un triste si con la testa. Si allontanarono un po’ dal gruppo e iniziarono a cercare qualcosa con cui scavare le fosse. Inuyasha si voltò verso Kagome, che era rimasta immobile accanto alla bicicletta, non riusciva a distogliere lo sguardo dai cadaveri sparsi in giro, era come atterrita da quella triste scena.
- Kagome…-chiese il mezzo demone con il tono più gentile che potesse trovare.-…ascolta se non te la senti di aiutarci non fa nulla, capisco che per te possa essere difficile, perché non fai un giro qui intorno e ti rilassi, ma non i allontanare troppo, va bene?- La ragazza ebbe un po’ di riluttanza nel rispondere, poi riuscì ad abbassare lo sguardo e si allontanò lasciando la sua bici con dentro il piccolo demone volpe, che nonostante la sua tenera età avrebbe aiutato i compagni. Inuyasha seguì con gli occhi la povera ragazza, la vedeva camminare lentamente, e riusciva a percepire la sua tristezza e il grande senso di inadeguatezza che la stava opprimendo in quel momento.
Ormai sola, dopo aver rinunciato anche alla compagnia del piccolo demone gatto, della sua amica Sango, camminava cercando di cancellare l’immagine di tutte quelle persone, così barbaramente trucidate, non riusciva ad abituarsi era più forte di lei e si sentiva molto sola. Si fermò di colpo e si chiese il perché fosse così inutile in quelle situazione, nessuno dei suoi compagni si sentiva così a disagio.
- Ma perché devo essere così stupida!- Riprese il suo solitario cammino arrivando ad un piccolo fiume, l’acqua di quell’epoca era sempre molto buona e fresca e magari bevendo avrebbe potuto trovare un po’ di sollievo da quell’immagine che aveva ancora in mente. Si inginocchiò sulla riva, immerse le mani nell’acqua fresca e bevve. Dopo essersi leggermente rilassata, si sedette e si prese le ginocchia con le braccia, avrebbe voluto emettere un grosso grido di liberazione, ma Inuyasha l’avrebbe sentita e si sarebbe preoccupato per lei, correndo ad aiutarla, nel vedere che non aveva nulla si sarebbe arrabbiato, avrebbero litigato, e lei avrebbe concluso la discussione con un “A cuccia”, ma in quella situazione era tutto fiato ed energie sprecate. Chissà poi il perché doveva sempre litigare con Inuyasha, nonostante fosse innamorata, non riusciva mai ad esprimere i suoi veri sentimenti verso il mezzo demone. Il perché era logico…Kikyo, ma non volle pensarci oltre e tirano un profondo sospiro, scacciò quel pensiero.
Da quando si era allontanata, era passato molto tempo e ormai i suoi amici aveva concluso il lavoro e celebrato le onoranze funebri per quei poveri sventurati, era arrivato il momento di tornare da loro. Si alzò lentamente come se non ne avesse la forza e si mise in cammino per tornare indietro, ma si fermò bruscamente, non si era resa conto che non era sola e iniziò ad avere paura, sentiva la presenza di qualcuno li vicino e non era una presenza buona. Improvvisamente davanti ai suoi occhi si materializzò un demone, enorme e terrificante, aveva l’aspetto di un oni e da quella improvvisa comparsa, Kagome rimase senza fiato, tanto che per lo spavento cadde a sedere sull’erba. Non poteva difendersi e stava per gridare aiuto, ma l’oni la caricò di peso sulle spalle con una velocità impressionate e con un balzo la portò via, tanto che riuscì solo ad emettere un flebile grido. Quel gemito però non sfuggì alle fini orecchie di Inuyasha, che scattò di colpo in direzione del suono gridando semplicemente il nome di Kagome. Nonostante la velocità del mezzo demone, l’oni si era già allontanato e lui potè solo seguire l’odore della ragazza con molte difficoltà. Intanto Kagome nelle grinfie dell’oni stava correndo in direzione di una enorme cascata, forse quel mostro aveva la sua tana proprio li vicino, ma lei non voleva assolutamente arrivare in un simile luogo e iniziò ad agitarsi, tanto che l’oni ebbe difficoltà a tenerla stretta. Ormai arrivato alla sommità della cascata, l’oni si fermò un istante cercando di capire se fosse inseguito e vide in lontananza la figura di un demone con un vestito rosso...Inuyasha. Iniziò a temere l’avversario che correva ad una velocità spropositata verso di lui e tra la paura e l’agitazione continua della sua preda lasciò la presa istintivamente correndo via. Gli occhi di Kagome in quel momento si riempirono di paura, si era sentita lasciar scivolare via, quel demone l’aveva abbandonata sulla cima della cascata e ora stava precipitando nel vuoto, senza sentirne la fine. Iniziò a piangere ed emise un grido acuto che giunse anche alle orecchie di Inuyasha. La caduta fu come lenta e senza fine, si sentiva il cuore in gola e lo stomaco completamente rivoltato, era una sensazione orribile e perse i sensi precipitando tra il rumore dell’acqua che sbatteva a terra e la sensazione di vuoto. Inuyasha vide l’oni scappare e lo inseguì pensando che avesse ancora la sua Kagome con se, ci fu così vicino che sferrò un attacco che lo colpì in pieno con i suoi artigli era riuscito a tagliargli le gambe e il demone cadde rovinosamente a terra dissanguato.
- Dov’è Kagome!!!????- gridò prendendo di peso il demone menomato, ma il mostro non rispose e Inuyasha sconvolto dalla rabbia lo uccise. In quel momento arrivarono anche gli altri, preoccupati quanto lui di non trovare la loro amica.
- Inuyasha non puoi usare il tuo fiuto per trovarla?- chiese Sango veramente preoccupata per la sua amica.
- Non ci riesco, il suo odore scompare proprio qui che…- si fermò di colpo nella sua mente nacque un dubbio orribile, e la frase la finì Miroku, anch’esso sconvolto. - …che l’abbia gettata dalla cascata? Per questo non ne senti l’odore!-
Gli occhi di tutti si riempirono di disperazione, non sapevano cosa fare e a causa del buio della notte fu impossibile per loro trovare qualche traccia della loro amica, le ricerche durarono per tutta la notte, ma al mattino ancora nessuna novità.

Capitolo 2

- Sesshoumaru-sama…Sesshoumaru-sama!-
La bambina gridò forte il nome del suo signore e subito il demone bianco apparve alle sue spalle.
- Che cosa c’è, perchè gridi in quel modo?-
- Sesshoumaru-sama questa donna è ferita e sembra proprio quella gentile signorina che mi ha aiutato quando sono stata rapita, non dovremo aiutarla?-
Sesshoumaru guardò la ragazza stesa a terra, poi si voltò come se non le importasse nulla e chiese bruscamente alla bambina di allontanarsi da lei, non aveva intenzione di aiutarla, l’avrebbe lasciata a terra ferita e indifesa, non gli importava, ma Rin insistette, aveva le lacrime agli occhi e non capiva come mai il suo signore si comportava in quel modo così freddo, Sesshoumaru se ne accorse, non gli piaceva vederla piangere era una cosa che proprio non sopportava, si voltò di nuovo e fece segno a Rin di chiamare Ah-un. Poco dopo il demone accompagnato da Jaken si presentò davanti al potente demone cane, che caricò lentamente la giovane sulla cavalcatura e si allontanarono dalla riva del fiume, con estrema felicità della bambina. Tornarono alla grotta dove avevano passato la notte precedente, Sesshoumaru fece stendere Kagome priva di sensi in un angolo ed esaminò attentamente le ferite, poi si rivolse ai due che lo stavano osservando e ordinò loro di cercare delle erbe medicinali e di portare dell’acqua. Obbedirono e li lasciarono soli.
Quella strana situazione al giovane non piacque affatto, non avrebbe mai aiutato una donna umana e per di più compagna del suo odiato fratello, ma era stato messo alle strette da una bambina con gli occhi dolci e non aveva potuto dire no, anche se non abbandonava mai il suo solito fare glaciale. Usando i suoi affilati artigli, ruppe delicatamente gli abiti di Kagome che aderivano alle ferite e avrebbero potuto provocarle delle infezioni e la coprì con un telo che Rin usava per coprirsi durante la notte. Le ferite riportate dalla ragazza erano molto gravi, soprattutto al ventre, al braccio destro e alle gambe, quelle era le più profonde che le avrebbero sicuramente lasciato delle brutte cicatrici. Dopo qualche minuto tornarono Rin e Jaken con le cose che Sesshoumaru aveva chiesto e videro il loro padrone, tra la sorpresa e stupore, curare le ferite di una donna. La ragazza era seminuda davanti al demone intendo a prendersi cura di lei, le passava uno strano medicamento sulle ferite, le bendava con cura e le passava un panno bagnato sul corpo per pulirla dal sangue.
Mentre Sesshoumaru curava la ragazza priva di sensi, Rin e Jaken accompagnati dal fedele Ah-un andarono in cerca di cibo, la bambina voleva che quando Kagome si fosse svegliata avrebbe trovato qualcosa da mangiare e naturalmente Jaken era stato costretto da un’occhiata del padrone a seguirla controvoglia. Nella spoglia grotta in cui si erano riparati, Kagome intanto stava cercando di riprendere i sensi, riuscì debolmente ad aprire gli occhi e notò il luogo in cui si trovava, non riusciva a muoversi e provava dolore da tutte le parti, tanto che emise un gemito di dolore che Sesshoumaru udì e si voltò verso di lei, fu allora che Kagome lo vide e rimase sbalordita da quella visione, il giovane demone cane era seduto sulla soglia della grotta illuminato dalla luce delle stelle che stavano facendo capolino dopo che il sole era scomparso, il vento muoveva leggermente i lunghi capelli argentei e notò i suoi occhi, simili a quelli di Inuyasha, ma molto più profondi.
- D…dove sono?- la sua voce venne smorzata da un lamento, non riusciva neanche a parlare, aveva freddo anche se stava sudando. Sesshoumaru si avvicinò a lei lentamente per non spaventarla, mentre lei con lo sguardo lo seguiva cercando di capire cosa avesse intenzione di fare. Il demone bianco si inginocchiò proprio di fianco alla giovane e le mise la mano sulla fronte, Kagome aveva la febbre ed era anche molto alta. Sotto lo sguardo attento della giovane ferita, Sesshoumaru sciacquò un panno nella bacinella d’acqua che le era stata portata da Rin e gliela mise sulla fronte.
- Che…cosa mi è accaduto?-
- Non ti conviene parlare, conserva le forze hai la febbre, ringrazia Rin se sei ancora viva.- La voce di Sesshoumaru era ferma e molto fredda, fino a quel momento non l’aveva neanche mai guardata negli occhi. Kagome iniziò a respirare faticosamente e chiuse gli occhi tremando. Fu allora che Sesshoumaru ebbe una reazione singolare, fece scendere dalla sua spalla il morbido scialle(faccio finta di non sapere che è la sua coda sennò non avrebbe lo stesso effetto) e lo fece scivolare su di lei, coprendola completamente, era molto caldo e subito il tremore di Kagome si fermò, chiuse gli occhi e dormì profondamente senza alcun timore. Il mattino successivo il sole sbirciò all’interno della grotta e illuminò il viso della giovane che si destò, era ancora nella caverna avvolta dal morbido scialle del demone, ma si sentiva leggermente meglio, la febbre era sicuramente scesa, non aveva la vista offuscata e riusciva a muovere il braccio sinistro fuori da quella coperta improvvisata che Sesshoumaru le aveva prestato la notte precedente, solo li si rese conto di non avere indosso gli abiti, ma molte bende che la coprivano poco. Arrossì leggermente, ma qualcuno notò quella reazione e si spostò accanto a lei, nuovamente la mano di Sesshoumaru scivolò sulla sua fronte, ma la ritrasse subito senza preoccupazione.
- Sessh…Sesshoumaru…- Il demone la guardò aspettando che completasse la frase, ma Kagome non disse più nulla era ancora debole, allora fu lui a parlare con il suo solito tono distaccato.- Rin ti ha trovata in riva al fiume, eri grave, hai ferite molto profonde su tutto il corpo.-
In quel momento, Sesshoumaru scostò leggermente il suo scialle e la coperta che aveva sotto, scoprendo la ragazza, giusto per osservarle la ferita al braccio destro, lo sollevò dolcemente per non farle del male e osservò il taglio, sembrava recuperare in fretta, ma la cicatrice si sarebbe creata comunque. Kagome era immobile, osservava il suo salvatore prendersi cura di lei, poi notò la ferita e chiuse gli occhi, anche a lei era passato per la mente che sarebbe rimasta sfigurata da quell’incidente.
- Come è accaduto? Come ti sei procurata queste ferite?-
- Ero…ero al fiume e un oni mi ha rapita…- parlava faticosamente, le parole le morivano in gola e ne usciva solo una voce roca e spezzata dal dolore. - …aveva paura che Inuyasha lo uccidesse e mi ha lasciato cadere nella cascata, credevo di morire…- Dai suoi occhi nocciola iniziarono ad uscire delle lacrime, quel ricordo l’aveva ferita soprattutto le era tornata alla mente la paura del vuoto e la sensazione che aveva provato.
- La più grave è questa al ventre, le altre posso evitare facilmente che ti lascino cicatrici.-
Lasciò la presa del braccio e Kagome lo riportò faticosamente sopra al seno ormai scoperto, ma non provava imbarazzo, nonostante l’ambigua situazione Sesshoumaru non la stava guardando, osservava si le sue ferite, ma il suo sguardo non mutava, non leggeva il loro nulla di strano e questo comportamento freddo e distante le impedì di arrossire. Sesshoumaru prese da dietro di se un contenitore con un liquido verdino e lo mescolò per un secondo con una spatola, poi lo stese delicatamente sulla ferita che aveva sul ventre.
- Ti farà male e brucerà, resisti.-
Era davvero così, quello strano liquido aderiva alla ferita ed era come se la stringesse forte, bruciava come se fosse fuoco e Kagome emise un gemito aggrappandosi istintivamente alla veste di Sesshoumaru, per cercare di resistere al dolore che sembrava insopportabile. Vedendola in difficoltà cercò di aiutarla, era convinto che avrebbe perso i sensi e doveva in qualche modo impedirlo, si piegò sul ventre della ragazza a poca distanza dalla ferita, lei lo osservò, ma il dolore le impediva di tener fisso lo sguardo su di lui, poi percepì sulla pelle un brivido freddo, Sesshoumaru stava soffiando sulla ferita e sembrava come se vi avesse poggiato del ghiaccio, aveva un respiro freddo che le diede sollievo dal bruciore. Nel frattempo tornarono Jaken e Rin che si bloccarono davanti alla soglia della grotta ad osservare la scena, vedere Sesshoumaru chino sulla ragazza e lei aggrappata a lui fece arrossire la bambina e cadere a terra Jaken che faceva anche fatica a parlare. Quando Sesshoumaru si alzò, Kagome vide i due fermi ad osservare e sorrise colpendo nei loro sguardi imbarazzo e sorpresa. La bambina ancora un po’ imbarazzata si avvicinò a lei e le sorrise, tirando su la coperta per coprirla meglio.
- Che bello, sono felice che ti sei ripresa, ci siamo preoccupati tutti per te! Guarda ho preso un po’ di frutta se hai fame,ne vuoi?-
La bambina avvicinò un cestino a Kagome, ma lei rifiutò gentilmente, non se la sentiva di mangiare era ancora scossa. Rin si sedette accanto a lei, dopo che Sesshoumaru si era allontanato uscendo dalla grotta e assaggiò un frutto, che non le piacque molto, ma non gettò.
- Rin, devo ringraziarti…se non mi avessi trovato sarei morta ora.-
- Sesshoumaru-sama si è preso molta cura di te, io non ho fatto nulla, quindi non ringraziare me.-
Il sorriso di quella bambina innocente era contagioso e riusciva a trasmettere felicità anche a lei e solo allora chiese qualcosa da mangiare, Rin ne fu entusiasta e le passò il cestino da cui Kagome prese una mela, non aveva molta voglia di mangiare, ma voleva far felice la bambina.
- Resterai un po’ con noi anche dopo che ti sarai ripresa dalle ferite?-
Di sicuro non era una bambina che si faceva degli scrupoli a dire ciò che pensava e sicuramente aveva resistito anche troppo per il suo carattere.
- Mi dispiace, ma Inuyasha mi starà cercando e sentirà il mio odore, verrà a prendermi presto.-
Rin abbassò lo sguardo, era dispiaciuta da quella risposta, anche se ne era consapevole, poi fu Jaken a rispondere, la sua voce derivò irritante e roca, ad entrambe risultò molto sgradevole.
- Non finché avrai quella lozione addosso, è molto potente sulle ferite, ma sovrasta ogni odore e Inuyasha non sarà in grado di sentire il tuo almeno finché non la toglierai.-
- Jaken…- Improvvisamente il verde demone si accasciò a terra privo di sensi, da dietro Sesshoumaru lo aveva ascoltato e come al solito, l’arroganza che metteva nelle risposte gli aveva procurato un bel bernoccolo sulla testa a causa di un pugno ben assestato del suo padrone. Quella scena fece ridere le ragazze, che si guardarono divertite.
- Vorrà dire che starò con te Rin ancora per un po’.-
La bambina esultò di gioia e si sistemò accanto a Kagome, era molto affettuosa. Parlarono molto, sotto lo sguardo di Sesshoumaru, che fino a quel momento non aveva detto nulla. Il dialogo molto divertente e anche frivolo delle ragazze fu interrotto da Sesshoumaru, che si alzò improvvisamente e iniziò a fiutare l’aria, poi si voltò verso Jaken e gli disse di preparare Ah-un.
- Tra un po’ pioverà e tu non puoi stare qui in quelle condizioni, dobbiamo spostarci.-
Quanta premura che stava dimostrando nei confronti della ragazza, che lasciò tutti un po’ sorpresi, osservavano il loro signore che non sembrava affatto diverso, ma che si comportava in modo un po’ strano. Sesshoumaru, avvolse Kagome nella coperta e la pose sul dorso del suo destriero. In poco tempo si trovarono a camminare nel bosco, verso un meta sconosciuta alla ragazza.
- Sesshoumaru-sama stiamo forse andando in quella casa che a me piace tanto?-
Il demone non rispose, ma Rin aveva intuito quale fosse la risposta e sorrise a Kagome.
- Vedrai ti piacerà, è una casa molto bella, ci andiamo qualche volta e li si sta molto bene, potrai anche cambiarti, visto che i tuoi abiti erano tutti rovinati.-
Kagome le sorrise, poi osservò Sesshoumaru che tirava Ah-un per le redini impedendogli di fare movimenti bruschi, era molto serio e distante, ma aveva un fascino misterioso che lo distingueva.
Il viaggio non fu molto lungo e prima che si facesse sera, Kagome si trovò davanti ad una casa in stile antico Giappone, molto elegante, circondata da una staccionata in legno, Sesshoumaru vi entrò e fece fermare Ah-un nel piccolo giardino, il demone si sdraio a terra e Sesshoumaru prese di peso Kagome, portandola all’interno dell’abitazione. La casa era arredata con mobili vecchi, ma ben tenuti, non sembrava neanche sporca o impolverata, come se qualcuno si prendesse cura della casa quando era vuota, la stanza dove la portò Sesshoumaru era grande e sembrava proprio un camera da letto, c’era un armadio in legno e un mobile con un grande specchio e uno sgabello, sicuramente doveva essere la stanza di una donna. Mentre Rin stendeva una grande coperta a terra, che aveva prelevato dall’armadio, Sesshoumaru vi posò la ragazza, nonostante avesse un solo braccio non aveva fatto alcuna fatica a trasportare Kagome. La bambina tornò all’armadio e vi cadde completamente dentro cercando qualcosa, ne uscì con un panno in testa e un’espressione felice, in mano aveva un kimono bianco, finemente lavorato con i bordi dorati, sembrava davvero molto elegante e lo porse a Kagome, che prima di accettarlo tolse il panno dalla testa della bambina.
- Ti ringrazio Rin è bellissimo, sei sicura che posso prenderlo?-
- Non preoccuparti, Sesshoumaru-sama è il padrone di tutta la casa, quindi puoi prenderlo.-
Rin lo appoggiò al fianco della ragazza e si avviò per uscire dalla stanza cercando Jaken e gridando che aveva fame, da fuori si poteva anche sentire la risposta seccata del demone costretto ad accompagnarla, ma prima che potesse uscire Sesshoumaru la fermò e la bambina obbedì.

Capitolo 3

Il demone si alzò da terra e si avvicinò al mobile poco distante, aprì un cassetto e tirò fuori un sacchetto con delle monete dentro.
- Vai al villaggio e predi qualcosa da mangiare, non provare a rubare nulla mi hai capito?-
La bambina prese la piccola borsa e rispose con un caloroso si poi uscì, continuando a chiamare Jaken. Quella scena piacque a Kagome, forse quel demone non era poi così cattivo come aveva sempre pensato.
- Sesshoumaru-sama?-
Al suono del suo nome, si voltò verso la ragazza e si sedette al suo fianco, Kagome lo guardava con un espressione dolce, che per un secondo colpì il giovane.
- Posso chiederti cosa ti ha spinto ad aiutarmi?-
- Se non lo avessi fatto Rin avrebbe pianto e non sopporto quando lo fa!-
Fu una risposta veloce e schietta, ma anche piena di agitazione, forse non si aspettava una domanda del genere.
- Devo vedere la ferita che hai al ventre, alle altre ci penserà l’infuso, ma questa è molto ostica.-
- Non conosci nessun rimedio per impedire che lasci la cicatrice o per lo meno per minimizzarla?-
Sesshoumaru guardò la giovane, ne conosceva uno in realtà, ma non era sicuro che accettasse una cosa del genere, dallo sguardo del demone Kagome capì che stava esitando a rispondere e lo esortò a dirle tutto.
- Il mio sangue potrebbe rimarginare completamente la tua ferita, ma devi accettare questa cura senza tirarti indietro, voi esseri umani potreste ritenerla sconveniente.-
- Che significa?- era un po’ sbalordita da quella risposta, non capiva cosa intendesse in realtà, le venne un dubbio, ma cercò di reprimerlo prima che il suo viso diventasse paonazzo. Ad ogni modo non diede tempo alla ragazza di riflettere su cosa fare,

Sesshoumaru prese una bacinella dal mobile e dell’acqua che versò all’interno, sotto gli occhi attenti della ragazza un po’ spaventata. Si sedette nuovamente accanto a lei e tirò via la coperta con cui Kagome si copriva, lasciandola seminuda davanti a lui, che come al solito non la guardava, con l’unghia del pollice si punse il dito indice e il sangue che ne fuoriuscì lo versò nella bacinella e subito l’acqua si colorò di rosso, acceso e viso, sembrò anche che l’acqua iniziasse a condensarsi e alla fine diventò più viscosa. Sesshoumaru si bagnò la mano con il liquido e lo passò sulla ferita della giovane delicatamente, la sua pelle da rosea e candida diventò rossa, colorata dal sangue del demone e poi l’infuso venne completamente assorbita dalla ferita. Kagome avvertì come un formicolio percorrerle il ventre e il petto, si strinse con le braccia come se sentisse freddo, ma Sesshoumaru le tolse le braccia gentilmente e avvicinò il viso alla ferita, come aveva fatto la prima volta, per darle sollievo dal bruciore, solo che ora non sentì su di se solo il respiro del demone, ma un calore che le fece emettere un gemito. Kagome non riusciva a muoversi, mentre sentiva sulla sua pelle le labbra di Sesshoumaru e la sua lingua toccarle la ferita, che arrivava fino al seno, dove in poco tempo arrivò anche lui. Assaporava dolcemente la pelle e il sangue della ragazza, immobile a quella scena, ma non sentiva in lui alcun senso di imbarazzo si sentiva bene, nonostante tutto.
Percepiva i lunghi capelli argentei del demone solleticarle la pelle ed era una bella sensazione, poi sentì le sue labbra farsi sempre più vigorose su di lei, sentì scorrere sulla pelle le sue zanne, come se stesse estraendo via il sangue che poco prima era entrato in lei. Quella scena durò ancora un po’, fino a che non vide Sesshoumaru alzarsi, aveva la bocca leggermente macchiata di sangue e lei automaticamente la pulì con la mano, nonostante tutto i suoi occhi non erano cambiati, malgrado avesse gustato il sapore della sua pelle, lui non la guardava con malizia. Dopo che ebbe finito, Kagome si sentì mancare come se le avesse portato via tutte le forze e chiuse gli occhi addormentandosi.

Ormai la sera si era inoltrata, Jaken aveva cucinato qualcosa con le provviste portatele da Rin, e il profumo lo avverti anche Kagome che si destò dal suo sonno, si sentiva bene e non avvertiva stanchezza, si guardò e vide che indossava il bel kimono che Rin le aveva preso, aderiva perfettamente alla sua pelle, scolpendole le curve, le stava bene, lo aprì sul ventre per osservare la ferita e rimase senza fiato quando si rese conto che non aveva nulla, su di lei non c’erano più i segni dell’incidente e riuscì addirittura ad alzarsi. Uscì fuori e vide Sesshoumaru seduto sulle scale, che assaggiava la cena preparatagli da Jaken, poi vide Rin accanto al suo signore che sorrideva nel vederla in piedi e che stava bene.
- Vieni a mangiare è ancora caldo.-
La invitò la bambina con un sorriso, Kagome si sedette accanto a Sesshoumaru e prese da mangiare rimanendo sorpresa che fosse davvero buono, l’atmosfera era dominata dal silenzio, ma non era imbarazzante, anzi molto rilassante, solo ogni tanto si sentiva Rin lamentarsi che fosse troppo caldo, mentre Sesshoumaru non le dava importanza preso dalla sua aria autorevole e molto affascinante. Poi improvvisamente iniziò a piovere, proprio come aveva predetto Sesshoumaru e tutti rientrarono in casa,

La piccola Rin stanca e assonnata chiese a Kagome di farle compagnia e lei la seguì, la piccola dormiva in un’altra stanza un po’ più piccola di quella dove stava lei, ma molto carina. Rin si stese e appoggiò la testa sul cuscino, mentre Kagome si inginocchiò di fianco a lei e le accarezzava il viso.
- Sai Kagome-san, sei davvero molto bella con quel vestito.-
- Ti ringrazio piccola Rin, sei gentile.-
- Assomigli molto alla mia mamma, lei aveva anche una bella voce, tu sai cantare?-
- Se vuoi posso cantare la canzone che piace al mio fratellino, si addormenta sempre se gliela canto, ti va di sentirla?-
La bambina si rannicchiò tra le coperte mentre aspettava che Kagome le cantasse qualcosa e così fece, la ragazza intonò un dolce motivo e la bambina ne fu rapita tanto che chiuse gli occhi e si addormentò subito. Dalla porta, intanto Sesshoumaru ascoltava la ragazza cantare dolcemente alla piccina e anche lui rimase per un attimo preso da quella bella voce. Kagome lasciò la bimba dormire e uscì dalla stanza.

Fuori sembrava stesse per diluviare, si sentivano i rumori dei lampi e ogni tanto una luce la faceva sobbalzare. Kagome tornò nella sua stanza e vi trovò Sesshoumaru intento ad osservare il temporale, mentre lei lo osservava su sorpresa da un fulmine che la fece scattare come una bimba ed emise un leggero grido, che fece voltare Sesshoumaru.
- Perdonami, ma ho sempre odiato i temporali mi mettono tristezza.- Cercò di riprendersi dallo spavento e nascondere l’imbarazzo che stava provando nell’essersi impaurita così facilmente.
- Sesshoumaru-sama…- si fermò vedendo di nuovo lo sguardo del demone su di lei -…ti dispiace se parliamo un po’ vorrei chiederti delle cose.-
Sesshoumaru le fece segno di sedersi accanto a lui e aspettò la prima domanda che la ragazza le voleva porre, ma il suo sguardo era leggermente diverso e Kagome se ne rese conto sembrava più gentile.
- Vorrei chiederti come hai fatto a far sparire la ferita, non ho più neanche un segno, grazie!-
- Hai visto anche tu cosa ho fatto, il mio sangue e il tuo hanno reagito e la ferita si è rimarginata, poi ho dovuto toglierlo, nulla di più.-
Ci fu un minuto di silenzio, Sesshoumaru era stato molto conciso nella sua risposta e lasciava intendere che non fosse un gran oratore, le persone non gli piacevano.
- Quella canzone che hai cantato a Rin…era molto bella e tu hai una voce incantevole.-
Quella frase la lasciò senza parole, Sesshoumaru l’aveva detta guardando fuori dalla finestra, ma aveva sorpreso la ragazza che non seppe fare altro che rispondere con un grazie. Il cuore di Kagome fece un sobbalzo, aveva iniziato a battere forte, era emozionata non si sarebbe aspetta un complimento da Sesshoumaru, lui si accorse dell’agitazione della ragazza e si voltò verso di lei guardandola negli occhi.
- Ora voglio farti io una domanda…perché il tuo cuore sta battendo così forte?-
- Perché il tuo complimento mi ha fatto molto piacere, sei stato gentile!...-rispose con un caldo sorriso che scosse il demone, Kagome se ne accorse e gli prese la mano dolcemente.
- Ora è il tuo cuore che batte forte, riesco a sentirlo…-

Il demone, per la prima volta libero dall’armatura sentì la ragazza avvicinarsi a lui e appoggiare la testa sul suo petto per sentire i battiti del cuore. Lui non la spostò, anzi la lasciò fare come se non fosse in grado di reagire.
- Sesshoumaru-sama, non so spiegarti perché, ma mi piacerebbe rimanere così per un po’, vuoi?-
- Perché mi fa sentire così strano la tua vicinanza?-
Kagome si spostò dal petto del demone e lo fissò negli occhi, lo vedeva bene era a disagio, per la prima volta lo aveva visto in difficoltà.
- Dimmi cosa provi?-
- Non so spiegarlo, ma non mi piace sentirmi così.-
- Hai mai sentito il calore della pelle di una donna su di te?-
Non riuscì a rispondere a quella domanda si sentiva davvero strano, quella ragazza lo stava tenendo per mano e non aveva nessuna paura di lui, anzi lo stava facendo sentire a disagio, una sensazione a lui nuova.
- Ho sempre sentito che il grande e potente Sesshoumaru era un demone privo di qualsiasi emozione e sentimento umano, ma ho saputo che ha salvato la vita di una bambina e ora ha aiutato una ragazza ferita e davanti a lei si sente anche a disagio, quindi mi chiedo se abbia anche mai amato una donna?-
- Ho avuto delle donne prima, ma non ha senso per me provare qualcosa per loro.-
- Allora voglio mostrarti cosa significa avere realmente una donna davanti.-
Detto questo, Kagome si slacciò il kimono davanti agli occhi del demone, che la guardava, prima non si era mai comportata in modo così audace davanti ad un uomo, pensare che ad Inuyasha non riusciva neanche a dirgli che gli voleva bene, ma con lui era diverso, forse il distacco che Sesshoumaru metteva in ogni cosa che faceva, riusciva a farla sentire più ardita e per un certo senso le piaceva quella situazione, in cui era lei a dettare le regole del gioco. Davanti ai suoi occhi

Sesshoumaru aveva una donna, completamente nuda e bella, riusciva a sentire l’odore della sua pelle, era molto buono e lo catturava completamente. Lei portò la mano di lui sul suo viso e lo accompagnò in una carezza, poi lo fece scendere delicatamente sul collo e alla fine sul sodo seno, e lì Sesshoumaru ebbe una reazione. Ritrasse la mano e si voltò.
- Conosco il corpo di una donna e anche il tuo, ti ho già vista… cosa vorresti dimostrare?-
- Non ti sto chiedendo di guardarmi, ma voglio che tu abbia un contatto con me, voglio farti provare qualcosa.-
Detto questo la ragazza si avvicinò a lui e gli si porse davanti, con le mani iniziò a far scivolare la veste del ragazzo e scoprì il petto, vigoroso e scolpito, vide anche il braccio che Inuyasha gli aveva portato via e si avvicinò. Poggiò il suo seno su di lui e lo abbracciò, riusciva a sentire qualcosa che lentamente avrebbe portato fuori.
- Dimmi, cosa senti adesso? Che sensazione ti da sentire su di te il calore della mia pelle?-
Sentì la mano di lui che la sfiorava dolcemente, la stava accarezzando e ne era felice.
- Sesshoumaru, voglio che tu continui…voglio fare l’amore con te!-
A quelle parole sentì il cuore del giovane fermarsi e riprendere a fatica i battito regolare, era davvero riuscita a dire una cosa del genere, voleva davvero concedersi a Sesshoumaru…si lo voleva davvero, Kagome aveva deciso che il demone bianco l’avrebbe fatta sua. Lui la fece stendere sulla coperta a terra e si poggiò sopra di lei, guardandola negli occhi per cercare di capire se stesse dicendo la verità.
- Vuoi davvero che continui? Sei così pura che mi sembra di fare una cosa sbagliata.-
- Voglio che tu sia il primo, voglio farlo davvero.-
Sentì lentamente che anche il desiderio di lui stava crescendo, ora erano entrambi nudi e sdraiati, lui la toccava con la mano, dal seno poi sempre più in basso fino ad arrivare all’inguine, dove lei emise un gemito.
- Ti stai pentendo?-
- No, ma vorrei baciarti prima di andare avanti.-
Non fece in tempo a finire la frase che già sentì sulle sue labbra il calore di quelle di lui, sentì il bacio farsi sempre più passionale e la lingua di lui muoversi con la sua, era davvero una bella sensazione, avrebbe voluto farlo durare per sempre. Si staccarono e lui la fissò dolcemente, era arrivato il momento, Sesshoumaru l’avrebbe fatta sua e lei lo voleva, sentì la mano di lui divaricarle le gambe e entrare in lei lentamente, non voleva farle del male, non avrebbe mai potuto farla soffrire, ma le emozioni che la ragazza avvertì furono solo di piacere, anche quando lo sentì sempre più forte. Passarono la notte ad amarsi, un amore proibito, perché sapevano che si sarebbero separati.

Il mattino seguente, Kagome si svegliò inondata dell’odore di lui, che giaceva accanto a lei, ma non stava dormendo, la guardava dolcemente. Lei si voltò e lo baciò sulle labbra e lui ripose al bacio teneramente, poi si alzarono e si rivestirono, ma prima che potessero uscire lei lo fermò gettandosi tra le sue braccia.
- Aspetta, voglio prima chiederti una cosa.-
Entrambi si sedettero a terra accanto alla porta, lei gli si mise sopra le gambe e lo abbracciò, poi staccandosi il suo sguardo si fece serio e triste.
- Potrà sembrarti strana come domanda, ma vorrei chiederti se c’è la possibilità che possa rimanere incinta?-
- Non preoccuparti, sono io a scegliere…non c’è pericolo!-
Kagome tirò un respiro di sollievo e lo baciò di nuovo.
- Questo potrebbe essere l’ultimo bacio che ci sarà tra di noi, Inuyasha sta arrivando e ti porterà via da me…-
- Conserverò nel mio cuore il ricordo più bello della mia vita, ho scelto di dividere questo momento con te non mi pento e mai lo farò, anche se sarà l’ultimo.-
- Devi andare, ma prima voglio darti una cosa.-
Sesshoumaru si alzò e tornò al solito mobile, dal quale questa volta tirò fuori un fermaglio molto prezioso, tornò dalla sua amante e lo sistemò tra i suoi morbidi e corvini capelli.
- Così ti ricorderai per sempre di me…Addio!-
Kagome uscì di casa, non vide nessuno tranne Ah-un addormentato in un angolo del giardino, decise che sarebbe andata via senza salutare la piccola Rin, si sarebbe dispiaciuta e l’addio sarebbe stato ancora più difficile. Si incamminò con il cuore in gola, non riusciva a fare altro che sentire su di se il calore di quell’uomo e con quanta dolcezza le avesse regalato il momento più importante della sua vita, ma dovette abbandonarlo… aveva una missione da assolvere insieme al suo Inuyasha, l’uomo di cui era realmente innamorata, anche se la sera precedente aveva deciso il contrario.

Capitolo 4

Si allontanava lentamente, illuminata dai caldi raggi del mattino presa dai suoi pensieri…con quel kimono bianco addosso e quell’aria distante sembrava una sorta di spirito, il suo volto non esprimeva espressione, ma il suo cuore era preda del grande sentimento che aveva provato la sera precedente, anche se stranamente, quella grande passione scemava lentamente. In quel momento i suoi pensieri furono condotti sul viso di Inuyasha e sul disagio che avrebbe provato nel vederlo.
- E adesso che cosa gli dico?- disse sospirando profondamente senza accorgersi che in realtà non era sola in quel momento.
- Cosa dovresti dirmi?- a quelle parole Kagome fece uno scatto e si voltò velocemente, alle sue spalle scorse il viso conosciuto del mezzo demone, che attendeva con le braccia conserte e un’espressione seria in viso, una risposta dalla ragazza, che in quel momento le sembrava così strana. Kagome però non disse nulla e gli si gettò tra le braccia stringendolo forte a se e perdendosi nella grande casacca rossa del ragazzo, che poco dopo ricambiò quell’impulsivo gesto. Per tutto il tempo Inuyasha non aveva fatto altro che pensare a lei, era in pensiero soprattutto per il fatto che non riusciva a percepire il suo odore e stranamente, anche ora che la stringeva forte a se faceva davvero fatica a sentirlo nonostante il suo fine fiuto, ma non volle più pensarci, era felice di averla ritrovata viva e senza ferite, che si lasciò andare in quel caldo abbraccio.
- Kagome-sama, che cosa vi è accaduto?- chiese la voce di una ragazzo alle spalle di Inuyasha, la ragazza fino a quel momento non aveva notato i due amici poco distanti da loro, tanto era stata la felicità di aver ritrovato Inuyasha, anche se quella distrazione provocata da Miroku l’aveva riportata velocemente alla realtà.

Il viso di Kagome cambiò espressione e tornò ad essere siero, stava ripensando a ciò che le era accaduto. Si staccò da Inuyasha e salutò calorosamente Miroku e Sango, rassicurandoli del fatto che fosse incolume, dopo l’accaduto.
- Se devo essere sincera Miroku-sama non ricordo bene cosa è successo, ma adesso sto bene gli abitanti del villaggio si sono presi cura di me credo…- Aveva mentito e sia Miroku che Sango se ne erano resi conto, anche guardandola in viso si notava che stava nascondendo qualcosa, ma nessuno dei due disse nulla e lasciarono che la ragazza potesse sentirsi a suo agio e non interrogata come se avesse commesso chissà quale crimine. Solo Inuyasha non fece caso a nulla, era solo felice di averla ritrovata.
- Inuyasha posso chiederti un favore? Mi riporteresti al pozzo, vorrei andare a casa a cambiarmi!- Inuyasha spostò lo sguardo su di lei e la esaminò attentamente, quel kimono bianco le donava molto e i capelli legati in quel modo le davano un aspetto sofisticato e nobile, ma non sembrava proprio la sua Kagome e voleva rivederla così come la conosceva, quindi accettò. Fece salire la ragazza sulla sua schiena come di consueto e si allontanò, con un veloce saltò, dai compagni.
- Houshi-sama tu non hai notato nulla di strano in lei?-
- Ti riferisci al fatto che ha mentito, Sango? Siamo andati io e te a parlare con gli abitanti del villaggio e loro non sapeva nulla di Kagome-sama…è tutto così strano…-
Sango abbassò gli occhi a terra e rimase in silenzio a riflettere sul comportamento di Kagome, non capiva davvero il perché di quella bugia; così concentrata nei suoi pensieri non si rese conto che il giovane monaco accanto a lei, aveva allungato la mano e si stava avvicinando per palparle il sedere. Sentendo quel tocco ormai molto noto su di lei rimase per un secondo immobile e presa dall’imbarazzo, poi istintivamente lo picchiò con un sonoro schiaffo sulla guancia, che fece vacillare il ragazzo e cadere a terra rumorosamente, mentre si massaggiava la parte lesa.
- Ma che ti passa per la mente in certi momenti?!-
- Eri così seria che ho cercato di diminuire la tensione, tutto qui!-
Nel cercare di difendersi, sorrise simpaticamente e assunse un espressione da bambino pentito che Sango, nel vederlo in quello stato, si addolcì subito e si piegò leggermente su di lui porgendogli la mano, per aiutarlo a rialzarsi, ma come al solito la mente perversa del monaco, travisò quel gesto, afferrò la mano e tirò la ragazza verso di se abbracciandola e strofinando il viso sul seno di lei.
- Oh Sango, sapevo che infondo anche tu…-
Le parole di Miroku, furono di nuovo bloccate da uno schiaffo, questa volta più vigoroso, sull’altra guancia. Indispettita e imbarazzata la ragazza chiese a Kirara di trasformarsi e saltandole in groppa lasciò il povero ragazzo steso a terra con le guance gonfie.
- No Sango!!! Ti prego non lasciarmi da solo!-

Nel frattempo, accarezzati dolcemente dal vento provocato dalla corsa verso il pozzo mangiaossa del mezzo demone, nessuno dei due ragazzi aveva ancora parlato. Kagome era dolcemente stesa sulla schiena del ragazzo e ogni tanto si spostava dal viso gli argentei capelli di lui accarezzandoli e nel farlo gli tornarono alla mente quelli del fratello, così simile, ma così diversi.
- Sarebbe bello se non litigassero più…-
- Hai detto qualcosa Kagome?-
La ragazza fece un semplice no con la testa e si sistemò meglio su di lui chiudendo gli occhi, Inuyasha capì la risposta dal movimento che avvertì sulla schiena e non insistette. La corsa stava durando più del previsto, ma alla fine scorsero in lontananza le case del villaggio della vecchia Kaede e la sagoma del grande dio albero. Inuyasha accelerò il passo e in pochi minuti atterrò dolcemente in un grande prato, proprio accanto al pozzo. Kagome scese dalla schiena del giovane e si avvicinò al pozzo lentamente appoggiando le mani sul legno, stranamente il suo cuore ebbe uno strano sussulto.
- Kagome…c’è qualcosa che non va?-
- No…- la ragazza fece un lungo respiro, si portò le mani sopra la testa e tolse dai capelli il bel fermaglio, lasciando ricadere sulla sua schiena la corvina chioma e osservando il piccolo oggetto, in quel momento fu come scossa da un brivido intenso. La ragazza emise un piccolo gemito, mordendosi il labbro inferiore, poi si calmò e voltandosi verso Inuyasha, che la osservava non riuscendo a capire il perché di quello strano atteggiamento, lo salutò con un sorriso senza sentimento, freddo e vuoto e anche la voce della giovane risultò diversa.
-…ci vediamo domani Inuyasha…-
Saltò nel pozzo lasciando Inuyasha senza parole, era più bella che mai, ma il quel momento la sua espressione assomigliava a quella di Kikyo, vedere i suoi occhi così spenti e il suo viso così inespressivo le riportarono alla mente l’immagine della donna che amava.
-…Kikyo…-
Quelle parole, pronunciate così flebilmente però fu come se fossero giunte lo stesso alle orecchie della ragazza che viaggiava tra un epoca e l’altra e nella sua mente non riuscì a non chiedersi, se quello fosse davvero il posto giusto per lei.

Inuyasha era fermo ad osservare il vuoto davanti a lui, come se qualcosa lo avesse bloccato completamente, fino all’arrivo di Sango e Miroku in groppa a Kirara. I due ragazzi stavano discutendo come al solito: Miroku si scusava e Sango con aria imbronciata non lo guardava. Inuyasha si voltò verso di loro giusto in tempo per vedere atterrare la gatta, ma prima osservare la sonora caduta del monaco spinto dalla ragazza ormai esasperata.
Dall’altra parte del pozzo, Kagome risaliva lentamente la scala in legno per uscire, facendo attenzione a non rovinare il kimono. Percepiva la differenza tra la sua e l’epoca di Inuyasha, persino l’aria le risultava pensate e molto inquinata. Uscì dal tempietto in cui vi era chiuso il pozzo e i suoi occhi furono colpiti dai forti raggi del sole, che le impedirono di mettere a fuoco la figura che le si stava avvicinando.
- Mamma sei tu?-
Si coprì gli occhi con la mano e alla fine riuscì a vedere bene l’immagine della donna, visibilmente sorpresa di vedere la figlia vestita in quel modo.

Capitolo 5

- Tesoro che fine ha fatto la tua divisa? Stai bene?-
- Mamma sto bene non preoccuparti…vorrei fare un bagno, mi faresti un piacere? Metti da parte questo kimono non voglio che si rovini!-
- Certo…deve essere molto prezioso! Per caso è un regalo di Inuyasha?-
Kagome, non rispose abbassando lo sguardo a terra e la madre non insistette. Entrambe tornarono in casa avvicinandosi al bagno, dove Kagome porse il kimono alla madre e corse in bagno a lavarsi, mentre la donna osservava quella veste con aria molto preoccupata.
La ragazza cullata dall’acqua calda che velocemente usciva da rubinetto e riempiva la vasca, era impegnata a togliersi gli ultimi residui di quell’impacco applicatale da Sesshoumaru e che aveva nascosto il suo odore al fine fiuto di Inuyasha. A quel pensiero, Kagome ebbe un brivido, ora che si stava lavando Inuyasha avrebbe sentito l’odore del fratello. Era visibilmente preoccupata e non riuscì a fare altro che riempire la vasca con diversi bagnoschiuma profumati, credendo che il loro aroma potesse coprire quello del demone. Fu il rumore del pugno leggero della madre sulla porta del bagno, che avvertiva la ragazza che era ora di cena, a destarla da quei pensieri, ormai non poteva fare nulla e avrebbe affrontato Inuyasha il giorno successivo.

Dopo cena salì subito in camera e si gettò sul letto, la sua mente era pervasa da mille dubbi, pensava a cosa avrebbe detto ad Inuyasha, ma la cosa che la opprimeva di più era stato lo sguardo del mezzo demone prima che entrasse nel pozzo.
- Stava pensando a Kikyo, non lo sopporto quando mi guarda in quel modo…perché non riesco a trovare un posto nel suo cuore, perché devo sempre essere seconda a qualcuno…-
Sospirò rumorosamente, qualcosa la turbava nell'animo, ma nemmeno lei sapeva esattamente cosa fosse quella situazione. La bocca si inarcò in un ironico sorriso, quasi come volesse prendersi in giro da sola.
- Certo che sono proprio una stupida... stupida...- Una lacrima solitaria le solcò il viso, disegnando un piccolo ruscello lucente sulla guancia, fino a morire sul bianco cuscino. Presa da quei pensieri si addormentò profondamente senza neanche rendersene conto.

La mattina arrivò troppo velocemente per questo, nonostante il continuo suono della sveglia, Kagome non accennava a svegliarsi. Provvidenzialmente la madre della ragazza entrò nella stanza e sedendosi accanto alla figlia, la accarezzò dolecemente chiedendole di alzarsi.
- Buon giorno mamma…-
Dormire a casa era una bella sensazione e svegliarsi così dolecemente, anziché a causa delle urla di Inuyasha era ancora più carino.
- Keh…per te non esisto proprio!-
Kagome si spostò verso la voce che aveva appena sentito e vide Inuyasha seduto a terra con le braccia conserte e lo sguardo un po’ imbronciato.
- Inuyasha non ti avevo visto, come mai sei qui?-
- Hai detto che saresti tornata oggi e dato che non arrivavi sono venuto a prenderti, ma ti trovo ancora a dormire, sei una grande poltrona!-
Kagome si mise seduta sul letto e lo osservò attentamente, era un po’ arrabbiato, ma infondo lo era sempre quando doveva andarla a prendere perché in ritardo e non ci fece caso più di tanto. Kagome accarezzò Inuyasha sulla testa come se fosse un cagnolino indispettito e corse in bagno a cambiarsi, mentre la madre uscì dalla stanza lasciando Inuyasha da solo. Fu pronta in pochi minuti e tornò dal mezzo demone, che la stava aspettando, si avvicinò alla scrivania e prese una bottiglietta di profumo spruzzandosi alcune gocce sul collo. Inuyasha si alzò e si avvicinò alla finestra della camera, senza neanche guardarla in viso.

Il giovane era molto irritato da ogni atteggiamento della ragazza e lei se ne rese conto.
- Perché ti metti quella roba?- chiese senza voltarsi, la sua voce era fredda e distante e Kagome rimase perplessa, perché mai lo aveva sentito così lontano da lei. - …guarda che non mi faccio fregare da questi trucchetti!.-
- Perché dici queste cose…sei arrabbiato?-
- Muoviti, ci aspettano!-
Anche questa risposta fu fredda e distante, non sembrava neanche lui. Kagome lo vide uscire un lungo balzo dalla finestra e lo seguì chiudendo dietro di se la porta della camera e scendendo in cucina a salutare la madre prima di partire. La vide intenta a riordinare e la salutò velocemente, ma la donna la fermò prima che potesse uscire.
- Kagome sei strana, se non vuoi stare con Inuyasha non sei obbligata…l’ho visto molto arrabbiato questa mattina…-
- Non ti preoccupare, abbiamo discusso, ma lo facciamo sempre, si risolverà tutto, ci vediamo presto.-
La donna rimase a guardare la figlia uscire di casa, era triste e non poteva non essere preoccupata per lei, ma doveva lasciarla andare.

Kagome camminava molto lentamente verso il piccolo tempietto dove vi era custodito il pozzo e dove la stava aspettando Inuyasha. Affrontarlo era per lei molto difficile: “Perché mi devono trattare in questo modo, sono stanca di sentirmi inquisita, ho fatto un errore e ne pagherò le conseguenze non posso tornare indietro…quindi andrò fino infondo…”

Nell’epoca sen Goku tutti attendevano il ritorno di Inuyasha e Kagome, erano seduti accanto al pozzo mangiaossa con aria molto preoccupata.
- Houshi-sama…- Sango fece un lungo respiro di liberazione come se non riuscisse a proseguire con quella frase, ma alla fine lo fece cambiando completamente tono di voce. -…devi smetterla di toccarmi!- Lo gridò sbattendo in testa al povero ragazzo il suo Iraikotsu e facendo accasciare Miroku a terra dal dolore, che ormai stava diventando abituale.
- Sei crudele Sango…io cerco solo di non farti avere quell’aria così triste…-
- Grazie per il sostegno, ma non ne ho bisogno!-
Sango si sedette un po’ più distante dal monaco e fece interporre tra i due la sua gattina trasformata, che si sdraiò proprio in mezzo e si addormentò beatamente. Miroku rassegnato accarezzò la gatta che iniziò fare le fusa, facendo poggiare il giovane su di lei.
- Perché nessuno mi capisce…almeno tu Kirara apprezzi le mie coccole!-
La gatta emise un piccolo ruggito e strofinò il suo musetto accanto al viso del monaco facendolo sorridere, mentre Sango cercava di nascondere il sorriso uscitole spontaneo. Nessuno dei due si era reso conto che poco distante, anche qualcun altro aspettava il ritorno di Kagome, nascosto tra gli alberi cercando di mascherare la sua presenza.
- Sango hai notato che ieri sera Inuyasha era molto arrabbiato e agitato?-
La ragazza rispose con un segno della testa, ma nonostante non potesse vederla, Miroku capì dal silenzio quale fosse stata la sua risposta.
- Non capisco il perché abbia mentito, noi la stavamo cercando ed era logico che avessimo chiesto informazioni al villaggio…
-…per non parlare del fatto che Inuyasha sentiva l’odore di Sesshoumaru e non era neanche molto distante da dove abbiamo trovato Kagome-chan-
Entrambi i ragazzi si spostarono e si ritrovarono faccia a faccia, in mente avevano la stessa idea e lo stesso dubbio, ma nessuno dei due voleva dirlo, vennero colpiti da un vento fresco, ma non si accorsero dell’arrivo di qualcun altro che disse proprio ciò che loro non volevano.
- State insinuando che la mia Kagome ha passato la notte insieme a qual ghiacciolo…il fratello del botolo?-
- Kouga! Da quando sei qui?- Infondo nessuno dei due era poi così sorpreso, quando si trattava di Kagome era Kouga il primo a presentarsi.
- Magari Sesshoumaru l’ha semplicemente aiutata?- Chissà perché, quella frase non convinceva nessuno dei presenti, ad ogni modo il loro discorso fu interrotto da delle voci provenienti da pozzo, voci molto famigliari: Inuyasha e Kagome erano arrivati.

Tutti e tre si avvicinarono al pozzo e videro i due ragazzi sul fondo, ma Kouga dovette subito spostarsi da li, il suo naso fu colpito da uno strano odore e quell’odore proveniva da Kagome. Inuyasha prese la ragazza per un braccio senza dire nulla e con un saltò la fece uscire dal pozzo, ma fu molto brusco e prima di atterrare la lasciò cadere a terra goffamente, fu Sango ad intervenire.
- Inuyasha che modi sono…Kagome-chan stai bene?-
Sango fece rialzare la ragazza, che in quel momento vide su di se lo sguardo inquisitorio di tre ragazzi, persino Miroku, che infondo non aveva una strana espressione, la metteva in imbarazzo. Fu Inuyasha a rompere quell’atmosfera, gridando a Kouga.
- Ci sei anche tu lupastro, bene vuoi partecipare alla riunione di gruppo, ci vediamo al Gonshinboku!-
Inuyasha scattò e si allontanò, seguito da Kouga, senza neanche aver salutato Kagome e anche lei iniziò ad incamminarsi. Sango era preoccupata per la sua amica, e si sentiva in colpa forse erano stati troppo invadenti. Provò a seguirla, ma Miroku la fermò prendendola per un braccio e facendo un rassegnato no con la testa. Sango capì che doveva lasciarli soli, anche se la cosa le pesava molto.

Entrambi i ragazzi aspettavano Kagome, Inuyasha era seduto su un ramo del grande albero, mentre Kouga lo guardava dal basso appoggiato al tronco e con le braccia conserte, entrambi erano seri e non parlavano. Solo Kouga ebbe il coraggio di parlare, Inuyasha era fermo ad osservare il vuoto dinanzi a lui.
- Inuyasha forse…ecco forse siamo stati troppo duri con lei tutti quanto intendo, la guardavamo come se fosse una ladra, magari se non ha detto la verità avrà un motivo, no?-
Inuyasha non rispose, si sentiva offeso e tradito da lei, e sapeva che anche Kouga un po’ stava soffrendo per quella situazione.
- Senti…io non ho nulla con tuo fratello, se l’ha aiutata ben venga non posso che esserne felice, anche se l’odore di quel demone lei ho ha…-
- …lo ha impresso sulla pelle, come se facesse parte di lei, non lo sopporto!-
Concluse Inuyasha scendendo dall’albero, guardò Kouga mentre si voltava e andava via e cercò di fermarlo, ma lui rispose con un freddo no, dicendo che infondo in questa storia non c’entrava nulla e l’unica cosa per cui era venuto era vedere Kagome sana e slava, l’aveva vista e ora poteva anche andarsene, la questione era solo tra Inuyasha e Kagome, anche se lasciarli lo infastidiva non poteva fare altro.
-…Sia ben chiaro botolo che non sto gettando la spugna!-
Inuyasha lo vide allontanarsi come una furia, grazie ai frammenti della sfera dei quattro spiriti Kouga era forse il demone più veloce che avesse mai incontrato. Il giovane demone lupo voleva allontanarsi, ma ad un certo punto la sua corsa subì una brusca virata, era stato attirato da uno strano odore, che ormai conosceva bene.


Capitolo 6

- Rin! Rin-chan!...Ma dove si è cacciata? Sesshoumaru-sama mi uccide se torno senza di lei…Rin!-
Il piccolo demone servo di Sesshoumaru, rabbrividì pensando allo sguardo del suo padrone. La bambina in realtà non era molto distante da Jaken, ma si divertiva a sentirlo gridare dalla paura. Rin era seduta accanto ad un fiume e si divertiva a giocare con l’acqua, ma fu colta di sorpresa dall’arrivo di qualcuno ad alta velocità e vi cadde dentro bagnandosi completamente.
- Perdonami piccola non volevo spaventarti.-
La voce di Kouga risuonò dolce e gentile alle orecchie della bambina, che nonostante fosse un demone lupo, non ebbe paura ad avvicinarsi.
- Tu sei quello che mi ha salvato una volta…anche se i lupi mi fanno paura tu non sembri cattivo!-
Kouga sorrise, ma ripensò al fatto che quella bambina era morta a causa dei suoi lupi e cercò di scusarsi per come si era comportato.
- Ti chiedo scusa piccola, prima non avevo rispetto per gli esseri umani, ma adesso sono buono e non ti farei mai del male…sono venuto solo per chiederti una cosa su Sesshoumaru.-
La bambina sorrise, quelle parole erano sincere e lei riusciva a capirlo dagli occhi del giovane, si fidò e attese la domanda.
- Conosci una ragazza molto bella di nome Kagome? Il tuo padrone deve averla soccorsa qualche giorno fa?-
- Si…Kagome-sama era ferita l’ho trovata io in riva la fiume, poi Sesshoumaru-sama l’ha guarita.-
- E…insomma, sapresti dirmi se tra loro è successo qualcosa di strano?-
Quella domanda la mise in imbarazzo e Rin ripensò a quando aveva visto il demone piegato sulla ragazza all’interno della grotta, arrossì leggermente e quel comportamento fece rimanere Kouga senza fiato.
-Bè…dopo che abbiamo portato Kagome-sama a casa io non l’ho più vista, lei e Sesshoumaru-sama sono rimasti sempre chiusi in camera, lei stava male, solo la mattina prima che andasse via l’ho vista, ma era strana, non parlava…-
Quelle parole fecero crescere in Kouga un pesante nodo alla gola, che lentamente diventava sempre più stretto, si alzò e cercò di andare via, era sconvolto, ma fu bloccato da una voce che gli mise i brividi.
- Faresti meglio ad andartene prima che ti faccia a pezzi!-
Si voltò e vide Sesshoumaru alle sue spalle che impugnava Tokijin, ebbe paura, ma rimase fermo doveva chiarire la situazione a tutti i costi.
- Voglio chiederti solo una cosa Sesshoumaru…che hai fatto alla mia Kagome?-
L’espressione del demone cane non muotò mai una volta, fece allontanare Rin dirigendola verso Jaken e si avvicinò a Kouga lentamente, tanto che il demone lupo era convinto che la sua ora fosse ormai giunta, invece Sesshoumaru mise la spada al suo fianco e rispose alla domanda, ma quelle parole fecero rimanere il povero lupo senza forze e sbalordito, tanto che ci impiegò tempo a riprendersi anche dopo che Sesshoumaru se ne fosse andato.

Kagome procedeva lentamente, voleva prolungare l’attesa in modo che il litigio che ci sarebbe stato, perché era convinta che avrebbero litigato, fosse rimandato il più a lungo possibile, ma contro le sue previsioni si trovò presto di fronte alla verità. Inuyasha l’aspettava in piedi vicino al grande albero e quando la vide arrivare, si voltò verso di lei, era serio: gli occhi dorati del mezzo demone esprimevano solo rabbia e tanto dispiacere, doveva a tutti i costi capire cosa fosse successo. Kagome continuò ad avanzare, ma lui le gridò di fermarsi bruscamente.
- Non provare ad avvicinarti…la sua puzza è insopportabile.-
- Ma cosa dici Inuyasha?-
- Credi davvero che sia così idiota? Che ti passa per la mente spiegamelo perché io proprio non ci capisco nulla, spiegami per che diavolo mi hai mentito e non mi hai detto di Sesshoumaru?...Che mi stai nascondendo?-
Era stato molto brusco nel parlare, aveva anche gridato e quel comportamento fece rimanere Kagome senza parole, non sapeva che cosa rispondere.
- Io…io non ti ho detto nulla perché non volevo farti arrabbiare, saresti corso da lui e vi sareste azzuffati come sempre, non volevo che succedesse…-
- Non mi stai rispondendo, continui a sviare la mia domanda, ma se vuoi ti do una mano io…vediamo se me lo tieni nascosto…vorrà dire che magari tu…e lui…-
La stava denigrando e deridendo, il suo tono di voce era così malizioso e cattivo, cercava di tirarle fuori qualcosa che non avrebbe mai voluto dirgli e alla fine uscì, ma il modo in cui venne fuori fu terribile.
- Ci sono stata a letto, bene ora sei contento, hai finito di prendermi in giro! Per una volta ho avuto accanto una persona che mi guardava e vedeva me soltanto, non cercava altro nei miei occhi e soprattutto non cercava Kikyo!-
Iniziò a piangere coprendosi il viso con le mani, Inuyasha era rimasto immobile e senza dire una parola, dovette addirittura appoggiarsi all’albero per non cadere a terra senza forze. Non riusciva a credere che fosse accaduta una cosa simile e quelle parole…avrebbe preferito essere ucciso in quel momento piuttosto che doverle ascoltare. Si spostò leggermente lasciando ricadere, come senza forze, le braccia sui fianchi e si avvicinò a lei, senza dire nulla, ascoltando il rumore del pianto della ragazza, che in quel momento non lo toccava affatto. Ora, a pochi centimetri da lei, l’odore di suo fratello era fortissimo, tanto da farlo stare male, osservava Kagome, ma non riusciva a vederla, parlò inizialmente con voce molto bassa e senza espressione.
- Chi sei tu? Non sei Kagome ne la mia Kikyo, non sei nulla…Kikyo non si sarebbe mai comportata così!-
Non fece in tempo Kagome ad alzare lo sguardo verso di lui, che Inuyasha la colpì con ferocia al viso facendola barcollare e cadere all’indietro. L’aveva picchiata e la ragazza si portò una mano alla guancia rossa, mentre un po’ di sangue le usciva dalla bocca. Inuyasha sembrava folle, i suoi occhi erano fuoco che la stavano bruciando, avrebbe colpito di nuovo, ora che era a terra non poteva scappare e avrebbe dovuto sopportare di nuovo il dolore per ciò che aveva detto, ma forse lo meritava. Chiuse gli occhi aspettando, ma non accadde.

Delle voci, che inizialmente erano rumori lontani si fecero più vicine, chiamavano Inuyasha e cercavano di fermarlo, ma lui non ascoltava. Aprendo leggermente gli occhi arrossati e bagnati dalle lacrime, Kagome vide Miroku gettarsi sul mezzo demone come una furia, lo afferrò per le braccia ma faticava a tenerlo fermo, poi anche Sango cercò di aiutarlo e lo fecero allontanare dalla ragazza. Kagome non avrebbe mai pensato di dover vedere i suoi amici combattere l’uno contro l’altro a causa sua, ma quella era la realtà ed era stata tutta colpa sua.
- Inuyasha fermati, sei pazzo!-
- Lasciami stare Miroku, non intrometterti…lasciatemi!-
Miroku e Sango faticavano a tenerlo e ormai Kagome non riusciva più a vedere quella scena, si alzò velocemente e scappò via, cercando di allontanarsi il più possibile da loro, ma fu bloccata nuovamente. Davanti a lei vide l’immagine di una demone dai capelli argentei e la veste bianca, che conosceva bene: davanti a lei a bloccare la sua fuga c’era Sesshoumaru, che osservava la scena.
- Chè ti prende Inuyasha, adesso ti sei messo a picchiare anche le donne…sei patetico!.-
- Bene ci sei anche tu, vi ammazzo insieme…bastardo!-
Sesshoumaru lo ignorò, Miroku e Sango non avrebbero lasciato la presa e lui spostò i suoi freddi occhi dorati sulla ragazza in lacrime davanti a lui. Con la mano le prese il viso spostandolo leggermente verso destra per osservare la guancia, che stava diventando violacea, la lasciò subito e fece cenno a Kagome di seguirlo. La ragazza un po’ riluttante, alla fine seguì il demone e sparì con lui tra gli alberi.

Solo quando Miroku non li vide più decise di lasciare Inuyasha, che nel frattempo aveva smesso di divincolarsi come un folle e anche Sango lasciò la presa. Inuyasha cadde a sedere a terra e abbassò lo sguardo, nascondendo gli occhi alla vista dei compagni, che caddero a sedere anche loro, a causa dello sforzo di aver dovuto tenere testa alla forza demoniaca di Inuyasha.
- Come ti è venuto in mente di picchiare Kagome-chan, sei impazzito?-
- Sango ha ragione…infondo Kagome-sama è libera di scegliere cosa fare non hai il diritto di farle questo…tuttavia…-
Sango guardò Miroku e lo vide cupo e pensieroso, Inuyasha aveva reagito male, ma Kagome non si era comportata bene e non solo con Inuyasha, ma con tutti loro. Entrambi guardarono il mezzo demone seduto e immobile davanti a loro, e notarono che Inuyasha stava piangendo, dagli occhi color dell’ambra uscivano fiumiciattoli di lacrime, salate e colme di tristezza, non si vergognava a farsi vedere in quello stato, non gli importava di nulla ormai.
- Inuyasha…-
- A ferirmi…sono state le sue parole…-
E a farlo stare male in quel momento era la consapevolezza di averla persa per sempre.

Kagome seguiva Sesshoumaru, che non le aveva ancora rivolto la parola, la condusse accanto ad un fiume e la fece sedere su di un masso poco distante dall’acqua, Kagome estrasse un fazzoletto dalla tasca della gonna e cercò di pulirsi il sangue che le usciva dalla bocca. A sorpresa, Sesshoumaru prese il fazzoletto e lo bagnò nell’acqua fresca del fiume, si inginocchiò dinanzi a alla ragazza e l’aiutò a sentirsi meglio, poggiandolo sulla guancia lesa. L’acqua fresca le dava sollievo, Kagome guardò il demone davanti a lei, era serio e posato, freddo e distante, come lo aveva sempre visto, non mostrava nulla, come se fosse indifferente a tutto. Kagome spostò la mano del demone dal suo viso e si decise a parlare, anche se le parole faticavano ad uscire.
- Devo chiederti scusa…tu sei stato gentile con me, mi hai salvato la vita e io ti ho usato in questo modo…-
- Cosa ricordi di quella sera?-
La voce di Sesshoumaru era priva di qualsiasi sentimento, era il solito glaciale principe dei demoni, era in quel momento come era sempre stato, ma quello era anche il momento della verità.
- Mi chiedi cosa ricordo…tutto e nulla, vorrei ricordare solo quello che alla fine ho immaginato, ma le cose non sono andate così…anche se ho detto ad Inuyasha di aver passato la notte con te e me ne vergogno tanto perché non è vero, avevo la febbre e deliravo, tu mi sei stato accanto, Rin al mattino mi ha legato i capelli con quel bel fermaglio, ma questo l’ho ricordato solo dopo al pozzo, quando ho preso il fermacapelli in mano ho come avuto un flash e mano a mano ho ricordato tutto…che sciocca che sono…-
- Se sapevi che quello che credevi di aver vissuto era falso a causa del mio medicamento, perché hai continuato a mentire?-
- Perché…- le lacrime le solcarono di nuovo il viso, provò a fermarle asciugandosi con la mano gli occhi, ma era tutto inutile e Sesshoumaru, davanti a lei, la osservava e non capiva. - …perché per una volta era bello credere di essere l’unica donna per qualcuno…ho voluto credere alla mia stessa bugia…-
Cercò di nascondersi dagli occhi del demone, si vergognava per aver messo in scena tutto questo, ma non poteva tornare indietro, con quelle parole aveva perso per sempre Inuyasha. Sesshoumaru si alzò e si voltò, lasciando Kagome sola a riflettere, ma lei lo fermò aggrappandosi alla sua veste, lui si voltò e vide la ragazza, gli stava sorridendo, nonostante le lacrime.
- Grazie per aver compreso…-
- Voi esseri umani siete davvero strani, fate di tutto per stare male…non vi capisco!-
Se ne andò, lasciandola sola davvero questa volta, le aveva salvato la vita, ma ora di lei non gli importava più nulla. Kagome allora decise, che avrebbe dovuto affrontare Inuyasha, anche se lo avrebbe perso, doveva parlare.

Nel frattempo, Kouga era tornato indietro dopo che Sesshoumaru gli aveva raccontato come stavano le cose, corse più veloce che poteva ma non fece in tempo e arrivò da Inuyasha proprio mentre stava piangendo. Neanche davanti al suo rivale, Inuyasha cercò di nascondere il suo stato d’animo. Kouga si fece spiegare cosa fosse successo e andò su tutte le furie quando Miroku gli disse che Inuyasha aveva picchiato Kagome. Il demone lupo prese il mezzo demone inerte tirandolo su di peso.
- Stupido…come ti sei permesso, non so che ti ha detto la testa, ma Kagome non ha fatto nulla di male con quel tizio.- Lasciò Inuyasha che ricadde pesantemente a terra inerte.
- Cosa significa questo Kouga?-
- Ho parlato con lui e mi ha spiegato come sono andate le cose, Kagome era gravemente ferita e lui l’ha aiutata, ha usato il suo sangue demoniaco per curarle le ferite, ma Kagome era debole e non riusciva a sopportarlo bene, la febbre le è salita velocemente…durante la notte non si è mai staccata da lui, lo teneva per la veste perché aveva paura di morire, ha messo la sua vita nelle mani di quel demone e a causa della febbre avrà immaginato qualcosa di diverso, ma Sesshoumaru non l’ha mai toccata…-
Miroku e Sango fecero un respiro profondo di sollievo, ma Inuyasha non reagì minimamente a quelle parole, Kouga cercò di svegliarlo ripetendo che non era accaduto nulla, ma non ebbe effetto, solo la voce di Kagome lo fece destare. La ragazza, dopo aver salutato Sesshoumaru era tornata indietro ascoltando le giustificazioni di Kouga.
- Kouga ha ragione, tra me e lui non è successo nulla, ho mentito, ma non cambia le cose, dopotutto ho detto solo ciò che pensavo…-
- Kagome-chan come stai?-
Kagome guardò l’amica visibilmente preoccupata e chiese di lasciare lei e Inuyasha soli, dovevano parlare e anche se un po’ riluttanti, Miroku, Sango e Kouga dovettero andarsene. Ormai soli Kagome si avvicinò ad Inuyasha, che non la guardò neanche.

- Inuyasha credo sia giunto il momento di parlare…-
- Perché ti sei comportata in questo modo…io non… non ti riconosco più!-
Inuyasha aveva ancora la voce spezzata, Kagome capì che aveva pianto e il suo cuore sussultò di tristezza, perché la colpa era sua, ma doveva andare fino in fondo e lo fece.
- Non mi riconosci perché in me continui a cercare sempre Kikyo, ma io non sono lei…sono stanca Inuyasha, stanca di dover sempre confrontarmi con un fantasma, stanca di perderti ogni volta che c’è lei, ho sbagliato a mentire ma volevo farti capire cosa si prova vedere la persona che ami correre da un’altra, vederli mentre si baciano e soffrire perché per lui non sei nulla…-
A quelle parole Inuyasha alzò gli occhi verso la ragazza, che intanto si era voltata dandogli le spalle e si alzò in piedi senza interromperla.
- Inuyasha io ti amo davvero, ma non ce la faccio più… ho provato ma nel tuo cuore non c’è posto per me ed è per questo che ho creduto alla mia stessa bugia, ho creduto che almeno per una volta fossi l’unica donna per un uomo, perché per te non lo sono e a questo punto non ce la faccio più, le cose sono cambiate e anche se una volta ti ho promesso che ti sarei sempre stata vicino ora non posso più farlo…scegli Inuyasha, scegli me o lei, ma se sceglierai lei io non tornerò più, anche se sarei disposta a cederle la mia anima pur di vederti felice…ma scegli perché davvero non ce la faccio più…-
Si voltò velocemente e rimase sorpresa di vedere Inuyasha così vicino a lei, la guardava e finalmente negli occhi del mezzo demone non vedeva più rabbia, gli aveva parlato con il cuore e pronta a perderlo, avrebbe cercato di resistere alla sua risposta.
- Kagome perdonami…perdona il mio comportamento, il mio carattere, la mia indecisione…- mentre parlava allungò una mano verso la guancia di lei e la accarezzò maledicendo se stesso per ciò che aveva fatto. -…perdonami perché non credevo che tu soffrissi in questo modo e perdonami per non aver capito la realtà per essere stato così cieco…ho avuto paura di perderti e se fosse accaduto sarei morto perché tu e solo tu sei la mia verità e la mia vita, forse l’ho sempre saputo, ma sono stato così cieco e siamo dovuti arrivare alle menzogne per capirci, perdonami…-
Kagome era senza parole, stava davvero ascoltando le parole che voleva sentirsi dire, Inuyasha le stava chiedendo scusa, di non andarsene perché la sua scelta era Kagome e non Kikyo.
- Inu…-
Non terminò, Inuyasha le prese il viso con le mani e appoggiò le sue labbra su quelle di lei, sentì il sapore del sangue che le era uscito dalla bocca a causa sua, il cuore batteva velocemente, mentre cercava una risposta dalla ragazza, toccandole le labbra con la lingua, una risposta che ebbe. Kagome si strinse a lui e ricambiò il bacio che divenne più profondo e pieno di passione, la stessa che in tutto quel tempo non erano riusciti ad esprimere mai.
- Kagome, non accadrà mai più, niente più menzogne niente più segreti, perché io ti amo e così sarà per sempre…-
Quella promessa, sotto l’albero sacro, dove aveva incontrato per la prima volta Inuyasha, fu sigillata per sempre con un bacio lungo una vita…

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